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Waiting for Godot

En Attendant Godot

By

Publisher: Faber and Faber

4.2
(3681)

Language:English | Number of Pages: 208 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , Spanish , German , Italian , Portuguese , Polish , Czech , Catalan , Basque

Isbn-10: 0571229107 | Isbn-13: 9780571229109 | Publish date:  | Edition Bilingual Ed

Also available as: Paperback , Audio CD , School & Library Binding , Library Binding , Audio Cassette , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
"Nothing happens, nobody comes, nobody goes, it's awful?" Estragon's complaint, uttered in the first act of "Waiting for Godot", is the playwright's sly joke at the expense of his own play - or rather at the expense of those in the audience who expect theatre always to consist of events progressing in an apparently purposeful and logical manner towards a decisive climax. In those terms, "Waiting for Godot" - which has been famously described as a play in which "nothing happens, twice"- scarcely seems recognizable as theatre at all. As the great English critic wrote "Waiting for Godot jettisons everything by which we recognize theatre. It arrives at the custom-house, as it were, with no luggage, no passport, and nothing to declare; yet it gets through, as might a pilgrim from Mars."

Produced at the state of the art recording studios of the Canadian Broadcasting Corporation with sound effects and music.

Performed by James Blendick, Joe Dinicol, Tim MacDonald, Tom McCamus, and Stephen Ouimette

Music composed and performed by Don Horsburgh

Approximate Duration 2 Hours

Sorting by
  • 5

    Elvira ancora non riesce a dirmi cosa ha fatto in questa settimana che è mancata, non sono neanche sicuro che sia stata rapita forse è scappata ho addirittura pensato che lei sia pop artist e che mi stia facendo uno scherzo. Intanto lei ha raccolto alcuni dati e me li vuole comunica ...continue

    Elvira ancora non riesce a dirmi cosa ha fatto in questa settimana che è mancata, non sono neanche sicuro che sia stata rapita forse è scappata ho addirittura pensato che lei sia pop artist e che mi stia facendo uno scherzo. Intanto lei ha raccolto alcuni dati e me li vuole comunicare. Il tuo tempo di dimenticazione è diminuito, ha detto lei. Cosa è diminuito?, ho detto io. Il tuo tempo di dimenticazione, ha detto Elvira. Vorrai dire dimenticanza, ho detto io. No, ha detto lei, dimenticazione. Ma non esiste, ho detto io. E perché no?, ha detto Elvira, l’ho appena detta quindi esiste. Mmmh, ho fatto finta di ragionare io ma in realtà non ragionavo affatto pensavo a me che parlavo con Elvira riguardo una parola che non esiste. Poi è successo qualcosa e ho ascoltato le ultime parole di Elvira e ho detto forse hai ragione, ma devi darmi una definizione. Ok, ha detto lei.

    Dimenticazione, s. f. [der. di dimenticare] . –

    a. Il processo di dimenticare e di esser dimenticato: d. di una persona, di un evento, di un’idea; d. della vista, dell’udito; l'aver cominciato la dimenticazione del ricordo del figlio ha costituito per lei un bene necessario per vivere una vita serena. - "la dimenticazione è un processo che solo all’apparenza si conclude, in realtà non elimina un pensiero, ma lo trasferisce ad un livello più alto." (Elvira)

    b. Con sign. più concr., e per lo più al plur., situazione di leggerezza, di levità, di alleggerimento che consegue al non dover più ricordare una certa cosa, benessere: cominciare, avere in atto molte d.; il prete gli ha augurato delle imminenti d.; vivere una vita piena di dimenticazioni; soltanto a forza di dimenticazioni sono riusciti a mettere insieme gli strumenti per raggiungere l’esperienza necessaria allo sviluppo del loro linguaggio.

    c. Nome di una droga sintetica che verrà sintetizzata solamente fra 13 anni.

    Cazzo ti sei auto citata, ho detto io. Ovvio, fin ora sono l'unica ad aver usato la parola, ha detto Elvira. Giusto, e per questo non esiste ancora, ho detto io. Capisco, ha detto Elvira, ma se tu la usassi?, non basterebbe, ho detto io, capisco, ha detto lei, ma che dicevamo quindi?, ho detto io, che il tuo tempo di dimenticazione è diminuito, ha detto Elvira, di quanto?, ho detto io, ti disegno un grafico ha detto Elvira e ha cominciato a disegnare. L'ho ascoltata mentre disegnava, e poi ho cominciato a muovere le frequenze con un equilazzatore, uno come questo http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/101794456775 sono anche riuscito a spingere rec. Quando Elvira ha finito le ho detto che l’avevo registrata mentre disegnava e lei mi ha detto, vuoi ascoltare?, sì, ho detto io, allora ascoltiamo, ha detto lei e così ho spinto play e ci siamo messi ad ascoltare.

    said on 

  • 5

    «We are no longer alone, waiting for the night, waiting for Godot, waiting for… waiting».


    Il signor Samuel Beckett sapeva un paio di cose circa l’aspettare. Per esempio, dovette aspettare 41 anni prima di capire che il teatro (non la poesia, non il racconto, non il romanzo) era il c ...continue

    «We are no longer alone, waiting for the night, waiting for Godot, waiting for… waiting».

    Il signor Samuel Beckett sapeva un paio di cose circa l’aspettare. Per esempio, dovette aspettare 41 anni prima di capire che il teatro (non la poesia, non il racconto, non il romanzo) era il contenitore ideale della sua scrittura. Se ogni romanzo imprigionava il suo spirito come un barattolo di vetro, il teatro era il martelletto con cui battere il vetro per mandarlo in frantumi, liberando così la potenza imbrigliata. Che Godot sia un testo potente lo dimostra l’accanimento con cui ogni lettura critica si lancia a scarnificarlo. La lettura più nota – quasi una vulgata – è quella che vuole Godot come Dio (God) e l’attesa di Vladimir ed Estragon come attesa della salvazione. E non che nel testo manchino rimandi piuttosto espliciti, vedi la storia dei due ladroni (un solo ladrone è stato salvato, e soltanto in uno dei Vangeli: è l’idea che tormenta Vladimir), i riferimenti alla vigna e al padrone, l’albero, i campi semantici della salvezza e della dannazione… e molto, molto altro. A dispetto di questo evidente sottotesto, il buon Samuel ebbe a dire: «If by Godot I had meant God, I would [have] said God, and not Godot». Ci sarà da credergli? Eppure, l’attesa è una condizione così connaturata all’esperienza terrena da non necessitare, forse, alcuna metafisica. Aspettiamo che le nostre ambizioni diventino realtà. Aspettiamo l’amore. Aspettiamo che qualcuno o qualcosa – un essere finito, infinito o un’infinità di cose – riempiano il vuoto dei nostri giorni e dei nostri anni, attribuendo un senso superiore alle nostre azioni, inceppando il meccanismo mortifero dell’abitudine. È l’abitudine che ammazza Vladimir ed Estragon, privandoli della memoria dei giorni passati, perché i giorni passati sono uguali all’oggi, e il domani sarà uguale all’oggi e ai giorni passati: niente, se non il nuovo, vale la pena di essere atteso e vissuto. Alla luce di questo, l’unica cosa che conta è ingannare l’attesa, «trovare qualcosa per darsi l’impressione di esistere». Qualsiasi cosa pur di tenere lontana la rassegnazione, che è morte. Il ragazzo lo dice loro ogni sera, lo ha detto loro ogni sera della loro vita: Godot non verrà. Non oggi, almeno. To-morrow, and to-morrow, and to-morrow. Nondimeno, Vladimir ed Estragon lo aspettano, e questo (forse una maledizione) li tiene – ci tiene – in vita.

    VLADIMIR: Well? Shall we go? ESTRAGON: Yes, let’s go. They do not move.

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  • 4

    a domanda non risponde o dice altro!

    chissà perchè, mentre leggevo Aspettando Godot, pensavo ad Ale e Franz, i due comici: mi immaginavo loro nei ruoli di vladimiro ed Estragone, ma non riuscivo ad immaginare chi potesse intrepretare le restanti parti (forse attori minori meno conosciuti di loro). forse li trovo surreali ed astratti ...continue

    chissà perchè, mentre leggevo Aspettando Godot, pensavo ad Ale e Franz, i due comici: mi immaginavo loro nei ruoli di vladimiro ed Estragone, ma non riuscivo ad immaginare chi potesse intrepretare le restanti parti (forse attori minori meno conosciuti di loro). forse li trovo surreali ed astratti , come gli interpreti della pièce teatrale di Beckett. non so se sia grande teatro o meno, a me è piaciuto leggerlo: non l'ho mai vista a teatro e non so che effetto farebbe adesso, piena di stasi, di immutevolezze e di domande fatte a cui non si hanno risposte. è il mondo di adesso, Mr. Beckett?

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  • 4

    "Aspettando Godot", di S. Beckett, è un testo teatrale di grande genialità dove il nonsenso dei dialoghi e delle non-situazioni sottolinea l'insensatezza dell'esistenza stessa.


    "Le lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove smette. E c ...continue

    "Aspettando Godot", di S. Beckett, è un testo teatrale di grande genialità dove il nonsenso dei dialoghi e delle non-situazioni sottolinea l'insensatezza dell'esistenza stessa.

    "Le lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove smette. E così per il riso. Non diciamo troppo male, perciò, della nostra epoca; non è più disgraziata delle precedenti. Ma non diciamone neanche troppo bene. Non parliamone affatto."

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  • 4

    Strada di campagna, con albero.


    È sera.


    Estragone, seduto per terra, sta cercando di togliersi una scarpa. Vi si accanisce con ambo le mani, sbuffando. Si ferma stremato, riprende fiato, ricomincia daccapo.


    Entra Vladimiro.


    ESTRAGONE (dandosi per vinto) Niente da fare. ...continue

    Strada di campagna, con albero.

    È sera.

    Estragone, seduto per terra, sta cercando di togliersi una scarpa. Vi si accanisce con ambo le mani, sbuffando. Si ferma stremato, riprende fiato, ricomincia daccapo.

    Entra Vladimiro.

    ESTRAGONE (dandosi per vinto) Niente da fare.

    VLADIMIRO (avvicinandosi a passettini rigidi e gambe divaricate) Comincio a crederlo anch’io. (Si ferma) Ho resistito a lungo a questo pensiero; mi dicevo: Vladimiro, sii ragionevole, non hai ancora tentanto tutto. E riprendevo la lotta. (Prende un’aria assorta, pensando alla lotta. A Estragone) Dunque, sei di nuovo qui, tu?

    ESTRAGONE Credi?

    VLADIMIRO Sono contento di rivederti. Credevo fossi partito per sempre.

    ESTRAGONE Anch’io.

    VLADIMIRO Che si può fare per festeggiare questa riunione? (S’interrompe per riflettere) Alzati che t’abbracci. (Tende la mano a Estragone).

    ESTRAGONE (irritato) Dopo, dopo.

    Silenzio.

    Un estratto dal libro: http://bookmorning.com/2014/02/21/aspettando-godot-di-samuel-beckett/

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  • 5

    La non azione del non-IO "depensato"

    Questa è un'opera a dir poco straordinaria; è la prima opera di Beckett che leggo e sono rimasto estasiato. I discorsi di Vladimiro ed Estragone, o meglio i non-discorsi, i non-dialoghi, coadiuvati dai due altri personaggi Pozzo e Lucky rammentano al lettore che la vita non ha senso, che il tempo ...continue

    Questa è un'opera a dir poco straordinaria; è la prima opera di Beckett che leggo e sono rimasto estasiato. I discorsi di Vladimiro ed Estragone, o meglio i non-discorsi, i non-dialoghi, coadiuvati dai due altri personaggi Pozzo e Lucky rammentano al lettore che la vita non ha senso, che il tempo è un non-tempo e che il dialogo non esiste, ci si può solo illudere della propria esistenza, l'Io viene raso al suolo, decomposto (nel senso di decomposizione biologica) e ricomposto nel depensamento e nella non-azione. Un Io che non agisce è un non-Io a tutti gli effetti. Mi rendo conto che non è un'opera per tutti, a molti potrebbe risultare fastidiosa e angosciante, l'angoscia deriva proprio dal fatto che noi inconsciamente sappiamo che nulla esiste e per questo sentirselo dire ad ogni rigo con metodologie diverse è come avere un trapano nel cervello, tuttavia se si riesce ad accettare questo dato di fatto, si riuscirà a godere di una delle opere teatrali più riuscite, spero un giorno avrò la possibilità di vederla non-rappresentata da degni non-esseri.

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  • 5

    "Vladimiro: Che ti prende? Estragone: Sono infelice. V: Ma no! Da quando? E: Me n'ero dimenticato. V: Sono scherzi che ci fa la memoria."

    "Troviamo sempre qualcosa, vero, Didi, per darci l'impressione di esistere?"

    said on 

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