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Vuoi star zitta, per favore?

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1767)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 241 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Chi tradizionale

Isbn-10: 8806197835 | Isbn-13: 9788806197834 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Riccardo Duranti

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Dopo anni di duro apprendistato, nel 1976 Carver arriva alla pubblicazione, e viene subito riconosciuto come un grande maestro della forma breve. Drammi quotidiani, inferni domestici, angoli dimenticati di un'America alla deriva: le storie di Carver sprigionano un senso di tensione e di minaccia e raccontano la precarietà economica e degli affetti con una forza lacerante. "Un senso pesante di spavento aleggia in queste storie: gente che se la sta passando male; uomini che bevono troppo; mariti che fanno a botte con le mogli e mogli che lasciano i mariti. C'è morte, rovina, abbandono, gente sgradevole che si presenta alla porta di casa con ogni sorta di notizie sgradevoli. La vita è una cosa seria, in questi racconti. E qui non c'è altro che vita" (R. Ford). La raccolta comprende storie come "Grasso, Vicini, Creditori" e "Nessuno diceva niente", oltre al racconto che dà il titolo al libro e che fu messo in scena da Altman in "Short Cuts".
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  • 4

    Con Carver me pasa que cuando termino el libro no sé si realmente me ha gustado, pero quiero leer algo más suyo.
    Y es que cuenta tan poco, que lo cuenta todo. Situaciones tan cotidianas que es imposib ...continua

    Con Carver me pasa que cuando termino el libro no sé si realmente me ha gustado, pero quiero leer algo más suyo.
    Y es que cuenta tan poco, que lo cuenta todo. Situaciones tan cotidianas que es imposible no identificarte con una chica que no puede dormir y pide que la abracen.
    Porque yo también he tenido la sensación de que "no soy lo bastante rápido como para ir reponiendo todo lo que destroza". Al contar escenas tan comunes, no te das cuenta de lo tristes que son hasta que has terminado el relato y entonces piensa mierda, estoy bien jodido.
    Además, habla de un niño que dice "es como... Como si te echara ya de menos sí ahora me pongo a pensarlo" y quién no es niño y quién no echa de menos algo que aún tiene delante.
    La próxima vez que me pregunten "¿qué vas a hacer?" yo también contestaré "seguir viva" y simplemente por eso ya merece la pena el libro y todo lo demás.

    ha scritto il 

  • 4

    Cogliere i minuscoli segnali della catastrofe

    Questo è il senso della scrittura di Carver: far permeare da una realtà indifferente e dura piccoli e inquietanti elementi che ci indicano tragedie e sofferenze che incombono su di noi.... Come se gli ...continua

    Questo è il senso della scrittura di Carver: far permeare da una realtà indifferente e dura piccoli e inquietanti elementi che ci indicano tragedie e sofferenze che incombono su di noi.... Come se gli stessi eventi, oggetti, parole della realtà quotidiana fossero una spada di Damocle dalla quale possiamo distogliere gli occhi solo per poco. La grandezza e l'unicità di questo scrittore sta proprio nel saper far percolare da semplici e quotidiani elementi della vita piccole goccie di distruzione in un "senso di crescente disperazione risentita".
    Oltre al racconto finale che dà il titolo alla raccolta, segnalo anche "Egregio Signore,.." e "Cosa ci sarà mai in Alaska".

    ha scritto il 

  • 3

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. ...continua

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. Come il successivo Cattedrale non posso dire che sia il mio genere, ma qui la scrittura è più in carne, alcuni racconti denotano una struttura più consona e, pur essendo tutti emotivamente importanti, alcuni sono semplicemente perfetti (tra i miei preferiti Perché, tesoro mio? e Biciclette, muscoli e sigarette) in un crescendo dai primi agli ultimi.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. ...continua

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. Come il successivo Cattedrale non posso dire che sia il mio genere, ma qui la scrittura è più in carne, alcuni racconti denotano una struttura più consona e, pur essendo tutti emotivamente importanti, alcuni sono semplicemente perfetti (tra i miei preferiti Perché, tesoro mio? e Biciclette, muscoli e sigarette) in un crescendo dai primi agli ultimi.

    ha scritto il 

  • 5

    Sospendete i romanzi e lanciatevi sui racconti

    Ho letto romanzi per così tanto tempo che mi ero dimenticata quanto potesse essere intenso un racconto breve. E Carver per questo è il migliore, adoro il suo minimalismo secco, asciutto, dritto. Nessu ...continua

    Ho letto romanzi per così tanto tempo che mi ero dimenticata quanto potesse essere intenso un racconto breve. E Carver per questo è il migliore, adoro il suo minimalismo secco, asciutto, dritto. Nessuno come lui sa catturare dei micro comportamenti umani che apparentemente sono insignificanti ma che invece nascondono l'essenza di una persona, di una relazione, di una vita.
    Ora è tempo di leggere subito un'altra raccolta di Carver.

    ha scritto il 

  • 5

    "Vuoi star zitta, per favore?" ("Will You Please Be Quiet, Please?") è la prima raccolta di racconti di Carver.
    Sono ventidue storie di uomini e donne in affanno, poveri diavoli a volte rassegnati a v ...continua

    "Vuoi star zitta, per favore?" ("Will You Please Be Quiet, Please?") è la prima raccolta di racconti di Carver.
    Sono ventidue storie di uomini e donne in affanno, poveri diavoli a volte rassegnati a vivere l'esistenza in cui si sono ritrovati, a volte trattenuti dentro una realtà tanto più tragica quanto più rivestita esteriormente da una patina di normalità, da cui si sforzano inutilmente di uscire.
    È una desolante galleria di problemi economici, matrimoni a rotoli, fallimenti, insoddisfazioni personali e incomunicabilità, sullo sfondo di cittadine o ampi spazi rurali dell'alta California, dell'Oregon e dello stato di Washington su fino al confine col Canada.
    Ma soprattutto è un libro splendido, è Letteratura con la L maiuscola, da 5 stelline.

    PS: ci sono tuttavia dei racconti che mi sono piaciuti più degli altri. Nell'ordine: "Loro non sono tuo marito", "Ventiquattro ettari", "Che ci sarà mai in Alaska?", "Scuola serale", "Che si fa a San Francisco?", "La moglie dello studente", "Provi a mettersi nei miei panni", "Jerry, Molly e Sam", "E guarda questa!", "Biciclette, muscoli, sigarette", "I chilometri sono effettivi?".
    E poi continuo a pensare alla lettera di quella povera madre terrorizzata dal figlio sadico... Un racconto diverso da tutti gli altri, sia per la forma sia per la tensione da thriller di cui è permeato.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando scrivere senza enfasi diventa genialità...

    Piccola premessa: se cercate trame avvincenti e colpi di scena, non leggete Carver per favore. Se invece volete scoprire qualcosa di più sul genere umano e sulla miseria che spesso si appiccica alla v ...continua

    Piccola premessa: se cercate trame avvincenti e colpi di scena, non leggete Carver per favore. Se invece volete scoprire qualcosa di più sul genere umano e sulla miseria che spesso si appiccica alla vita di qualcuno di noi, allora godetevi questi racconti essenziali, minimalisti all'eccesso. Qui si raccontano solo vite normali, monotone, senza futuro: umanità vera e ridotta all'osso, umanità succube della propria esistenza insignificante, incapace di costruire rapporti sentimentali e imprigionata nelle proprie scelte. Disagi affettivi, lavorativi, esistenziali: Carver non giudica, non rimedia, non trova soluzioni, ma lascia intravedere la grandiosità del piccolo momento, della quotidianità, del protagonismo fatto di nulla ma vero, reale, immenso solo per il fatto di averlo vissuto. Scrittura impeccabile, cruda ed essenziale ma incredibilmente piena di vita: il dettaglio che lascia intuire il tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrivere ombre

    Storie ad altissimo contenuto umano, stile elegante, esatto e ispirato, narrazione sintetica connotata da intensa pregnanza: queste sono alcune delle caratteristiche conosciute dei racconti di Raymond ...continua

    Storie ad altissimo contenuto umano, stile elegante, esatto e ispirato, narrazione sintetica connotata da intensa pregnanza: queste sono alcune delle caratteristiche conosciute dei racconti di Raymond Carver, che si ritrovano immutate e potenti in questo volume. Che vi racconti due ragazzi alle prese con la trota più grande che si sia mai vista, i tormenti di un uomo che vuole abbandonare il cane dei suoi figli o vi descriva una gelosia che non si riesce a sopire, l'autore non rinuncia mai ad avvicinarsi ai suoi protagonisti, ai tradimenti, agli inganni, all'oblio e al desiderio, declinando pagina per pagina un'antologia di fallimenti e disincanti che palpita di sangue, epifanie e sogni. Vuoi danzare, per favore?

    ha scritto il 

  • 5

    Non approcciatelo come maestro del minimalismo, definizione tralaltro che non gli piaceva. Si tratta di una manciata di racconti di adulti mancati, alle prese con grossi guai: soldi e donne in primis. ...continua

    Non approcciatelo come maestro del minimalismo, definizione tralaltro che non gli piaceva. Si tratta di una manciata di racconti di adulti mancati, alle prese con grossi guai: soldi e donne in primis. Inutili storie di provincia, in cui vi riconoscerete dolorosamente.

    ha scritto il 

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