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Vita sessuale di un fervente musulmano a Parigi

Di

Editore: E/O (Tascabili e/o)

2.9
(107)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8876419349 | Isbn-13: 9788876419348 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un quarantenne parigino di origini maghrebine, con un passato di fervente islamista, diventa direttore di banca. Belloccio e benestante, decide che è giunto il momento di affittarsi una garçonnière in pieno Saint-Germain-des-Prés, il quartiere più intellettuale e raffinato di Parigi. Basta con i couscous della domenica a casa di mamma nella banlieue di Saint-Ouen, basta con le riunioni di famiglia, basta dover fare da esempio di devozione e cultura religiosa per il fratello minore!
È giunto il momento di avere una vita sessuale emancipata, di prendersi l’aperitivo ai Deux Magots o al Café de Flore, di fare shopping negli eleganti negozi del centro. Le avventure iniziano, le ragazze non mancano… Peccato che il nostro eroe sia schiacciato dall’invadenza della madre. Peccato soprattutto (per lui) che le sue disavventure sentimentali siano raccontate da una donna (la scrittrice stessa), interessata più a creare una galleria di personaggi femminili (che ci raccontano altrettanto bene le difficoltà ma anche le sorprese delle giovani donne arabe di oggi) che a impietosirsi sul caso del nostro maschietto.
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  • 4

    Leïla Marouane è una Fatima Mernissi d'Algeria. Dietro questo libro si nasconde un catalogo ragionato di donne maghrebine ambientate a Parigi tra i luoghi comuni che la comunità d'origine le affibiano.


    In primo piano c'è Mohamed, 'mammone' 40 enne in cerca di moglie che decide di staccars ...continua

    Leïla Marouane è una Fatima Mernissi d'Algeria. Dietro questo libro si nasconde un catalogo ragionato di donne maghrebine ambientate a Parigi tra i luoghi comuni che la comunità d'origine le affibiano.

    In primo piano c'è Mohamed, 'mammone' 40 enne in cerca di moglie che decide di staccarsi dalla casa materna nella banlieu parigina sfoggiando il suo sex appeal di direttore di banca e nome francesizzato nel quartiere di Saint Germain des Prés. Qui si scontrerà con il non facile approccio con l'altro sesso. Libro che meriterebbe di essere un film, ritmico, intelligente, puntiglioso. Magari troppo forbito nelle prime 50 pagine ma che poi procede scorrevole

    ha scritto il 

  • 3

    Questa commedia In alcuni punti è esilarante, si ride fino alle lacrime ma ci istruisce anche sulle difficoltà dell’incontro tra due culture.
    Un uomo, quarantenne, vive a Parigi da trent’anni, esperto di alta finanza, direttore di banca, vuole dare una svolta alla sua vita: abbandonare la c ...continua

    Questa commedia In alcuni punti è esilarante, si ride fino alle lacrime ma ci istruisce anche sulle difficoltà dell’incontro tra due culture.
    Un uomo, quarantenne, vive a Parigi da trent’anni, esperto di alta finanza, direttore di banca, vuole dare una svolta alla sua vita: abbandonare la casa materna nella banlieue parigina e trasferirsi nel centro di Parigi, per vivere finalmente libero, per diventare un perfetto tombeur des femmes.
    Non ha più voglia di dover render conto alla madre e al fratello, non ha più voglia di pranzi domenicali con tutta la famiglia, di dover tornare a casa la sera ad un’ora decente perché la madre non si preoccupi, non ha più voglia di discutere sul suo stato civile, scartando regolarmente tutte le fidanzate che gli vengono proposte dalla famiglia…
    Vorrebbe accompagnarsi con donne francesi ma, nonostante tutti i suoi sforzi, incontra solo donne di origine algerina più o meno emancipate, più o meno osservanti, che immancabilmente lo piantano in asso…
    Lettura leggera, da ombrellone direi.

    ha scritto il 

  • 2

    Donne tra oriente e medio - oriente - 18 set 11

    Mi aspettavo qualcosa di più « frizzante » ed invece si è rivelato un libro difficile e, date le sue modalità di scrittura, per me non risolto fino in fondo. Il titolo, e la quarta di copertina, sembrano promettere un racconto che si svolge tra immigrati in quel di Parigi. Ci si immagina una fam ...continua

    Mi aspettavo qualcosa di più « frizzante » ed invece si è rivelato un libro difficile e, date le sue modalità di scrittura, per me non risolto fino in fondo. Il titolo, e la quarta di copertina, sembrano promettere un racconto che si svolge tra immigrati in quel di Parigi. Ci si immagina una famiglia tradizionale e tradizionalista, con le solite mamme oppressive – apprensive, il figlio devoto e succube, le figlie ribelli più o meno, ed il reprobo, il fulcro della vicenda. Quello che cerca di conciliare oriente ed occidente, cercando il meglio delle due parti e trovandosi a scontrare con le tradizioni da una parte e dall’altra. Questo mi aspettavo. Invece è tutta un’altra storia. Primo perché l’autrice (e questo mi doveva insospettire) è un’algerina, nata in Tunisia perché la famiglia fuggiva dalla guerra di liberazione, vissuta ad Algeri e da lì rifugiata in Francia nel ’90 anche in questo caso per fuggire guerre ed attentati. È anche una scrittrice da sempre impegnata sul fronte delle donne, e della loro emancipazione dai vincoli e dalle coercizioni del mondo islamico. Credo che debba essere trovato e letto il libro del 2005 con il quale vinse il Prix Jean-Claude Izzo (“La Jeune fille et la mère”). E questo ribalta (ovviamente) l’ottica del libro che si ha per protagonista centrale il “fervente mussulmano” del titolo (anche se in francese era “islamiste”) ma serve a mettere alla gogna (e ferocemente) tutti i tentativi di sfruttamento della donna. Per cui, nella ricerca di liberarsi della madre, di trovare una casa in centro a Parigi, e di poter avere una “vita sessuale”, il povero Mohammed incappa in una serie di “mini-racconti” al femminile. Incontra (e quasi sempre al caffè Flore, visto che trova casa vicino a Saint-Germain) la scrittrice eccentrica che si rivela un po’ troppo lesbica, la scultrice che lo usa per una notte, la giovane che cerca di emanciparsi dal padre studiando alla Sorbona. Ma anche le sue tre sorelle, epigone di tre diversi destini. Quella che si mette con un non mussulmano, e viene bandita dalla famiglia. Quella che si mette con un non mussulmano e lo fa convertire, e vive integrata. Quella che si mette con un non mussulmano, viene da questi lasciata, e la famiglia la segrega facendola tornare in patria, con un matrimonio combinato a Blida. E vediamo anche, a fronte delle fatiche (e della non riuscita) dell’emancipazione di Mohammed, la vera libertà e libidine del cugino Driss. Quello che ha due mogli, qualche amante, una vita pubblica riconosciuta. Insomma, quello di successo. Infarcendosi, via via, di luoghi e stereotipi dell’islamitudine: il fratello sempre più buono e devoto, la madre sempre più oppressiva, la marocchina che scaccia il malocchio, il convertito più realista del re. Ed altre macchiette: la portiera portoghese scambiata per una scrittrice algerina, i camerieri dei caffè, l’agente immobiliare, la sparizione degli oggetti dalla nuova casa. Fino alla catarsi finale, che non narro, ma che (con un colpo di scrittura) fa rileggere tutte le vicende in modo diverso (o potrebbe farle rileggere). Ma detto tutto questo, il modo è un modo astioso, rancoroso di scrivere, senza nessuna empatia. Cercando con un gioco perverso di farci diventare simpatici i personaggi narrati per poi metterli alla berlina. Non ci si riesce ad immedesimare con nulla. Credo che siano meglio gli altri romanzi (come quello sopracitato) dove almeno la Marouane si immedesima con le donne protagoniste, dà loro voce per urlare. Qui tenta di esorcizzare il maschilismo islamico, ma non riesce ad essere graffiante come potrebbe. Una prova minore, mi dispiace.
    “Facendo il verso al Mario quello de La Terrazza [Gassman nel film di Scola, n.d.t.] mi sono chiesto con un sogghigno se fosse lecito essere felici anche a costo dell’infelicità altrui.” (94)

    ha scritto il 

  • 3

    Un fervente musulmano a Parigi

    L'inizio faceva pensare che ci potessero essere giochi pirotecnici, ma peccato...una bolla di sapone...forse "Islamic correct", chissà?

    ha scritto il