“L’icona principale della cultura russa”, ebbe modo di definirlo Demetrio Volcic, uno dei più attenti studiosi di quel lontano mondo. Il caso di Vladimir Vysotskij è in effetti straordinario: attore, poeta ribelle, cantautore osannato dalle masse, personaggio pubblico chiacchierato per il matrimonioContinue
“L’icona principale della cultura russa”, ebbe modo di definirlo Demetrio Volcic, uno dei più attenti studiosi di quel lontano mondo. Il caso di Vladimir Vysotskij è in effetti straordinario: attore, poeta ribelle, cantautore osannato dalle masse, personaggio pubblico chiacchierato per il matrimonio con l’attrice Marina Vlady, popstar intellettuale distrutta dall’alcol, dalle droghe, dell’atteggiamento ostile delle autorità sovietiche. É morto da quasi trent’anni, eppure la sua leggenda continua a circolare in ogni angolo di Mosca e ha invaso l’Europa e anche l’Italia, che da anni lo ha inserito tra i cantautori venerabili del secolo scorso. Primo attore della Taganka - il più celebre teatro della capitale russa - acclamato interprete cinematografico, Vysotskij affiancò a questa attività quella di cantautore, con testi polemici e insofferenti che gli valsero non pochi dissidi con la nomenklatura negli anni del gelo Brezneviano. Fu solo con la perestroika che la sua figura venne sdoganata ufficilamente; ma la gente aveva già fatto la sua scelta da tempo, onorando Vysotskij con una fama che tra i poeti russi non è inferiore ai grandi classici dell’Ottocento. Questo libro racconta l’agitata storia dell’uomo e dell’artista con una cura puntigliosa dei dettagli, ambientata nell’Unione Sovietica inquieta e sofferente degli anni 60, 70, 80. Alla lunga nota biografica del curatore seguono una antologia di una trentina di testi, i più belli e importanti per capire l’artista, e una serie di interventi preziosi: un ritratto di Demetrio Volcic, leggendario corrispondente RAI da Mosca, un intervento di Moni Ovadia, una nota musicale di Filippo Dal Corno, che ha arrangiato recentemente alcune canzoni di Vysotskij, e una sull’interpretazione vocale di Eugenio Finardi. Proprio Finardi ha recentemente riacceso l’interesse su Vysotskij con un disco apprezzatissimo e di successo, "Il cantante al microfono", che ha ottenuto la prestigiosa Targa Tenco come “miglior album del 2008 di canzoni tradotte”. Il libro offre in allegato una raccolta di 12 canzoni di Vysotskij.