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We Have Always Lived in the Castle

By

Publisher: Penguin (Modern Classics)

3.8
(874)

Language:English | Number of Pages: 158 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-10: 0141191457 | Isbn-13: 9780141191454 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Library Binding , Others , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
Living in the Blackwood family home with only her sister Constance and her Uncle Julian for company, Merricat just wants to preserve their delicate way of life. But ever since Constance was acquitted of murdering the rest of the family, the world isn't leaving the Blackwoods alone. And when Cousin Charles arrives, armed with overtures of friendship and a desperate need to get into the safe, Merricat must do everything in her power to protect the remaining family.

In her final novel, Shirley Jackson displays a mastery of suspense, family relationships and black comedy.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Claustrofobico. Questa é la parola che mi viene in mente alla fine della lettura. La pazzia regna sovrana ed inghiotte tutti i personaggi,compreso il lettore.
    In effetti, in un primo momento, mi aspe ...continue

    Claustrofobico. Questa é la parola che mi viene in mente alla fine della lettura. La pazzia regna sovrana ed inghiotte tutti i personaggi,compreso il lettore.
    In effetti, in un primo momento, mi aspettavo una ricostruzione di ció che era avvenuto,ma poi a mente fresca ho capito che non era necessario.
    La verità su quello che é successo é in realtà facilmente intuibile, nonostante poi non siano mai descritte le cause (anche se,in effetti, la palese follia é già abbastanza,come fattore scatenante) concrete sul perché sia avvenuto il tutto.
    Sul finale, ho avuto dei tentennamenti.
    In un primo momento ,anche io come altri di noi, l'ho trovato calante rispetto a quel senso di vortice che domina i 3/4 della narrazione. Anche in questo caso peró, ripensandoci a mente fresca, mi sono accorta che é perfettamente in linea con la follia di connie e merricat, e che é una cosa assolutamente inquietante.

    said on 

  • 3

    Un giorno vivremo sulla luna.

    Ho sentito molto parlare di questo libro e della sua autrice; sarò conformista ma concordo con la maggior parte delle recensioni che promuovono entrambi. Durante l'intera lettura ho avuto l'impression ...continue

    Ho sentito molto parlare di questo libro e della sua autrice; sarò conformista ma concordo con la maggior parte delle recensioni che promuovono entrambi. Durante l'intera lettura ho avuto l'impressione di trovarmi invischiata in una storia molto cupa, sicuramente senza lieto fine. E forse chiunque leggendo il finale potrebbe pensare che effettivamente il lieto fine non vi sia ma secondo me non è corretto e senza anticipare nulla vorrei porre l'attenzione sulla relazione "malata", sulla simbiosi tra le due sorelle Blackwood, perchè credo sia questa la chiave per dare un senso al libro. L'empatia e la comprensione reciproca condivise dalle due sorelle le porta a non capire il mondo che le circonda e allo stesso tempo a non farsi capire dagli altri,per questo la loro dimora per quanto danneggiata e cadente diverrà il loro rifugio e il loro universo personale..la tanto agognata Luna, sulla quale Mary Katherine sogna sempre di rifugiarsi. Merricat che costituisce la voce narrante, è paragonabile ad una più moderna Lucrezia Borgia data la sua sospetta passione per i veleni. Così come in natura spesso le piante più belle e apparentemente più innocue sono in realtà le più velenose e potenzialmente mortali, così questo romanzo porta alla scoperta della vera natura delle sorelle Blackwood.

    said on 

  • 4

    Si perde un po' sul finale, ma senza dubbio è ben scritto, ben strutturato e ha personaggi convincenti. Mi è dispiaciuto non aver saputo di più sulla cena fatale, ho risentito un po' della mancanza di ...continue

    Si perde un po' sul finale, ma senza dubbio è ben scritto, ben strutturato e ha personaggi convincenti. Mi è dispiaciuto non aver saputo di più sulla cena fatale, ho risentito un po' della mancanza di flashback ma nel complesso è inquietante, ha un atmosfera fuori dal tempo e riesce ad appassionare.
    Mi andrò a cercare altri romanzi di Shirley Jackson, poco ma sicuro.

    said on 

  • 2

    Non so perché, ma mi aspettavo una storia da leggere col fiato sospeso. Il "mistero-equivoco" é chiarissimo già dalle prime pagine, una vita portata avanti nella routine di una magione claustrofobica, ...continue

    Non so perché, ma mi aspettavo una storia da leggere col fiato sospeso. Il "mistero-equivoco" é chiarissimo già dalle prime pagine, una vita portata avanti nella routine di una magione claustrofobica, fino a che non arriva il cugino Charles che interrompe la quiete imposta. Egli sarà l'avido artefice di una serie di avvenimenti.

    said on 

  • 4

    Fondato sul felice trittico di narratore inaffidabile, crimine insoluto e sospensione del tempo e dei luoghi, We have always lived in the castle è macabro, malizioso e morboso in dose perfetta per gli ...continue

    Fondato sul felice trittico di narratore inaffidabile, crimine insoluto e sospensione del tempo e dei luoghi, We have always lived in the castle è macabro, malizioso e morboso in dose perfetta per gli amanti delle storie gotiche e d'atmosfera.

    Due protagoniste sfuggenti e una magione decadente dalla claustrofobia felice, con spazi sempre più angusti in cui cogliere mezze verità ed inganni generazioni di chi l'ha abitata.

    Perfetto per chi ama l'atmosfera ineffabile del mistero, sconsigliatissimo a chi esige risposte inequivocabili.

    Per brevità e linguaggio accessibile, è accessibile a chi sia già riuscito a completare qualche lettura in lingua inglese

    said on 

  • 4

    Sembra una filastrocca, letta con un ritmo sempre più incalzante.

    Immagino le sorelle Blackwood percorrere una spirale in senso centripeto, sempre più velocemente, con sempre meno contatti con il mond ...continue

    Sembra una filastrocca, letta con un ritmo sempre più incalzante.

    Immagino le sorelle Blackwood percorrere una spirale in senso centripeto, sempre più velocemente, con sempre meno contatti con il mondo esterno, minaccioso e ostile. Perché Constance e Katherine si bastano l'un l'altra, sono alla ricerca della routine, del ritmo che possa scandire le loro giornate fornendo calore e sicurezza.
    Il tempo si cristallizza, Constance e Kathrine non crescono e parlano il linguaggio sorella maggiore-sorella minore con i propri motti e dolcezze. Incomprese nel bozzolo sempre più distanti dal mondo.

    Leggendo può venire un brivido ma solo per un attimo, l'unica presenza rassicurante, a mio avviso, è il gatto!

    said on 

  • 3

    Messo in lista da anni e finalmente aggredito ...

    ... e finito in breve.
    Mi aspettavo qualche cosa di diverso.
    Ma in realtà la narrazione è particolare ... tipica dell'autrice, o almeno per così come ne ho sentito parlare.

    Con l'incedere della storia ...continue

    ... e finito in breve.
    Mi aspettavo qualche cosa di diverso.
    Ma in realtà la narrazione è particolare ... tipica dell'autrice, o almeno per così come ne ho sentito parlare.

    Con l'incedere della storia, lo stile muta e cambia ... inizialmente ho creduto d'essere di fronte uno scritto sveviano; poi accelera e par di trovarsi di fronte le esplosioni di velocità tipo S. King (lui è un grande estimatore della Jackson); poi la velocità scende e si appiattisce l'andatura, tutto diventa un opprimente conclusione, senza scampo, senza cambio di ritmo ... pentimento, richiesta di perdono, inaspettata amicizia, totale alienazione ...

    Sì, mi aspettavo un horror ... un classico dell'horror, ed in vece ho letto un ottimo romanzo stile anni '50 American Psicotico ... e molto ben fatto.
    Dopo ho scoperto, che gli horror riconosciuti, nonchè famosi della Jackson, comprendono: La Lotteria (e non "abbiamo sempre vissuto nel castello").
    Getto un ponte per il futuro prossimo venturo.
    (... e cmq, non che se "non è horror" allora non va bene ... è solo che mi aspettavo una cosa differente).

    un 3 stelle molto vicina al 4.

    said on 

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