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Vivere per raccontarla

Di

Editore: Mondadori (I Miti, 276)

3.6
(1265)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 535 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Olandese , Portoghese

Isbn-10: 8804501537 | Isbn-13: 9788804501534 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Angelo Morino

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
In questo libro "Gabo", Gabriel García Márquez, ricrea e racconta un periodo fondamentale della sua vita, gli anni dell'infanzia e della giovinezza, quelli in cui si forma l'immaginario che, nel tempo, darà vita a "Cent'anni di solitudine" e tanti altri romanzi. L'autore fa rivivere gli anni trascorsi sulla costa caraibica della Colombia, a contatto con una realtà miracolosa in cui il magico era prima di tutto un elemento del quotidiano. Il lettore di García Márquez troverà l'eco delle storie e dei personaggi che hanno animato "L'amore ai tempi del colera", "Cronaca di una morte annunciata" e altri romanzi dell'autore.
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  • 5

    Magico e reale.

    Compri un libro del genere, e ti aspetti la genesi e il disvelamento di un talento letterario puro.


    C'è anche questo, beninteso, nel romanzo "Vivere per raccontarla", ma solo come tassello di uno stupendo in quanto magico mosaico; ancora più magico perché, questa volta, reale. E vieni a sc ...continua

    Compri un libro del genere, e ti aspetti la genesi e il disvelamento di un talento letterario puro.

    C'è anche questo, beninteso, nel romanzo "Vivere per raccontarla", ma solo come tassello di uno stupendo in quanto magico mosaico; ancora più magico perché, questa volta, reale. E vieni a scoprire, così, che è reale proprio perché magico, il sacco di ossa dell'antenata che segue gli spostamenti della famiglia; magico perché reale, il quartiere di filo spinato della zona bananiera che in "Cent'anni di solitudine" "proclamò con bandi solenni l'inesistenza dei lavoratori"; e ancora magico e allo stesso tempo reale il colonnello Marquez che assumerà il nome di Buendia dal personaggio della copertina di un libro.

    Poi la povertà, vissuta come un'opportunità, che sembra cullare il talento di Marquez che solo relativamente tardi riesce a conservare qualche "barca a remi" oltre che per la famiglia, anche per sé; e ancora il viaggio sul fiume Magdalena per recarsi al Liceo che, se tutto filava liscio, durava tre settimane ma che non appena iniziavano le piogge torrenziali, poteva prolungarsi anche mesi, tra alligatori sbadiglianti e avvoltoi con occhi di brace.

    Gli amici di una vita, la musica al suono del tiple, i reportages giornalistici, i primi racconti.

    Gli amori a rischio della vita, i vestiti improbabili che riconquistano la primigenia funzione di stoffe anonime per coprirsi

    Il tutto sullo sfondo di una Colombia universo-mondo troppo complessa per esaurirsi in una guerra seguita da una pace; uno stato nello stato che deve nutrirsi del conflitto perenne per far sbocciare la rosa delle proprie contraddizioni.

    E' questo l'universo di Gabito in cui può orientarsi solo l'anima semplice di un genio della letteratura appesa all'amaca di dieci fratelli e all'ombra di una madre espressione della "grandeur" di tutte le donne.

    Questo e tantissimo altro ancora, fino a una lettera spedita che avrebbe dovuto essere il lasciapassare di una nuova vita ma a cui c'è stata la risposta della vita, lì e già.

    Un difetto? Paragrafi un po' troppo lunghi.

    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Bella autobiografia di Marquez, che inizia con i primi anni di vita e termina con il suo viaggio in Svizzera a nemmeno trent’anni. Scritta con il suo stile fantastico, che mescola fantasia e realtà in maniera così stretta che si fa fatica a distinguere l’uno dall’altro
    Di sicuro non all’alt ...continua

    Bella autobiografia di Marquez, che inizia con i primi anni di vita e termina con il suo viaggio in Svizzera a nemmeno trent’anni. Scritta con il suo stile fantastico, che mescola fantasia e realtà in maniera così stretta che si fa fatica a distinguere l’uno dall’altro
    Di sicuro non all’altezza dei suoi capolavori, avrebbe secondo me tratto beneficio da una bella sforbiciata qua e là ad alcune pagine nelle quali si dilunga in maniera un po’ confusa. Resta comunque molto interessante per conoscere la sua genesi di giornalista prima e di scrittore poi, ma soprattutto per scoprire come abbia per i personaggi che lo hanno reso famoso, attinto a piene mani dalla sua famiglia e dalle persone che lo hanno circondato nella sua infanzia. Anche qui distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è non è sempre semplice ,ma forse il bello è proprio questo…

    ha scritto il 

  • 3

    In fin dei conti un' autobiografia un po' deludente, che dal grande Garcìa Màrquez non mi sarei aspettata. Belle le pagine iniziali sull'infanzia e l'adolescenza dello scrittore, nonché alcuni spunti sugli eventi storici e la situazione politica del suo travagliato paese. Meno riuscita la narrazi ...continua

    In fin dei conti un' autobiografia un po' deludente, che dal grande Garcìa Màrquez non mi sarei aspettata. Belle le pagine iniziali sull'infanzia e l'adolescenza dello scrittore, nonché alcuni spunti sugli eventi storici e la situazione politica del suo travagliato paese. Meno riuscita la narrazione degli esordi della sua carriera di giornalista e scrittore: troppi rimandi a personaggi appena abbozzati, descrizioni dettagliate di momenti della sua vita, dai quali però non si evince un disegno complessivo della personalità dell'autore...

    ha scritto il 

  • 3

    Sono un po' delusa.La prima parte mi ha completamente presa,ma poi mi sono bloccata. La fine mi ha lasciato un po' d'amaro in bocca, sinceramente avrei preferito che la storia continuasse fino alla pubblicazione di " Cent'anni di solitudine" o al Nobel, magari anche dando un po' più di spazio all ...continua

    Sono un po' delusa.La prima parte mi ha completamente presa,ma poi mi sono bloccata. La fine mi ha lasciato un po' d'amaro in bocca, sinceramente avrei preferito che la storia continuasse fino alla pubblicazione di " Cent'anni di solitudine" o al Nobel, magari anche dando un po' più di spazio alla storia d'amore con la moglie.

    ha scritto il 

  • 4

    Una espléndida autobiografía novelada que resalta sus años de infancia y juventud.
    La forma de narrar de García Márquez es simplemente portentosa, y cautiva al más pintado.
    Su propio mundo personal se ve entremezclado por los guiños y chispazos de sus antológicas obras.
    El liris ...continua

    Una espléndida autobiografía novelada que resalta sus años de infancia y juventud.
    La forma de narrar de García Márquez es simplemente portentosa, y cautiva al más pintado.
    Su propio mundo personal se ve entremezclado por los guiños y chispazos de sus antológicas obras.
    El lirismo y la riqueza de su prosa te empapan, aunque lleves paraguas para no mojarte.
    Otra joya imprescindible para todos los que amamos y disfrutamos de su arte.
    Que pena que por el momento no haya una segunda parte.

    ha scritto il 

  • 5

    Fine dolce-amara

    Ero convinta che avrei letto l'intera storia di Gabito, dalla nascita fino al 2002 (anno di pubblicazione del libro). Mi sono avventurata in queste 535 pagine col cuore aperto, pronta a ricevere le impressioni su tutto. Quello che però ho ricevuto è stato limitato a quello che è stato il suo impa ...continua

    Ero convinta che avrei letto l'intera storia di Gabito, dalla nascita fino al 2002 (anno di pubblicazione del libro). Mi sono avventurata in queste 535 pagine col cuore aperto, pronta a ricevere le impressioni su tutto. Quello che però ho ricevuto è stato limitato a quello che è stato il suo impatto con la letteratura e la scrittura. E' per questo che alla fine del libro ci sono rimasta male, da un certo punto di vista. Però non posso sicuramente dire che questo finale abbia rovinato l'idea che ho di questo libro: con uno stile diverso da quello più "solenne" di Cent'anni di Solitudine, Gabriel racconta i suoi "Ventott'anni di compagnia". La sua infanzia, più straordinaria di un libro di avventura (che solo lui avrebbe potuto trasporre così bene nei suoi capolavori),i suoi approcci con la letteratura, la povertà, l'imparare lentamente un mestiere nonostante le capacità, l'incontro con personaggi eminenti.. Tutto questo contornato da digressioni sulla condizione politica del paese, utilissimo anche per una formazione culturale per chi (come me), per limiti di volontà o di età, è poco informato.

    ha scritto il 

  • 4

    Ci ho meso 4 anni e 200 pagine di tesi per chiarire e per chiarirmi che la memoria, come la costruzione narrativa, è composta di immagini, impressioni sensoriali, rappresentazioni, legate insieme dal senso che chi ricorda, e/o racconta, attribuisce loro a posteriori (Ben Xu, Memory and the Ethnic ...continua

    Ci ho meso 4 anni e 200 pagine di tesi per chiarire e per chiarirmi che la memoria, come la costruzione narrativa, è composta di immagini, impressioni sensoriali, rappresentazioni, legate insieme dal senso che chi ricorda, e/o racconta, attribuisce loro a posteriori (Ben Xu, Memory and the Ethnic Self). Poi arriva Marquez: “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla” e ho scoperto che si poteva dire tutto con una sola frase. “Vivere per raccontarla” viene definita l'autobiografia di Gabriel Garcìa Marques, ma come tale è piuttosto parziale, arriva soltanto all'edizione del primo romanzo, poco più di una trentina di anni. Ricopre invece gli anni del giornalismo, quasi come se quel “raccontarla” si riferisca alla Vita con la V maiuscola, quella che condividiamo, la cronaca. Le vicende di Gabo attraversano, infatti, quella di una Colombia che si divincola tra colpi di stato e guerriglie. Faccio sempre fatica a leggere biografie, mi manca l'andamento classico: Status quo, climax, risoluzine che ti tiene incollato alla pagina. Eppure Marquez è stata una grande esperienza!

    ha scritto il 

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