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Vogliamo tutto

Di

Editore: DeriveApprodi

4.1
(167)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 174 | Formato: Altri

Isbn-10: 8888738398 | Isbn-13: 9788888738390 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Prefazione: Franco Berardi (Bifo)

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Resoconto delle battaglie sociali del proletariato metropolitano, controcantoincalzante al diffondersi dell'autonomia degli operai, questo romanzo è lastoria di un operaio arrivato dal Sud nella Fiat in ebollizione. La storiadella scoperta della metropoli, dell'oppressione capitalistica, della comunitàproletaria, della rivolta che serpeggia ed esplode. Balestrini fa parlare ilprotagonista per rimixare il parlato con un ritmo che si piega all'intenzionedi una poetica variegata, policroma e polifonica. Un lavoro di smontaggio erimontaggio che segue le linee di una metodologia combinatoria e si esercitaintegralmente sulla materia linguistica, prelevando materiale verbalepreesistente alla scrittura per predisporne il ritmo e la potenza emotiva.
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  • 0

    essere balestrrini

    merdavacca adesso che ho
    il telefono nuovo non mi chiama nessuno

    [h 7.20, sul treno, stamane, due giovani
    che parlottano tutti stretti stretti]

    e io volevo dirgli "prova a vedere se magari non
    è che s ...continua

    merdavacca adesso che ho
    il telefono nuovo non mi chiama nessuno

    [h 7.20, sul treno, stamane, due giovani
    che parlottano tutti stretti stretti]

    e io volevo dirgli "prova a vedere se magari non
    è che sei uno che spacca i maroni

    continuamente a tutti, perfino agli estranei
    in treno che vogliono solo stare tranquilli

    immaginarsi come sei con gli amici"

    però non mi sembrava opportuno
    allora mi sono rimesso a leggere balestrini

    ed è andato tutto bene
    è bello essere vivi

    ha scritto il 

  • 5

    Prima & Dopo

    un libro, a mio avviso, bellissimo e straordinario, almeno per me che in quel periodo avevo dodici anni, e non ho vissuto quelle esperienza. si divide in due parti: la prima, in cui il protagonista fa ...continua

    un libro, a mio avviso, bellissimo e straordinario, almeno per me che in quel periodo avevo dodici anni, e non ho vissuto quelle esperienza. si divide in due parti: la prima, in cui il protagonista fa vari lavori, molto svogliatamente, ed entra in politica per i propri interessi, senza crederci poi molto. la seconda, in cui inizia veramente ad essere parte della lotta politica nella fiat di fine anni sessanta, in cui il protagonista tocca con mano le vicende del famoso "autunno caldo" con scioperi, licenziamenti, assemblee cariche di polizia e carabinieri e fughe, per le strade di Torino.Balestrini divide i capitoli in piccoli paragrafi, brevi e concisi, in cui la prosa è semplice e scarna. da tenere in libreria, a sinistra.

    ha scritto il 

  • 4

    Io ci sono nata al sud e queste storie me le sento addosso pure se sono una ragazzetta. Lo leggevo ad alta voce sulle spiagge di Cuba che si può leggere solo ad alta voce e mi veniva il nervoso, come ...continua

    Io ci sono nata al sud e queste storie me le sento addosso pure se sono una ragazzetta. Lo leggevo ad alta voce sulle spiagge di Cuba che si può leggere solo ad alta voce e mi veniva il nervoso, come gli veniva a loro. Ma no che dico, mi faceva proprio incazzare, perché è tutto così e perché il lavoro è una merda.

    ha scritto il 

  • 4

    politico e realistico

    un testo che si concentra sulle lotte operaie a torino in fiat, riporta le richieste, le iniziative e i piccoli passi degli operai per il riconoscimento dei diritti fondamentali. La condizione dell'op ...continua

    un testo che si concentra sulle lotte operaie a torino in fiat, riporta le richieste, le iniziative e i piccoli passi degli operai per il riconoscimento dei diritti fondamentali. La condizione dell'operaio qui è + problematizzata che nel romanzo di pennacchi. C'è una "immersione" nello stato delle cose che non c'è in "mammut"

    ha scritto il 

  • 4

    Le lotte operaie di fine anni '60

    e la lotta di classe ... a volte oggi dovremmo rispolverare qualche argomento ... così, anche solo per farsi un'idea, di cose passate, di cui oggi non vi è traccia ... non è che fosse proprio tutto tu ...continua

    e la lotta di classe ... a volte oggi dovremmo rispolverare qualche argomento ... così, anche solo per farsi un'idea, di cose passate, di cui oggi non vi è traccia ... non è che fosse proprio tutto tutto da buttare ...

    ha scritto il 

  • 4

    "..E no ai burocrati e ai padroni!Cosa vogliamo? vogliamo tutto!"da La ballata della Fiat-1970A.Bandelli-P:Masi

    l'ho voluto rileggere dopo quasi 40 anni.
    non l'avevo mai più riaperto, se ne stava lassù sullo scaffale insieme agli altri libri dei primi anni '70, gli anni della mia(breve) militanza politica nella ...continua

    l'ho voluto rileggere dopo quasi 40 anni.
    non l'avevo mai più riaperto, se ne stava lassù sullo scaffale insieme agli altri libri dei primi anni '70, gli anni della mia(breve) militanza politica nella sinistra extraparlamentare.
    non mi è mai venuto in mente di metterlo tra i romanzi, l'ho sempre ricordato come il racconto di una lotta, la lotta alla Fiat nel '69, ma rileggendolo, mi rendo conto subito che non è così, o almeno non solo così. c'è molto di più.c'è la scrittura innanzitutto, straordinaria! non so se è giusto parlare di stile,uno stile davvero 'unico',forse si, ma non mi interessa ora cercare delle definizioni, so soltanto che mentre leggevo la seconda parte(la lotta in fabbrica e fuori) il ritmo della mia lettura si alzava via via con affanno, come se seguissi il 'tempo' delle parole: un qualcosa di maestoso che nasce a poco a poco,prima frastagliato, disperso, poi, in movimenti ravvicinati, si compie del tutto. dopo c'è il silenzio, forse per poco, ma c'è:
    "Era l'alba quasi, c'era il sole che stava venendo su.Eravamo stanchissimi,sfiniti.Per adesso bastava.Scendemmo giù e ce ne tornammo a casa".
    ..la lotta si allarga dalla Fiat di Torino alle altre fabbriche, un movimento che si espande, prende corpo e parole, si trasforma, aumenta di numero e di consapevolezza,è l'inizio dell'autunno caldo, è il tempo della rivolta: la scrittura filma tutto,il regista e protagonista è l'operaio 'massa'...mi fermo a pensare. sono attratta dalle immagini che si formano con le parole scelte ad una ad una, ed è come se fossi lì, rivivo la violenza della polizia, le cariche..tutto è sotto i miei occhi e con i miei ricordi.
    una riflessione che mi porto dietro da quando l'ho finito:non so se questo libro è davvero sfavillante di attualità, non lo credo e non credo però neppure che sia un libro 'datato'.
    questo è per me il nocciolo del problema della sua rilettura oggi e quindi di quanto riesca a scrivere..è difficile.posso entrarci,capire l'organizzazione della rivolta,posso ascoltare, e anche vedere, e arrivare poi alla tristissima conclusione che Marchionne abbia vinto!per sempre!
    ma'Vogliamo tutto' incredibilmente mi fa pensare invece che tutto è in gioco ancora...ripenso allora al libro di Gallino, insuperato testo per 'azionare' il cervello( e il cuore!), e rifletto su l'ILVA,mi incaponisco, mi arrabbio,ma registro anche con attenzione i passaggi, le parole, le scelte, la rabbia e la rivolta..una stagione viene definito l'autunno, le lotte operaie della Fiat ne aprirono uno fortissimo e caldo..una primavera?

    ha scritto il