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Walk on the wild side

Di

Editore: Minimum Fax (Minimum classic, 6)

3.9
(59)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 447 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8875210160 | Isbn-13: 9788875210168 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Monicelli ; Prefazione: Russell Banks

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
The wild side, "il lato selvaggio", è la parte nascosta dell'America, quella dei vagabondi e dei contrabbandieri, delle prostitute e dei ruffiani; è il luogo in cui Dove Linkhorn, giovane campagnolo sprovveduto ma baldanzoso, cerca di sfuggire alla confusione di un amore improvviso e appassionato, per ottenere l'illusione di riscatto che solo il denaro può offrire, che sia guadagnato con il duro lavoro, la truffa o la prepotenza nel corso di vagabondaggi tra i fuochi degli "hobos" lungo la ferrovia e le viuzze malfamate di New Orleans, dove lo sfruttato diventa spesso sfruttatore e viceversa.
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  • 0

    Sembra un Faulkner. Primo perché è scritto in modo strano, molto poetico ma oscuro, pesante, indigesto. Poi perché c’è quella atmosfera da Profondo Sud durante la Depressione: predicatori e ubriaconi, strade polverose, storpi, whisky, bibbie e fucili.
    Forse è un capolavoro; ma l’Algren che ...continua

    Sembra un Faulkner. Primo perché è scritto in modo strano, molto poetico ma oscuro, pesante, indigesto. Poi perché c’è quella atmosfera da Profondo Sud durante la Depressione: predicatori e ubriaconi, strade polverose, storpi, whisky, bibbie e fucili.
    Forse è un capolavoro; ma l’Algren che conosco e amo, quello dell’Uomo dal braccio d’oro e di Mai venga il mattino, è un altro.
    Rinuncio. Almeno per ora.

    ha scritto il 

  • 3

    Uno spaccato dell'America povera e sporca tanto caro ad Algren descritto senza giudizi morali di sorta. In fondo non è del tutto colpa loro se le vite dei personaggi di questo romanzo sono finite in questa maniera: è colpa della povertà. Ed in povertà ognuno cerca di fare quello che può per resta ...continua

    Uno spaccato dell'America povera e sporca tanto caro ad Algren descritto senza giudizi morali di sorta. In fondo non è del tutto colpa loro se le vite dei personaggi di questo romanzo sono finite in questa maniera: è colpa della povertà. Ed in povertà ognuno cerca di fare quello che può per restare a galla o per ricongiungersi con il sogno americano che lo ha staccato un po', lasciandolo indietro di qualche spanna.
    Algren ha sempre amato descrivere la vita degli ubriaconi, delle prostitute, magnaccia e quant'altro ed è senz'altro un autore interessante però l'Algren che amo è più quello dei racconti. In Walk on the wild side la storia si dilunga anche troppo per pagine e pagine che non aggiungono niente di più interessante rispetto a ciò che già aveva detto e fatto capire prima. Quindi, questo è un autore certamente da scoprire, ma fatelo andando a ripescare i suoi bei racconti.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che una ballata, questo romanzo sembra uno di quei beffardi motivetti anni '30, pieno di doppi sensi e umane miserie. Più Fante che Steinbeck.
    Se avesse mantenuto il livello delle prime pagine (scaricabili in pdf dal sito della minimum fax) si sarebbe meritato le 5 stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    La lunga Passeggiata Selvaggia.

    Nell’America della Grande Depressione i treni sferragliano e trasportano merci e poveracci come Dove Linkhorn,un Huckleberry Finn senza arte né parte*,senza molte speranze e senza un vero amico,uno che cerca di arrangiarsi come può in un mondo difficile e ostile come quello di Perdido Street a Ne ...continua

    Nell’America della Grande Depressione i treni sferragliano e trasportano merci e poveracci come Dove Linkhorn,un Huckleberry Finn senza arte né parte*,senza molte speranze e senza un vero amico,uno che cerca di arrangiarsi come può in un mondo difficile e ostile come quello di Perdido Street a New Orleans. Qui papponi,puttane,ubriaconi,freaks,drogati, e donne facile come bicchieri di vino** accampano giornate come vengono,tirando avanti e cercando di sopravvivere prima alla vita poi a se stessi. Perché perdersi è un attimo,la mano violenta della Provvidenza o dell’Ingiustizia è dietro l’angolo e una lite si può trasformare in un dramma. Algren descrive un mondo che è uno dei topos letterari della letteratura americana,quello degli emarginati,dei losers e di chi arranca sui lati sbagliati della strada,ma lo fa con una lingua asciutta e coinvolgente,con mano salda,regalando anche descrizioni e momenti di alta scuola.
    A mio parere un libro che vale la pena leggere e che,come suggerisce Russell Banks nell’introduzione,parla dell’America(e dell’Occidente)di oggi più di quanto sia difficile ammettere o credere.

    _______
    **«Come disse la pallottola al grilletto – si presentò Dove – ditemi soltanto dove devo andare»(pag.181)
    **«Lei cedette stancamente,come una donna che aveva avuto amore a sufficienza per tutta una vita di vino rosso.»(pag 359)

    ha scritto il 

  • 0

    traduzione giorgio monicelli, 1961, ed .or. by farrar, straus and cudahy, new york, © by nelson algren 1956

    _a walk on the wild side_ è anche il titolo di una canzone di lou reed

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un classico!

    Ho appena scoperto un classico. Questa passeggiata è come sbirciare la sporcizia sotto il tappeto di una casa bellissima. Il piglio naturalistico della narrazione evita tutti i patetismi e moralismi presentandoci nudi e crudi hobo, papponi, prostitute, galeotti, imbroglioni e chi più ne ha, più n ...continua

    Ho appena scoperto un classico. Questa passeggiata è come sbirciare la sporcizia sotto il tappeto di una casa bellissima. Il piglio naturalistico della narrazione evita tutti i patetismi e moralismi presentandoci nudi e crudi hobo, papponi, prostitute, galeotti, imbroglioni e chi più ne ha, più ne metta.
    Il vitalismo dei personaggi, che nonostante i loro continui fallimenti non s'abbattono mai, ma continuano a guardare avanti e a cercare di vivere penso sia l'anima stessa dell'America, in una fotografia graffiante.
    Il romanzo si svolge negli anni della grande depressione, anni in cui tirare a campare era davvero difficile. In una prima parte più picaresca facciamo conoscenza con il protagonista Dove Linkhorn, lì nell'assolato Texas, spostandoci poi a New Orleans, dove si svolge una seconda parte che, sebbene riuscita, trovo meno interessante, in cui papponi e prostitute la fanno da padrone. Sotto gli occhi ci scorre la crescita umana di Dove, da ragazzo a uomo. Infine un epilogo che non ci si aspetta.

    Il miglior modo per farvi un'idea del romanzo è proprio coi pensieri del protagonista, verso la fine dello stesso:

    "Mi sento come se fossi stato per mari e per monti", pensò Dove, "ma l'unica cosa che ho trovato è stata gente che se la passava male. L'unica cosa che ho trovato sono stati guai e degradazione. L'unica cosa che ho trovato è che le persone con la vita più difficile di tutte erano più pronte ad aiutare gli altri di quelle con la vita più facile. L'unica cosa che ho trovato sono state due specie di persone. Quelle che preferiscono vivere da perdenti sullo stesso lato della strada insieme agli altri perdenti piuttosto che vincere da sole; e quelle che vogliono essere tra i vincitori, anche se l'unico modo che gli rimane per vincere è passare sopra a quelli che sono stati già battuti.
    L'unica cosa che ho trovato sono stati uomini e donne, e tutte le donne erano perdute. Zimbelli del mondo, poveri vagabondi, povere sgualdrine, non erano buoni ad altro che ad attirare le mosche, così ho sentito dire. Puoi sempre trattare qualcuno troppo bene, ma non puoi mai trattare qualcuno troppo male, anche questo ho sentito dire. Tuttavia non cambierei il peggiore di questi con il migliore dell'altro gruppo. Credo proprio che fossero il vero sale della terra."

    ha scritto il 

  • 5

    hanno già scomodato Steinbeck e Zola per questo libro? Se non lo ha fatto nessuno lo faccio io. E' un capolavoro assoluto, il dagherrotipo color seppia di un'america marginale, triviale e oltre ogni possibile riscatto.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando ho finito questo libro volevo dare una festa, tanto non ne potevo più. Invece, a ripensarci ora, mi rendo conto che sostanzialmente non era neanche così male (specie la seconda parte): ottimi i personaggi, anche divertente a volte, anche tenero senza essere mai consolatorio. E' che a volte ...continua

    Quando ho finito questo libro volevo dare una festa, tanto non ne potevo più. Invece, a ripensarci ora, mi rendo conto che sostanzialmente non era neanche così male (specie la seconda parte): ottimi i personaggi, anche divertente a volte, anche tenero senza essere mai consolatorio. E' che a volte dice cose che non si capiscono e quando sconfina nel lirismo fa sbuffare anche parecchio.

    ha scritto il