Walden

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Publisher: Ediciones Catedra S.A.

4.0
(1610)

Language: Español | Number of Pages: 357 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , French , Italian , German , Catalan , Swedish , Czech , Polish

Isbn-10: 8437622123 | Isbn-13: 9788437622125 | Publish date:  | Edition 2

Curator: Javier Alcoriza , Antonio Lastra

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science & Nature

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Book Description
Henry David Thoreau (1817-1862) nació en Concord, Massachusetts, y estudió en Harvard. Seguidor y amigo de Emerson se definió a sí mismo como un místico, un trascendentalista y un filósofo de la naturaleza. «Walden» está considerada como una obra literaria maestra y como uno de los libros seminales de su siglo. Antiesclavista militante, toda su obra se centra en la búsqueda de la «vida con principios», principios que serán el criterio de cómo debe ser vivida —con la honradez del trabajo como medio para ganarse la vida—, una vida que él explora y experimenta a través del estudio y la comprensión de la Naturaleza. El 4 de julio de 1845, Thoreau se traslada a vivir en la cabaña que él mismo había construido en Walden Pond. Durante dos años escribe allí la obra homónima en la que describe su economía doméstica, sus experimentos en agricultura, sus visitantes y vecinos, las plantas y la vida salvaje. La obra de Thoreau es la historia de un experimento original, sin precedentes literarios. «Walden» es un modo de escribir, de ponerse a «disposición de las palabras», pero también es una Escritura, una forma de aprender lo que la vida tiene que enseñar.
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    Se è vero, come pare indiscutibile, che fra queste pagine siano presenti molti degli elementi costitutivi dello spirito statunitense, l’affermazione vale sia in senso positivo sia in senso negativo, q ...continue

    Se è vero, come pare indiscutibile, che fra queste pagine siano presenti molti degli elementi costitutivi dello spirito statunitense, l’affermazione vale sia in senso positivo sia in senso negativo, quasi che Thoreau abbia riassunto in sé svariati aspetti di un Paese che ai suoi tempi, ovvero a metà del diciannovesimo secolo, era ancora abbondantemente in fieri. Da una parte ci sono l’aspirazione a scegliersi la vita per cui si è portati, costruendo da sé il proprio futuro e la propria abitazione senza dover dipendere dagli obblighi che la società impone (e con essa lo Stato), ma immergendosi nella natura grazie a un’esistenza semplice basata sui prodotti offerti dall’ambiente circostante – nel caso le sponde del piccolo lago di cui al titolo, sito nei dintorni della natìa Concord. Dall’altra si fanno notare un fastidioso complesso di superiorità nonché una certa tendenza a predicare bene e razzolare male. Al netto di rare eccezioni, il prossimo viene giudicato dall’alto in basso: i piccoli borghesi di paese si adagiano sulle convenzioni, i disgraziati immigrati irlandesi non sanno reagire alla miseria, l’avidità è tutta simboleggiata dal padrone di fattoria pure proveniente dall’isola verde (sia mai che si tratti di uno del posto…). Eppure, la scelta dell’autore è meno radicale di quanto voglia far pensare: il terreno su cui si stabilisce è dell’amico Emerson, il villaggio resta a poche miglia e il nostro ci torna spesso, un continuo via vai di passanti gli fa visita lasciandogli talvolta del cibo, poco distante passa addirittura la ferrovia. L’impressione ambivalente nasce ben presto e accompagna l’intera esperienza in compagnia di un libro di non immediato fascino, lineare nell’idea di base ma multiforme nell’impalcatura che lo sostiene; in aggiunta, la prosa di Thoreau tende all’accumulo e all’intarsio, costringendo il lettore a muoversi con circospezione, sia che a scrivere sia il filosofo che illustra una filosofia di vita, sia che entri in scena il naturalista attento a ogni minimo evento che accade attorno alla sua capanna. Nella prima circostanza, il crescendo che scaturisce dall’infervorarsi dello scrittore su di un argomento finisce per trascinare e sorprendere magari con le istanze proto-ecologiste mirate alla rinuncia degli orpelli inutili che possono paralizzare lo slancio vitale, ma anche con un incantevole capitolo dedicato al piacere e al valore della lettura. Il secondo aspetto regala invece dei documentari in miniatura sull’ecosistema lacustre, con un attenta descrizione della flora e della fauna illustrate da passaggi a volte meravigliosi, basti l’esempio quello degli scoiattoli sulla neve. Lo scarto tra l’oservazione accurata e la pedanteria è però breve, come ben testimonia la sezione sulla misurazione della profondità del lago che pare interminabile: sono momenti che comunque servono, assieme alla ripresa di una scrupolosa contabilità – ci si riferisca alla costruzione della casa o al raccolto dei fagioli – a rafforzare quella sensazione di concretezza che controbilancia con costanza l’attitudine idealistica e sognatrice.

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  • 3

    Davvero un peccato perché in parte l'ho trovata un'opera davvero molto bella, poi l'autore si lascia prendere dalla pedanteria. Ho faticato a terminarlo, la noia ha preso il sopravvento...

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    Un breve commento a questo(delizioso) libro letto diverso tempo fa.

    Siamo ossessionati dal denaro, dal successo , dalle nostre gabbie professionali,dalla mania di possedere tutto, dalla mania di contr ...continue

    Un breve commento a questo(delizioso) libro letto diverso tempo fa.

    Siamo ossessionati dal denaro, dal successo , dalle nostre gabbie professionali,dalla mania di possedere tutto, dalla mania di controllare pure tutto..Una vita sempre piu tecnologica, meccanica e ripetitiva.. Siamo confusi e tristi...non siamo nemmeno piu noi stessi, costretti ogni giorno a indossare una faticosa maschera sociale.

    Quello che thoreau propone qui è un ritorno alla semplicita, un ritorno a un contatto con la natura, totalmente smarrito, tanto che la natura è diventa semplicemente un qualcosa da dominare , possedere e consumare,, al massimo un fattore di produzione, in linea con la nostra mentalita produttivista e consumista.
    E abbiamo cosi finto col smarrire noi stessi...Ed è, forse, proprio recuperando quell'armonia perduta con l'esistente che l'uomo potra ritornare ad essre se stesso, ad esprimere se stesso.. E smettere cosi di credere nelle"maschere" e nell'"alienazione" come qualcosa di inevitabile.

    La scelta di Thoreau a molti potra sembrare individualista(perche il mondo non lo si cambia isolandosi, ma al suo interno, iniziando a cambiare noi stessi) ma il suo è un suggerimento, è un invito a sentire, a pensare, a vivere in modo diverso.Una vita che non sia piu condizionata dagli orologi, dai calendari,dal tempo(oggettivo) che passa,dalle leggi della produzione e del consumo..

    Dobbiamo tornare ad emozionarci, ma emozioni vere e non quelle costruite dai media e dalla tecnologia.

    Ovviamente consigliatissimo.

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  • 2

    Una lettura rimandata per molti anni e mitizzata dalla mia ignoranza su come in realtà si svolsero i fatti.
    L'ho, purtroppo, trovato per lunghi tratti noioso e in alcuni addirittura fastidioso nella s ...continue

    Una lettura rimandata per molti anni e mitizzata dalla mia ignoranza su come in realtà si svolsero i fatti.
    L'ho, purtroppo, trovato per lunghi tratti noioso e in alcuni addirittura fastidioso nella sua spudorata (e certo, anche molto giovanile) saccenteria.

    http://www.newrepublic.com/article/123162/everybody-hates-henry-david-thoreau

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  • 2

    Pretenzioso e arrogante, l'ego colonial-imperialista americano di Thoreau trapela involontariamente (e qualche volta anche volontariamente), cresce di pagina in pagina fino a ricoprire di sé come un'o ...continue

    Pretenzioso e arrogante, l'ego colonial-imperialista americano di Thoreau trapela involontariamente (e qualche volta anche volontariamente), cresce di pagina in pagina fino a ricoprire di sé come un'ombra le descrizioni della natura e dei luoghi. La natura non serve ad altro che a riflettere la propria immagine di padrone che addomestica il caos naturale e se ne compiace. Insopportabile.

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  • 5

    Walden è il lago sulle cui sponde Thoreau ha passato due anni due mesi e due giorni, applicando nella pratica le teorie del gruppo trascendentalista di cui faceva parte: «Per essere filosofi non basta ...continue

    Walden è il lago sulle cui sponde Thoreau ha passato due anni due mesi e due giorni, applicando nella pratica le teorie del gruppo trascendentalista di cui faceva parte: «Per essere filosofi non basta avere pensieri raffinati, né fondare una scuola, ma occorre amare la saggezza al punto di vivere secondo le sue leggi: […] risolvere alcuni dei problemi della vita, non solo in teoria ma nella pratica», spiega l'autore in uno dei capitoli iniziali. Thoreau con questo libro dà conto del suo esperimento e si sofferma su ogni aspetto della vita nei boschi, dalla risoluzione dei problemi pratici alla contemplazione della natura e del lago.

    Come fa notare Cognetti nella bella introduzione a questo libro, Thoreau non compie tanto una fuga dal mondo (Walden è a un paio di miglia dalla sua cittadina), quanto un tentativo di ritirarsi, di mettere in pratica il precetto antico del làthe biòsas, il “vivi nascosto” che serve a conoscere meglio la vita e se stessi. L' applicazione del “vivi nascosto” non è l'unica cosa che lega l'autore al mondo classico: moltissimi sono i riferimenti agli autori greci e latini e diverse le riflessioni sui classici (specialmente nel capitolo dedicato alla lettura), che Thoreau ritiene fondamentali per chiunque voglia davvero apprendere: «Coloro che parlano di dimenticarli sono quelli che non li hanno mai conosciuti».

    Nei capitoli iniziali sono molte le critiche che l'autore muove alla società, troppo concentrata sul lavoro e sul profitto per riuscire a vivere in modo autentico; mano a mano che il libro procede, però, sfuma il tono battagliero, e si dà ampio spazio a descrizioni, ora liriche ora prosaiche, della natura, e soprattutto del lago nelle diverse stagioni dell'anno. Sono descrizioni dettagliatissime ma, secondo il mio parere, mai pedanti: c'è una descrizione “epica” (in senso letterario) di una lotta tra formiche che coinvolge quanto un duello tra eroi omerici. È chiaro che, quando ci descrive questa scena, per Thoreau quelle formiche sono il centro del mondo e gli stanno rivelando una parte del senso dell'esistenza. Per essere coinvolti in queste descrizioni è fondamentale prestar loro l'attenzione che meritano («I libri vanno letti con l'attenzione e la riservatezza con cui sono stati scritti», avverte l'autore), anche se può sembrare un esercizio faticoso: si è ripagati con un particolare senso di pienezza della vita.

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  • 3

    Nonostante si parli del 1845, rimane un libro molto attuale, belli i concetti che esprime e la conclusione finale!
    Merita di essere letto solo per l'anticonformismo che propone e per lo "stile" di vit ...continue

    Nonostante si parli del 1845, rimane un libro molto attuale, belli i concetti che esprime e la conclusione finale!
    Merita di essere letto solo per l'anticonformismo che propone e per lo "stile" di vita promosso, anche se a tratti è un po' pesante come libro, ho faticato ad andare avanti per via di molte ripetizione e divagazioni!

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  • 4

    un libro impegnativo, ma che ho letto con una piacevole lentezza a cui non ero abituato.
    le pittoriche descrizioni mi hanno colpito al punto da farmici tornare di tanto in tanto, e tanto che direi che ...continue

    un libro impegnativo, ma che ho letto con una piacevole lentezza a cui non ero abituato.
    le pittoriche descrizioni mi hanno colpito al punto da farmici tornare di tanto in tanto, e tanto che direi che fanno il valore del libro non meno delle idee dell'autore, attuali e interessanti anche a prescindere dalla condivisione.

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  • 4

    Lettura interessante e apprezzabile ma, in questo caso, devo fare una distinzione tra la forma e il contenuto:
    il contenuto è davvero interessante, offre infiniti spunti di riflessione, è incredibile ...continue

    Lettura interessante e apprezzabile ma, in questo caso, devo fare una distinzione tra la forma e il contenuto:
    il contenuto è davvero interessante, offre infiniti spunti di riflessione, è incredibile la lungimiranza con cui Thoreau, e in generale il movimento trascendentalista, avesse individuato tematiche che allora erano agli albori i e oggi sono di schiacciante attualità ( la critica al consumismo, l'alienazione di uno stile di vita basato sul lavoro, la frenesia di accumulare oggetti, il no alla caccia e al consumo di carne, la difesa dell'ambiente, etc.) ed è interessante la sua perorazione di uno stile di vita semplice, a contatto con la natura e basato sui bisogni essenziali; "l'uomo" dice "è arrivato al punto di morire spesso di fame non per mancanza del necessario ma per bisogno di lusso." Rilevante, soprattutto, il fatto che Thoreau non si sia limitato ad affermare tali idee ma abbia anche tentato di metterle in pratica , concretizzando tali principi nella sua una condotta di di vita per due anni, due anni che trascorse da solo in mezzo alla natura, in una piccola casa di legno da lui stesso costruita vicino al lago Walden.
    Nonostante, quindi, abbia apprezzato il contenuto, devo fare un appunto sulla forma. Non è, a mio parere, un libro che ti dà il piacere della lettura. Lo stile è faticoso sia per la presenza di vocaboli obsoleti ( e questo credo che sia un problema della mia traduzione) sia per il modo di esporre dell'autore caratterizzato da continui salti tra un argomento e un altro, temi accennati e poi abbandonati a favore di altri, frasi spesso slegate e buttate lì quasi a caso.
    Insomma, con un miglior labor limae, a mio avviso, il risultato finale sarebbe stato più convincente.

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