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Walden

Vita nel bosco

Di

Editore: Donzelli

4.0
(1549)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 246 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Svedese , Ceco , Polacco

Isbn-10: 8879899554 | Isbn-13: 9788879899550 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , eBook , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
"Walden" è il resoconto di un anno di vita solitaria nella campagna delMassachusetts che l'autore trascorse fra il marzo del 1845 e il settembre del1847. Un semplice diario, che all'esperienza intima unisce la descrizionedella vita quotidiana, materiale, fatta di suoni, silenzi, paesaggi reali eimmaginari, e che è per contrasto una riflessione sull'economia, sullapolitica, sulla democrazia, sugli Stati Uniti, che in quegli anni sivanno formando come potenza. Con un'introduzione di Wu Ming 2.
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  • 3

    Nonostante si parli del 1845, rimane un libro molto attuale, belli i concetti che esprime e la conclusione finale!
    Merita di essere letto solo per l'anticonformismo che propone e per lo "stile" di vit ...continua

    Nonostante si parli del 1845, rimane un libro molto attuale, belli i concetti che esprime e la conclusione finale!
    Merita di essere letto solo per l'anticonformismo che propone e per lo "stile" di vita promosso, anche se a tratti è un po' pesante come libro, ho faticato ad andare avanti per via di molte ripetizione e divagazioni!

    ha scritto il 

  • 4

    un libro impegnativo, ma che ho letto con una piacevole lentezza a cui non ero abituato.
    le pittoriche descrizioni mi hanno colpito al punto da farmici tornare di tanto in tanto, e tanto che direi che ...continua

    un libro impegnativo, ma che ho letto con una piacevole lentezza a cui non ero abituato.
    le pittoriche descrizioni mi hanno colpito al punto da farmici tornare di tanto in tanto, e tanto che direi che fanno il valore del libro non meno delle idee dell'autore, attuali e interessanti anche a prescindere dalla condivisione.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura interessante e apprezzabile ma, in questo caso, devo fare una distinzione tra la forma e il contenuto:
    il contenuto è davvero interessante, offre infiniti spunti di riflessione, è incredibile ...continua

    Lettura interessante e apprezzabile ma, in questo caso, devo fare una distinzione tra la forma e il contenuto:
    il contenuto è davvero interessante, offre infiniti spunti di riflessione, è incredibile la lungimiranza con cui Thoreau, e in generale il movimento trascendentalista, avesse individuato tematiche che allora erano agli esordi e oggi sono di schiacciante attualità ( la critica al consumismo, l'alienazione di uno stile di vita basato sul lavoro, la frenesia di accumulare oggetti, il no alla caccia e al consumo di carne, la difesa dell'ambiente, etc.) ed è interessante la sua perorazione di uno stile di vita semplice, a contatto con la natura e basato sui bisogni essenziali; "l'uomo" dice "è arrivato al punto di morire spesso di fame non per mancanza del necessario ma per bisogno di lusso." Rilevante, soprattutto, il fatto che Thoreau non si sia limitato ad affermare tali idee ma abbia anche tentato di metterle in pratica , concretizzando tali principi in una condotta di di vita seguita per due anni, due anni che trascorse da solo in mezzo alla natura, in una piccola casa di legno da lui stesso costruita vicino al lago Walden.
    Nonostante, quindi, abbia apprezzato il contenuto, devo fare un appunto sulla forma. Lo stile è, a mio parere, faticoso sia per la presenza di vocaboli obsoleti ( e questo credo che sia un problema della mia traduzione) sia per il modo di esporre dell'autore caratterizzato da continui salti tra un argomento e un altro, temi accennati e poi abbandonati a favore di altri, frasi spesso slegate e buttate lì quasi a caso.
    Insomma, con un miglior labor limae, a mio avviso, il risultato finale sarebbe stato più convincente.

    ha scritto il 

  • 4

    per come era iniziato mi prefiguravo di dargli anche la quinta stelletta...perche i primi capitolo sono molto belli poi invece quando arriva alla parte descrittiva diventa forse un po ripetitivo e qui ...continua

    per come era iniziato mi prefiguravo di dargli anche la quinta stelletta...perche i primi capitolo sono molto belli poi invece quando arriva alla parte descrittiva diventa forse un po ripetitivo e quindi noioso
    che dire...anche le descrizioni sono belle e piene di metafore della vita pero' se fossero state intramezzate dalla sostanza dei primi capitoli sarebbe stata una lettura più digeribile.
    rimane comunque un precursore assoluto di tutto un filone di libri che oggi ha molto successo e che lui come apripista ha fatto si' che esistessero.

    ha scritto il 

  • 1

    Commento dopo un secolo ma comunque valido: una delle più grandi delusioni e fregature della mia vita.

    Volevo leggerlo da un sacco di tempo e alla fine delusione atroce, una noia mortale. ...continua

    Commento dopo un secolo ma comunque valido: una delle più grandi delusioni e fregature della mia vita.

    Volevo leggerlo da un sacco di tempo e alla fine delusione atroce, una noia mortale.

    ha scritto il 

  • 4

    Direttamente dalla metà dell’800 ci arriva, come una freccia scagliata in cielo, questo invito alla vita autentica, a cercare ognuno la propria strada per il meraviglioso viaggio che può essere la vit ...continua

    Direttamente dalla metà dell’800 ci arriva, come una freccia scagliata in cielo, questo invito alla vita autentica, a cercare ognuno la propria strada per il meraviglioso viaggio che può essere la vita.
    Certo la freccia ci colpirà, o meno, a seconda del periodo della vita in cui ci avviciniamo al libro, che non è un testo avvincente di quelli che ti tengono incollato alla trama.
    Potrebbe capitarci di abbandonarlo perché noioso, oppure di stare a vedere come ci scava dentro.
    Io, a distanza di mesi, ancora ci penso.

    ha scritto il 

  • 5

    Il padre della Disobbedienza Civile

    Uno dei lavori più importanti di una grande mente libertaria. La voce di Thoreau in alternativa al ruffiano, nascente nichilismo che in Europa finirà con l'appestare, tra guerre varie, menti e pensier ...continua

    Uno dei lavori più importanti di una grande mente libertaria. La voce di Thoreau in alternativa al ruffiano, nascente nichilismo che in Europa finirà con l'appestare, tra guerre varie, menti e pensieri per oltre un secolo e mezzo a venire.

    I "Desaparecidos" della Letteratura
    di Ermanno Bartoli n.6
    Autori Introvabili o quasi

    CERCASI THOREAU

    HENRY DAVID THOREAU
    (1817 - 1862)
    «Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiarne tutto il midollo...»
    (H.D. Thoreau; “Walden: vita nei boschi”)
    «Di cuore faccio mia l'affermazione: "Il migliore dei governi è quello che governa meno" e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente.»
    (H.D. Thoreau «La disobbedienza civile»)
    In momenti storici come questo; nel quale sull'Europa si sganciano bombe e soffiano venti di guerra, messaggi come quelli del padre della «Dissobedienza Civile» paiono ancor più amabili e attuali. In Walden, Thoreau parla della sua esperienza vissuta in un anno d'isolamento da tutto e da tutti, in una capanna che si era costruita sulle rive del lago Walden, come di un fatto per lui di una grandezza unica. Vivere con quello che gli dava la natura e nient'altro... Via da tutti le cacofonie interne ed esteriori che la cosiddetta società civile elargisce. Ma in momenti come questo è più prepotente il richiamo dell'altra sua grande opera: «La dissobedienza Civile».
    Perché Thoreau disobbedì al potere del suo Stato (gli Stati Uniti d'America), rifiutandosi di pagare quel cinque per cento delle tasse che sarebbe andato in armamenti per la guerra che gli States si accingevano a combattere contro il Messico.
    «Non voglio che i miei soldi siano spesi per comprare armi che serviranno ad uccidere dei miei fratelli», aveva ribadito più volte. E Thoreau pagò per questo col carcere. Da quell'esperienza, nacque «Civil Disobedience» che sarebbe stato il vademecum culturale di quanti in America furono contrari a guerre sbagliate o d'invasione (Vietnam in testa). Quel «Civil Disobedience» che altri scrittori e intellettuali di tutto il mondo riscopriranno a abbracceranno nelle più diverse situazioni e che fu definito da molti: un classico del pensiero libertario. Secoli dopo, Thomas More, un altro uomo aveva posto un nuovo pilastro, imprescindibile, sul cammino dell'emancipazione umana dalle storture del buio.
    Tra tutti gli autori che si rifanno all'opera di Thoreau per andare - però - mirabilmente per strade proprie, parrà strano ma voglio citarne uno di fantascienza: l'americano Eric Frank Russell che negli anni Cinquanta scrisse uno dei più bei romanzi, non solo di fantascienza, sull'Utopia realizzabile che mai sia stato scritto: «Galassia che vai». In quest'opera, Russell pone il problema della "disobbedienza necessaria"... (necessaria per obbedire in primis a se stessi - alle proprie istanze interiori, secondo Thoreau) in termini di rifiuto ad andare contro la propria natura; rifiuto che si estrinseca in quella che Russell definisce la più potente di tutte le armi che l'uomo potrà mai costruire, ma che difficilmente mette in cantiere: l'I.M.R... Cioè il... "Io mi rifiuto". Quante sofferenze inutili e quanto sangue allora evitato! Per questo motivo Thoreau è e resterà, per me - almeno per me - un grande. Peccato che i richiami del bene siano così facilmente eludibili. Peccato che non solo nelle librerie, ma anche nelle coscienze al ribasso che ogni epoca pare voglia elargirci con solerte magnanimità e perizia, essi rimangano quasi puntualmente inascoltati.
    L'augurio che questo non sia un momento di così totale sordità di globalizzazione e guerra come parrebbe volerci sembrare.

    (e.b. - 1997)

    Ermanno Bartoli
    web page: www.webalice.it/barlow

    ha scritto il 

  • 4

    Un approccio razionale alla natura

    Il libro di Henry David Thoreau è il prototipo di quel ritorno alla natura vagheggiato da molti nell'ultimo secolo ma, a differenza di certi suoi emuli, qui lo scrittore americano segue una logica str ...continua

    Il libro di Henry David Thoreau è il prototipo di quel ritorno alla natura vagheggiato da molti nell'ultimo secolo ma, a differenza di certi suoi emuli, qui lo scrittore americano segue una logica stringente e nient'affatto velleitaria. La critica verso la civiltà urbana è radicale, le motivazioni che spingono Thoreau a trascorrere un anno nei boschi sono illustrate perfettamente e non lasciano spazio a equivoci, inoltre il libro è completato da descrizioni accuratissime.
    Pagine che arricchiscono il lettore di pensieri preziosi.

    ha scritto il 

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