Washington Square

(Notable American Authors)

By

Publisher: Reprint Services Corp

3.9
(724)

Language: English | Number of Pages: | Format: Library Binding | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , Italian , Spanish , Portuguese , Dutch

Isbn-10: 0781233771 | Isbn-13: 9780781233774 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Audio Cassette , Others , Hardcover , Paperback , Audio CD , Unbound , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Washington Square follows the coming-of-age of its plain-faced, kindhearted heroine, Catherine Sloper. Much to her father’s vexation, a handsome opportunist named Morris Townsend woos the long-suffering heiress, intent on claiming her fortune. When Catherine stubbornly refuses to call off her engagement, Dr. Sloper forces Catherine to choose between her inheritance and the only man she will ever truly love. Cynthia Ozick, in her Introduction to what she calls Henry James’s “most American fiction,” writes that “every line, every paragraph, every chapter [of Washington Square] is a fleet-footed light brigade, an engine of irony.” Precise and understated, this charming novel endures as a matchless study of New York in the mid-nineteenth century.
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  • 4

    Candore: terapia d'urto

    La storia di una ragazza ingenua, candida, trasparente, onesta, buona che deve fare i conti con un corteggiatore attirato dai suoi soldi, una zia cretina e un padre intelligente ma cinico. Il tutto r ...continue

    La storia di una ragazza ingenua, candida, trasparente, onesta, buona che deve fare i conti con un corteggiatore attirato dai suoi soldi, una zia cretina e un padre intelligente ma cinico. Il tutto raccontato in modo intelligente e ironico, con un'ironia anch'essa spietata nello sviscerare la durezza di cuore di tutto il parentado nei confronti del quale la ragazza cercherà di difendersi con il suo riserbo, e un contegno in apparenza freddo e distaccato. Il romanzo è molto piacevole, certo il padre è quasi spietato, forse troppo. La mancanza di cuore di quasi tutti i protagonisti è esagerata dall'apparente mancanza di reazioni della ragazza che non esprime il dolore e non denuda mai l'anima di fronte a quel pubblico avido di lacrime e sangue e di ferite esposte. E' come se tutti si fossero messi d'accordo per spezzare la ragazza cui rimproverano una libertà interiore così poco femminile, così inadatta al ruolo di debole femmina cui si addicono pettegolezzi, lacrime e sospiri. La ragazza è un bellissimo personaggio. Anche il narratore sembra unirsi al coro con il suo modo di raccontare a tratti quasi cinico.

    said on 

  • 4

    Una donna combattuta tra due uomini

    Da grand’estimatrice di Edith Wharton quale sono, non potevo certo sottrarmi dal conoscere il suo mentore: lo scrittore americano Henry James.
    Dopo il primo (e fino a poco tempo fa unico) piacevole in ...continue

    Da grand’estimatrice di Edith Wharton quale sono, non potevo certo sottrarmi dal conoscere il suo mentore: lo scrittore americano Henry James.
    Dopo il primo (e fino a poco tempo fa unico) piacevole incontro con quest’autore, ho deciso che era giunto il momento di cimentarmi nuovamente in qualche sua opera.
    Washington Square è uno dei libri più conosciuti di James e da cui sono stati adattati due film: il primo nel 1949 e il secondo nel 1997. Henry James, però, la considerava un’opera minore tanto da non ritenerla meritevole d’essere inserita nella sua raccolta, da lui stesso curata e pubblicata quando era ancora in vita.
    Washington Square è ambientato a New York verso metà '800, un periodo in cui la città conosceva una grand’espansione edilizia; nello specifico è ambientato principalmente in una grande casa presso Washington Square, zona della città un po’ in periferia, dove non c’è tanta gente e vi sono ancora spazi liberi. Una New York decisamente insolita e inimmaginabile, molto diversa dall’attuale metropoli.
    Questa grande casa è di proprietà del dottor Austin Sloper, prestigioso, affermato e stimato medico newyorkese, che vive con la sua unica figlia, Catherine e sua sorella vedova, Mrs Lavinia Penniman.
    Il dottore Sloper non si è mai perdonato la morte della moglie, avvenuta pochi giorni dopo la nascita di Catherine e alcuni anni dopo aver perduto il primogenito. Negli anni successivi alla morte dell’adorata moglie, il dottore si è concentrato principalmente sulla sua carriera, trascurando la figlia Catherine, alla cui educazione il dottore pensa personalmente insieme a sua sorella Mrs. Lavinia, una donna sciocca e frivola, che però accudisce la nipote come una madre.
    Il dottore Sloper considera la figlia come una mera sostituta del suo primogenito, e pur volendole bene la ritiene inferiore, un po’ tonta, goffa, sciocca e non meritevole del suo amore. La figlia, al contrario, adora suo padre e mai oserebbe contrariarne le decisioni. Catherine in fondo è una ragazza timida e sensibile, tanto che anche le presentazioni di nuove persone la fanno imbarazzare e le trova un momento molto difficile.
    Durante un ricevimento per il fidanzamento della cugina a casa dell’altra zia paterna, Mrs. Almond, Catherine conosce Morris Towsend, giovane ragazzo spigliato, intraprendente e nullafacente. Il ragazzo sembra provare interesse per lei e Catherine è lusingata dal corteggiamento. Aiutati e appoggiati dalla zia Lavinia, i due s’innamorano e decidono di sposarsi al più presto. Il padre venuto a sapere di questa storia non è molto d’accordo, poiché considera il ragazzo solo un arrivista interessato alla rendita della figlia e alla sua futura eredità. Deciso ad impedire le nozze e ad affermare la sua lungimiranza nell’inquadrare le persone, il dottor Sloper inizia ad indagare per scoprire cosa guida il fidanzato della figlia: l’amore per Catherine o il denaro di quest’ultima?

    L’intreccio narrativo di Washington Square è abbastanza classico, eppure lo sviluppo della vicenda e il suo epilogo sono quanto di più insolito possa esistere. Questo libro mi ha confermato la prima impressione (già buona), che avevo avuto nei confronti di quest’autore quando lessi un altro suo romanzo (L’americano). Henry James è abile (è in questo secondo me sta la sua bravura) nel riuscire a rendere allettante e interessante una storia che è, nei fatti, molto semplice e inconsistente, priva di colpi di scena memorabili ma che tengono viva l’attenzione del lettore.
    La vicenda è narrata in modo asciutto dallo scrittore, che si limita a riportare quanto succede senza abbellire o soffermarsi in descrizioni o analisi comportamentali. Il lettore assiste alla crescita dei personaggi e impara a conoscerli in modo graduale, passo dopo passo con il procedere della narrazione.
    Catherine non è certo la tipica eroina da romanzo, anzi è tutto il contrario. Goffa, timida, ingenua, sensibile, paziente, ubbidiente, dal viso semplice, mite e incolore, ma soprattutto non è per niente bella. Non che sia brutta da non poterla guardare in viso è solamente sciapa, senza fiducia in se stessa, senza ambizioni e senza un particolare intelletto. Catherine potrebbe essere molto diversa solo se qualcuno si prendesse la briga di conoscerla meglio, di scoprire la sua interiorità, di vederla come una ragazza in carne ed ossa, dotata di sentimenti, di capacità critica, di lealtà e con una gran voglia di comprensione, smettendo di considerarla solo come un mero oggetto inanimato nelle mani di coloro che la circondano, che giocano con la sua vita senza capirla e senza volerle bene, cercando di manovrarla per farne ciò che vogliono. Un personaggio che si evolve pian piano e si realizza pienamente quando capisce (finalmente) e si rende conto che l’amore che prova per i due uomini della sua vita non sono corrisposti; il padre che lei adora, non nutre per lei né stima né affetto e il fidanzato, voleva solo i suoi soldi e ha giocato con i suoi sentimenti.
    Catherine è il personaggio che sta al centro della vicenda ed è, in un certo senso, vittima del conflitto tra i due uomini più importanti della sua vita: il padre e il suo spasimante.
    Il padre, il dottor Sloper è un personaggio interessante; anche lui come tutti i personaggi subisce una crescita durante lo svolgimento dell’intera vicenda. All’inizio appare come un padre cinico, insensibile e inflessibile, si percepisce benissimo la sua freddezza, il suo distacco, la sua ingenerosità nei confronti della figlia che considera “singolarmente disadattata a prendersi cura di sé”, tanto da deriderla con sarcasmo pungente per l’intera vicenda del fidanzamento; quando scopre che la figlia è stata ingannata e soffre per questo, lui n’è spaventosamente divertito. Con il progredire del racconto, però, impariamo a conoscere il dottore in maniera più profonda, vediamo ma soprattutto comprendiamo le sue ragioni, la sua preoccupazione e scopriamo che possiede qualche sentimento di benevolenza per la figlia. Fin da subito capisce la vera natura di Morris Towsend; lo odia perché riesce ad intuire e vedere la sua vera natura, per questo indaga, compie ricerche sulla sua vita, fino ad avere un colloquio con la sorella di Morris, che gli conferma le sue supposizioni.
    Morris Towsend è, infatti, un cacciatore di dote, un arrivista spiantato che punta ad una moglie ricca; bellimbusto egoista, disinvolto e scaltro, bello e affascinante, è attirato più dalla sostanziosa rendita ed eredità della fanciulla che dalla bellezza fisica e dalle virtù di lei. Inizialmente non si capisce bene la sua vera natura, sembra che provi un interesse romantico nei confronti della protagonista, poi ci rendiamo conto che è solo un uomo subdolo, meschino, dall’indole volgare, interessato solo ai soldi, che grazie alla sua bellezza, scaltrezza e fascino illude Catherine d’amarla davvero. Morris si rivela un opportunista interessato al patrimonio, un codardo e un vigliacco che non ha il coraggio di affrontare Catherine e dirle chiaramente come stanno le cose, anzi prende tempo e tenta invano di litigare con lei.
    Morris trova, in un certo senso, un’alleata nel portare a termine il suo piano nella zia di Catherine, Mrs. Lavinia Penninam, inconsapevole aiutante e strenua sostenitrice del ragazzo. Lavinia è una donna sciocca, intrigante, sprovveduta, impicciona, vive in un mondo fatto di fughe e lettere d’amore; spinta dal suo romanticismo esagerato, ossessionata dalle storie romantiche che lei stessa non ha potuto vivere nella sua vita, la donna s’impiccia nella questione del fidanzamento cercando di enfatizzare la storia d’amore della nipote nella quale lei si sente partecipe e fondamentale per la sua buona riuscita. Per quanto, l’abbia trovata sempre più insopportabile durante lo svolgimento della trama, zia Lavinia è indubbiamente un personaggio che genera un misto di repulsione e allo stesso tempo divertimento perché si capisce che le sue manovre non finiranno da nessuna parte.
    Un personaggio che sembra uscire direttamente dalla penna di Dickens (autore che James amava molto).
    Diversissima da zia Lavinia, è l’altra sorella del dottor Sloper, zia Almond; ella è l’unica che riesce a capire ed inquadrare, sin dall’inizio, l’indole e il carattere di Morris Towsend, la sola che considera Catherine come un essere umano e non un pupazzo da manovrare a proprio piacimento.
    Altro personaggio secondario dopo zia Almond è la sorella di Morris, la signora Montgomery, un bellissimo personaggio, l’unica che possiede un cuore e una dignità straordinaria; malgrado possa essere una buona occasione per liberarsi finalmente di lui, decide di non proteggere il fratello e di non mentire sul suo carattere dicendo al dottor Sloper la verità sul conto di Morris.
    È incredibile come Henry James riesca a descrivere in maniera asciutta e accurata la psicologia dei personaggi, tutti immediati e ben delineati, semplici ma allo stesso tempo complessi, e soprattutto compie una profonda introspezione dell’animo dei quattro principali, rivelandosi un autore attento e intenso conoscitore dell’animo umano.

    Washington Square è un romanzo molto bello e molto piacevole, dallo stile scorrevole ed elegante, dalla scrittura precisa e accurata, dai dialoghi brevi, ben impostati, serrati e impeccabili, permeato dal sarcasmo, dal cinismo, dall’ironia sagace e tagliente come un bisturi dell’autore.
    Henry James sembra prendere per mano il lettore, cui permette di farsi un’opinione propria dei personaggi, e tratta alcuni argomenti in particolare il rapporto padre e figlia, che alla fine può essere considerato il tema centrale del romanzo. Un rapporto in cui non vi è comunicabilità, dove non vi è un dialogo. Catherine ha troppa soggezione del genitore, lo teme e lo considera superiore agli altri per metterne in discussione i suoi principi; il padre, invece, è cinico, presuntuoso, incapace d’amare e apprezzare Catherine, che rinuncia a conoscerla a fondo e la valuta con il solito metro di giudizio che applica a tutte le persone che conosce. La figlia che lui considera solo un essere inanimato si rivela, invece, una donna forte e risoluta, dalla coerenza granitica che si vendicherà nella sua magnifica decisione finale, con piena dignità e da donna ormai padrona di se stessa e della propria volontà, sia con il padre sia con il fidanzato tornato a farsi vivo dopo tanto tempo, perché lo vede per quello che è, un uomo arrivista, calcolatore e che negli anni non ha trovato di meglio.
    Nonostante molti lo ritengano amaro, secondo me, invece, il finale è adatto al romanzo. Penso che sia giusto così, perché rivela il riscatto di una donna non più intenzionata a farsi prendere in giro, che senza clamore e scalpori, riesce a trovare una sua dimensione senza farsi scalfire e manovrare da ciò che pensano gli altri; una donna dalla tempra inossidabile, tutto d’un pezzo e tutt’altro che insignificante e mediocre come molti la consideravano, il padre in primis. La vera sconfitta sarebbe stata se lei avesse nuovamente subito il fascino di Morris nonostante tutto quello che è successo.

    Washington Square alla fine rivela una società in cui per mancanza di dialogo, comprensione e anche rispetto gli uni per gli altri, non ci sono né vincitori né vinti, in cui ogni personaggio perde ineluttabilmente qualcosa.

    Le persone che si esprimevano con una certa brutalità la definivano tonta. Ma Catherine era indifferente perché era timida, di una timidezza inquietante e dolorosa. Questo non sempre veniva compreso, e a volte lei dava l'impressione di essere insensibile. In realtà, era la creatura più tenera del mondo.

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  • 0

    Profonda introspezione dell'animo dei quattro principali protagonisti, di taglio direi ancora attuale/moderno. E dire che è stato scritto nel 1880. Riletto 20/09/16

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  • 3

    Una triste storia d'amore

    Racconta la vita di Catherine, orfana di madre e unica figlia del dottor Sloper, brillante medico che non si è mai perdonato la morte della moglie avvenuta pochi giorni dopo il parto.
    E’ una ragazzona ...continue

    Racconta la vita di Catherine, orfana di madre e unica figlia del dottor Sloper, brillante medico che non si è mai perdonato la morte della moglie avvenuta pochi giorni dopo il parto.
    E’ una ragazzona sana e robusta e possiede davvero molto: un padre benestante che l’ama, zia Lavinia che seppur svampita l’accudisce come una madre, una notevole dote.
    Non è bellissima ma neppure un mostro, non è Einstein ma neanche totalmente ottusa, c’è perfino un uomo di cui s’innamora alla follia e che la chiede in moglie, anche se i malpensanti sospettano che più che dalle sue grazie sia attratto dalla rendita di cui gode e dalla futura eredità.

    Ma allora, direte voi, perché questa è una triste storia d'amore?
    Perché Catherine ha un carattere di merda, è timidissima, trema davanti al suo furbo e interessato pretendente e ha un sacro terrore del padre, mai oserebbe ribellarsi alle sue decisioni, per lunghi anni non si azzarda ad esprimere una qualsiasi opinione o idea personale. Poi parzialmente matura e si sveglia, ma la sua ribellione è passiva, non combatte, si limita a non fare nulla visto che non ha potuto fare ciò che più desiderava a causa dell’intransigente opposizione di suo padre.
    E’ una ragazza Stoner.

    Mi ha fatto venire in mente le mucche, quelle che si incontrano andando a camminare sui sentieri fra gli alpeggi. Anche loro sono timide e riservate, ti guardano da lontano con gli occhi un po’ ottusi, se rivolgi loro la parola non ti rispondono. Però poi, ogni tanto, una di loro si piazza di traverso su qualche sentiero stretto, dove l’unica alternativa per passare è rischiare di sfracellarsi nel dirupo da un lato oppure strisciare contro la roccia dalla parte opposta, col pericolo che la vacca si sposti repentinamente e ti riduca come un hamburger di nonno Amadori.
    Dovendo tassativamente passare dal sentiero fai di tutto per convincerla a spostarsi, provi gentilmente chiedendo per favore spostati, alzi la voce, le dai una sberla sul culone... niente da fare, non si sposta di un millimetro. Al massimo borbotta scocciata muuuuu muuuu, che in mucchese probabilmente sta per andate affanculo, cittadini dei miei zoccoli!
    Insomma, fa resistenza passiva, come la Catherine di Washington Square.

    ☆☆☆ commosse e col fazzolettino ricamato in mano

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    la vendetta è un piatto che si consuma freddo

    Catherine è una fanciulla adorabile, ma talmente remissiva e sottomessa da sembrare stupida; ciò non inganni il lettore, perché Catherine non è affatto una sciocca anche se nessuno degli altri persona ...continue

    Catherine è una fanciulla adorabile, ma talmente remissiva e sottomessa da sembrare stupida; ciò non inganni il lettore, perché Catherine non è affatto una sciocca anche se nessuno degli altri personaggi della storia sembra accorgersi delle sue buone qualità (capacità critica, un cuore sincero, lealtà) : non suo padre, che la considera insignificante e tediosa (e anche bruttina); non sua zia, che la considera priva di sentimenti e incolore, non il suo fidanzato, che la considera solo per i suoi soldi. Tutti vogliono averla, ciascuno per motivi diversi, ma nessuno per farla felice.
    Cinico come pochi, questo romanzo si legge d'un fiato in attesa dell'inevitabile finale: una vendetta gentile, addirittura casuale, inflitta senza accanimento dalla protagonista, che, dalla candida e timida fanciulla che era, si è trasformata in una risoluta e pacata signora, ormai padrona di se stessa e delle proprie emozioni. La scena finale si assapora piano, come a teatro: e quando il NO finalmente arriva, diventa liberatorio e chi assiste non potrà che applaudire.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    I contrasti della società americana della prima metà dell'ottocento, paranoie e tic medio borghesi, il capitalismo sfrenato degli americani sono ben descritti dall'autore tramite la voce di Catherine ...continue

    I contrasti della società americana della prima metà dell'ottocento, paranoie e tic medio borghesi, il capitalismo sfrenato degli americani sono ben descritti dall'autore tramite la voce di Catherine che rivela una forza inaspettata. la goffa protagonista, rampolla di una ricca famiglia, s'innamora del giovane Morris, ma deve sfidare le ostilità del padre che considera lo spasimante un furbo arrivista che mira all'eredità, sullo sfondo di una New York dell'800. Una storia d'amore interessata crea un'inevitabile dolore al personaggio principale la quale si chiude a riccio non confidandosi più con i suoi cari. Un'analisi comparativa tra il modo di vivere europeo ancorato saldamente alle proprie radici e quello americano popolo giovane ancora alla ricerca della propria identità storico/culturale.

    said on 

  • 4

    Se l’unica dote che ti viene riconosciuta è quella che ha fissato tuo padre per darti in moglie a qualcuno dotati tu della volontà di liberarti e di tuo padre e di chi mira ai tuoi soldi; alla peggio investiteli in serate coi toyboy di tuo gusto.

    Henry James è un canaglione. Soltanto lui può riuscire a raccontare di Catherine, messa al centro tra l’orgoglio di suo padre, il dottor Sloper, e la vanagloria del suo corteggiatore, Morris, senza pe ...continue

    Henry James è un canaglione. Soltanto lui può riuscire a raccontare di Catherine, messa al centro tra l’orgoglio di suo padre, il dottor Sloper, e la vanagloria del suo corteggiatore, Morris, senza per questo risarcire la povera Catherine, che nel romanzo resta scialba così com’è per suo padre e per il suo corteggiatore: James non ha infatti intenzione di comportarsi meglio dei suoi due antagonisti e è a loro che riserva lo scambio di battute più belle del libro:

    “Non c’è niente che io possa fare per indurvi a credere in me?”
    “Se ci fosse qualche cosa, non ve lo suggerirei certo. Non vedete che non voglio credere in voi?”

    Al padre come al corteggiatore interessa una sola cosa: averla vinta; dei sentimenti di Catherine non frega a nessuno; alla lunga, neppure a Catherine stessa.

    James scrive del padre di Catherine: “Il dottore passava momenti di ira constatando di aver messo al mondo un essere così comune ed era giunto perfino al punto di compiacersi che sua moglie non fosse vissuta per vedere quel poco brillante risultato.”; insommma, con tutta placidità sintattica, rivela la peggiore considerazione che un genitore può avere di un figlio.

    E qual è l’emancipazione di Catherine verso il padre? “Per la seconda volta nella sua vita diede una risposta indiretta, e l’inizio di un periodo di dissimulazione è certamente una data significativa.” La dissimulazione è l’inizio di una rivolta che può passare inosservata anche agli occhi di chi non sa d’averle appena dato vita.

    Morris Townsend, come Lavinia - la zia ‘romantica’ cioè vedova cronica -, per quanto ottimamente caratterizzato non ce la fa a scalzare il personaggio del padre: “Quello che ti dico è il risultato di trent’anni di attenta osservazione, ed ho dovuto impiegare tutta una vita di studio per essere in grado di esprimere un giudizio in una sola sera.”

    Però la protagonista di “Washington Square” resta Catherine, la bruttina, la riservata, la mite, la debole, che ha il merito di aver elaborato il sentimento più bello:

    “L’amore reclama certe cose come un diritto, ma Catherine non aveva coscienza dei suoi diritti; riteneva soltanto di aver ricevuto una grazie immensa ed inaspettata.”

    Poi c’è da controllare su un dizionario che aspetto abbiano gli ailanti.

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  • 5

    I personaggi di James sono immediati ed infiniti, i dialoghi sono perfetti, l'ironia tagliente.

    La protagonista è magnifica nel suo orgoglioso autocontrollo ostinato mentre si veste con troppi fronzol ...continue

    I personaggi di James sono immediati ed infiniti, i dialoghi sono perfetti, l'ironia tagliente.

    La protagonista è magnifica nel suo orgoglioso autocontrollo ostinato mentre si veste con troppi fronzoli e serba rancore. E' se stessa e lo è per se stessa, bendisposta ma vagamente punk, non ha nulla di ingenuo (fosse stata ingenua si sarebbe piegata a qualche sotterfugio in più)

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  • 4

    Sorpresa !

    Molto molto piacevole .Talmente ben delineati i personaggi, che la zia impicciona e la figlia sin troppo ingenua riescono veramente a darti sui nervi ! Altri hanno criticato la mancanza di descrizion ...continue

    Molto molto piacevole .Talmente ben delineati i personaggi, che la zia impicciona e la figlia sin troppo ingenua riescono veramente a darti sui nervi ! Altri hanno criticato la mancanza di descrizioni della N.Y dell'800 o del viaggio in Europa, a me non ha disturbato anzi, la lettura così è molto scorrevole e ti concentri sulla psicologia dei protagonisti, Se ne potrebbe trarre benissimo una commedia. La riscoperta di H. James mi farà sicuramente riprendere in mano "Giro di vite" e "Ritratto di signora" con più entusiasmo.

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