Vuoi star zitta, per favore?

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1812)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 241 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Chi tradizionale

Isbn-10: 8806197835 | Isbn-13: 9788806197834 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Riccardo Duranti

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Dopo anni di duro apprendistato, nel 1976 Carver arriva alla pubblicazione, e viene subito riconosciuto come un grande maestro della forma breve. Drammi quotidiani, inferni domestici, angoli dimenticati di un'America alla deriva: le storie di Carver sprigionano un senso di tensione e di minaccia e raccontano la precarietà economica e degli affetti con una forza lacerante. "Un senso pesante di spavento aleggia in queste storie: gente che se la sta passando male; uomini che bevono troppo; mariti che fanno a botte con le mogli e mogli che lasciano i mariti. C'è morte, rovina, abbandono, gente sgradevole che si presenta alla porta di casa con ogni sorta di notizie sgradevoli. La vita è una cosa seria, in questi racconti. E qui non c'è altro che vita" (R. Ford). La raccolta comprende storie come "Grasso, Vicini, Creditori" e "Nessuno diceva niente", oltre al racconto che dà il titolo al libro e che fu messo in scena da Altman in "Short Cuts".
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  • 0

    Anatre

    Alcuni racconti hanno un bel setting, per esempio quello dei coniugi attratti dalla casa dei vicini. Ma il racconto "Ventiquattro ettari", quello delle anatre, ammazza la raccolta, è di una noia micid ...continua

    Alcuni racconti hanno un bel setting, per esempio quello dei coniugi attratti dalla casa dei vicini. Ma il racconto "Ventiquattro ettari", quello delle anatre, ammazza la raccolta, è di una noia micidiale.

    ha scritto il 

  • 3

    La prima raccolta di racconti di Carver mi ha parzialmente deluso dopo il mio entusiasmo per la terza ("Di cosa parliamo quando parliamo d'amore"). Ho trovato questi testi più lunghi ma meno incisivi. ...continua

    La prima raccolta di racconti di Carver mi ha parzialmente deluso dopo il mio entusiasmo per la terza ("Di cosa parliamo quando parliamo d'amore"). Ho trovato questi testi più lunghi ma meno incisivi. Restano le caratteristiche fondanti: una galleria di personaggi ordinari e perdenti, lampi su momenti di vita insignificanti eppure significativi, un linguaggio misurato in cui nulla è lasciato al caso.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo aver letto "Tutta la luce che non vediamo" di Anthony Doerr, mi sono chiesto: cosa posso leggere ora, per mantenere alto il livello qualitativo?
    Senza alcun dubbio mi sono rifugiato in Raymond Ca ...continua

    Dopo aver letto "Tutta la luce che non vediamo" di Anthony Doerr, mi sono chiesto: cosa posso leggere ora, per mantenere alto il livello qualitativo?
    Senza alcun dubbio mi sono rifugiato in Raymond Carver, e non ho sbagliato.

    Carver ha una capacità unica di scrivere per immagini: lo leggi e ti sembra di sfogliare un album fotografico.
    Un talento incredibile e questa capacità di raccontarti un frammento di vita, facendoti capire che c'è stato un prima rispetto alla storia narrata e lasciandoti in sospeso, ad immaginare come possa proseguire.

    Immenso.

    ha scritto il 

  • 4

    “Non c’è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto.”
    Questa citazione, di Isaac Babel fu interiorizzata da Carver, si dice che campeggiasse sulla sua scrivan ...continua

    “Non c’è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto.”
    Questa citazione, di Isaac Babel fu interiorizzata da Carver, si dice che campeggiasse sulla sua scrivania in un foglietto 6x12 e lui fu certamente un maestro di tale pratica.
    La sua è scrittura essenziale è perfetta, precisa, semplice e umile come i luoghi e la gente che descrive, gente e luoghi che lui conosce perfettamente ed è per questo che gli riesce tanto bene presentarceli.
    Carver non spreca parole, leggendo i suoi racconti si ha la sensazione di guardare una scatola di fotografie di estranei che a poco a poco ci svelano recondite intimità.
    Chi da un racconto si attende azione, colpi di scena, finali roboanti, farebbe bene ad astenersi da questa lettura; i racconti contenuti in questa raccolta descrivono eventi minimi, ambientati nella routine delle mura domestiche di una società americana medio-bassa: già il titolo ne è sentore.
    I personaggi sono monotoni, umanità ridotta all’osso, incapace di vivere, privi di cultura. Sulla loro monotona quotidianità sopraggiunge un evento che la sconvolge, la inquieta, instilla nevrosi e incombe una minaccia che non ha soluzione ma si evolve, fino alla fine del racconto che sopraggiunge brutale.
    Carver usa gli oggetti nella sua scrittura e gli oggetti si esprimono più delle parole, quel tappetto dove cerchiamo di nascondere le miserie delle nostre esistenze lui lo alza, guarda e se ne va.
    Senza lirismi e giri di parole racconta la miseria e l’aberrazione, l’incapacità di vivere e comunicare e lo fa senza proferire giudizi, restando a margine, senza morbosità, registrando come una macchina da presa, ma con il cuore grande.
    Vuoi star zitta, per favore? Di Raymond Carver

    ha scritto il 

  • 4

    Con Carver me pasa que cuando termino el libro no sé si realmente me ha gustado, pero quiero leer algo más suyo.
    Y es que cuenta tan poco, que lo cuenta todo. Situaciones tan cotidianas que es imposib ...continua

    Con Carver me pasa que cuando termino el libro no sé si realmente me ha gustado, pero quiero leer algo más suyo.
    Y es que cuenta tan poco, que lo cuenta todo. Situaciones tan cotidianas que es imposible no identificarte con una chica que no puede dormir y pide que la abracen.
    Porque yo también he tenido la sensación de que "no soy lo bastante rápido como para ir reponiendo todo lo que destroza". Al contar escenas tan comunes, no te das cuenta de lo tristes que son hasta que has terminado el relato y entonces piensa mierda, estoy bien jodido.
    Además, habla de un niño que dice "es como... Como si te echara ya de menos sí ahora me pongo a pensarlo" y quién no es niño y quién no echa de menos algo que aún tiene delante.
    La próxima vez que me pregunten "¿qué vas a hacer?" yo también contestaré "seguir viva" y simplemente por eso ya merece la pena el libro y todo lo demás.

    ha scritto il 

  • 4

    Cogliere i minuscoli segnali della catastrofe

    Questo è il senso della scrittura di Carver: far permeare da una realtà indifferente e dura piccoli e inquietanti elementi che ci indicano tragedie e sofferenze che incombono su di noi.... Come se gli ...continua

    Questo è il senso della scrittura di Carver: far permeare da una realtà indifferente e dura piccoli e inquietanti elementi che ci indicano tragedie e sofferenze che incombono su di noi.... Come se gli stessi eventi, oggetti, parole della realtà quotidiana fossero una spada di Damocle dalla quale possiamo distogliere gli occhi solo per poco. La grandezza e l'unicità di questo scrittore sta proprio nel saper far percolare da semplici e quotidiani elementi della vita piccole gocce di distruzione in un "senso di crescente disperazione risentita".
    Oltre al racconto finale che dà il titolo alla raccolta, segnalo anche "Egregio Signore,.." e "Cosa ci sarà mai in Alaska".

    ha scritto il 

  • 3

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. ...continua

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. Come il successivo Cattedrale non posso dire che sia il mio genere, ma qui la scrittura è più in carne, alcuni racconti denotano una struttura più consona e, pur essendo tutti emotivamente importanti, alcuni sono semplicemente perfetti (tra i miei preferiti Perché, tesoro mio? e Biciclette, muscoli e sigarette) in un crescendo dai primi agli ultimi.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. ...continua

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. Come il successivo Cattedrale non posso dire che sia il mio genere, ma qui la scrittura è più in carne, alcuni racconti denotano una struttura più consona e, pur essendo tutti emotivamente importanti, alcuni sono semplicemente perfetti (tra i miei preferiti Perché, tesoro mio? e Biciclette, muscoli e sigarette) in un crescendo dai primi agli ultimi.

    ha scritto il 

  • 5

    Sospendete i romanzi e lanciatevi sui racconti

    Ho letto romanzi per così tanto tempo che mi ero dimenticata quanto potesse essere intenso un racconto breve. E Carver per questo è il migliore, adoro il suo minimalismo secco, asciutto, dritto. Nessu ...continua

    Ho letto romanzi per così tanto tempo che mi ero dimenticata quanto potesse essere intenso un racconto breve. E Carver per questo è il migliore, adoro il suo minimalismo secco, asciutto, dritto. Nessuno come lui sa catturare dei micro comportamenti umani che apparentemente sono insignificanti ma che invece nascondono l'essenza di una persona, di una relazione, di una vita.
    Ora è tempo di leggere subito un'altra raccolta di Carver.

    ha scritto il 

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