Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Vita e morte di un giovane impostore scritta da me, il suo migliore amico

Di

3.4
(57)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Altri

Isbn-10: 8862200986 | Isbn-13: 9788862200981 | Data di pubblicazione: 

Genere: Biography , Fiction & Literature

Ti piace Vita e morte di un giovane impostore scritta da me, il suo migliore amico?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 2

    Tre stelle per l'idea, mi è piaciuta eccome, all'inizio ero anche entusiasta. In seguito però si è rivelato, ovviamente per quel che sono i miei discutibilissimi gusti, un minestrone sgradevole, ...continua

    Tre stelle per l'idea, mi è piaciuta eccome, all'inizio ero anche entusiasta. In seguito però si è rivelato, ovviamente per quel che sono i miei discutibilissimi gusti, un minestrone sgradevole, troppo lungo, troppo crudo.

    ha scritto il 

  • 3

    L'impostore delle filologia biografica

    Ecco la mia recensione per Arte Arti magazine:

    "Vita e morte di un giovane impostore scritta da me, il suo migliore amico, è il titolo del romanzo d'esordio di Cristiano de Majo, pubblicato da Ponte ...continua

    Ecco la mia recensione per Arte Arti magazine:

    "Vita e morte di un giovane impostore scritta da me, il suo migliore amico, è il titolo del romanzo d'esordio di Cristiano de Majo, pubblicato da Ponte alle Grazie nel settembre 2010. Il giovane impostore è uno scrittore napoletano, D.D., questo il suo nome, dalla vita tormentata, incerta e tutto fuorché lineare. A raccontarla è il suo amico di lunga data Massimiliano Scotti Scalfato autore della biografia, costruita e redatta secondo i dettami, onnipresenti, del filologo Walter T. Pasernach..."

    l'articolo continua qui:

    http://www.artearti.net/magazine/articolo/limpostore-della-filologia-biografica

    ha scritto il 

  • 2

    Sono un pò a disagio nel dare un voto basso a questo romanzo, la cui ultima terza parte, peraltro, mi ha positivamente sorpreso. Avendo pubblicato anch'io un romanzo, quando rimango perplesso di ...continua

    Sono un pò a disagio nel dare un voto basso a questo romanzo, la cui ultima terza parte, peraltro, mi ha positivamente sorpreso. Avendo pubblicato anch'io un romanzo, quando rimango perplesso di fronte ad un titolo italiano sono combattuto se esprimere totalmente le mie opinioni o tenermele nascoste dietro una sorta di elegante tendina scura. Non conosco personalmente l'autore, che però mi è, chissà perchè, simpatico per parecchi motivi. Simpatia che mi ha portato a comprare il libro ( costoso, ma non è certo colpa sua), e che certi tratti del romanzo ha perfino rinfocolato ( la scenetta che vede lo "sciamano" De Luca è irresistibile...); romanzo, però, iniziato due mesi fa e portato a termine con molta fatica. Tranne le ultime cento pagine o giù di lì, in cui la scrittura diventa notevole, soprattutto nel tentato romanzo in cui D.D. descrive un malato di cancro. Un gioco di echi e specchi che ricordano un racconto memorabile di Wallace in "bevi interviste a uomini schifosi", in cui l'autore illustra due modi opposti di raccontare il dolore e la sofferenza, strizzando o meno l'occhio alla commerciabilità del prodotto. Questa parte, e poi il finale, mi hanno molto colpito, e se tutto il romanzo fosse stato a questo livello l'avrei riposto nella mensola privilegiata. Purtroppo non sono proprio riuscito a sintonizzarmi con tutta la prima parte ( quella delle cartoline, soprattutto), sia nel contenuto che nello stile, che ho trovato piatto e scialbo, con una lingua corretta e pulita, scolastica. Mi dispiace, è certamente colpa mia.

    ha scritto il 

  • 2

    Il lettore possiede una libertà spietata: quella di giudicare il libro che ha letto. E' una liberta personale e del tutto dettata dai fattori più insoliti. Spietata perché il giudizio è uno ...continua

    Il lettore possiede una libertà spietata: quella di giudicare il libro che ha letto. E' una liberta personale e del tutto dettata dai fattori più insoliti. Spietata perché il giudizio è uno sparo, è un colpo secco alla storia raccontata nelle pagine. Nel mio caso giudico se non pessimo poco ci manca questo romanzo semplicemente perché il protagonista è un personaggio fastidioso, urticante, sbiadito e di fondo un bel rompicoglioni. Durante tutta la lettura ho trovato davvero difficile instaurare un rapporto di fiducia e di reciproca stima con tale Massimiliano Scotti Scalfato (il protagonista). Non so se Cristiano de Majo, l'autore, sia davvero bravo. Posso dire che il libro è ben scritto, ma la storia (che alle prime pagine sembra rivelare qualcosa di sorprendente, ma che poi con il passare delle pagine si sgonfia) e soprattutto quel personaggio ristagnano in una staticità che, a lungo andare, vanno a scatenare quelle sensazioni di fastidio che qui sopra ho descritto. Per farla breve: questo romanzo si aggiudica il premio di fastidioso. Premio che attribuisco per la libertà che possiedo, quella di lettore che s'incazza quando incontra personaggi come Massimiliano Scotti Scalfato da prendere letterariamente a calci nel culo.

    ha scritto il 

  • 4

    se avessi seguito l'istinto e il mio gusto personale avrei dato anche la quinta stella, ma cerco di essere obiettivo e penso che per un coetaneo della stessa città dell'autore il libro sia più ...continua

    se avessi seguito l'istinto e il mio gusto personale avrei dato anche la quinta stella, ma cerco di essere obiettivo e penso che per un coetaneo della stessa città dell'autore il libro sia più godibile che per altri. Scrittura lineare e molto piacevole nonostante il difficile gioco fra finzione e realtà, fra biografia e romanzo, fra protagonisti e autori, protratto sapientemente al limite senza quindi andare oltre lo stesso. Aggiungo che de Majo, almeno fino ad oggi, è l'unico giovane esordiente della mia città che non solo ha superato la prova della quinta pagina, cosa in cui suoi colleghi esordienti partenopei non sono riusciti lasciandosi abbandonare senza convincermi ad assistere all'alba della sesta e successive pagine, ma è anche stato capace di farmi divorare il libro in due giorni senza sapere cosa mi tenesse tanto legato ad esso se non forse il fatto di condividere il gioco autore-lettore e viceversa, abilmente costruito e condotto in quest'ottimo romanzo d'esordio.

    ha scritto il