Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Vita e morte di un ingegnere

By Edoardo Albinati

(142)

| Hardcover | 9788804614685

Like Vita e morte di un ingegnere ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

A cosa serve un padre? E cosa resta di lui se non un mito? C'era una volta un'Italia attiva e industriosa, attraverso cui scorrazzavano sulle loro Alfa Romeo uomini di multiforme ingegno: gli imprenditori. L'ingegner Albinati era uno di questi, proto Continue

A cosa serve un padre? E cosa resta di lui se non un mito? C'era una volta un'Italia attiva e industriosa, attraverso cui scorrazzavano sulle loro Alfa Romeo uomini di multiforme ingegno: gli imprenditori. L'ingegner Albinati era uno di questi, prototipo di una razza al tempo stesso serissima e scanzonata, di pionieri del benessere e fumatori accaniti. Ma la sua spinta vitale all'improvviso cambia di segno trasformandosi in malattia, che lo divora e se lo porta via in nove mesi, in una paradossale gestazione al contrario. "Vita e morte di un ingegnere" racconta il decadimento fisico e le ossessioni, le vane speranze, e poi tentennamenti, slanci e rimorsi. In una memoria di crudele precisione, nutrita di tutto il risentimento e dell'amore che si può nutrire verso un padre che non hai abbracciato una sola volta in vita tua, Edoardo Albinati ricostruisce la lunga fuga di un uomo talentuoso attraverso i corridoi del boom economico, i doveri della famiglia, le aspirazioni segrete e indicibili, e infine il male che obbliga a chiedersi: chi sono? Cosa ho vissuto a fare? Chi ho amato veramente? Ritrovato il ritratto del padre in frantumi, Albinati ha provato pazientemente a ricomporlo. Inseguendone la parabola umana negli anni dell'affermazione e poi nel doloroso epilogo, le sue pagine ridanno vita a una generazione di uomini instancabili che hanno costruito e al tempo stesso disfatto la loro vita, pagando questa impresa con un'incolmabile distanza dai propri figli.

26 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    questo libro mi è piaciuto, c'è rigore e serietà di scrittura.

    Is this helpful?

    Martataleti said on Dec 10, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Troppo privato, pesanto e non utile a meno che non si stia attraversando una situazione simile

    Is this helpful?

    Mich Marconi said on Jun 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    l'ho lasciato perdere perchè non mi stava piacendo per niente. i periodi erano troppo lunghi e faticavo a seguire il discorso. e anche la storia stessa, in fin dei conti, non mi attirava più di tanto

    Is this helpful?

    ohfra said on Dec 21, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia di una fine. Una fine per malattia, per quello che da noi chiamiamo "un brutto male", di quei mali che non lasciano scampo e che fanno consumare e soffrire fino all'ultimo.
    Questo libro è scritto molto bene, mi ha profondamente emozionato. ...(continue)

    La storia di una fine. Una fine per malattia, per quello che da noi chiamiamo "un brutto male", di quei mali che non lasciano scampo e che fanno consumare e soffrire fino all'ultimo.
    Questo libro è scritto molto bene, mi ha profondamente emozionato. Chissà perchè mi aspettavo qualcosa d'altro. Ecco, se io non mi fossi aspettata qualcosa d'altro giudicherei questo un libro bellissimo.

    Is this helpful?

    tinella said on Nov 28, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Un libro che fa riflettere

    Rispetto al passato e alle persone che abbiamo amato si possono provare due sentimenti a volte contrastanti, altre complementari: il rimorso e il rimpianto.
    Credo che nel libro di Albinati prevalga il rimorso, anzi sono convinta che abbia sentito l’ ...(continue)

    Rispetto al passato e alle persone che abbiamo amato si possono provare due sentimenti a volte contrastanti, altre complementari: il rimorso e il rimpianto.
    Credo che nel libro di Albinati prevalga il rimorso, anzi sono convinta che abbia sentito l’esigenza di scrivere questo libro perché non è mai riuscito a vivere con pienezza il rapporto con il padre.
    Il senso di colpa per aver deciso di fuggire spesso, provando un gran senso di sollievo per la distanza posta tra il problema della malattia paterna e se stesso, ha fatto il resto.
    L’ultimo addio è descritto come un intralcio agli impegni quotidiani dei figli, che non trovano di meglio che guardare l’orologio , ansiosi di tornare al lavoro.
    Tutto questo gli ha dettato un libro scritto benissimo, d’altronde al capezzale paterno pensava giusto alle parole che avrebbe potuto usare per descrivere quell’esperienza.
    E questo, mi dispiace, non glielo posso proprio perdonare.
    La vita non è la letteratura, la vita si vive con le lacerazioni e il dolore, poi al limite, a freddo, si elaborano le esperienze e le si racconta .
    Ho provato un senso di disagio estremo nel ruolo di lettrice, come se, da estranea, fossi stata al capezzale di quest’uomo morente a spiarne gli spasimi per mancanza d’aria, le meschinità corporee che la malattia porta con sé.
    Se fosse stato il personaggio di un romanzo forse sarebbe stato diverso, ma quest’uomo morente aveva un nome e un cognome, era il padre di colui che portava avanti il racconto. E questo fa la differenza.
    Io ho amato tantissimo la figura di questo Ingegnere, imprenditore dedito al proprio lavoro che non ha mai dimenticato il ruolo che gli operai hanno avuto nella costruzione del proprio benessere economico; abile e intelligente con la giusta dose di ironia e autoironia che non lo abbandonerà mai, neppure negli istanti che precedono il precipitare ultimo della malattia.
    Solo la morte avrà ragione di lui, la morte che è “ oscena e semplice, un sibilo”.
    Mi sono talmente affezionata a questo padre da sperare assurdamente, contro ogni logica, che la fine del libro fosse diversa, ho infantilmente auspicato un miracolo che già dal titolo gli era stato negato.
    Quindi Edoardo Albinati è abilissimo a tratteggiarne il carattere e se dovessi limitarmi a giudicare il libro come opera letteraria dovrei dargli il massimo punteggio.
    Ma se questa è un’autobiografia, e lo è, e la letteratura ha anche un ruolo sociale, non posso che muovergli delle critiche.
    La sanità che ci descrive è molto diversa da quella che io ho provato sulla mia pelle.
    Forse gli Albinati, essendo gente facoltosa, si sono rivolti a strutture private e questo ha contribuito a far diventare il paziente “un prosciutto, da spolpare fino all’osso”, con conseguenti esami inutili e tardivi, un accanimento terapeutico che, ben lungi dal mirare al bene del paziente, tende a rimpolpare le casse dell’istituto di cura. Forse sta qui, la differenza tra la loro esperienza e la mia.
    Il discredito che getta sull’intera classe medica è appena affievolito da quell’ultima figura di dottore-amico che assiste l’Ingegnere nel trapasso finale.
    Anche questo, mi dispiace, non glielo posso perdonare.
    Ho incontrato nella mia vita tanti medici, alcuni molto capaci, altri meno. Qualcuno ha commesso, in buona fede, gravi errori, altri mi hanno salvato la vita. Ma mai ho avuto la sensazione di essere un prosciutto nelle loro mani.
    Sicuramente è un libro che fa riflettere, e questo è il risultato della mia riflessione.

    Is this helpful?

    Unloadedgun said on Oct 10, 2012 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (142)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Hardcover 150 Pages
  • ISBN-10: 8804614684
  • ISBN-13: 9788804614685
  • Publisher: A. Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)
  • Publish date: 2012-02-01
  • Also available as: Others
Improve_data of this book

Groups with this in collection