Vite pericolose di bravi ragazzi

Di

Editore: Isbn (Special books)

3.9
(110)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 273 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8876384499 | Isbn-13: 9788876384493 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Clara Ciccioni

Disponibile anche come: eBook

Genere: Educazione & Insegnamento , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Savannah, Georgia. Primi anni settanta. Francis, Tim e i loro amici frequentano la scuola cattolica del Cuore Benedetto. Tim è un ragazzino esile e ribelle, Francis è innamorato dell'introversa Margie, ma è troppo timido per dichiararsi. Quando il fumetto osceno che hanno realizzato arriva tra le mani del preside, rischiano la bocciatura. Per evitarla, elaborano un ingegnoso piano, che si rivelerà più pericoloso del previsto, e cambierà per sempre le loro vite. Riti di iniziazione, scontri fra gang rivali, primi baci e prime sbronze: "Vite pericolose di bravi ragazzi" è l'unica testimonianza di un genio prematuramente scomparso, un romanzo capace di ritrarre con umorismo e sensibilità il momento in cui si abbandona l'innocenza e si scopre la fragilità della vita adulta.
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  • 5

    "Vite pericolose di bravi ragazzi" è un romanzo di formazione ambientato negli anni Settanta, che ci racconta della Banda, un gruppo di ragazzini di Savannah (Georgia), che sfuggono alla noia combinan ...continua

    "Vite pericolose di bravi ragazzi" è un romanzo di formazione ambientato negli anni Settanta, che ci racconta della Banda, un gruppo di ragazzini di Savannah (Georgia), che sfuggono alla noia combinando quanti più guai possibili. Qualcuno fuma marijuana, qualcuno legge William Blake; ci si innamora, si prendono le botte.

    Francis, il protagonista, racconta il suo quotidiano tirare a campare - che a quella magica e tragica età non è mai tirare a campare - e ha questa voce che ti spezza il cuore con pensieri di una sincerità disarmante. Ho abbassato le difese e mi sono lasciata spogliare dalla scrittura di Fuhrman, che mi ha regalato qualche ora di serenità.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante esordio postumo di un autore scomparso prematuramente.

    Forse il mio giudizio dipende anche dal dispiacere per la morte di un talento così giovane (altrimenti magari avrei dato solo 3 stelle), ma questo è un libro riuscito, e considerando che è un esordio ...continua

    Forse il mio giudizio dipende anche dal dispiacere per la morte di un talento così giovane (altrimenti magari avrei dato solo 3 stelle), ma questo è un libro riuscito, e considerando che è un esordio si possono tranquillamente perdonare alcuni difetti, anche perché l'autore, poveretto, forse non ha davvero avuto il tempo di limarli (i due protagonisti a volte parlano e pensano un po' troppo come due adulti; le violenze del padre nei confronti di Francis sono poco sviluppate e quindi non se ne capisce a pieno il senso; il piano di un gruppo di ragazzini di rapire una lince, su cui si regge anche il finale, è troppo poco verosimile).
    Di questo libro mi resteranno uno stile interessante e scorrevole, e soprattutto il personaggio di Tim, vero mattatore del romanzo che da solo vale la lettura.
    Avrei voluto leggere altro di te, caro Chris Fuhrman, ma - per dirla come Rusty, uno dei tuoi personaggi - persone come te forse "muoiono giovani. La loro influenza sugli altri rimane, ma loro no".

    ha scritto il 

  • 3

    Bel romanzo di formazione, molto buoni i personaggi e le situazioni create.

    Forse manca qualcosa che faccia fare il salto di qualità alla storia ma è comunqe un opera di livello che si legge molto ben ...continua

    Bel romanzo di formazione, molto buoni i personaggi e le situazioni create.

    Forse manca qualcosa che faccia fare il salto di qualità alla storia ma è comunqe un opera di livello che si legge molto bene

    ha scritto il 

  • 5

    La micro-descrizione di una realtà

    Toccante nel suo lento incedere, questo unico lavoro di Fuhrman (morto giovanissimo) ha il tempo interiore delle sensazioni e l'energia debordante dell'adolescenza.
    La scrittura è carica di originalit ...continua

    Toccante nel suo lento incedere, questo unico lavoro di Fuhrman (morto giovanissimo) ha il tempo interiore delle sensazioni e l'energia debordante dell'adolescenza.
    La scrittura è carica di originalità e di infinitesimali attimi di bellezza, ma di quella che solo i giovanissimi possono percepire: il colore di un muro sfregiato dal sole estivo, il piacere di farla franca e beffare l'autorità, le righe traballanti di una televisione in bianco e nero, le spalline della maglietta della fidanzata, il sorriso malefico di un amico che ti prende in giro.

    E' un bel colpo questo libro, perché scritto con la sincerità di un debuttante, perché micro-descrive ognuno di noi: le piccole angosce, i momenti di gloria come possono essercene solo a tredici anni, le incomprensibili umiliazioni di quell'età e la voglia di uscirne comunque vivo. Non ci sono grossi affreschi esterni o speculazioni critiche a sfondo sociale (ci sono gli scontri e le botte adolescenziali con i "neri", con "l'altra razza", ma fanno parte della vita di tutti i giorni e si risolvono con più buon senso di quanto non ci si aspetti), c'è invece un panorama enorme che si dispiega dal cuore alla testa. E' il mondo che tutti abbiamo vissuto, è il mondo che il bambino si porta dentro e che dà in eredità all'adulto.

    "L'età adulta non mi interessa. La mia unica preoccupazione è che bere mi blocchi la crescita", così recita Tim, forse il vero protagonista di tutto il romanzo, quasi a incarnare e riunire in un solo gesto il nichilismo giovanile e la saggezza che deriva dalla comprensione dell'effemerità dell'esistenza.
    Ecco, forse se proprio si vuole trovare un limite, lo si può individuare in un eccesso di questa filosofia un po' troppo on the road per dei tredicenni che non fanno altro che bere alcol e fumare, contrappesata da un'altrettanta sproporzione dal punto di vista culturale: citano Picasso, Blake, Pollock, E.R.Burroughs, parlano di guerra civile, di amore e discettano di massimi sistemi forse in un modo eccessivamente compassato per soggetti della loro età.
    Inoltre, anche il ritmo a volte decelera, gravato da qualche descrizione intima di troppo, ma è un peccato davvero veniale. Si arriva quindi più che soddisfatti ad un finale forse leggermente confuso ma in ogni caso riscattato da un epilogo (le ultimissime pagine) maturo e quasi inaspettato.

    Sembra di stare in un film di Linklater (avete presente La vita è un sogno e Boyhood?) e l'esito non è decisamente male. Dal romanzo è stato effettivamente tratto un adattamento cinematografico, The dangerous lives of Altar Boys (che riprende il titolo originale), ma che è troppo debole - e con troppe deviazioni rispetto al testo - per essere convincente e con l'aggravante di essere tragicamente inframezzato da scene animate di rara bruttezza.
    Non vedere per credere, ma leggere per credere perché, ancora una volta, il libro è meglio. E di molto.

    ha scritto il 

  • 4

    Siamo il prodotto dei nostri sogni di bambini

    Un romanzo di formazione molto bello, sincero e "politicamente scorretto". Quasi un inno all'adolescenza, il periodo in cui tutto è ancora possibile e in cui le cose possono ancora succedere per la pr ...continua

    Un romanzo di formazione molto bello, sincero e "politicamente scorretto". Quasi un inno all'adolescenza, il periodo in cui tutto è ancora possibile e in cui le cose possono ancora succedere per la prima volta, che per diversi aspetti mi ha ricordato Stand by me.

    ha scritto il 

  • 4

    ci vuole un po' a maturare l'empatia con questi tredicenni violenti, sporchi, affamati di quel sesso che ancora non conoscono e un po' temono.
    per l'esattezza, ci vuole tutto il tempo che occorre ad u ...continua

    ci vuole un po' a maturare l'empatia con questi tredicenni violenti, sporchi, affamati di quel sesso che ancora non conoscono e un po' temono.
    per l'esattezza, ci vuole tutto il tempo che occorre ad un adulto per rendersi conto che i tredicenni sono veramente così, e che descriverli diversamente vorrebbe dire edulcorare la realtà, scadere nella vita del mulino bianco, o, più semplicemente, mentire. Non è certo un caso che questo libro sia stato scritto da un giovane (purtroppo morto molto prematuramente), che come tale aveva sicuramente fresco nella mente il ricordo di come si è a tredici anni. Ne esce un libro che è sì l'ennesimo racconto di un'adolescenza nella provincia americana (argomento oggetto di qualche milione di libri e di film), ma che proprio grazie al confronto con così tanti simili riesce a far emergere le sue qualità.
    Detto del libro, bisogna dire qualcosa della traduzione, che è semplicemente indecente.
    Mi dispiace parlare male del traduttore, che probabilmente è una persona che lavora molto e guadagna poco, ma, onestamente, se non si conosce una lingua non si dovrebbero tradurre i libri scritti in quella lingua (è vero che ci sono anche parecchi errori di italiano!). Due perle: una ragazzina afferma di vedere un fantasma, e per convincere il fidanzato che è vero gli dice "Either è reale oppure sono pazza" (dove si vede che il traduttore ignora la banalissima formula "either ... or"). Più avanti, "due poliziotti percorrevano il sentiero in testa a Paul" (cioè, evidentemente "ahead of Paul": che forse si tradurrebbe meglio perfino usando google translator). Di questi obbrobri in casa editrice non si è accorto nessuno?

    ha scritto il 

  • 3

    Volevo quasi abbandonarlo, ma poi sono andata avanti. Non so, alla fine mi è piaciuto, ma forse mi aspettavo di più. Mi ha lasciata un po' interdetta, nonostante le buone premesse.

    ha scritto il 

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