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We Have Always Lived in the Castle

By

Publisher: Penguin (Modern Classics)

3.8
(830)

Language:English | Number of Pages: 158 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-10: 0141191457 | Isbn-13: 9780141191454 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Library Binding , Others , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
Living in the Blackwood family home with only her sister Constance and her Uncle Julian for company, Merricat just wants to preserve their delicate way of life. But ever since Constance was acquitted of murdering the rest of the family, the world isn't leaving the Blackwoods alone. And when Cousin Charles arrives, armed with overtures of friendship and a desperate need to get into the safe, Merricat must do everything in her power to protect the remaining family.

In her final novel, Shirley Jackson displays a mastery of suspense, family relationships and black comedy.
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  • 3

    Messo in lista da anni e finalmente aggredito ...

    ... e finito in breve.
    Mi aspettavo qualche cosa di diverso.
    Ma in realtà la narrazione è particolare ... tipica dell'autrice, o almeno per così come ne ho sentito parlare.

    Con l'incedere della storia ...continue

    ... e finito in breve.
    Mi aspettavo qualche cosa di diverso.
    Ma in realtà la narrazione è particolare ... tipica dell'autrice, o almeno per così come ne ho sentito parlare.

    Con l'incedere della storia, lo stile muta e cambia ... inizialmente ho creduto d'essere di fronte uno scritto sveviano; poi accelera e par di trovarsi di fronte le esplosioni di velocità tipo S. King (lui è un grande estimatore della Jackson); poi la velocità scende e si appiattisce l'andatura, tutto diventa un opprimente conclusione, senza scampo, senza cambio di ritmo ... pentimento, richiesta di perdono, inaspettata amicizia, totale alienazione ...

    Sì, mi aspettavo un horror ... un classico dell'horror, ed in vece ho letto un ottimo romanzo stile anni '50 American Psicotico ... e molto ben fatto.
    Dopo ho scoperto, che gli horror riconosciuti, nonchè famosi della Jackson, comprendono: La Lotteria (e non "abbiamo sempre vissuto nel castello").
    Getto un ponte per il futuro prossimo venturo.
    (... e cmq, non che se "non è horror" allora non va bene ... è solo che mi aspettavo una cosa differente).

    un 3 stelle molto vicina al 4.

    said on 

  • 3

    Scorrevole quanto inquietante, raffinato quanto angosciante.
    Mi ha lasciato spiazzata.
    Mi ha evocato, per l'atmosfera, il film "The Others"

    said on 

  • 4

    Un film di Tim Burton sarebbe perfetto, secondo me, per descrivere la pace e l'armonia delle due sorelline e del vecchio zio invalido, nella loro grande casa pulita, il giardino e l'orto, la cantina c ...continue

    Un film di Tim Burton sarebbe perfetto, secondo me, per descrivere la pace e l'armonia delle due sorelline e del vecchio zio invalido, nella loro grande casa pulita, il giardino e l'orto, la cantina con le conserve e le marmellate, il gatto che accompagna la più piccola nei suoi nascondigli e nelle sue piccole avventure di bambina solitaria. Il passato è dimenticato, ormai. Se non ci fosse il vecchio zio che si ostina a voler scrivere la storia... Ma in tutte le famiglie, più o meno, c'è qualche piccolo scheletro nell'armadio... Nella famiglia Blackwood qualcuno in più......ma cosa importa... La storia va avanti e la felicità trionfa... Una storia dolce e delicata, per animi gentili. Leggetelo se non l'avete ancora fatto e ditemi cosa ne pensate.
    http://youtu.be/5BAjPXyiOuw
    http://youtu.be/drGx7JkFSp4

    said on 

  • 5

    Magistrale.

    «Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott'anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l'anulare dell ...continue

    «Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott'anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l'anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie passioni sono mia sorella Constance, Riccardo Cuor di Leone e l'Amanita phalloides, il fungo mortale. Gli altri membri della famiglia sono tutti morti.»

    Come hanno detto in altri commenti precedenti al mio, questo incipit è davvero perfetto. E questo è un libro magistrale, scandito da un ritmo ipnotico che mi ha tenuta incollata alla narrazione di Merricat fino all'ultima pagina. Perfette sono anche l'ambientazione e l'atmosfera create dalla Jackson, fatte di equilibri estremamente labili che per tutto il libro hanno prodotto una tensione perfetta. I personaggi per me rimarranno indimenticabili e decisamente devo dare ragione al Re: questa scrittrice non ha affatto bisogno di alzare la voce. Leggerò sicuramente altro di lei.

    said on 

  • 4

    Per l'atmosfera mi ha ricordato certi film in bianco e nero di Robert Aldrich, tipo Piano piano dolce Carlotta. E' una specie di fiaba nera, in cui due sorelle e lo zio in carrozzina vivono isolate da ...continue

    Per l'atmosfera mi ha ricordato certi film in bianco e nero di Robert Aldrich, tipo Piano piano dolce Carlotta. E' una specie di fiaba nera, in cui due sorelle e lo zio in carrozzina vivono isolate dal villaggio, un po' perché costrette dagli eventi accaduti alla loro famiglia, un po' per scelta, in difesa dai cittadini del paese. La vita scorre tranquilla, finché non sono costrette a fare i conti col mondo esterno. Facendo raccontare la vicenda dal punto di vista di una delle sorelle, La Jackson riesce a trasmettere un senso di straniamento, perché ci costringe nella testa di una ragazza della quale ci è impossibile capire appieno i ragionamenti e, nonostante questo, non impedisce di arrivare in fondo alla vicenda. Nel finale ci sono almeno due capitoli scritti in maniera eccezionale, ma non parlo del contenuto per non sciupare il gusto della lettura.

    said on 

  • 4

    Una storia terribile e delicata allo stesso tempo che porta a fare mille congetture per quanto riguarda il finale, sorprendente nella sua semplicità. Una tragedia che ha segnato il destino di una fami ...continue

    Una storia terribile e delicata allo stesso tempo che porta a fare mille congetture per quanto riguarda il finale, sorprendente nella sua semplicità. Una tragedia che ha segnato il destino di una famiglia, i cui superstiti sono costretti a vivere facendo i conti con le angosce e le paure che un terribile evento di tale portata può lasciare.
    La morale è semplice e terribile: non c'è mai fine al peggio.

    said on 

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