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We Have Always Lived in the Castle

By

Publisher: Penguin (Modern Classics)

3.8
(808)

Language:English | Number of Pages: 158 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-10: 0141191457 | Isbn-13: 9780141191454 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Library Binding , Others , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
Living in the Blackwood family home with only her sister Constance and her Uncle Julian for company, Merricat just wants to preserve their delicate way of life. But ever since Constance was acquitted of murdering the rest of the family, the world isn't leaving the Blackwoods alone. And when Cousin Charles arrives, armed with overtures of friendship and a desperate need to get into the safe, Merricat must do everything in her power to protect the remaining family.

In her final novel, Shirley Jackson displays a mastery of suspense, family relationships and black comedy.
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  • 4

    Per l'atmosfera mi ha ricordato certi film in bianco e nero di Robert Aldrich, tipo Piano piano dolce Carlotta. E' una specie di fiaba nera, in cui due sorelle e lo zio in carrozzina vivono isolate dal villaggio, un po' perché costrette dagli eventi accaduti alla loro famiglia, un po' per scelta, ...continue

    Per l'atmosfera mi ha ricordato certi film in bianco e nero di Robert Aldrich, tipo Piano piano dolce Carlotta. E' una specie di fiaba nera, in cui due sorelle e lo zio in carrozzina vivono isolate dal villaggio, un po' perché costrette dagli eventi accaduti alla loro famiglia, un po' per scelta, in difesa dai cittadini del paese. La vita scorre tranquilla, finché non sono costrette a fare i conti col mondo esterno. Facendo raccontare la vicenda dal punto di vista di una delle sorelle, La Jackson riesce a trasmettere un senso di straniamento, perché ci costringe nella testa di una ragazza della quale ci è impossibile capire appieno i ragionamenti e, nonostante questo, non impedisce di arrivare in fondo alla vicenda. Nel finale ci sono almeno due capitoli scritti in maniera eccezionale, ma non parlo del contenuto per non sciupare il gusto della lettura.

    said on 

  • 4

    Una storia terribile e delicata allo stesso tempo che porta a fare mille congetture per quanto riguarda il finale, sorprendente nella sua semplicità. Una tragedia che ha segnato il destino di una famiglia, i cui superstiti sono costretti a vivere facendo i conti con le angosce e le paure che un t ...continue

    Una storia terribile e delicata allo stesso tempo che porta a fare mille congetture per quanto riguarda il finale, sorprendente nella sua semplicità. Una tragedia che ha segnato il destino di una famiglia, i cui superstiti sono costretti a vivere facendo i conti con le angosce e le paure che un terribile evento di tale portata può lasciare.
    La morale è semplice e terribile: non c'è mai fine al peggio.

    said on 

  • 3

    Sono uscito dal castello.

    Finalmente, dopo varie filippiche sono riuscito a terminare questo brevissimissimo e inquietante romanzo.


    Probabilmente la mia votazione è determinata dal fatto che non sono riuscito a leggerlo con costanza e a godermelo a pieno, ma Jackson è una maestra dell'inquietudine, su questo non c ...continue

    Finalmente, dopo varie filippiche sono riuscito a terminare questo brevissimissimo e inquietante romanzo.

    Probabilmente la mia votazione è determinata dal fatto che non sono riuscito a leggerlo con costanza e a godermelo a pieno, ma Jackson è una maestra dell'inquietudine, su questo non ci piove.

    Niente, Merricat è una ragazza da cui starei anche io alla larga ma che andrebbe compresa. I suoi pensieri di omicidio non la rendono amichevole, quindi non me ne vogliate.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Shirley Jackson & Stephen King

    Arsenico, vecchi merletti... ed arte culinaria

    "In ricordo di Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce."
    Questa la dedica che lo scrittore del Brivido statunitense pone all'inizio del suo romanzo del 1980, 'Firestarter'. Desidero concludere la mia "trilogia" di ...continue

    Arsenico, vecchi merletti... ed arte culinaria

    "In ricordo di Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce."
    Questa la dedica che lo scrittore del Brivido statunitense pone all'inizio del suo romanzo del 1980, 'Firestarter'. Desidero concludere la mia "trilogia" di recensioni riguardanti racconti gotici o neri con 'We Have Always Lived In The Castle' della Jackson. Uscito in America nel lontano 1962, ma pubblicato in Italia solamente nel 1990 anche con il titolo 'Così dolce, così innocente', è tutt'ora un grande caso editoriale in patria.
    La storia ruota attorno a due sorelle, Constance e Mary Katherine detta "Merricat" Blackwood, residenti insieme all'invalido zio Julian in una grande dimora. Ridicolizzate ed odiate dagli altri abitanti del villaggio, le ragazze vivono in uno stato di isolamento, coltivando la propria passione per la buona cucina ed il giardinaggio. Tutto questo potrebbe apparire normale se non fosse che, alla stessa tavola dove i tre mangiano ogni giorno, sei anni prima sono deceduti tutti i membri appartenenti alla loro famiglia in seguito ad un avvelenamento da arsenico. La quotidianità domestica viene interrotta dall'arrivo di Charles, un lontano cugino desideroso di reclamare una parte dell'eredità che gli spetta di diritto. Da qui in poi iniziano i problemi.
    Ultimo romanzo dell'autrice. Storia che dall'inizio alla fine potrebbe sembrare una commedia grottesca ed ironica, presenta, invece, elementi e spunti di riflessione molto crudi e filosofici. L'atmosfera che all'inizio si respira, diviene sempre più oscura, stregonesca, fino al colpo di scena finale quando si scopre che:
    ESTREMO SPOILER
    *
    *
    *
    *
    *
    *
    Merricat è colpevole dell'omicidio dei parenti.
    Con questo racconto Shirley Jackson ha sicuramente consacrato la sua fama di americana "Agatha Christie Del Romanzo Horror".

    said on 

  • 3

    tre stelle e mezza

    Romanzo inquietante, una voce narrante inaffidabile che mette il lettore il una posizione scomoda e affascinante. Mary Katherine, che si dichiara diciottenne ma nella nostra percezione è poco più di una bambina, vive con la sorella maggiore Costance e uno zio in una casa dei fantasmi, dove intuia ...continue

    Romanzo inquietante, una voce narrante inaffidabile che mette il lettore il una posizione scomoda e affascinante. Mary Katherine, che si dichiara diciottenne ma nella nostra percezione è poco più di una bambina, vive con la sorella maggiore Costance e uno zio in una casa dei fantasmi, dove intuiamo che i genitori e la zia sono morti. Mary Katherine protegge la casa a modo suo, con strani riti, oggetti appesi sui rami o sepolti in giardino, e in paese la casa è considerata maledetta. Solo quando il loro quotidiano viene violato cominceremo a capire che le cose forse non sono come le racconta la nostra voce narrante.
    E' un romanzo di quelli che non si scrivono più, questo. Letterario e scomodo, tremendamente scomodo, perché racconta la follia vista dall'interno e ci riesce maledettamente bene.
    Non me ne sono innamorata, l'approccio è stato solo razionale, ma mi ha comunque colpita. Un'autrice che non conoscevo e di cui vorrei leggere altro.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Ragazzi, mi son finita di leggere l'ultima metà del libro ieri notte tutta d'un fiato...
    perchè appena succede il fatto, è impossibile lasciare lì il libro.

    Mi è piaciuto veramente tantissimo questo libro... e brava Shirley Jackson!
    Non so se dipendeva dall'ambientazione della ...continue

    Ragazzi, mi son finita di leggere l'ultima metà del libro ieri notte tutta d'un fiato...
    perchè appena succede il fatto, è impossibile lasciare lì il libro.

    Mi è piaciuto veramente tantissimo questo libro... e brava Shirley Jackson!
    Non so se dipendeva dall'ambientazione della storia, ma lo stile di scrittura è così tranquillo e "soffice"... bisogna leggere questo libro con calma, assaporando ogni frase, per allinearsi con il ritmo di vita cadenzato e perfetto della famiglia Blackwood.

    Una parte che mi ha colpito particolarmente per la sua crudeltà è quella dell'"ultimo giorno", con la furia dei paesani che distruggono quasi tutto quel che rimane della casa bruciata... vigliacchi, non mi interessa se poi hanno chiesto scusa!

    Inutile dire invece che la parte che mi ha più affascinato è proprio la soluzione finale, il modo in cui Constance e Merricat 'rimettono insieme i cocci' della loro amata routine... per stare bene a loro non serve l'aiuto degli altri, degli odiati paesani, e dopo quello che gli è stato fatto decidono di non allontanarsi mai più dalla casa. Delle stanze rimaste intatte dall'incendio, utilizzano solo la cucina, l'atrio e a seguire l'immenso giardino... appena arriva qualcuno si barricano subito dentro, in silenzio e ridacchiando, contente di non doversi mai più far vedere a un estraneo.
    Mi ha colpita moltissimo questa cosa. Ora si sono create il loro piccolo mondo, le due sorelle staranno insieme per sempre in quello che rimane della grande casa... lì c'è tutto quello di cui hanno bisogno, per cui non c'è più necessità che vadano all'esterno verso il paese. Merricat, Constance, il micio Jonas, l'atrio, la cucina, la camera di zio Julian (poveroooo!) e sul retro il giardino e l'orto. Fine, non gli serve null'altro :) Il resto della casa bruciata può pure continuare ad andare in rovina, non importa, quello che è necessario funziona e va bene.
    E una volta chiuso il libro, rimane la sensazione che loro siano ancora là, nella loro casa, felici per sempre.

    P.s.
    retroscena: ovviamente c'è il mistero della morte di tutti gli altri familiari. Siccome questo è un commento spoiler lo posso dire, che è stata Merricat, anche se tutti pensavano che fosse stata Constance. Chissà poi qual è stato il motivo... forse un'altra minaccia all'unità del loro affetto. Constance lo sa, lo comprende e lo accetta; non le interessa più di tanto, vuole bene a Merricat e questa è l'unica cosa che conta, e anche per quest'ultima "aver messo la morte nel loro cibo e averli guardati morire" non sembra una cosa per niente fuori dall'ordinario. Era necessario, quindi andava fatto.

    (che odioso il cugino Charles!!! E' tutta colpa sua!!)

    "Fuori c'erano il castagno di Constance, l'ampia distesa erbosa e il giardino di Constance, e più in là l'orto di Constance, e, ancora più in là, gli alberi che ombreggiavano il ruscello. Quando eravamo sedute sul prato nessuno al mondo poteva vederci."

    said on 

  • 4

    Una lettura che profuma di terra, di rabarbaro, di carote, di panna e di tè coi biscotti (magari stiamo attenti allo zucchero!). Avevo letto qualcosa su Shirley Jackson e sono rimasta colpita in particolare da questa dedica di Stephen King, ne L'incendiaria: a Shirley Jackson, che non ha mai avut ...continue

    Una lettura che profuma di terra, di rabarbaro, di carote, di panna e di tè coi biscotti (magari stiamo attenti allo zucchero!). Avevo letto qualcosa su Shirley Jackson e sono rimasta colpita in particolare da questa dedica di Stephen King, ne L'incendiaria: a Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce. Ed è veramente così, penso che sia una descrizione perfetta del suo modo di scrivere... Ho dato una chance a questo romanzo, e ora non vedo l'ora di leggerne altri!
    Leggi la recensione completa: http://bookalibre.blogspot.it/2014/10/abbiamo-sempre-vissuto-nel-castello.html

    said on 

  • 1

    Personaggi: Due sorelle una cucina e l'altra sotterra oggetti.
    Trama: Due sorelle una cucina e l'altra sotterra oggetti.
    Svolgimento: Due sorelle una cucina e l'altra sotterra oggetti.
    Epilogo: Due sorelle una cucina e l'altra sotterra oggetti. ...continue

    Personaggi: Due sorelle una cucina e l'altra sotterra oggetti.
    Trama: Due sorelle una cucina e l'altra sotterra oggetti.
    Svolgimento: Due sorelle una cucina e l'altra sotterra oggetti.
    Epilogo: Due sorelle una cucina e l'altra sotterra oggetti.

    Sarà che ho una violenta repulsione per chi vuole scrivere o recensire di malattie mentali, ma la sua preparazione è pari ai libri di R. Morelli.

    said on 

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