Waiting for Godot

A Bilingual Edition: A Tragicomedy in Two Acts

By

Publisher: Grove Press

4.2
(3836)

Language: English | Number of Pages: 368 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , Spanish , German , Italian , Portuguese , Polish , Czech , Catalan , Basque

Isbn-10: 0802118216 | Isbn-13: 9780802118219 | Publish date:  | Edition Bilingual

Also available as: Paperback , Audio CD , School & Library Binding , Library Binding , Audio Cassette , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
From an inauspicious beginning at the tiny Left Bank Theatre de Babylone in 1953, followed by bewilderment by American and British audiences, Waiting for Godot has become one of the most important and enigmatic plays of the past fifty years and a cornerstone of twentieth-century drama. Now in honor of the centenary of Samuel Beckett's birth, Grove Press is publishing a bilingual edition of the play. Originally written in French, Beckett translated the work himself, and in doing so chose to revise and eliminate various passages. With side-by-side text the reader can experience the mastery of Beckett's language and explore the nuances of his creativity.

Upon being asked who Godot is, Samuel Beckett told Alan Schneider, "If I knew, I would have said so in the play." Although we may never know who we are waiting for, in this special edition we can rediscover one of the most magical and beautiful allegories of our time.
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  • 4

    Si può dire talmente "tutto" (e il contrario di tutto!) su questa brevissima e rivoluzionaria opera teatrale, che credo la cosa migliore sia non dire nulla, e lasciare parlare il suo autore. O piuttos ...continue

    Si può dire talmente "tutto" (e il contrario di tutto!) su questa brevissima e rivoluzionaria opera teatrale, che credo la cosa migliore sia non dire nulla, e lasciare parlare il suo autore. O piuttosto i suoi personaggi. O piuttosto noi stessi, mentre la stiamo leggendo o assistendo alla sua messa in scena.
    Già, perchè, arrivati alla fine, non si capisce più chi si debba ascoltare, da che parte venga il messaggio, se esista poi un messaggio, se l'assurdità di Aspettando Godot sia così "totale" – direi che siamo di fronte all'opera dell'assurdo per antonomasia – da annullare qualsiasi frutto di un ragionamento che sia stato faticosamente conquistato...
    Per non parlare, poi, della pretesa di capire in cosa consista quell'attesa continuamente rimandata, della natura (simbolica?) di Godot, del suo significato...
    No, decisamente – per quanto sia contorta di mio – ci rinuncio a priori e affermo solo che, come qualsiasi opera che, oltre ad essere meritatamente celebre, è anche talmente breve da poter essere letta (assimilata no... sennò che gusto ci sarebbe?) in uno, massimo due giorni, l'unica cosa da fare è affrontarla di persona. E magari scervellarsi a sua volta per venirne a capo.

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  • 5

    Un meraviglioso mosaico interpretativo: l'assurdo dell'essere umano affrontato, qui, nel tema dell'attesa. Chi è Godot? Dio? Io? Nessuno? O l'attesa stessa? Leggete, io intanto me ne vado (Non si muov ...continue

    Un meraviglioso mosaico interpretativo: l'assurdo dell'essere umano affrontato, qui, nel tema dell'attesa. Chi è Godot? Dio? Io? Nessuno? O l'attesa stessa? Leggete, io intanto me ne vado (Non si muove).

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  • 1

    Premiato dalla critica intellettualoide

    Due vagabondi s’incontrano in un luogo desolato x la promessa di lavoro del fantomatico e invisibile signorotto Godot. Ogni sera un messo annuncia loro che Godot oggi non è disponibile ma verrà domani ...continue

    Due vagabondi s’incontrano in un luogo desolato x la promessa di lavoro del fantomatico e invisibile signorotto Godot. Ogni sera un messo annuncia loro che Godot oggi non è disponibile ma verrà domani. Non succede assolutamente nulla. E’ un racconto di una noia mortale con considerazioni banali e pessimistiche sulla condizione umana, un centinaio di pagine di peso inversamente proporzionale allo spessore del libro, una commedia dell’assurdo nel trionfo del non senso, premiata dalla critica intellettualoide. Consigliato da un amico stravagante in crisi esistenziale e letto a fatica d’inverno tra le montagne del Sud Tirolo, dove non si trovano testi in italiano, di certo questo libro non lo rileggerò mai: uno così brutto non si dimentica.

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  • 2

    Tra le varie letture possibili di questo libro non saprei dire quale è quella che trovo più plausibile. A tratti mi è parso un libro che parlasse della contrapposizione tra le classi sociali, a tratti ...continue

    Tra le varie letture possibili di questo libro non saprei dire quale è quella che trovo più plausibile. A tratti mi è parso un libro che parlasse della contrapposizione tra le classi sociali, a tratti un libro sulla Fede, a tratti un libro sul nichilismo. In tutti i casi un testo troppo troppo assurdo per potermi convincermi. Speravo da un momento all'altro in qualche uscita illuminante, in un delirio dei protagonisti dal respiro però più profondo. Invece va avanti tutti con lo stesso inesorabile tono. Probabilmente un must nel suo genere, ma amo più altri tipi di letture.

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  • 5

    meravigliosa metafora della vita! secondo me i due protagonisti sono semplicemente la stessa persona...e io mi ci ritrovo perfettamente. libro che ti costringe a pensare. ma poi...ma che "assurdo e in ...continue

    meravigliosa metafora della vita! secondo me i due protagonisti sono semplicemente la stessa persona...e io mi ci ritrovo perfettamente. libro che ti costringe a pensare. ma poi...ma che "assurdo e incomprensibile"? ma quale "soggetto a mille interpretazioni"? a me è sembrato fin troppo chiaro e limpido...anche "troppo" appunto...

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  • 3

    Diciamo che mi ha aiutata molto l'aver lavorato per due anni in un teatro di avanguardia, dove di cose assurde ne ho viste molte :-) Nonostante la mia insofferenza verso il nonsense-non-comico questo ...continue

    Diciamo che mi ha aiutata molto l'aver lavorato per due anni in un teatro di avanguardia, dove di cose assurde ne ho viste molte :-) Nonostante la mia insofferenza verso il nonsense-non-comico questo testo teatrale non mi ha annoiata eccessivamente [perdonatemi la blasfemia].

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  • 4

    Vivete come se doveste vivere sempre …

    «A cavallo di una tomba e una nascita difficile. Dal fondo della fossa, il becchino maneggia pensosamente i suoi ferri. Abbiamo il tempo d’invecchiare. L’aria risuona delle nostre grida. Ma l’abitudin ...continue

    «A cavallo di una tomba e una nascita difficile. Dal fondo della fossa, il becchino maneggia pensosamente i suoi ferri. Abbiamo il tempo d’invecchiare. L’aria risuona delle nostre grida. Ma l’abitudine è una grande sordina.»
    «Il faut choisir entre les choses qui ne valent pas la peine d’être mentionnées et celles qui le valent encore moins».

    Et donc, vous comprenez, Messieurs, il vaut mieux che je me taise …
    Miseriaccia! … solo una piccola riflessione.
    En attendant Godot venne pubblicata nel 1952 e la sua prima rappresentazione avvenne nel 1953 al "Theatre de Babylone" a Parigi. Nel 1967 Tom Stoppard pubblica la piccola tragicommedia filosofica Rosencrantz and Guildenstern Are Dead.
    Lessi il libro solo dopo aver ammirato la sua trasposizione cinematografica, curata dallo stesso Stoppard, con due splendidi attori; Gary Oldman nei panni di Rosencrantz e Tim Roth in quelli di Guildenstern … o era … Oldman nei panni di Guil … beh, insomma, poco importa. Guardate il film e leggete il libro o leggete il libro e .. oh … insomma, fate voi. Ma fatelo!
    Ad ogni buon conto, sin dall’inizio, i dialoghi serrati e surreali di Estragone e Vladimiro mi hanno ricordato quelli altrettanto surreali di Rosencrantz e Guildenstern. Ma l’ironia e i giochi di parole (una per tutti, la magnifica partita a tennis … verbale) di questi ultimi me li hanno fatti entrare nel cuore.
    Estragon e Vladimir mi hanno coinvolto emotivamente meno. Ma ciò non toglie che alcuni dialoghi siano mirabili e … spiazzanti …
    «Ma la volete finire con le vostre storie di tempo? È grottesco! Quando! Quando! Un giorno, non vi basta, un giorno come tutti gli altri, è diventato muto, un giorno io sono diventato cieco, un giorno diventeremo sordi, un giorno siamo nati, un giorno moriremo, lo stesso giorno, lo stesso istante, non vi basta? (calmandosi) Partoriscono a cavallo di una tomba, il giorno splende un istante, ed è subito notte.» …….. ma allora …. Jón Kalman Stefánsson????
    «- Estragone: Cosa c’è adesso? - Vladimiro: Hai letto la Bibbia? - Estragone: La Bibbia … (pensieroso) Mi par bene di averci dato un’occhiata» …… ma allora … Cormac … Sunset …?????
    … Ma questa … è un’altra storia. Investigare ancora dovrò … Monsieur Beckett!

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