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Vuoti a perdere

Di

Editore: Autodafé

4.0
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 889704400X | Isbn-13: 9788897044000 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Siamo vuoti a perdere. Quel che rimane di noi è il rumore che lasciamo nel mondo. Come i racconti.
Dodici racconti metropolitani vanno a comporre una raccolta che ha per filo conduttore il malessere contemporaneo con il suo corredo di sofferenza. La sofferenza degli stranieri senza diritti e quella dei giovani privati del futuro, il malessere nascosto nella vita di coppia, nelle dinamiche familiari, nella difficoltà dell’invecchiamento. La sofferenza che si nasconde fra le pieghe di una vita normale in cui ristagna il dramma della solitudine, magari lucidato da un filo di frivolezza, da una punta di ironia, talvolta da uno sguardo aperto alla speranza.
Pervinca Paccini varia con stile il registro narrativo e il linguaggio, ricorrendo ora alla spietata crudezza ora alla poetica levità, per raccontare percorsi umani che diventano, pur nella loro unicità, esemplarmente significativi delle angosce e dei sogni delle donne e degli uomini che vivono nelle nostre metropoli.
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    Vuoti a perdere

    Una raccolta di racconti che vanno a comporre un quadro d’insieme coerente, nel quale l’autrice, ora con spietata crudezza ora con levità, racconta percorsi umani che diventano, pur nella loro unicità, esemplarmente significativi delle angosce e dei sogni dell’Italia contemporanea: le difficoltà ...continua

    Una raccolta di racconti che vanno a comporre un quadro d’insieme coerente, nel quale l’autrice, ora con spietata crudezza ora con levità, racconta percorsi umani che diventano, pur nella loro unicità, esemplarmente significativi delle angosce e dei sogni dell’Italia contemporanea: le difficoltà del rapporto di coppia, le dinamiche familiari, l’ineluttabile invecchiare come destino umano; ma si affrontano di petto anche tematiche di forte impatto, dall’immigrazione alla pedofilia, dal falso perbenismo alla precarietà del lavoro.

    ha scritto il 

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