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Washington Square

(Notable American Authors)

By Henry James

(133)

| Library Binding | 9780781233774

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Book Description

Washington Square follows the coming-of-age of its plain-faced, kindhearted heroine, Catherine Sloper. Much to her father’s vexation, a handsome opportunist named Morris Townsend woos the long-suffering heiress, intent on claiming her fo Continue

Washington Square follows the coming-of-age of its plain-faced, kindhearted heroine, Catherine Sloper. Much to her father’s vexation, a handsome opportunist named Morris Townsend woos the long-suffering heiress, intent on claiming her fortune. When Catherine stubbornly refuses to call off her engagement, Dr. Sloper forces Catherine to choose between her inheritance and the only man she will ever truly love. Cynthia Ozick, in her Introduction to what she calls Henry James’s “most American fiction,” writes that “every line, every paragraph, every chapter [of Washington Square] is a fleet-footed light brigade, an engine of irony.” Precise and understated, this charming novel endures as a matchless study of New York in the mid-nineteenth century.

94 Reviews

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  • 24 people find this helpful

    Una triste storia

    Racconta la vita di Catherine, orfana di madre e unica figlia del dottor Sloper, brillante medico che non si è mai perdonato la morte della moglie avvenuta pochi giorni dopo il parto.
    E’ una ragazza sana e robusta, e possiede davvero molto: un padre ...(continue)

    Racconta la vita di Catherine, orfana di madre e unica figlia del dottor Sloper, brillante medico che non si è mai perdonato la morte della moglie avvenuta pochi giorni dopo il parto.
    E’ una ragazza sana e robusta, e possiede davvero molto: un padre benestante che l’ama, zia Lavinia che seppur svampita l’accudisce come una madre, una notevole dote. Non è bellissima ma neppure un mostro, non è Einstein ma neanche totalmente ottusa, c’è perfino un uomo di cui s’innamora e che la chiede in moglie, anche se a dirla tutta più che da lei si sospetta sia attratto dalla sua rendita e dalla futura eredità.

    E allora, direte voi, perché questa è una triste storia?

    Perché Catherine ha un carattere di merda, è timidissima, trema davanti al suo furbo e interessato pretendente e ha un sacro terrore del padre, mai oserebbe ribellarsi alle sue decisioni, per lunghi anni non si azzarda ad esprimere un’opinione o idea personale. Poi parzialmente matura e si sveglia, ma la sua ribellione è passiva, non combatte, si limita a non fare nulla visto che non ha potuto fare ciò che più desiderava a causa dell’intransigente opposizione di suo padre.
    E’ una ragazza Stoner.

    Mi ha fatto venire in mente le mucche, quelle che si incontrano andando a camminare sui sentieri fra gli alpeggi. Anche loro sono timide e riservate, ti guardano da lontano con gli occhi un po’ ottusi, se rivolgi loro la parola non ti rispondono.
    Però poi, ogni tanto, una di loro si piazza di traverso su qualche sentiero stretto, dove l’unica alternativa per passare è rischiare di sfracellarsi nel dirupo da un lato oppure strisciare contro la roccia dalla parte opposta, col pericolo che la vacca si sposti repentinamente e ti riduca come un hamburger di nonno Amadori.
    Dovendo tassativamente passare dal sentiero fai di tutto per convincerla a spostarsi, provi gentilmente, alzi la voce, le dai una sberla sul culone... niente da fare, non si sposta di un millimetro.
    Al massimo borbotta scocciata muuuuu muuuu, che in mucchese probabilmente sta per andate affanculo, cittadini del cazzo! Insomma, fa resistenza passiva, come la Catherine di Washington Square.

    Una triste storia, appunto.

    ☆☆☆ e 1/2 col fazzolettino in mano

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    ✿ Erika said on Sep 29, 2014 | 19 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Washington square è un romanzo ottocentesco e il periodo, sia a livello sociale che letterario, si sente tutto. Può sembrare strano, visto che il suo autore è il rinomato Henry James (si, lo ammetto: prendendo in mano il libro mi aspettavo alt ...(continue)

    Washington square è un romanzo ottocentesco e il periodo, sia a livello sociale che letterario, si sente tutto. Può sembrare strano, visto che il suo autore è il rinomato Henry James (si, lo ammetto: prendendo in mano il libro mi aspettavo altro), ma è anche vero che si tratta di uno dei primi lavori. E poi se lo stile ottocentesco è arrivato fino a noi senza cadere nel dimenticatoio significa che qualcuno doveva pur scriverlo.
    È un romanzo breve, ben lontano dai tomi dell’epoca tipo Orgoglio e pregiudizio o Jane Eyre. Tutta la storia ruota attorno all’amore tra una giovane ragazza, magari non bellissima ma pur sempre interessante, e un giovane ragazzo bello e intrigante. Al centro delle vicende c’è la ragazza, tanto per chiarire le varie dinamiche, la quale si troverà sballottata a destra e a manca da sentimenti contrastanti e da personaggi che cercheranno di portarla verso di loro. C’è il giovane di cui la ragazza è innamorata, con il suo desiderio di mettersi insieme a lei; c’è il padre della ragazza, al quale quest’ultima è legata particolarmente in quanto è il solo genitore che le è rimasto (la madre è morta dandola alla luce), e il suo ostinato voler negare l’amore tra i due ragazzi (principalmente per il presunto intento finale del giovane di arrivare alla ricca eredità della ragazza); e c’è la zia della ragazza, che cerca in tutti i modi agevolare l’unione dei ragazzi forse per evitare alla nipote la sua fine lontana dall’amore in quanto vedova già da molto tempo.
    Tutto questo viene narrato in modo asciutto, forse in alcuni punti fin troppo asciutto. James si limita a riportare quanto succede senza prolungarsi troppo in descrizioni e/o analisi comportamentali. Nonostante questo arrivi alla fine e ti guardi indietro, cerchi di tirare un po’ le fila, e ti domandi come diavolo abbia fatto James ha tirare fuori da una storia così semplice e corta qualcosa come duecento pagine e passa. D’accordo, il font utilizzato dalla casa editrice non è minuscolo ma si ha pur sempre la sensazione che nascosta da qualche parte tra una parola e l’altra ci sia dell’aria e dello spazio vuoto per l’imballaggio, solo che non te ne rendi conto e non riesci a capire dove sia questa misteriosa botola nascosta dove spariscono tutte le parole in più per arrivare a duecento pagine.

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    Edward S. Portman said on Sep 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Excelente novela, con apariencias de una trama trivial, pero con gran calidad narrativa y descripción psicológica de los personajes, logra una intensidad literaria de alta calidad.

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    FAUSTO said on Jul 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In realtà, una seconda rilettura.Uno di quei libri che rileggo negli anni.Un James evergreen.

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    Gabrilu said on May 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/05/17/washingto… “Quando Catherine lo aveva preso in parola consentendo a rinunciare al tentativo di ammorbidire suo padre, Morris aveva fatto un passo indietro, come ho detto, e aveva lasc ...(continue)

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/05/17/washingto…

    “Quando Catherine lo aveva preso in parola consentendo a rinunciare al tentativo di ammorbidire suo padre, Morris aveva fatto un passo indietro, come ho detto, e aveva lasciato aperto il problema di fissare il giorno del matrimonio. Fiduciosa com’era nella sua sincerità, non la sfiorava il sospetto che si prendesse gioco di lei; in quel momento le sue preoccupazioni erano di altro tipo. La poverina aveva un ammirevole senso dell’onore e, dal momento che era arrivata a trasgredire i desideri di suo padre, le sembrava di non aver più diritto alla sua protezione. La coscienza le diceva che era suo dovere vivere sotto il tetto paterno soltanto fino a quando si fosse conformata alla sua saggezza. C’era in quella posizione un grande splendore, ma la povera Catherine sentiva di avere perduto ogni diritto. Aveva tentato la sorte con un giovane contro il quale suo padre l’aveva messa solennemente in guardia e aveva infranto il contratto che le assicurava una vita domestica felice. Poiché non poteva rinunciare al giovane, doveva lasciare il focolare e, prima l’oggetto della sua predilezione gliene avesse fornito un altro, prima la sua situazione avrebbe perso quella piega bizzarra. Era un ragionamento serrato, ma frammisto a un’infinita contrizione meramente istintiva”.
    (Henry James, “Washington Square”, ed. Oscar classici Mondadori)

    Henry James, stando a quanto ho letto nella prefazione, non aveva una grande opinione di “Washington Square”, romanzo pubblicato nel 1881 e ambientato nella New York della prima metà dell’Ottocento. Per conto mio, devo dargli solo parzialmente ragione, perché se è vero che questo libro mi ha convinto meno rispetto ad altri, è anche vero che leggerlo non mi ha stancato e mi ha dato conferma della bravura di James, scrittore a cavallo tra due mondi, Europa e America, e anticipatore, con il suo “realismo psicologico”, di alcune tendenze della letteratura novecentesca, specie per ciò che riguarda l’analisi introspettiva dei personaggi.
    L’abilità di uno scrittore sta anche nel riuscire a rendere accattivante una trama che è, nei fatti, inconsistente. La vicenda narrata in “Washington Square” si può riassumere, infatti, in poche parole. Una giovane ragazza appartenente a una famiglia benestante, Catherine, figlia dello stimato dottor Sloper, conosce Morris Townsend, spigliato, intraprendente e disoccupato giovanotto; il padre della ragazza non ha piacere e comincia la più classica delle saghe familiari. Messa così, almeno per me, potrebbe essere una noia mortale, e invece l’abilità di James sta proprio nel rendere leggibile anche una storia comune e priva di colpi di scena memorabili. A parte qualche passaggio a vuoto, che pure c’è e che impedisce allo stesso di elevarsi, ai miei occhi, alle altezze di altri romanzi di James, il romanzo convince perché James è maestro nel mostrarci le sottili battaglie psicologiche dei protagonisti, le prese di posizione fittizie, le tattiche, comprese quella di Mrs. Penniman, zitellona, sorella del dottore e zia di Catherine, che s’interessa al matrimonio possibile quasi più dei due ragazzi, spinta com’è dalla sua sete di romanticismo estremo. Catherine è il personaggio al centro della vicenda, all’inizio sembra essere solo una banale e remissiva ragazza, succube della finta libertà che le concede il padre e del fascino intrigante di Morris; alla lunga, però, si rivelerà fatta di altra pasta. C’è poco di consolatorio nella vicenda d’amore tra Catherine e Morris, mentre invece abbonda il cinismo, l’egoismo e il disprezzo reciproco, anche tra familiari.
    In ultima sintesi, non consiglio questo romanzo a chi non avesse mai letto nulla di James, o meglio, lo consiglio con l’avvertenza che non si tratta di una delle sue vette, almeno a mio parere, sebbene sia un libro leggibile, ben scritto e attraversato da un’ironia-comicità che rende appetibile anche una banale storia d’amore o disamore che dir si voglia.

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    Sisifo77 (Antonio Di Leta) said on May 17, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La scrittura e' molto elegante e piacevole. Il personaggio centrale e' Catherine, una ragazza (poi una donna) descritta come insignificante e di intelligenza limitata. La storia dira' tutto altro.

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    Giulio said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

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