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Vite di uomini non illustri

Di

Editore: Mondadori

4.0
(306)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 310 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804369108 | Isbn-13: 9788804369103 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Venti biografie di persone qualunque. Vite quotidiane, normali, eppure ricchedi avvenimenti piccoli e grandi, di accidenti, di coincidenze e dicombinazioni che nel tempo e nella memoria assumono un peso quasi epico,quell'eccezionalità che di solito si avverte nelle cronache familiari ditutti noi.
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  • 4

    Su un'idea tutto sommato semplice semplice, raccontare le storie dalla nascita alla morte di persone qualunque, seguendo percorsi che per quanto singolari rientrano comunque nell'ampio alveo di quella che chiamiamo normalità, Pontiggia ha costruito un'opera magari non brillantissima ma molto inte ...continua

    Su un'idea tutto sommato semplice semplice, raccontare le storie dalla nascita alla morte di persone qualunque, seguendo percorsi che per quanto singolari rientrano comunque nell'ampio alveo di quella che chiamiamo normalità, Pontiggia ha costruito un'opera magari non brillantissima ma molto interessante, in grado di trasmettere un'angoscia particolarmente inquietante proprio perché si fatica a coglierne l'origine.

    Sicuramente molto incide lo stile secco, quasi da verbale dei CC, o da referto di laboratorio adottato dall'autore: Pontiggia analizza con distacco le vite dei suoi soggetti, le trascrive freddamente riportando date e circostanze di ogni avvenimento ritenuto importante e le presenta senza commentarle più di tanto, cercando di essere, o meglio di suonare, il più obiettivo possibile.

    Poi gioca il fatto che pur essendo storie "normali", le deviazioni che presentano sollevano nel lettore il velo sul palcoscenico della vita reale e gli fanno pensare che in realtà tutte le persone che lo circondano probabilmente hanno delle storie di sofferenza dietro alle spalle, genitori infelici, aspirazioni mancate, relazioni irrisolte come i personaggi del libro.

    E infine perché tutte le storie e tutte le sofferenze, tutti i percorsi, i sacrifici, le rinuncie, gli amori impossibili e gli amori infelici, le paure, le meschinità, i tanti dolori, le poche gioie che raccontano finiscono nella stessa maniera, con la morte del protagonista, rendendo tutto vano.

    Insomma, non è un libro perfetto, dopo un po' il meccanismo diventa palese e un po' meccanico, ma è comunque un libro che sollecita delle riflessioni e lascia delle tracce nel lettore, cosa che gli fa guadagnare una meritata stellina di più.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro è fluido nella scrittura. Piacevoli le succinte biografie di persone comuni raccontate dalla data di nascita a quella di morte nei loro tratti distintivi. Lo stile è da cronaca di un quotidiano,resta poco in memoria della storia di ognuno eppure la lettura intriga ed incuriosisce.

    ha scritto il 

  • 5

    ecco cosa dire.

    le storie succedono solo a chi le sà raccontare.
    se poi a raccontarle è Pontiggia allora anche la mia storia può diventare mitica e credibile.
    quadri stupendi, parole precise e puntuali.
    nè una di più e una di meno.
    perfezione e sarcasmo, dura realtà giustamente regalata a ...continua

    le storie succedono solo a chi le sà raccontare.
    se poi a raccontarle è Pontiggia allora anche la mia storia può diventare mitica e credibile.
    quadri stupendi, parole precise e puntuali.
    nè una di più e una di meno.
    perfezione e sarcasmo, dura realtà giustamente regalata al genere umano.
    immenso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non importa poi così tanto, essere famosi: basta essere uomini nel senso più banale del termine, e cioè esseri umani, per contenere dentro di sé un numero pressoché illimitato di dettagli capaci di attirare l'attenzione. E' questo, forse, il senso del libro: altrimenti, Pontiggia avrebbe dovuto m ...continua

    Non importa poi così tanto, essere famosi: basta essere uomini nel senso più banale del termine, e cioè esseri umani, per contenere dentro di sé un numero pressoché illimitato di dettagli capaci di attirare l'attenzione. E' questo, forse, il senso del libro: altrimenti, Pontiggia avrebbe dovuto mettere in scena solo personaggi famosi, e invece sceglie uomini non illustri e nemmeno reali. Dunque, l'invenzione trova materia più che soddisfacente nell'essere umano qualsiasi e, soprattutto, in quell'indefinibile miscuglio di dettagli che ne definisce il carattere e la personalità e che è unico per tutti. Questo emerge da subito dalle descrizioni dei protagonisti, che l'autore immagina essere quasi tutti nati negli anni '30, come lui, forse per immedesimarvisi meglio. E l'altro dettaglio che emerge, da questi ritratti, è spesso un cinismo disincantato e gratuito che contraddistingue la vita dei protagonisti fin dalla loro nascita. Quasi come a rappresentare, con un certo pessimismo ma anche con un certo distacco privo di giudizi morali, una certa natura dell'uomo. Pontiggia è un grande scrittore e lo dimostra con la sapienza del dettaglio, colto e descritto nel modo migliore per rappresentare con finezza psicologica la natura più profonda dell'uomo.

    ha scritto il 

  • 3

    storielle piene di malevolenza, quasi per una sorta di rivalsa: finta la comprensione dietro l'apparente neutralità del narratore.


    e ora: lettere d'amore ai tempi dello stalking: "egregia, il seguito di questa lettera contiene frasi che potrebbero avere un certo impatto emotivo: continuand ...continua

    storielle piene di malevolenza, quasi per una sorta di rivalsa: finta la comprensione dietro l'apparente neutralità del narratore.

    e ora: lettere d'amore ai tempi dello stalking: "egregia, il seguito di questa lettera contiene frasi che potrebbero avere un certo impatto emotivo: continuando a leggere accetti il rischio di essere turbata e/o annoiata e/o oppressa e quindi nessuna responsabilità potrà essermi addebitata per l'eventuale peggioramento del tuo equilibrio psichico..."

    oppure: "Gentile signora / signorina (absit injuria verbis), la presente è per acquisire il suo consenso all'invio di materiale latamente "amoroso". Potrà in ogni momento revocare l'autorizzazione. Inoltre la informo che ai sensi dell'art. 17 della Legge 669/12 ha il diritto di richiedere la cancellazione dal mio cuore con una semplice mail".

    ha scritto il 

  • 4

    Quando ero piccola avevo un pensiero ricorrente: ogni persona che mi passava accanto, ogni volto anonimo doveva avere la sua “storia”, sicuramente affascinante e avventurosa, che mi sarebbe piaciuto sentir raccontare. In parte ancor oggi credo che sia così; non esistono vite assolutamente banali ...continua

    Quando ero piccola avevo un pensiero ricorrente: ogni persona che mi passava accanto, ogni volto anonimo doveva avere la sua “storia”, sicuramente affascinante e avventurosa, che mi sarebbe piaciuto sentir raccontare. In parte ancor oggi credo che sia così; non esistono vite assolutamente banali, se non altro perché ognuno intreccia la propria esistenza con le vicende collettive, e al tempo stesso ne viene condizionato; ed ecco che nelle nostre famiglie si possono ascoltare storie di guerra, di emigrazione, di improvvise fortune economiche, di personaggi psichicamente instabili, di liti feroci, di tradimenti, e di molto altro.
    È ciò che troviamo in questo libro: racconti di vite ordinarie, alcune segnate da un destino fin dalla nascita, altre beffate dalle casualità più imprevedibili. Tutto narrato con discrezione, trattato con cautela, quasi sussurrato, come a sottolineare che la materia è delicata.

    ha scritto il 

  • 2

    il suo scopo, come da citazione tra le prime pagine, è quello di ritrarre la vita nelle sue accezioni tragiche, liriche, comiche. e tutto questo tramite il racconto di uomini, appunto, non illustri. a differenza dell'antichità vuole dedicare spazio, anziché ai nobili condottieri, ai normali e ban ...continua

    il suo scopo, come da citazione tra le prime pagine, è quello di ritrarre la vita nelle sue accezioni tragiche, liriche, comiche. e tutto questo tramite il racconto di uomini, appunto, non illustri. a differenza dell'antichità vuole dedicare spazio, anziché ai nobili condottieri, ai normali e banali esseri umani. ma io dico. ce ne sia uno di questi che ha una vita normale! no ogni personaggio, chi più chi meno, ha qualche patologia mentale. primeggia il complesso di edipo e la misoginia. ma pontiggia ha avuto problemi con la madre e il sesso femminile? per me non sono vite su cui vale la pena sprecare del tempo.

    ha scritto il 

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