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Waiting for Godot

A Bilingual Edition: A Tragicomedy in Two Acts

By Samuel Beckett

(15)

| Hardcover | 9780802118219

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Book Description

From an inauspicious beginning at the tiny Left Bank Theatre de Babylone in 1953, followed by bewilderment by American and British audiences, Waiting for Godot has become one of the most important and enigmatic plays of the past fifty yea Continue

From an inauspicious beginning at the tiny Left Bank Theatre de Babylone in 1953, followed by bewilderment by American and British audiences, Waiting for Godot has become one of the most important and enigmatic plays of the past fifty years and a cornerstone of twentieth-century drama. Now in honor of the centenary of Samuel Beckett's birth, Grove Press is publishing a bilingual edition of the play. Originally written in French, Beckett translated the work himself, and in doing so chose to revise and eliminate various passages. With side-by-side text the reader can experience the mastery of Beckett's language and explore the nuances of his creativity.

Upon being asked who Godot is, Samuel Beckett told Alan Schneider, "If I knew, I would have said so in the play." Although we may never know who we are waiting for, in this special edition we can rediscover one of the most magical and beautiful allegories of our time.

318 Reviews

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    a domanda non risponde o dice altro!

    chissà perchè, mentre leggevo Aspettando Godot, pensavo ad Ale e Franz, i due comici: mi immaginavo loro nei ruoli di vladimiro ed Estragone, ma non riuscivo ad immaginare chi potesse intrepretare le restanti parti (forse attori minori meno conosciut ...(continue)

    chissà perchè, mentre leggevo Aspettando Godot, pensavo ad Ale e Franz, i due comici: mi immaginavo loro nei ruoli di vladimiro ed Estragone, ma non riuscivo ad immaginare chi potesse intrepretare le restanti parti (forse attori minori meno conosciuti di loro). forse li trovo surreali ed astratti , come gli interpreti della pièce teatrale di Beckett. non so se sia grande teatro o meno, a me è piaciuto leggerlo: non l'ho mai vista a teatro e non so che effetto farebbe adesso, piena di stasi, di immutevolezze e di domande fatte a cui non si hanno risposte. è il mondo di adesso, Mr. Beckett?

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    Stefano Protomartire Leroy said on Oct 20, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Aspettando Godot", di S. Beckett, è un testo teatrale di grande genialità dove il nonsenso dei dialoghi e delle non-situazioni sottolinea l'insensatezza dell'esistenza stessa.

    "Le lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a pi ...(continue)

    "Aspettando Godot", di S. Beckett, è un testo teatrale di grande genialità dove il nonsenso dei dialoghi e delle non-situazioni sottolinea l'insensatezza dell'esistenza stessa.

    "Le lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove smette. E così per il riso. Non diciamo troppo male, perciò, della nostra epoca; non è più disgraziata delle precedenti. Ma non diciamone neanche troppo bene. Non parliamone affatto."

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    Rob Luc said on Sep 29, 2014 | Add your feedback

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    Strada di campagna, con albero.

    È sera.

    Estragone, seduto per terra, sta cercando di togliersi una scarpa. Vi si accanisce con ambo le mani, sbuffando. Si ferma stremato, riprende fiato, ricomincia daccapo.

    Entra Vladimiro.

    ESTRAGONE (dandosi per ...(continue)

    Strada di campagna, con albero.

    È sera.

    Estragone, seduto per terra, sta cercando di togliersi una scarpa. Vi si accanisce con ambo le mani, sbuffando. Si ferma stremato, riprende fiato, ricomincia daccapo.

    Entra Vladimiro.

    ESTRAGONE (dandosi per vinto) Niente da fare.

    VLADIMIRO (avvicinandosi a passettini rigidi e gambe divaricate) Comincio a crederlo anch’io. (Si ferma) Ho resistito a lungo a questo pensiero; mi dicevo: Vladimiro, sii ragionevole, non hai ancora tentanto tutto. E riprendevo la lotta. (Prende un’aria assorta, pensando alla lotta. A Estragone) Dunque, sei di nuovo qui, tu?

    ESTRAGONE Credi?

    VLADIMIRO Sono contento di rivederti. Credevo fossi partito per sempre.

    ESTRAGONE Anch’io.

    VLADIMIRO Che si può fare per festeggiare questa riunione? (S’interrompe per riflettere) Alzati che t’abbracci. (Tende la mano a Estragone).

    ESTRAGONE (irritato) Dopo, dopo.

    Silenzio.

    Un estratto dal libro:
    http://bookmorning.com/2014/02/21/aspettando-godot-di-s…

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    Book Morning said on Sep 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La non azione del non-IO "depensato"

    Questa è un'opera a dir poco straordinaria; è la prima opera di Beckett che leggo e sono rimasto estasiato. I discorsi di Vladimiro ed Estragone, o meglio i non-discorsi, i non-dialoghi, coadiuvati dai due altri personaggi Pozzo e Lucky rammentano al ...(continue)

    Questa è un'opera a dir poco straordinaria; è la prima opera di Beckett che leggo e sono rimasto estasiato. I discorsi di Vladimiro ed Estragone, o meglio i non-discorsi, i non-dialoghi, coadiuvati dai due altri personaggi Pozzo e Lucky rammentano al lettore che la vita non ha senso, che il tempo è un non-tempo e che il dialogo non esiste, ci si può solo illudere della propria esistenza, l'Io viene raso al suolo, decomposto (nel senso di decomposizione biologica) e ricomposto nel depensamento e nella non-azione. Un Io che non agisce è un non-Io a tutti gli effetti.
    Mi rendo conto che non è un'opera per tutti, a molti potrebbe risultare fastidiosa e angosciante, l'angoscia deriva proprio dal fatto che noi inconsciamente sappiamo che nulla esiste e per questo sentirselo dire ad ogni rigo con metodologie diverse è come avere un trapano nel cervello, tuttavia se si riesce ad accettare questo dato di fatto, si riuscirà a godere di una delle opere teatrali più riuscite, spero un giorno avrò la possibilità di vederla non-rappresentata da degni non-esseri.

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    Agostino said on Sep 9, 2014 | Add your feedback

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