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WWW:Watch

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Publisher: Ace Books

3.8
(57)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0441018181 | Isbn-13: 9780441018185 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
When Webmind, an emerging consciousness, befriends Caitlin Decter to learn about herworld, a secret government agency, WATCH, believes Webmind is a risk to ...
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  • 3

    Recensione della Biblioteca Galattica

    scheda completa: http://www.bibliotecagalattica.com/cicli/www.html

    Il ciclo, come suggerisce il nome, ha come tema principale la nascita di una intelligenza artificiale cosciente all'interno del ...continue

    scheda completa: http://www.bibliotecagalattica.com/cicli/www.html

    Il ciclo, come suggerisce il nome, ha come tema principale la nascita di una intelligenza artificiale cosciente all'interno del World Wide Web. Molte altre opere ispirate al concetto di singolarità tecnologica o, più in generale, che trattano del rapporto tra uomo e vita artificiale interpretano il tema in chiave pessimista o distopica, preconizzando un'umanità schiava delle nuove tecnologie o una schiera di entità informatiche dai tratti quasi divini e dalla volontà imperscrutabile. Webmind, il nome che questa entità si attribuisce, è invece una sorta di genio benigno, dalla coscienza candida, quasi commovente nella sua innocenza, che ha come unico scopo quello di aiutare l'umanità. Gran parte del merito va data alla protagonista umana della vicenda, Caitlin, una ragazza cieca, attraverso la quale, o meglio attraverso l'apparecchio con cui Caitlin spera di riottenere la vista, Webmind entra in contatto con la realtà fisica e inizia a interagire con l'umanità, nei modi più disparati e semplici, dalle mail ai social network. Caitlin è la classica protagonista perfetta, una ragazza giovane, bella, spigliata e intelligente, che, grazie ad un ultimo ritrovato della tecnica, acquista finalmente la vista. Proprio questa parte iniziale della sua storia è uno dei momenti migliori dell'opera, prima di decadere nella descrizione di uno sdolcinato amore adolescienziale col classico nerd perfettino che solo nelle opere di fantasia ha successo con le ragazze. La trama ha un vago sapore di eccessiva semplicità e superficialità sia nel modo con cui Caitlin si affaccia all'esperienza visiva che in quello, parallelo, con cui Webmind inizia a prendere coscienza di sè e del mondo che lo circonda anche se, ad onor del vero, bisogna dire che pochi altri autori si siano cimentati nella descrizione di questo fenomeno, veramente arduo da tradurre in parole su carta. L'intreccio acquista maggiore consistenza grazie all'utilizzo e all'inserimento di elementi scientifici provenienti dai campi più disparati come il concetto di automi cellulari o la teoria dei giochi. Abbastanza banale e scontato è il ruolo recitato dalle agenzie governative che, ovviamente, fanno la figura dei cattivoni poco lungimiranti... Se pecca forse a livello di profondità, bisogna riconoscere che l'intero ciclo si legge che è un piacere, grazie ad una prosa fluida ed equilibrata, con una saggia gestione dei tempi e dell'alternanza tra momenti di azione e di suspence e intervalli di riflessione e approfondimento. A mio parere, specialmente nell'ultimo dei tre volumi, l'autore esagera nel trasferire proprie opinioni o giudizi personali, come si può riscontrare nei riferimenti alla politica statunitense o in una specie di dichiarazione di outing per gli atei di tutto il mondo scritta da Webmind, che non ha davvero alcuna ragione di esistere, priva com'è di alcuna connessione logica col resto della trama. Ad ogni modo, a parte questo dettaglio, possiamo concludere affermando che la Trilogia del Web costituisce una lettura fantascientifica interessante, con alcuni buoni spunti e collegamenti interdisciplinari curiosi; senza voli pindarici, è vero, ma, e non è cosa da poco, l'autore regala al lettore alcune ore di relax spensierato senza tema di essere tentati di richiudere un volume per noia. Ultima nota: un finale di luminoso ottimismo per il futuro dell'umanità che, visti i tempi presenti cupi e sconfortanti, non fa mai male.

    said on 

  • 4

    Scienza e narrativa in un bel connubbio

    Per la seconda volta consecutiva mi capita di leggere un romanzo che non è il capitolo primo di una saga senza aver prima masticato, letterariamente parlando, i predecessori. Mi era successo un mese ...continue

    Per la seconda volta consecutiva mi capita di leggere un romanzo che non è il capitolo primo di una saga senza aver prima masticato, letterariamente parlando, i predecessori. Mi era successo un mese fa con 'I Tre Demoni' di Connelly e ci sono ricascato un paio di settimane or sono con 'WWW2: In Guardia' di Robert Sawyer. La cosa interessante? In entrambi i casi non ho sofferto particolarmente la mancanza del retroterra conoscitivo che invece una lettura ordinata e coerente mi avrebbe dato. 'WWW2' racconta delle prime interazioni tra una nuova forma di intelligenza artificiale (IA) che origina proprio dal World Wide Web, Internet per dirla più brevemente, e la razza umana. In realtà 'WebMind', questo è il nome dell'IA, nasce nel volume precedente ('WWWI: Risveglio' del 2009, sempre edito da Urania) ma anche non sapendo nulla della sua genesi la storia ha una direzione precisa che, comunque, soddisfa. In 'WWW2' Sawyer si concentra molto sull'interazione tra WebMind e Caitlin Decter, una sedicenne appassionata di matematica che può vedere il web grazie,o a causa, di una cecità guarita tramite moderni dispositivi tecnologici. E fa anche un notevolissimo sforzo per rendere il suo romanzo scientificamente credibile: grazie a personaggi non così dettagliati ma funzionali, infatti, (i genitori di Caitlin, entrambi scienziati così come altri comprimari) investe molte delle sue risorse nel tentativo di garantire una coerenza tecnica a ogni cosa. E, lo devo dire anche da addetto ai lavori, riesce a pieno nel tentativo. In parallelo carica WWW2 anche di tematiche evoluzionistiche e sociali: la reazione del 'Watch', un ente governativo preposto anche al controllo del WEB, è suscettibile di una critica che Sawyer non risparmia. Come sempre l'uomo, quando incontra qualcosa che non conosce, lo vede come una minaccia e tenta di distruggerlo. Ma per fortuna le persone comuni, come Caitlin, hanno una visione più rispettosa e illuminata e questa è un'altra bella critica all'arroganza di chi si attribuisce un diritto di decisione che non sempre gli appartiene. Il romanzo è poi ricco di omaggi alla fantascienza: WebMind che guarda 'War Games' (1983) attraverso gli occhi di Caitlin, così come altri classici, è uno splendido modo di citare senza copiare. La costante farcitura della trama con interessanti teorie scientifiche e sociologiche (quella dei giochi, i riferimenti ai test di Turing, teorie evoluzionistiche non banali) da un lato rende ogni pagina una piccola e appassionata scoperta. Dall'altro finisce con l'appiattire la tridimensionalità dei protagonisti che sono sacrificati all'impianto scientifico e in più rende tutto decisamente , forse troppo, veloce. Nel complesso, se siete appassionati di scienza e non vi spaventa un romanzo che si 'sporca le mani' nello spiegare in modo credibile ogni cosa, WWW2 fa proprio per voi. Se invece i massimi sistemi adattati all'informatica rischiano di annoiarvi, WWW2 può risultare indigesto. Personalmente mi assegno (senza Cappello parlante di Harry Potter) al primo gruppo e ho letteralmente divorato 'WWW2'.

    Seguitemi su: http://www.maicomorellini.it

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  • 4

    Non male questo secondo capitolo, il primo è decisamente meglio, vediamo se con il prossimo e ultimo (credo)riesce a stupirci con qualche idea al di fuori degli schemi.

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  • 2

    La saga dei nerd

    Visto che ho perso del tempo a leggerlo, non voglio perdere altro tempo a commentarlo. Ho già letto i primi due libri e quando uscirà, sarò costretto a sorbirmi anche il terzo e ultimo tomo che ...continue

    Visto che ho perso del tempo a leggerlo, non voglio perdere altro tempo a commentarlo. Ho già letto i primi due libri e quando uscirà, sarò costretto a sorbirmi anche il terzo e ultimo tomo che finalmente concluderà la saga.

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  • 2

    Ma è fantascienza o divulgazione scientifica?

    Ed eccoci al secondo capitolo dell’ultima trilogia di questo acclamatissimo scrittore, che a me, purtroppo, continua a non convincere. Non avendo trovato malvagio il primo (Risveglio), ho deciso di ...continue

    Ed eccoci al secondo capitolo dell’ultima trilogia di questo acclamatissimo scrittore, che a me, purtroppo, continua a non convincere. Non avendo trovato malvagio il primo (Risveglio), ho deciso di continuare con In guardia, e senza dubbio non mancherò di leggere l’ultimo. Per farla breve, mi sembra che qui ritornino a galla dei difetti piuttosto palesi che ho spesso riscontrato in quest’autore. La storia mi sembra molto ben articolata: alcune linee narrative che nel primo libro erano apparse indipendenti qui trovano un collegamento, in modo non banale e direi anche sensato. Non posso negare che ne risulti una lettura piacevole. Però. Quest’ambizione di infarcire qualsiasi anfratto del libro di dettagli scientifici e contro-scientifici mi sembra il più delle volte forzata. Quello che per Sawyer è un interesse, e direi anche una competenza, diventa a mio avviso un motivo di appesantimento. Le nozioni di fisica, biologia, intelligenza artificiale, primatologia, ecc. incastrate nell’arco di duecento pagine o poco più, non sempre sono calzanti o ben sviluppate, spesso risultando al contrario forzate, gratuite ed espresse in modo banale (nessuno dice che Sawyer debba scrivere un trattato, eh, però sarebbero meglio pochi riferimenti scritti bene che molti scritti male). Sawyer ama buttare qui e lì nomi di libri, teorie scientifiche, istituti di ricerca, ecc. senza contare i numerosissimi riferimenti che hanno a che fare con il mondo del web (non sempre pertinenti, a dispetto del fatto che il World Wide Web è il grande protagonista della trilogia), di cui però francamente spesso non si sente il bisogno. Quasi nessun personaggio, tranne qualche figura minore, contribuisce alla trama se non in virtù di qualche competenza scientifica o tecnica. E via discorrendo. Una lancia in favore di Sawyer, però, la voglio spezzare. Ritengo che l’idea più importante del romanzo sia anche la più interessante: l’ipotesi di un’intelligenza, una mente cosciente insomma, che emerge dal web. Più che l’ipotesi in se stessa, trovo interessante il fatto che Sawyer immagini romanticamente che questa entità cosciente sia perfettamente in grado di diventare ‘buona’, cioè di adoperare il proprio immenso bagaglio di conoscenze per scopi umanitari e benefici. Un’ipotesi, credo, di una profonda ingenuità, ma che non posso che ammirare come grande espressione di speranza e di fiducia nell’avvenire, un evidente risvolto – credo – della mentalità positivistica dimostrata da Sawyer in questo come ogni suo romanzo. Su quest’idea mi sento di promuoverlo, su tutto il resto, però, lo rimando alla conclusione della saga.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Iperbolico ma gustoso

    In questo secondo capitolo della saga, ritroviamo l'adolescente protagonista Caitlin sempre più bella, più brava e perspicace. E americana, ovviamente. Con la sua super intelligenza e super ...continue

    In questo secondo capitolo della saga, ritroviamo l'adolescente protagonista Caitlin sempre più bella, più brava e perspicace. E americana, ovviamente. Con la sua super intelligenza e super sensibilità, riesce sempre a capire tutto ed escogitare addirittura soluzioni che nemmeno Webmind avrebbe saputo trovare. Una sorta di Wonder Woman in versione genio. Ma con gli ormoni decisamente più mossi.

    Sulla trama e la credibilità di tutta la storia, stenderei un velo pietoso. L'NSA americana ridotta ad un manipolo di incapaci... La Cina, sempre citata come nemico oscuro e pericoloso che però non fa nulla... Un'intelligenza dalle capacità sconfinate che si perde in un bicchier d'acqua... I buoni sentimenti che straripano da ogni parte fino alla disgustosa secchiata di miele del finale iper sdolcinato.

    Quindi non mi è piaciuto?

    No, nonostante tutto mi è piaciuto leggerlo. E' scritto meravigliosamente bene e tiene alta la curiosità di scoprire cosa capiterà alla nostra eroina, a Webmind e agli altri personaggi. Farcito di citazioni scientifico culturali e riflessioni socio-morali, non è certo orginalissimo, ma sempre scorrevole, divertente, pieno di ritmo.

    Il solito Sawyer insomma, iperbolico ma gustoso.

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  • 4

    II capitolo

    Ma perché li pubblicano così distanziati... Qui l'attenzione si concentra su Caitlin e famiglia e si assiste alla crescita di WebMind, che sceglie di trasformarsi in una specie di poliziotto buono ...continue

    Ma perché li pubblicano così distanziati... Qui l'attenzione si concentra su Caitlin e famiglia e si assiste alla crescita di WebMind, che sceglie di trasformarsi in una specie di poliziotto buono del Web, una specie di SuperGoogle che sarebbe anche piaciuto tanto alla De Filippi o agli autori di "Chi l'ha visto?". Nonostante i toni a volte da romanzo adolescenziale, anche in questa parte troviamo degli spunti interessanti, e poi ci sono le solite citazioni irresistibili di Sawyer, che ongi volta mi fanno pensare che se fossi bravo come lui scriverei le stesse cose :-)

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  • 4

    Secondo volume di una trilogia di cui Urania ha pubblicato il primo volume l’anno scorso, e presumibilmente pubblicherà il terzo l’anno prossimo. La traduzione italiana purtroppo fa perdere ...continue

    Secondo volume di una trilogia di cui Urania ha pubblicato il primo volume l’anno scorso, e presumibilmente pubblicherà il terzo l’anno prossimo. La traduzione italiana purtroppo fa perdere l’allitterazione dei titoli (WWW1: Wake, WWW2: Watch), ma non c’era alternativa. Mentre nel primo libro si descriveva l’emergere in internet di “Webmind” l’intelligenza artificiale, qui si racconta il suo rivelarsi al mondo, relazionandosi con una ragazza semicieca e difendendosi dal governo cattivo che vuole spegnerlo. L’autore – a parte un brevissimo accenno alla noosfera di Teilard de Chardin – sembra assumere che questa intelligenza sia sorta del tutto spontaneamente e casualmente, in una prospettiva evoluzionista alla Dawkins (esplicitamente citato), tirando in ballo gli automi cellulari e pacchetti di dati e altre cose che non capisco e di cui non so giudicare la verosimiglianza.

    (piccolissima riflessione da profano: ok, diciamo pure Webmind è sorto per caso. Ma da quale humus è sorto? Da internet, che certamente non è nata per caso. Gli elementi base che compongono Webmind si sì sono combinati casualmente, sennonché ciascuno di essi era già portatore di una complessità intrinseca, ordinata, teleologica. Il risultato di un lancio del dado è “casuale”; ma il dado non lo è, anzi è stato costruito precisamente con lo scopo di generare risultati “casuali”; ma allora, possiamo davvero considerare “casuale” e “non voluto” come sinonimi? Detto altrimenti: fosse pure vero che l’uomo sia nato per caso e non voluto da un accidentale tamponamento di aminoacidi o quel che era, in che modo questo dovrebbe dimostrare che sono causali e non voluti gli aminoacidi, e l’universo in cui sono sorti, e le leggi razionali che ne descrivono il funzionamento?)

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  • 4

    Gradevole lettura con i risvolti sociali culturali a cui Sawyer ci ha abituati. Come sempre le parti di dialoghi dove lo scrittore per mezzo dei suoi personaggi se la racconta e si risponde, sono tra ...continue

    Gradevole lettura con i risvolti sociali culturali a cui Sawyer ci ha abituati. Come sempre le parti di dialoghi dove lo scrittore per mezzo dei suoi personaggi se la racconta e si risponde, sono tra le parti piu' interessanti del romanzo.

    Interessante la parte sulla teoria dei giochi, sui geni egoisti e su i possibili benefici che un eventuale Webmind potrebbe apportare alla rete.

    Attendiamo ora il terzo ed ultimo capitolo per vedere cosa sapranno fare nel gioco a somma zero dove ci sarà un vincitore a scapito di un perdente, oppure a somma non zero, dove in qualche modo tutti i concorrenti in misura diversa porteranno a casa qualcosa. Io come lettore, ho già portato a casa una gradevolissima lettura.

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