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Volevo i pantaloni

Di

Editore: Mondadori

2.9
(1333)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 121 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Danese

Isbn-10: 8804388455 | Isbn-13: 9788804388456 | Data di pubblicazione:  | Edizione 45

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Che cosa sogna una ragazza in Sicilia? Prima de tutto il principe azzurro. Cioè un marito, come appare nelle favole e nei fotoromanzi. Annetta, invece, fa sogni controcorrente: un paio di pantaloni, la libertà, il rispetto di sè. Questa è la storia della sua faticosa battaglia per affermarsi come persona. Una battaglia contro l'ottusità, contro la violenza fisica e morale. È il romanzo d'esordio di Lara Cardella. La rivelazione di un brillante talento narrativo e di uno sconcertante quadro sociale del profondo sud italiano.
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  • 4

    Volevo i pantaloni è un romanzo parzialmente autobiografico scritto da Lara Cardella nel 1989.
    Narra di una ragazzina, Annetta, che vive nella Sicilia più retrograda in cui le donne hanno pochissimi d ...continua

    Volevo i pantaloni è un romanzo parzialmente autobiografico scritto da Lara Cardella nel 1989.
    Narra di una ragazzina, Annetta, che vive nella Sicilia più retrograda in cui le donne hanno pochissimi diritti - o forse nessuno - e per questo "vuole i pantaloni" perché, nella sua ingenuità, crede che indossarli la farà maschio, e probabilmente qualcosa cambierà nella sua vita.
    Sin dall'inizio l'ambiente descritto è estremamente soffocante; l'ignoranza ed i pregiudizi imperversano; una ragazzina viene bollata definitivamente come "poco di buono" se si trucca o se solo esce con un ragazzo (che, in tal caso, la dovrà sposare anche se l'ha vista un paio di volte).
    Gli adulti sono tutti contagiati dalla follia dell'onore, solo quel che dice la gente importa, solo il loro giudizio conta, mentre la felicità dei propri figli è ancor meno che secondaria. La logica semplicemente non esiste.
    La storia è piuttosto breve ma mi ha colpito molto, soprattutto considerando che sì, si tratta di un romanzo, ma quel tipo di mentalità e quei comportamenti si verificavano sul serio (e spero che il tempo passato sia il più appropriato).
    In particolare mi ha turbato ciò che il padre della protagonista risponde alla figlia quando questa, disperata, le confessa che lo zio dal quale hanno deciso di mandarla potrebbe essere un pedofilo e che, anzi, l'ha già molestata in passato. E' qui palese l'assenza di amore e di qualsiasi cura parentale. La madre opta invece per il silenzio, perché il famoso onore è più importante di qualsiasi altra cosa.
    Ho odiato profondamente questi genitori. E mi fa orrore che persone del genere siano esistite davvero.
    Lo stile è molto semplice, e i dialoghi sono quasi tutti in dialetto (opportunamente tradotto), il che consente di entrare maggiormente nell'atmosfera del romanzo.
    Troviamo inoltre una "storia nella storia" grazie al diario della zia di Annetta, che racconta, appunto, i momenti salienti della vita della donna, anch'ella in un certo senso "condannata" dal fatto di non essere nata maschio.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho letto tanti anni fa alle superiori e ricordo che mi aveva angosciato leggere le disavventure della protagonista. In seguito il libro l'ho perso e non e' stata di certo una gran perdita.

    ha scritto il 

  • 1

    Mi ha fatto stare male. L'ho letto quando ero in 2 superiore, più o meno, e mi fece veramente star male. Questo padre opprimente come tutta la società, lo zio, quelle cose. No assolutamente no, me lo ...continua

    Mi ha fatto stare male. L'ho letto quando ero in 2 superiore, più o meno, e mi fece veramente star male. Questo padre opprimente come tutta la società, lo zio, quelle cose. No assolutamente no, me lo avevano consigliato ma dal mio punto di vista non lo consiglierei e tanto meno lo rileggerei!

    ha scritto il 

  • 2

    Fenomeno letterario?

    Quando uscì fece scalpore, come I miei primi 40 anni, La bruttina stagionata e tanti altri.

    Forse aveva un senso nel 1989, io l'ho trovato sciattino, superficiale e privo di un carattere di novità ch ...continua

    Quando uscì fece scalpore, come I miei primi 40 anni, La bruttina stagionata e tanti altri.

    Forse aveva un senso nel 1989, io l'ho trovato sciattino, superficiale e privo di un carattere di novità che potesse giustificare il resto.

    ha scritto il 

  • 3

    La scrittura è bruttina,a volte anche un po'pesante, ispira invece tenerezza la protagonista con la sua voglia di emancipazione. Sarebbe curioso farlo leggere a una ragazza di 16-18 anni di oggi e sap ...continua

    La scrittura è bruttina,a volte anche un po'pesante, ispira invece tenerezza la protagonista con la sua voglia di emancipazione. Sarebbe curioso farlo leggere a una ragazza di 16-18 anni di oggi e sapere cosa ne pensa.....

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo!Certe parole mi rimangono impresse nella mente, e ogni volta ci ripenso,meravigliandomi della mentalità della sicilia di quel tempo... LO RILEGGEREI ALTRE 1000 VOLTE,mi aiutato a capire cer ...continua

    Bellissimo!Certe parole mi rimangono impresse nella mente, e ogni volta ci ripenso,meravigliandomi della mentalità della sicilia di quel tempo... LO RILEGGEREI ALTRE 1000 VOLTE,mi aiutato a capire certe cose...

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che ha segnato un'epoca, un po' come "Padre padrone" di Gavino Ledda. Un libro di 25 anni fa, scritto da una diciottenne siciliana, che racconta la sua voglia di libertà in una famiglia e in ...continua

    Un libro che ha segnato un'epoca, un po' come "Padre padrone" di Gavino Ledda. Un libro di 25 anni fa, scritto da una diciottenne siciliana, che racconta la sua voglia di libertà in una famiglia e in un paese che non vogliono concedergliela.

    ha scritto il 

  • 2

    Avevo visto il film alcuni anni fa, e quando mi son ritrovata in mano il libro ho iniziato a leggerlo (bastano un paio d'ore).
    Da un punto di vista stilistico e narrativo, è stato davvero deludente.
    L ...continua

    Avevo visto il film alcuni anni fa, e quando mi son ritrovata in mano il libro ho iniziato a leggerlo (bastano un paio d'ore).
    Da un punto di vista stilistico e narrativo, è stato davvero deludente.
    La storia è la stessa del film, specchio di una realtà terribile che ci si augura non esista più, almeno in Italia, il problema è che viene semplicemente "buttata giù", messa nero su bianco, non diventa occasione per alcuna vera riflessione o approfondimento. Un'occasione sprecata secondo me.

    ha scritto il 

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