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Vita di Galileo

Di

Editore: Einaudi

4.1
(2646)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806173634 | Isbn-13: 9788806173630 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Emilio Castellani

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rinforzata scuole e biblioteche

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Il drammaturgo tedesco rielaborò, in tre distinte riprese fino a pochi mesi dalla morte, questo dramma che egli considerava centrale nella sua produzione, sia sul piano drammaturgico che su quello morale; un ritratto fortemente chiaroscurato e volutamente contraddittorio del grande scienziato pisano, la cui indefessa ricerca della verità si trasforma a poco a poco in una sorta di vizio, di personale, quasi narcisistica intemperanza intellettuale.
La presente edizione offre un'ampia introduzione, che situa l'autore e l'opera nel loro contesto storico e letterario, il testo originale nella versione definitiva e integrale con la traduzione a fronte, e un corredo di note a piè di pagina che chiariscono le difficoltà linguistiche e forniscono precisazioni culturali, d'ambiente e di costume.
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  • 4

    Vita di Galileo è un dramma scritto e riscritto per quasi vent’anni in svariate versioni dal drammaturgo tedesco Bertolt Brecht prima, durante e dopo la Seconda guerra mondiale e qui pubblicato da Einaudi nella sua versione finale, dove “finale” non vuol dire “definitiva”, ma solo che è l’ ...continua

    Vita di Galileo è un dramma scritto e riscritto per quasi vent’anni in svariate versioni dal drammaturgo tedesco Bertolt Brecht prima, durante e dopo la Seconda guerra mondiale e qui pubblicato da Einaudi nella sua versione finale, dove “finale” non vuol dire “definitiva”, ma solo che è l’ultima redatta da Brecht prima di morire, altrimenti avrebbe continuato a metterci mano. Dopo la pesante, snervante e disinvogliante introduzione del curatore e traduttore Emilio Castellani, tutta impostata su un’interpretazione fortemente politica e politicizzata del testo, sono bastate due paginette per immergersi completamente in questo testo splendido: la scrittura di Brecht è di una freschezza, inventiva e (sorprendentemente) ironia formidabili. Le quindici scene che compongono la pièce teatrale scorrono rapide ed efficaci, ricche di personaggi eppure niente affatto dispersive, punteggiate qua e là da battute-slogan e monologhi scritti in una lingua molto più parlata che letteraria e perfetti per delineare al meglio il carattere dei personaggi. La messinscena è eccezionale: il mestiere di regista, e non solo di commediografo, di Brecht è evidente in scene molto visive, quasi cinematografiche come quella della lite fra i due bambini o quella in cui l’astronomo papalino conferma le teorie di Galileo usando la parola, il gesto e il tempo, sfruttando al massimo la quadridimensionalità del teatro. Resta in ultima analisi l’opinione sui personaggi: Galileo geniale eppure abiuratore, gli allievi devoti eppure inefficaci, il popolo basso ignorante eppure generoso, la Chiesa oscurantista eppure materna. Nelle note all’allestimento, pubblicate in appendice, Brecht specifica che nessun ruolo va interpretato dagli attori in chiave canzonatoria o con un tono negativo, neppure quello del Cardinale Inquisitore, allo scopo esatto di dare allo spettatore del dramma una visione quanto più oggettivizzata e lasciargli la propria personale interpretazione, compresa la possibilità di vedere nel contrasto fra Galileo e la Chiesa una grande allegoria della lotta ai regimi totalitari che è stata parte della vita di Brecht stesso. Qualunque opinione se ne possa trarre, resta certa e ferma come una stella fissa nella sua calotta di cristallo che Vita di Galileo è uno dei drammi più importanti di tutto il XX secolo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    PECCATO

    ..davvero non averlo potuto vedere a teatro. Me lo sarei proprio goduto. Per la complessa, vera, umida umanità dei personaggi, per le frasi perfette, taglienti, nette, e per la bellezza delle scene rese. Un libretto molto, molto ricco.

    ha scritto il 

  • 5

    Perchè voler essere adesso tanto intelligenti, se potremo alla fine essere un pochino, un nonnulla meno sciocchi?

    Ripercorrendo alcuni tratti salienti della vita di Galileo, lo scrittore conduce il lettore a ripercorrere il faticoso processo dell'umanità verso il pensiero libero. Il libro è dotato di quella sana ironia intelligente che lo rende particolarmente scorrevole, senza risultare mai banale o noioso, ...continua

    Ripercorrendo alcuni tratti salienti della vita di Galileo, lo scrittore conduce il lettore a ripercorrere il faticoso processo dell'umanità verso il pensiero libero. Il libro è dotato di quella sana ironia intelligente che lo rende particolarmente scorrevole, senza risultare mai banale o noioso, in quanto permette, in qualsiasi occasione (la scoperta, la paura, l'abiura, il -quasi-fallimento-intelligente- e quindi l'ostinazione verso quel credo su cui si fondata la vita) di pensare a lungo sulla bellezza della ragione e sul significato filosofico del ricercare e dello sperimentare.
    Lettura (inaspettatamente) bella!

    ha scritto il 

  • 4

    Un bellissimo libretto, di quelli ...

    ... culturali, da scuola, da ragionamento sui punti chiave della storia e del pensiero umano, come cambia la società, come cambia un uomo causa la società. La critica di Brecht cambia a seconda del momento storico che vive. Non conoscevo Brecht e tutta la nuvola di critica social anni '60 ... ma ...continua

    ... culturali, da scuola, da ragionamento sui punti chiave della storia e del pensiero umano, come cambia la società, come cambia un uomo causa la società. La critica di Brecht cambia a seconda del momento storico che vive. Non conoscevo Brecht e tutta la nuvola di critica social anni '60 ... ma credo sia da informarsene un pochino.

    ha scritto il 

  • 4

    Ne avrei date 3, non sono stato capace di trovare i tratti del capolavoro; fluente la forma, mai noiosa la trama (e come può esserlo la vita del padre dell'eliocentrismo?), ma niente di più. Ne avrei date 3, ma è stata l'opera che mi ha avvicinato al genere teatrale prima di ogni altra. E poi anc ...continua

    Ne avrei date 3, non sono stato capace di trovare i tratti del capolavoro; fluente la forma, mai noiosa la trama (e come può esserlo la vita del padre dell'eliocentrismo?), ma niente di più. Ne avrei date 3, ma è stata l'opera che mi ha avvicinato al genere teatrale prima di ogni altra. E poi anche Galileo se le merita.

    ha scritto il 

  • 5

    Niente affatto banale

    Man mano che proseguivo nella lettura l'ho trovato sempre più interessante e profondo, fino alle ultime scene in cui troviamo Galileo anziano, provato, domato, ma in fondo non domo.


    Bello, si legge velocemente, ma permette di pensare a lungo sul significato filosofico del ricercare e dello ...continua

    Man mano che proseguivo nella lettura l'ho trovato sempre più interessante e profondo, fino alle ultime scene in cui troviamo Galileo anziano, provato, domato, ma in fondo non domo.

    Bello, si legge velocemente, ma permette di pensare a lungo sul significato filosofico del ricercare e dello sperimentare... Insomma una grandissimo modo per accostarsi all'anima del metodo Galileiano.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che la drammatizzazione della parabola della scienza, come anche Brecht sembra indicare, sembra piuttosto la parabola della ragione in tutta la sua ampiezza e complessità. Così come l’animosità di Galileo alle sue prime scoperte può identificarsi alla esuberanza dell’illuminismo, così la sua ...continua

    Più che la drammatizzazione della parabola della scienza, come anche Brecht sembra indicare, sembra piuttosto la parabola della ragione in tutta la sua ampiezza e complessità. Così come l’animosità di Galileo alle sue prime scoperte può identificarsi alla esuberanza dell’illuminismo, così la sua abiura è la sua dichiarazione di fallimento. Che paura le torture dell’Inquisizione e che paura la perversione totalitaria, la quale compendia in un unico evento storico le contraddizioni della modernità. Paure che conducono pavidamente ad abiurare quel bagaglio di fierezza e responsabilità che è il libero pensiero. Così risorgono — giustamente s’intende — le filosofie post-moderniste, vitalistiche, nichilistiche, decostruttivistiche, volte a negare il potere emancipatorio del pensare razionale. Dimenticando però che nonostante l’abiura di Galileo, quella del potere millenario della conservazione (ivi rappresentato dalla Chiesa di Roma) fu una vittoria momentanea. Perché, mentre soggiogavano lo scienziato, non poterono fermare (semmai rallentarono) il progresso dello spirito del mondo. Così non ci può dimenticare che a ragionare sui difetti della ragione è proprio la ragione stessa.

    ha scritto il 

  • 4

    ...frammenti...

    Le città sono piccole, le teste altrettanto. Piene di superstizioni e pestilenze. Ma ora noi diciamo: visto che così è, così non deve rimanere. Perché ogni cosa si muove, amico mio.

    ha scritto il 

  • 3

    Della prima lettura non ricordavo nulla. La seconda è un ascolto, fatto col libro sotto gli occhi per vedere se mi tornava qualcosa in mente e se c’erano differenze.
    Di differenze ce ne sono parecchie e non dipendono solo dal fatto che Strehler probabilmente legge una traduzione diversa dal ...continua

    Della prima lettura non ricordavo nulla. La seconda è un ascolto, fatto col libro sotto gli occhi per vedere se mi tornava qualcosa in mente e se c’erano differenze.
    Di differenze ce ne sono parecchie e non dipendono solo dal fatto che Strehler probabilmente legge una traduzione diversa dalla mia.
    Strehler non legge soltanto, ma racconta, spiega, riassume, descrive, interpreta, rielabora… con un tono che a me è risultato particolarmente odioso.
    Ma quanto si sente bravo mentre, dall’alto della sua cultura, riduce a gag da istrione un grande testo per un pubblico adorante!
    Ho provato a farmi un esame di coscienza, pensando che sto cercando ragioni a un’antipatia senza ragione. E Benigni che legge La divina commedia? No, non c’è paragone. Qui il protagonista è Strehler. Galileo e Brecht diventano spalle che servono a metterlo in risalto. Con Benigni ho avuto tutt’altra impressione.
    Per ora lascio la rilettura del 2014 col proposito di rileggerlo davvero entro l’anno. Se non ci riuscirò la cancellerò.

    “Inquisitore: - In pratica, non occorrerà andar molto lontano. È un uomo della carne. Capitolerà subito.
    Papa: - Non ne ho mai visto un altro così capace di godimento. Il pensiero stesso, in lui, è una manifestazione di sensualità. Davanti a un vino vecchio come a un pensiero nuovo, non sa dir di no.”

    [Giorgio Strehler legge Vita di Galileo con Umberto Ceriani, Renato De Carmine, Giulia Lazzarini, Gianfranco Mauri. Registrazione effettuata nel 1955 presso il Piccolo Teatro Studio di Milano. Tempo 2 ore e mezza]

    ha scritto il 

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