Vite di scarto

Di

Editore: Laterza

4.1
(100)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 172 | Formato: Altri

Isbn-10: 8842082341 | Isbn-13: 9788842082347 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Astrologo

Genere: Non-narrativa , Filosofia

Ti piace Vite di scarto?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
La modernizzazione è la più prolifica e meno controllata linea di produzionedi rifiuti e di esseri umani di scarto. La sua diffusione globale hasprigionato e messo in moto quantità enormi e sempre crescenti di personeprivate dei loro modi e mezzi di sopravvivenza. I reietti, i rifugiati, glisfollati, i richiedenti asilo sono i rifiuti della globalizzazione. Ma nonsono i soli rifiuti: vi sono anche le scorie che hanno accompagnato findall'inizio la produzione. Zygmunt Bauman è uno dei più noti e influentipensatori al mondo. Professore emerito di Sociologia nelle Università di Leedse Varsavia.
Ordina per
  • 5

    La zona morta

    I rifiuti sono il segreto oscuro e vergognoso di ogni produzione. Sarebbe preferibile che restasse un segreto. I capitani d'industria preferirebbero non menzionarlo affatto: per ammetterlo, devono es ...continua

    I rifiuti sono il segreto oscuro e vergognoso di ogni produzione. Sarebbe preferibile che restasse un segreto. I capitani d'industria preferirebbero non menzionarlo affatto: per ammetterlo, devono essere messi davvero alle strette. Eppure la strategia dell'eccesso, inevitabile in una vita vissuta-in-vista-di-un-progetto, la strategia che sprona, stimola e pungola lo sforzo produttivo e quindi anche la produzione di rifiuti, rende arduo tenere in piedi la copertura. Già il semplice volume dei rifiuti non consente di sorvolare sulla loro esistenza e di cancellarla mettendola a tacere. Quindi l'industria dello smaltimento dei rifiuti è una branca della produzione moderna (insieme al servizio di sicurezza, quella prosecuzione della copertura con altri mezzi, tesa a impedire il ritorno del rimosso: ma su questo torneremo più avanti) che non si metterà mai fuori servizio. La sopravvivenza moderna - la sopravvivenza della forma di vita moderna - dipende dall'abilità e dall'efficienza della rimozione delle immondizie.
    I raccoglitori di immondizie sono gli eroi non celebrati della modernità. Giorno dopo giorno rinnovano e riconfermano il confine fra normalità e patologia, salute e malattia, fra il desiderabile e il repellente, l'accettato e il rifiutato, il comme il fait e il comme il nefaut pas, l'interno e l'esterno dell'universo umano. Quella linea di confine necessita della loro costante vigilanza e diligenza, perché è tutto fuorché una «frontiera naturale»: nessuna catena montuosa alta quanto il cielo, nessun mare profondo, nessuna gola montana invalicabile separa il dentro dal fuori. E non è la differenza fra prodotti utili e rifiuti che richiede e utilizza il confine. Al contrario, è il confine che divina, letteralmente evoca, la differenza fra i due: la differenza fra l'ammesso e il respinto, l'incluso e l'escluso.
    Quel confine è tracciato di bel nuovo a ogni giro di raccolta ed eliminazione dei rifiuti. La sua unica modalità esistenziale è l'incessante attività di separazione. Non c'è da stupirsi se questa non può essere lasciata incustodita; essa richiede una manutenzione costante, per evitare che le postazioni di confine e le cabine di controllo si disintegrino e ne consegua un indescrivibile scompiglio. Non c'è da stupirsi se il confine trasuda ansia e tende i nervi. Tutti i confini generano ambivalenza, ma questo è eccezionalmente produttivo.
    Per quanto ci si sforzi, la frontiera che separa il «prodotto utile» dagli «scarti» è una zona grigia: un regno dell'indefinito dell'incerto - e del pericolo.

    Libro immenso e impietoso.

    ha scritto il 

  • 4

    siamo tutti in bilico tra la società e la discarica

    spietata lucida analisi della società liquido moderna nella quale tutto diviene prima o poi un rifiuto destinato alla discarica...anche l'essere umano può diventare rifiuto e spesso reinserirsi nella ...continua

    spietata lucida analisi della società liquido moderna nella quale tutto diviene prima o poi un rifiuto destinato alla discarica...anche l'essere umano può diventare rifiuto e spesso reinserirsi nella società è impossibile.Viviamo nell'epoca del'estetica senza arte dove il nuovo diviene subito vecchio e privo di valore e solo chi è in grado di consumare, spendere afferrare le occasioni riesce a sopravvivere, gli altri sono odiosi scarti, esuberi da contenere, da eliminare ...e se gli altri diventassimo noi?

    ha scritto il 

  • 3

    interessante il parallelismo tra i rifiuti, speciali, dasmaltire, con luoghi dedicati (discariche) che non si sa più dove collocare, e le persone, anch'esse in esubero, da collocare, da nascondere, da ...continua

    interessante il parallelismo tra i rifiuti, speciali, dasmaltire, con luoghi dedicati (discariche) che non si sa più dove collocare, e le persone, anch'esse in esubero, da collocare, da nascondere, da smaltire. Le persone inattive come rifiuti, stesso problema, stessa linea di non soluzione...

    ha scritto il 

  • 3

    Garbageland

    Dunque… la società è liquida. E fin qui ci siamo. Solo che in mezzo a questo fluire emergono pezzi un po’ più densi, grumi che natano in mezzo al liquame, un po’ come quelli che galleggiano nel fotomo ...continua

    Dunque… la società è liquida. E fin qui ci siamo. Solo che in mezzo a questo fluire emergono pezzi un po’ più densi, grumi che natano in mezzo al liquame, un po’ come quelli che galleggiano nel fotomontaggio di copertina. Sono gli scarti, gli “0” fuori da ogni modello di sviluppo, il materiale inerte financo le vittime collaterali. “Vittime” collaterali perché quei grumi rigettati, vomitati dal sistema, che girano su se stessi, che galleggiano per un po’, poi fanno flop e scompaiono del tutto, non sono cose. Sono persone.
    Bauman con questo Vite di scarto realizza il suo saggio più letterario, fra quelli che ho letto fino a qui.
    Si parte rimembrando le città di Aglaura e di Leonia, inventate dalla inarrestabile verve di Italo Calvino, si cita Franz Kafka, poeta dell’esclusione, del solipsismo patologico, si fa un excursus sull’arte del raccontare storie, entrando nei meandri dell’opus di Jorge Luis Borges, più volte si chiama in causa l’Oxford English Dictionary; ci sono poi Erewhon, il fantaromanzo di Samuel Butler, la prosa di Robert Louis Stevenson, il Grande Fratello di Orwell; immancabile compare una bella infarinata dalla Bibbia, con il Libro di Giobbe, l’Esodo e altri testi sui “poteri umani” e i “timori cosmici”. Alla fine si parla di eternità, di infinito, sodali all’idea del bello che s’era fatto il Leon Battista Alberti. Insomma, questo libro, più che parlare di rifiuti e rifiutati, vaga nella cultura arteriosclerotica del Bauman. Il buon dottore pare sfilarsi dai presupposti del suo stesso testo. Nel giocare fra esclusione e inclusione, accenni e svolazzi, queste vite di scarto rimango off-limits.

    ha scritto il 

  • 4

    L'occhio del più famoso sociologo mondiale cade sugli emarginati, coloro che sono fuori dalla globalizzazione e le sue regole.
    Un'analisi interessante che pone molteplici quesiti.

    ha scritto il 

  • 5

    Il grande teorico della modernità liquida riflette su alcuni peculiari caratteri della nostra epoca: la precarietà, l'insicurezza esistenziale, la transitorietà di ogni rapporto e legame. Si parte dal ...continua

    Il grande teorico della modernità liquida riflette su alcuni peculiari caratteri della nostra epoca: la precarietà, l'insicurezza esistenziale, la transitorietà di ogni rapporto e legame. Si parte dalla globalizzazione vista come produttrice instancabile di scorie e rifiuti umani e del suo concorrere al formarsi di politiche statuali che sostituiscono al modello del welfare state quello dell'esasperazione del pericolo costituito dagli "agenti esterni", unico mezzo per riaffermare il proprio potere di stato su cittadini altrimenti dediti a negarlo sempre più; ma poi l'acuto sguardo di Bauman passa anche ad esaminare i nostri comportamenti individuali di consumatori e produttori di rifiuti, compulsati a gettare via ogni progettualità a lungo termine, anche nella sfera affettiva, per sostituirla con contatti non vincolanti e non problematici come le serie di sms giornalieri che ci scambiamo l'un l'altro. Un'analisi lucida, potente e coerente da parte di uno dei pochi grandi veri pensatori della contemporaneità.

    ha scritto il 

  • 4

    Si parla di noi

    Analisi lucida e disincantata della società occidentale contemporanea, rigorosamente "asciutta" e senza sconti, compiacimenti o assoluzioni. Il delinearsi, attraverso lo svisceramento ampio e progress ...continua

    Analisi lucida e disincantata della società occidentale contemporanea, rigorosamente "asciutta" e senza sconti, compiacimenti o assoluzioni. Il delinearsi, attraverso lo svisceramento ampio e progressivo, delle nostre abitudini di vita ci porta a scoprire che, in nessun modo, possiamo dichiararci esclusi da questi meccanismi e che residuali sono e restano le nostre "capacità" di possibili (auspicabili) cambiamenti.

    Lettura impegnativa sia per gli argomenti proposti a sostegno dell'analisi che per l'implicito coinvolgimento emotivo nelle responsabilità.

    ha scritto il