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Vivir y morir en Dallas

Serie Sookie Stackhouse Vol. 2

By

Publisher: Punto de Lectura

3.8
(2133)

Language:Español | Number of Pages: 329 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Chi traditional , French , German , Portuguese

Isbn-10: 8466322914 | Isbn-13: 9788466322911 | Publish date: 

Translator: Omar El-Kashef Calabor

Also available as: Paperback , Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Book Description

Sookie Stackhouse está pasando una mala racha: su compañero de trabajo ha sido asesinado y ella es atacada por una criatura sobrenatural, pero afortunadamente los vampiros le salvan la vida. Cuando le piden que busque a uno de ellos que ha desaparecido en Dallas, Sookie no lo duda ni un momento. Eso sí, pone una condición: ningún humano debe ser dañado. Pero eso es muy fácil difícil.

Esta serie, transgresora en su planteamiento, rompe con la imagen tradicional de los vampiros y ofrece una nueva y fresca visión de los mismos.

Sorting by
  • 3

    La saga procede come previsto… Se leggi un libro di questo genere ti aspetti colpi di scena e nient'altro, e come lettura leggera è appassionante. Finirò di leggerli tutti (spero).

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Benché il primo volume della saga di Sookie Stackhouse (The Southern Vampire Mysteries) non mi sia piaciuto molto, ho voluto procedere con la lettura perché ero curiosa di sapere quanto la serie tv True Blood, tratta dai romanzi della Harris, che sa divertire ed intrattenere, ma può anche raggiun ...continue

    Benché il primo volume della saga di Sookie Stackhouse (The Southern Vampire Mysteries) non mi sia piaciuto molto, ho voluto procedere con la lettura perché ero curiosa di sapere quanto la serie tv True Blood, tratta dai romanzi della Harris, che sa divertire ed intrattenere, ma può anche raggiungere picchi elevati di noia e assurdità, si discosti dalla storia originale. Morti viventi a Dallas è sicuramente scritto meglio di Finché non cala il buio, e non so se alcune brutture, che pure ci sono, siano da imputare alla traduzione o alla scrittura originale. Riguardo alla storia, mi ha molto colpito la morte, nelle primissime pagine, del personaggio di Lafayette, abbastanza importante nel telefilm, ed ancora vivo e vegeto. Ho tremato, invece, a leggere il nome di Tara, ma il personaggio compare pochissimo e non è per niente irritante come nella trasposizione televisiva. Mi sorprende che la menade sia stata identificata praticamente da subito, e che la sua storyline sia risultata piuttosto fiacca. L'ultima parte del romanzo, infatti, che prende le mosse dalla festa/orgia, è più lenta rispetto alle vicende ambientate a Dallas, e la menade non ha alcun carisma. Interessante invece la descrizione dell'hotel adibito ad ospitare i vampiri, e soprattutto le dinamiche tra questi nel "nido" di Stan. Carino anche il personaggio della licantropa Luna, che spero compaia ancora, e riuscita anche la Compagnia del Sole, con i terrificanti coniugi Newlin. Molto gradevole la scena della partita a cui partecipano come spettatori gli abitanti di Bon Temps; come ho già detto nel post precedente, la Harris è molto brava a creare un microcosmo qual è la piccola cittadina con tutti i suoi abitanti, ognuno con le proprie caratteristiche. Mi sarei aspettata qualcosa di più -o, meglio, qualcosa- riguardo al "suicidio" di Godric, che non viene per niente descritto. Pur non lasciando col fiato sospeso o la voglia di continuare a leggere -almeno per quanto mi riguarda- Morti viventi a Dallas risulta comunque simpatico e ironico, e le considerazioni di Sookie fanno sempre sorridere.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

    said on 

  • 3

    2° Serie di Sookie Stackhouse

    Forse un po' meglio del primo ma sembra sempre che manchi qualcosa anche se i personaggi cominciano ad essere meglio definiti. Vedremo nei successivi se mi passa la voglia definitivamente o se invece migliora

    said on 

  • 1

    1.5 stelle.

    Di Living Dead in Dallas avevo visto parte della serie televisiva quando non avevo ancora l'età adatta per poter esserne uno spettatore. Avevo odiato la figura di Godric e la vicenda in sè mi era sembrata troppo esagerata, come se i suoi protagonisti si prendessero troppo sul serio.
    Prima ancora ...continue

    Di Living Dead in Dallas avevo visto parte della serie televisiva quando non avevo ancora l'età adatta per poter esserne uno spettatore. Avevo odiato la figura di Godric e la vicenda in sè mi era sembrata troppo esagerata, come se i suoi protagonisti si prendessero troppo sul serio. Prima ancora della trasposizione televisiva, mi sono avvicinato alla saga di Charlaine Harris quasi cinque anni fa, quando non avevo avevo l'età adatta per esserne lettore. Avevo trovato noiose e un pò irritanti le scene di unione carnale della protagonista con il vampiro Bill. Tempo fa mi è tornata la voglia di leggere questa saga, ancor più che in là con le vicende si affacciano alla trama le fate, e a me le storie di fate hanno sempre affascinato (mentre dei vampiri mi si è affievolita la passione). Lo ammetto: non ricordavo che la prosa di questa scrittrice fosse così brutta. Va bene, non è il libro migliore della saga e più si va avanti più la storia si fa accattivante, ma avrei preferito gradire questo libro. Così non è stato. O ho letto una copia taroccata, oppure ogni aspetto del romanzo è trattato in modo decisamente affrettato, visto dal punto di vista di una Sookie che appare più egoista e sciocca che mai. La trovo sciocca perchè si fa trattare come un oggetto dal suo caro fidanzato, esageratamente geloso e morboso, e perchè si considera così colta in quanto conosce il significato del termine "confutare". Qualcuno dovrebbe dirle che essere una cameriera non significa che debba pensare solo a servire i clienti che le toccano il sedere e ad arrabbiarsi per questo e a credersi tanto colta quando invece non lo è. Trascorrere la vita tra lavoro come cameriera e letto con un vampiro è un pò limitante, direi. Non si può, inoltre, dare onore al merito del mistero all'interno di questo libro perchè, a differenza del capitolo precedente, non è un vero mistero con conseguente svelamento. La suspance del caso è inesistente e una risoluzione poco sentita. Perchè, poi, dare poco spazio a eventi importanti come l'attacco della menade, la morte di Godric (che, tra parentesi, nel libro non è nemmeno colui che ha trasformato Eric) -che avviene con tre parole, "e prese fuoco."- e la diffusione della follia in alcuni degli abitanti di Bon Temps (e non come nella serie tv in tutta la città per diverso tempo)? La fretta di queste descrizioni ha significato minore trepidazione. Una delle poche cose belle del libro è Eric, che spero si scoprirà in tutto il suo fascino nei capitoli seguenti.

    said on 

  • 3

    Reseña completa en: http://quieroleersinlimites.blogspot.com.es/2013/09/res…

    [...] Sea como sea, la verdad es la verdad: el asesinato de Lafayette me ha resultado más estimulante que lo de Dallas. Más que el asesinato en sí, lo cierto es que el personaje ...continue

    Reseña completa en: http://quieroleersinlimites.blogspot.com.es/2013/09/resena-165-vivir-y-morir-en-dallas.html

    [...] Sea como sea, la verdad es la verdad: el asesinato de Lafayette me ha resultado más estimulante que lo de Dallas. Más que el asesinato en sí, lo cierto es que el personaje más intrigante es Callisto, una ménade del bosque. No os contaré nada sobre este personaje para no chafaros la historia, pero que sepáis que -sin contar a Eric- es el mejor personaje que nos encontramos en esta novela.

    La extensión de esta saga no es lo que me impide tener ansias de continuar con el tercer libro, sino que, aunque tengo esperanzas de que la historia mejore, de momento me va resultando un poco decepcionante. Esta es una saga que llevaba mucho tiempo queriendo leer -y el primer libro es uno de los primeros que reseñé en el blog-, tenía expectativas muy altas (tantos seguidores para una serie taaaan larga se deberá a algo, ¿no?) y de momento no las está cumpliendo. [...]

    said on 

  • 3

    Vivir y Morir en Dallas viene a ser más de lo mismo respecto a la primera novela de la saga de Sookie.


    Una saga vampírica donde los sentimientos y la vida de la protagonista son lo interesante, dejando de lado cosas más interesante como la lucha por los derechos vampíricos, su organización ...continue

    Vivir y Morir en Dallas viene a ser más de lo mismo respecto a la primera novela de la saga de Sookie.

    Una saga vampírica donde los sentimientos y la vida de la protagonista son lo interesante, dejando de lado cosas más interesante como la lucha por los derechos vampíricos, su organización, otros seres sobrenaturales… todo se pasa de puntillas para contarnos la historia de ésta camarera con poderes telepáticos.

    Lo bueno es que poco a poco se va implicando más en el mundo vampírico, y que aunque sea por casualidad se mezcla con tramas que sí valen algo la pena (la de Godric me ha gustado).

    Como ejemplo de lo poco que se aprovecha el entorno que tiene la saga estaría la incursión en la Iglesia del Sol, una incursión de la que sabemos tan sólo lo que ve Sookie, dejando de lado quienes son, qué poder tienen o cosas similares.

    Así que, incluso con tres tramas y abriendo algo el abanico de situaciones, la segunda parte de ésta longeva saga sigue sin atraparme, dejándome con la misma sensación que el anterior.

    Una especie de quiero y no puedo, que sí entretiene. Y sí, tiene la virtud de no alargarse absurdamente. Pero al que le falta para convertirse en una saga de cabecera (incluso da la sensación a veces de que faltan párrafos…).

    Sigo sin recomendarlo, pero como tampoco me parece malo, leeré el tercero a ver qué tal. Total, para un par de tardes que duran…

    Reseña completa en: http://darlantan8.blogspot.com.es/2013/05/vivir-y-morir-en-dallas-sookie.html

    said on 

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