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Voyage To The End Of The Room

By ,,

Publisher: Counterpoint Press

3.0
(330)

Language:English | Number of Pages: 251 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 1582432988 | Isbn-13: 9781582432984 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature

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Book Description
Far too set in her ways for someone her age, failed dancer turned graphic designer Oceane doesn't get out much. Luckily there's a lot you can do in your room these days...

In this completely original, deliciously raunchy novel, Tibor Fischer returns to top form to give us a story of a woman searching the world in order to understand her past. Starting in the cramped confines of a South London apartment, Voyage to the End of the Room takes its funny (and foulmouthed) heroine to the nightclubs of Barcelona, the battlefields of the Balkans, and a reckoning on the Micronesian island of Chuuk, shedding memories and finding answers along the way. Combining Fischer's trademark sardonic wit and offbeat imaginative flair, the result is a compelling page-turner that doubles as a darkly hilarious meditation on how and whether you can ever really know other people, the nature of evil, what is reality-and whether you can fake it.

Sorting by
  • 4

    "Ci sono persone nate per sbagliare,che ripetono in continuazione lo stesso errore,e gli altri dicono:ma perchè non impara dai suoi sbagli?Il fatto è che puoi imparare e imp. ancora,e non cavarci nulla lostesso.Chissà,magari sei nato per fare l'errorista"

    Sera d'estate, bar sulla spiaggia, temperatura perfetta, buona compagnia, buona musica. Si materializza un cameriere da LoveBoat che ti toglie la visuale davanti piazzandoci un tripudio di coppa gelato, quelle che non si fanno mancare niente, amarene, sciroppo di cioccolato, nocciole, i biscotton ...continue

    Sera d'estate, bar sulla spiaggia, temperatura perfetta, buona compagnia, buona musica. Si materializza un cameriere da LoveBoat che ti toglie la visuale davanti piazzandoci un tripudio di coppa gelato, quelle che non si fanno mancare niente, amarene, sciroppo di cioccolato, nocciole, i biscottoni quelli lunghi e gli ombrellini. Ti ci immergi, ti lecchi i baffi, assaggi assapori....ed in fondo, invece dell'ultima prelibatezza, un orrida pallina di gelato alla fragola (o a quello che vuoi, io detesto il gelato alla fragola).
    Voglio dire, non per questo puoi dire che sia meno buono, il gelato.
    Ecco, io dico che questo è un grande libro.
    Solo che se ci penso mi sembra fatto di fragola, non è che ci trovi un perchè certo, a questa sua grandezza.
    Certo, è di un'ironia grandiosa, è spiazzante e davvero dotato di uno straordinario umorismo involontario -o volontario che sia, comunque sembra vero- e tra l'altro vivificato da una evidentemente megnifica traduzione che non penalizza alcuno di questi elementi.
    Solo che resta, come dire, lontano, la storia per quello che è non ti tocca -e a me, si è capito, piace moltissimo essere toccata anzi meglio scossa. Sa di fragola, l'ho detto.

    said on 

  • 3

    Ancora "scrittura creativa"

    "La gang del pensiero", l'altro libro di Fischer che ho letto anni fa, mi è piaciuto. Ho da qualche parte pure "Sotto il culo della rana", ma ne ho perse le tracce (del libro, non della rana né del culo). Questo "Viaggio al termine di una stanza" l'ho recuperato per un euro da un cestone in un ce ...continue

    "La gang del pensiero", l'altro libro di Fischer che ho letto anni fa, mi è piaciuto. Ho da qualche parte pure "Sotto il culo della rana", ma ne ho perse le tracce (del libro, non della rana né del culo). Questo "Viaggio al termine di una stanza" l'ho recuperato per un euro da un cestone in un centro commerciale. Comincio a pensare che avrei fatto meglio a lasciarlo là e prendere qualcosa di più significativo, tipo un trattato sull'arte di decorare le torte o l'ennesima toccante biografia di qualche cane. Solo ora ho dato un'occhiata alle recensioni su Anobii e devo dire che ritrovo i miei punti di vista ben sistetizzati in quelle negative.
    La protagonista sta sulle palle da subito. Come ha notato "Claudia" (vedi le recensioni), la tipa non è credibile soprattutto come donna: sembra il personaggio di uno di quei film in cui un uomo si sveglia la mattina in un corpo femminile ma con pensieri maschili.
    Le conversazioni fra i personaggi, qualunque ruolo abbiano, sembrano sempre dialoghi filosofici (a volte un po' lisercici). O meglio, sembrano aforismi che spesso si esauriscono nel venire enunciati.
    Si indugia per decine di pagine in situazioni "impantanate". Spero che tutto questo sia fatto in vista di qualche sorprendente finale.

    Insomma, l'impressione generale, a metà libro, è che Fischer voglia far vedere quanto è bravo a inanellare pensieri e conversazioni fulminanti, argute e dall'aria intelligente, con ingegnosi artifici di scrittura per far sembrare tutto collegato.
    Che abbia in mente di "inventare" il "romanzo filosofico contemporaneo"?

    Ok, l'ho finito. Dopo un centinaio di pagine abbondanti in cui la protagonista (a mio parere, l'autore stesso in una complessa allegoria) descrive il suo lavoro di porno-attrice in un night club di Barcellona, insieme ad una banda di colleghi, tutti pronfondi filosofi, come si è detto, la storia migliora quando le avventure narrate sono quelle di una sorta di detective privato al soldo della tipa. La storia diventa più (amaramente) divertente. Lo stile rimane lo stesso, alcuni espeidienti iniziano a ripertersi.

    Il finale.. a parte la bella ultima frase, è la scoperta dell'acqua calda. Oppure Fischer è così cinico che per lui è davvero una scoperta originale? A chi leggerà il libro l'ardua sentenza.

    "Viaggio al termine di una stanza" fa venire in mente Céline, ma credo che Fischer avesse in mente il settecentesco "Viaggio intorno alla mia camera" di De Maistre, appunto un romanzo filosofico (di certo più avvincente del moderno epigono)

    said on 

  • 4

    non capisco bene come si colleghino alcune parti alle altre e la funzione del primo capitolo
    però nel complesso mi è piaciuto
    soprattutto gli assurdi personaggi che lo popolano

    said on 

  • 3

    Sono arrivata alla fine spazientita, insofferente. Apprezzo la verve e l’umorismo tutto, ma quello autoreferenziale e stancamente iterato mi indispone perché appesantisce anziché alleggerire. E’ un libro cinico nella prima parte, senza struttura nella seconda, che ruffiana un po’ nel finale. ...continue

    Sono arrivata alla fine spazientita, insofferente. Apprezzo la verve e l’umorismo tutto, ma quello autoreferenziale e stancamente iterato mi indispone perché appesantisce anziché alleggerire. E’ un libro cinico nella prima parte, senza struttura nella seconda, che ruffiana un po’ nel finale.

    said on 

  • 2

    Al di là di alcune battute molto divertenti e acute non ho trovato molto altro...trama inesistente, accozzaglia di episodi poco collegati tra loro con un capo ma senza una coda...Ha deluso le mie aspettative.

    said on 

  • 3

    Per alcune trovate estemporanee sarebbe anche da cinque stelle. Ma basta la scrittura brillante a fare un romanzo? Direi che qualcosa gli manca. Comunque, complice anche una settimana di treno quotidiano, è stata una lettura liscia liscia e gradevole.

    said on 

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