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Vite congetturali

Thomas De Quincey - John Keats - Marcel Schwob

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca minima, 32)

3.7
(29)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 52 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845923789 | Isbn-13: 9788845923784 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Le esistenze di De Quincey, Keats e Schwob raccontate come tre minuscoli romanzi.
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  • 0

    VITE CONGETTURALI di Fleur Jaeggy

    Martedì sera, mentre guardavo su Sky un bel film di Jane Campion, Bright Star (la storia d’amore tra John Keats e Fanny Brawne), mi sono subito venuti in mente due libri. Il primo titolo è quasi ovvio, sono le lettere di John Keats a Fanny Brawne, (Leggiadra stella, Archinto), di cui si è già par ...continua

    Martedì sera, mentre guardavo su Sky un bel film di Jane Campion, Bright Star (la storia d’amore tra John Keats e Fanny Brawne), mi sono subito venuti in mente due libri. Il primo titolo è quasi ovvio, sono le lettere di John Keats a Fanny Brawne, (Leggiadra stella, Archinto), di cui si è già parlato qui sul blog; l’altro invece è un libro piccolo e che mi ha fatto sentire un bel po’ ignorante, Vite congetturali, di Fleur Jaeggy.
    Chi conosce la Jaeggy avrà già capito, per chi non conosce questa autrice, (come non la conoscevo io fino a poco tempo fa), spiego perché il film mi ha fatto pensare a questo libro tanto minuscolo quanto interessante e bello, (e capirete anche il mio sentirmi ignorantissimo).
    Vite congetturali raccoglie tre vite ipotetiche, vite reali ma raccontate qui, a metà fra realtà e finzione. I tre protagonisti sono tre scrittori amati e tradotti da Fleur Jaeggy, Thomas De Quincey, John Keats e Marcel Schwob.
    In Vite congetturali l’autrice scrive delle piccole biografie-romanzo alla maniera di Schwob nel suo Vite immaginarie, infatti, non è un caso che la vita di Schwob sia stata pubblicata nel 1972 come postfazione a Vite immaginarie con il titolo, poi sparito, Avventuriero passivo. Nel 1983, come postfazione a Gli ultimi giorni di Immanuel Kant di De Quincey usciva la seconda ‘vita congetturale’ col titolo Breve biografia congetturale. John Keats invece, non è edito, (almeno in Italia), prima del 2009, anno d’uscita del libro.
    Prima ho detto biografie-romanzo, direi biografie che si trasformano in piccoli romanzi per forza di scrittura, una scrittura attenta e precisa, a tratti dura e fredda. Questa scrittura che sa mostrare gli spigoli e che riesce immediatamente a calamitare il lettore in queste tre esistenze che si presentano subito con le stigmate dell’inevitabilità. Sono tre vite segnate dall’eccezionalità fin dall’inizio. All’autrice bastano poche, pochissime righe, per dire quella che risulta essere già una parola definitiva. C’è un’ambiguità che salda queste biografie-romanzo, un’ambiguità che si fa più evidente in De Quincey (primo), e in Schwob (terzo), quasi a tenere fermo al suo posto Keats, l’ultimo arrivato, là in mezzo.
    Per me è stata una ascensione la lettura di questo libro, una progressione: Schwob credo sia la vita letterariamente più riuscita e De Quincey la meno, quindi, come si può intuire , nella mia personalissima classifica Keats si piazza al secondo posto.
    Veniamo alla mia ignoranza. Di Fleur Jaeggy non sapevo nulla, ho preso il suo libro per caso e dopo averlo letto ho cercato informazioni su di lei scoprendo molte cose interessanti. Come prima cosa, la sua vita, una vita piena e riservatissima.
    Fleur Jaeggy è nata in Svizzera, a Zurigo, e in Svizzera ha trascorso gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza. Svizzera ma scrive in italiano, Fleur è una donna riservata, non ama parlare pubblicamente di sé. Quel poco che sono riuscito a sapere di lei è che ha trascorso diversi anni nei collegi svizzeri, collegi che sono al centro del romanzo Beati anni del castigo (Adelphi, 1989); che è una scrittrice parca, non scrive molto; ha girato il mondo facendo la modella, voleva essere libera; dopo il suo periodo svizzero ha vissuto quasi sempre in Italia tra Roma prima e Milano poi; ha conosciuto e frequentato i migliori intellettuali, è stata grande amica della poetessa Ingeborg Bachmann, una amicizia strettissima; e poi Thomas Bernhard, Josif Brodskij e Elias Canetti; ha sposato Roberto Calasso, il signor Adelphi ed è considerata da molti la migliore scrittrice italiana e svizzera. Per Cesare Cases “Scomparsa Elsa Morante, lei [Jaeggy] resta probabilmente la nostra maggior scrittrice”, per Pietro Citati “Nella letteratura italiana, e forse europea, di oggi, nessuno possiede la sua implacabile discrezione, la sua stoica accettazione della necessità, la sua caparbia durezza”. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue e hanno avuto recensioni di grande prestigio in tutto il mondo, basti pensare al Times o alla New York Review of Book o alla presentazione enutusiasta di Susan Sontag alla traduzione in inglese di Proleterka, ultimo, (per ora), romanzo pubblicato da Fleur Jaeggy. Avete capito adesso perché mi sono sentito tanto ignorante?
    Per me Fleur Jaeggy è stata una grande scoperta, spero possa esserlo anche per qualcuno di voi, e questo libro piccolo piccolo può essere l’ideale per iniziare a leggere questa appartata e brava autrice.
    http://aaawantedbook.blogspot.com/2011/06/vite-congetturali-di-fleur-jaeggy.html

    ha scritto il 

  • 4

    quanta maestria nell'evocare tre vite tanto dense in leggerezza, rapidità e coerenza degni del più fine narratore!
    un libricino squisito, non può mancare nella biblioteca degli amanti della letteratura e della biografia.
    sintesi da corto per ricchezza da epopea. speriamo che l'autrice n ...continua

    quanta maestria nell'evocare tre vite tanto dense in leggerezza, rapidità e coerenza degni del più fine narratore!
    un libricino squisito, non può mancare nella biblioteca degli amanti della letteratura e della biografia.
    sintesi da corto per ricchezza da epopea. speriamo che l'autrice ne produca ancora presto tanti altri...

    ha scritto il 

  • 4

    "I bambini sono creature metafisiche e perdono questo dono assai presto, talvolta appena cominciano a parlare."<br />F.J., 'John Keats'</p><p>Thomas De Quincey, John Keats e Marcel Schwob. Tre mini biografie. La ricostruzione visionaria - impossibile?- di tre vite, tentata punta ...continua

    "I bambini sono creature metafisiche e perdono questo dono assai presto, talvolta appena cominciano a parlare."<br />F.J., 'John Keats'</p><p>Thomas De Quincey, John Keats e Marcel Schwob. Tre mini biografie. La ricostruzione visionaria - impossibile?- di tre vite, tentata puntando la luce di un faro algido e abbagliante su certi eventi, e incubi, dell'infanzia.

    ha scritto il 

  • 4

    specialmente la vita di keats!
    la sua coazione alla brevità mi incanta. specie nei racconti più brevi, come quelli che legge alla milanesiana. o questi.
    la concisione flirta con quais con la fretta, ma senza esserlo mai. il risultato è un pudore febbrile che limina tutto il non necessa ...continua

    specialmente la vita di keats!
    la sua coazione alla brevità mi incanta. specie nei racconti più brevi, come quelli che legge alla milanesiana. o questi.
    la concisione flirta con quais con la fretta, ma senza esserlo mai. il risultato è un pudore febbrile che limina tutto il non necessario. producendo al contempo l'impressione di prosa lussureggiante. come un fiammifero che brucia.

    ha scritto il 

  • 5

    Vite Immaginarie, parte 2.

    Fleur Jaeggy, già traduttrice italiano per Adelphi dello splendido Vite Immaginarie di Schwob, regala qui quella che a tutti gli effetti si può considerare un'appendice di quel romanzo.
    Con uno stile raffinato e che cerca di ricalcare quello di Schwob, entriamo in brevi segmenti di vita di D ...continua

    Fleur Jaeggy, già traduttrice italiano per Adelphi dello splendido Vite Immaginarie di Schwob, regala qui quella che a tutti gli effetti si può considerare un'appendice di quel romanzo.
    Con uno stile raffinato e che cerca di ricalcare quello di Schwob, entriamo in brevi segmenti di vita di De Quincey, Keats e lo stesso Marcel Schwob, in una scrittura e un libro che sono costruiti prevalentemente di immagini.
    Ho trovato più efficaci i primi due racconti brevi, leggermente più lunghi ed elaborati, ma nel complesso trovo che il libro sia un gioiellino le cui lievi imperfezioni (certe espressioni troppo ricercate, e un puntare esasperato su immagini d'effetto forte e quasi impressionistico) sono mitigate dal fatto di essere un omaggio alle biografie immaginarie del terzo personaggio, che io ritengo a pieno titolo uno dei miei libri preferiti.
    Nel complesso, questo della Jaeggy è sicuramente un libro da consigliare, specialmente se non si conosce l'opera di cui in un certo senso è una costola: si divora anche in un quarto d'ora, ma lascia la mente imbevuta di immagine e ispirazione.
    E non è poco.

    ha scritto il