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Voi non sapete che cos'è l'amore

Saggi, poesie, racconti

Di

Editore: Minimum Fax

4.2
(261)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 298 | Formato: Altri

Isbn-10: 8887765081 | Isbn-13: 9788887765083 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: F. Duranti , R. Duranti

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Poesie (soprattutto) per chi non ama le poesie

    Una su tutte:

    COMPAGNIA

    Stamattina mi sono svegliato con la pioggia
    che batteva sui vetri. E ho capito
    che da molto tempo ormai,
    posto davanti a un bivio,
    ho scelto la via peggiore. Oppure,
    semplicemente, la più facile.
    Rispetto a quella virtuosa. ...continua

    Una su tutte:

    COMPAGNIA

    Stamattina mi sono svegliato con la pioggia
    che batteva sui vetri. E ho capito
    che da molto tempo ormai,
    posto davanti a un bivio,
    ho scelto la via peggiore. Oppure,
    semplicemente, la più facile.
    Rispetto a quella virtuosa. O alla più ardua.
    Questi pensieri mi vengono
    quando sono giorni che sto da solo.
    Come adesso. Ore passate
    in compagnia del fesso che non sono altro.
    Ore e ore
    che somigliano tanto a una stanza angusta.
    Con appena una striscia di moquette su cui camminare.

    ha scritto il 

  • 4

    Che cosa succede esattamente nella vita dei personaggi di Carver?

    Beh, questo sarebbe principalmente un libro di poesie, anche se la Minimum fax ha deciso di spezzettare la produzione poetica di Carver in tanti librettini che poi logicamente a causa della loro esiguità ha dovuto debitamente rimpinguare con saggi e racconti… E non lasciatevi ingananre dal volume ...continua

    Beh, questo sarebbe principalmente un libro di poesie, anche se la Minimum fax ha deciso di spezzettare la produzione poetica di Carver in tanti librettini che poi logicamente a causa della loro esiguità ha dovuto debitamente rimpinguare con saggi e racconti… E non lasciatevi ingananre dal volume “Orientarsi con le stelle - Tutte le poesie” perché non dispone del testo in lingua originale a fronte.

    Ok, tutto ciò premesso veniamo a noi: ho letto questo libro come la casa editrice sembra invitare a fare: alternando cioè saggi a poesie e racconti. Carver risulta più convincente con i racconti, dal mio punto di vista. I saggi sono interessanti e raccontano, tra le altre cose e con molta umiltà – come Carver amava essere e/o apparire – come lo scrittore sia approdato alla narrativa breve per esigenze meramente pratiche. Semplicemente non aveva tempo per concentrarsi in qualcosa di più ampio respiro, sicché a proposito di “influssi” di altri scrittori, vi sentirete rispondere che l’influsso maggiore l’ha avuto dai suoi figli e dalla loro ingombrante presenza che non gli lasciava tempo per scrivere. Le poesie sono interessanti anch’esse, alcune decisamente non indispensabili, altre invece memorabili, ma i racconti… bhe i racconti sono dei veri capolavori.

    Da “Con tanta di quell’acqua a due passi da casa”
    «Eppure tra me e Stuart non cambierà niente. Voglio dire: niente cambierà sul serio. Invecchieremo insieme, già si comincia a leggerlo sui nostri visi, nello specchio del bagno, per esempio, quando capita che siamo lì tutti e due. Certo, qualche cosa che ci circonda cambierà un po’, le cose si faranno più facili o più difficili, dipende, ma niente cambierà veramente, in fondo. Sono convinta. Ormai le nostre decisioni le abbiamo prese, le nostre vite si sono messe in moto, e andranno avanti così per sempre, finché non si fermeranno. Ma se le cose stanno veramente così? Cioè, se uno crede che sia così, però se lo tiene dentro, mettiamo, finché un giorno capita qualcosa che dovrebbe cambiare le cose, e invece uno vede che dopo tutto non cambia niente? E intanto la gente intorno a te continua a chiaccherare e a comportarsi come se tu fossi la stessa persona che eri ieri, stanotte, cinque minuti fa, e invece stai veramente attraversando una crisi profonda, ti senti il cuore a pezzi…».

    Ecco, questo è un esempio di una cosa che succede spesso nei racconti di Carver (una situazione del tutto analoga la troverete anche in un altro racconto presente in questo libro e intitolato “Il fagiano”). C’è una coppia che fa la sua vita, ma nella loro quotidianità, fatta di tante cose ordinarie e innocue, c’è qualcosa che non quadra. È come se gli oggetti fossero ricoperti d’una patina mortifera che avvelena la vita. La coppia è in crisi sotto l’apparenza delle abitudini domestiche ed è così che piccole abitudini prive di significato possono di punto in bianco assumere i contorni di qualcosa di ambiguamente minaccioso. La violenza, il pericolo, la cattiveria e l’aggressività sono proprio lì sul margine del quotidiano, tra le pieghe delle nostre vite rassicuranti.

    Poi a volte accade qualcosa – una cosa anche non molto importante – ma questa cosa funge da innesco e dà il via ad una incredibile sequenza di mattoncini che cadono. Nei racconti di Carver, tuttavia, difficilmente questa “esplosione” finisce in tragedia, dopo un po’, infatti, la frana cessa e tutto sembra potere riprendere il corso delle cose di sempre. È come se in fondo Carver ci dicesse che non c’è una via d’uscita dalle nostre vite, le cose tornano sempre come prima. Qualcosa è successo – questo è vero - ma non possiamo farci niente. I personaggi di Carver – fate attenzione – sono “stupidi”. Non si rendono conto di ciò che accade loro nel profondo, nel loro intimo; loro sono per lo più alle prese con l’epidermide della vita, con i problemi d’immediata importanza: la dipendenza dall’alcool, l’affitto da pagare, le bollette, il dovere trovarsi un lavoro, la moglie che ha un amante e i figli che vanno a catafascio. Loro sono inconsapevoli di loro stessi, Carver non ci parla mai di quello che provano, di ciò che passa loro per la testa, perché Carver parla solo di cose che conosce e di cui ha un’esperienza diretta: lui è uno scrittore “onesto”.

    Onesto, certo, ma non superficiale. La verità – ci dice ancora Carver - il significato profondo delle cose è proprio lì, appena sotto la superficie delle cose; è appena a pochi centimentri sotto il pelo dell’acqua, lo si può intravedere in mezzo alle increspature che muove il vento, lo si potrebbe anche toccare, ma i personaggi se ne guardano bene dal farlo: loro sono alle prese con la loro vita.

    In questo racconto di cui ho citato un brano, la signora Kane (cittadino Kane?) si rende conto che una se stessa di cui ha perso le tracce, senza sapere come sia successo, è forse morta per sempre. Dirà, infatti, di sé, come trasognata:

    «C’era una volta una ragazza che aveva un padre e una madre […] la ragazza attraversò come in sogno le elementari e le medie e, un paio d’anni dopo, un istituto per segretarie d’azienda. Dopo, molto tempo dopo – ma cosa è successo nel frattempo? – lei è in un’altra città e lavora come centralinista in una fabbrica di componenti elettronici dove incontra un ingegnere che le chiede un appuntamento. […] Dopo un po’ di tempo decidono di sposarsi, ma a quel punto il passato, il suo passato, comincia a sfuggirle. […] Una volta durante una lite particolamente violenta, […] lui le aveva detto che un giorno o l’altro questa storia (proprio così aveva detto: “questa storia”) sarebbe andata a finire male.».

    La signora Kane – Claire - si rende conto delle perdite degli innumerevoli “noi stessi” che subiamo nel corso della vita, in un modo che non capisce fino in fondo, in un modo che non riesce né ad ignorare né ad elaborare del tutto. La cosa pervade la sua vita come una polvere che l’avvelena, ma quando il marito Stuart le dice di avere trovato il cadavere di una giovane donna morta nel fiume dove lui e i suoi amici sono andati a pescare e di averla lasciata lì due giorni – intanto era morta – e di avere continuato a pescare come se nulla fosse, beh, questo episodio fortuito, questa incredibile indifferenza del marito fa scattare l’innesco del processo di comprensione e della conseguente frana nella sua vita intima e coniugale.

    Ma i personaggi che Carver ci dona, come dicevo, sono “stupidi” e la signora Kane non arriva a capire che quella donna morta e l’indifferenza del marito di fronte a quel corpo verso il quale non mostra alcun rispetto è esattamente la stessa indifferenza con la quale suo marito ha posto fine alla sua giovinezza e ai suoi sogni, lasciandola morire piano piano tra le cose di tutti i giorni senza una parola, senza alcun riguardo. La signora Kane non può capire, ma sente che qualcosa è fuori posto e ha paura:

    « “Oh, Stuart, ho paura, ho paura” […]
    “Ma di cosa hai paura, Claire? Dimmelo, tesoro, forse ti posso aiutare. Vorrei tanto aiutarti, cara; mettimi alla prova. Se no, a che servono i mariti?”
    “Non riesco a spiegarlo”, dico. “Ho paura e basta. È come se, come se, come se…”»

    Già, è come se capitasse qualcosa che dovrebbe cambiare le cose, ma le cose rimangono esattamente le stesse. È come se ci si sentisse d’essere morte per sempre, ma tuo marito e tutti quanti lasciano che il tuo cadavere si gonfi nell’acqua abbandonato a se stesso, lasciano che il tuo corpo s’impigli tra i rami degli alberi e che i tuoi capelli si sciolgano nella corrente. E non c’è nessuno a prendersi cura di lui. Nessuno, proprio nessuno mostra un minimo di pietà.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quando ero incinta di Mike una volta mi portasti in bagno quando ero così grassa e mi sentivo tanto male che non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto. Mi ci portasti in braccio. Nessuno mai rifarà una cosa del genere, nessuno mai potrà amarmi tanto e in quel modo. Qualsiasi cosa succeda abbi ...continua

    "Quando ero incinta di Mike una volta mi portasti in bagno quando ero così grassa e mi sentivo tanto male che non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto. Mi ci portasti in braccio. Nessuno mai rifarà una cosa del genere, nessuno mai potrà amarmi tanto e in quel modo. Qualsiasi cosa succeda abbiamo questo. Ci siamo amati come nessun altro saprà né potrà amarci ancora."

    La cosa più bella sono i saggi. Poi i racconti. Poi le poesie.

    ha scritto il 

  • 3

    L'essenzialità misurata della prosa di Carver mi ha convinto abbastanza, quella della poesia no, ho letto di meglio, ad esempio qui: http://www.anobii.com/groups/01eaabb246e17c01db/

    ha scritto il 

  • 5

    Su tutti "Cacciatore" e "Il fagiano". Di poesia però capisco poco. Nei racconti di Carver c'è spesso un fatto, magari banale, che sposta il punto di vista, che mette in discussione tutto (il fagiano investito). Con tutto il rispetto per il Sig. Medugno, queste immagini inquietanti che la Minimum ...continua

    Su tutti "Cacciatore" e "Il fagiano". Di poesia però capisco poco. Nei racconti di Carver c'è spesso un fatto, magari banale, che sposta il punto di vista, che mette in discussione tutto (il fagiano investito). Con tutto il rispetto per il Sig. Medugno, queste immagini inquietanti che la Minimum Fax utilizza per le copertine non rendono giustizia ad un autore così. Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Dovreste leggerlo. Ora.

    La contro copertina del libro recita: “Dovreste leggerlo. Ora.”
    Di certo Raymond Carver merita di essere letto, in questo libro o in qualunque altro.
    Il volume contiene tre saggi, qualche racconto e parecchie poesie. Tra queste quella dedicata a Charles Bukowski, che dà il titolo alla ...continua

    La contro copertina del libro recita: “Dovreste leggerlo. Ora.”
    Di certo Raymond Carver merita di essere letto, in questo libro o in qualunque altro.
    Il volume contiene tre saggi, qualche racconto e parecchie poesie. Tra queste quella dedicata a Charles Bukowski, che dà il titolo alla raccolta, splendida:
    un genio che fa il verso ad un altro genio!
    Basta leggere questa poesia per rendersi conto della immensa capacità di Carver di immedesimarsi nei suoi personaggi.
    La scelta degli scritti da riunire in unico volume fu fatta da Carver stesso, quando era già ormai uno scrittore affermato ed osannato, proprio con l’intento di consentire al lettore una panoramica sulla sua produzione.
    Il libro è quindi un piccolo esempio delle molteplici capacità di questo grande autore che personalmente preferisco nella veste di narratore piuttosto che di poeta.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrivi ancora ...

    Si questo mi viene spontaneo desiderare mentre leggo questo libro, soprattutto i racconti mi spingono a desiderare che la storia narrata continui, vorrei sapere altri particolari dei personaggi e delle vicende solo abbozzate, e così la mia fantasia parte e crea ipotesi e tesi. Scrittura semplice, ...continua

    Si questo mi viene spontaneo desiderare mentre leggo questo libro, soprattutto i racconti mi spingono a desiderare che la storia narrata continui, vorrei sapere altri particolari dei personaggi e delle vicende solo abbozzate, e così la mia fantasia parte e crea ipotesi e tesi. Scrittura semplice, nel senso di comprensibile ai più, anche la versione delle poesie in inglese risulta facile da tradurre. Molto intrisa di vita vera, di alcool e alcolisti, di rapporti umani reali, di fatti veri e del mistero di non essere raccontati per intero. Leggerò altro di Carver.

    ha scritto il