We Have Always Lived in the Castle

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Publisher: Penguin (Modern Classics)

3.8
(1190)

Language: English | Number of Pages: 158 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-10: 0141191457 | Isbn-13: 9780141191454 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Library Binding , Others , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
Living in the Blackwood family home with only her sister Constance and her Uncle Julian for company, Merricat just wants to preserve their delicate way of life. But ever since Constance was acquitted of murdering the rest of the family, the world isn't leaving the Blackwoods alone. And when Cousin Charles arrives, armed with overtures of friendship and a desperate need to get into the safe, Merricat must do everything in her power to protect the remaining family.

In her final novel, Shirley Jackson displays a mastery of suspense, family relationships and black comedy.
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  • 3

    come siamo felici!

    Sì, il libro è claustrofobico e la prima parte della storia mi ha fatto venire la curiosità di scoprire come e perché tutta la famiglia Blackwood era stata avvelenata anni prima.
    Il problema è che la ...continue

    Sì, il libro è claustrofobico e la prima parte della storia mi ha fatto venire la curiosità di scoprire come e perché tutta la famiglia Blackwood era stata avvelenata anni prima.
    Il problema è che la risposta ci viene data, ma avviene tutto molto lentamente, senza colpi di scena e senza un punto alla storia. Tutto resta quasi invariato fino alla fine, forse anche merito della narrazione di Mary Katherine che segue i suoi ritmi e la sua routine.
    Non male, ma l'ho trovato davvero troppo piatto.

    said on 

  • 0

    Ho iniziato questo libro che avevo da tempo in casa perchè era nominato (anzi, in un certo senso è stato co-co-protagonista) in un libro letto di recente, L'Universo nei tuoi occhi.
    Sinceramente non s ...continue

    Ho iniziato questo libro che avevo da tempo in casa perchè era nominato (anzi, in un certo senso è stato co-co-protagonista) in un libro letto di recente, L'Universo nei tuoi occhi.
    Sinceramente non so cosa pensarne, ma soprattutto non saprei categorizzarlo in un solo genere perchè è un po' di tutto ma credo sia principalmente un giallo. L'inquietudine la fa da padrona in queste pagine, ma più che voler sapere chi è stato ad assassinare una buona parte della famiglia, si spera che alla fine sia Mary Katherine che sua sorella abbiano finalmente un po' di pace, anche se in realtà per loro la vita andrebbe bene così com'è purchè gli altri le lascino in pace.
    Non so, il libro è scritto bene ma alla fine sono rimasta con un senso di incompletezza, pur avendo avuto avuto risposta alle mie domande e pur avendo anche apprezzato il finale. E' per questo che non saprei cosa aggiungere al mio commento.

    said on 

  • 4

    3.5/4*

    Se dovessi definire il romanzo in una parola, sceglierei angosciante.
    Clap clap per Shirley Jackson che riesce a trasmettere, soprattutto nei primi tre quarti del romanzo un senso di attesa e d ...continue

    3.5/4*

    Se dovessi definire il romanzo in una parola, sceglierei angosciante.
    Clap clap per Shirley Jackson che riesce a trasmettere, soprattutto nei primi tre quarti del romanzo un senso di attesa e di negatività, di cattiveria nascosta e quasi di 'sovrannaturale' (sì, io ad un certo punto ho creduto intervenisse una forza 'aliena'..).. Mi ha messo un sacco di dubbi se Mary Katherine fosse una narratrice attendibile, se fosse sciroccata o semplicemente traumatizzata.. Constance, altro gran personaggio sfaccettato: ora mi è sembrata una stronza, ora una ragazza tanto fragile, ora una furba calcolatrice! Lo zio infine.. Mi ha spesso messo a disagio, è stato difficile da inquadrare!
    Il romanzo è assai breve, ma è assolutamente ben costruito, con i 'tempi di attesa' giusti e il pathos che sale pian piano.. Il lettore è lì che freme, che aspetta qualcosa, qualcuno.. Personalmente, speravo/credevo in un finale apocalittico, di quelli che ti lasciano a bocca aperta dalla sorpresa.. Ed ecco perché - pur essendo una lettura validissima e completa - non mi ha soddisfatto al cento per cento.. Ho trovato il finale fiacco e indegno, quasi buttato lì per finire.. PEccato :(

    said on 

  • 3

    Il meglio dell'horror

    Il successo di questa autrice, secondo me, è pienamente meritato. Questo scritto breve è percorso da una sottile malia che mai mi ha abbandonato. Certo la storia in sé non è così originale. Mi sono to ...continue

    Il successo di questa autrice, secondo me, è pienamente meritato. Questo scritto breve è percorso da una sottile malia che mai mi ha abbandonato. Certo la storia in sé non è così originale. Mi sono tornate alla mente molte altre letture. Per prima la storia di Tom Wingo, il protagonista de "Il principe delle maree", e della sua famiglia con quel segreto indicibile che ne ha scosso le fondamenta e pregiudicato il futuro. Poi una serie di coppie 'invincibili' nel respingere il mondo e chiudersi nel proprio mondo. I fratelli Homer & Langley creati da Doctorow , le sorelle 'vergini suicide' di Eugenides , ancora le sorelle Blanche e Jane Hudson di Farrell. Qui a dare straordinarietà al romanzo è la scelta della giovane Mary Katherine Blackwood come voce narrante. Cosicché il lettore non si libererà mai del suo punto di vista che crea e domina in questa realtà distorta e allucinante, anzi quasi si affezionerà a Marrycat come se fosse parte di sé. Di certo Shirleyt Jackson crea un personaggio potente che difficilmente può cadere in oblio. A cominciare dal soprannome così intimo, quasi fosse un pupazzo, Marrycat continua a sorprenderci per la propria vitalità, non si rompe mai e solo guasta e travisa la realtà che la circonda, in un crescendo emotivo che mai viene a patti con la forza del bene.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Abbiamo sempre vissuto nel castello.

    La mia recensione:
    http://breakfast-pancakes.blogspot.it/2016/12/books-abbiamo-sempre-vissuto-nel.html

    said on 

  • 3

    Ho rivalutato questo libro a distanza d'anni. L'atmosfera del racconto è disturbante, claustrofobica. Non ho provato piacere nel leggere il libro, solo tanto sollievo nel terminarlo. Eppure è una tram ...continue

    Ho rivalutato questo libro a distanza d'anni. L'atmosfera del racconto è disturbante, claustrofobica. Non ho provato piacere nel leggere il libro, solo tanto sollievo nel terminarlo. Eppure è una trama che non ho dimenticato. I personaggi sono molto ben caratterizzati psicologicamente, e questa è una caratteristica narrativa che apprezzo molto.

    said on 

  • 3

    Nulla a che vedere con "L'incubo di Hill House". Lì si respirava paura, il senso di angoscia era sempre presente. Qui si parte benino ma presto si capisce che la scintilla non scoccherà e le pagine si ...continue

    Nulla a che vedere con "L'incubo di Hill House". Lì si respirava paura, il senso di angoscia era sempre presente. Qui si parte benino ma presto si capisce che la scintilla non scoccherà e le pagine si trascinano sino ad una fine che lascia alquanto perplessi.

    said on 

  • 2

    Null

    Romanzo breve, tratta di due sorelle pazze psicopatiche che vivono quasi segregate in una casa ai margini della società, nascondendo terribili segreti. Non è scritto male, ma l'alone di mistero che be ...continue

    Romanzo breve, tratta di due sorelle pazze psicopatiche che vivono quasi segregate in una casa ai margini della società, nascondendo terribili segreti. Non è scritto male, ma l'alone di mistero che ben promette all'inizio va sfumando man mano che ci si inoltra nella narrazione. Manca il climax, si rimane in sospeso, in attesa del colpo di scena che non arriva. E' piatto, grigio. Si parla del nulla. Trama esile, personaggi fastidiosi. Alla fine.. non malissimo, ma mi aspettavo più colore.

    said on 

  • 5

    Claustrofobico.

    E' stato come trovarsi di fronte a bambine vestite in pizzo che facendo il girotondo intonano filastrocche ridondanti e spaventose. Ecco, come mi inquieta questa immagine non mi inquieta nient'altro. ...continue

    E' stato come trovarsi di fronte a bambine vestite in pizzo che facendo il girotondo intonano filastrocche ridondanti e spaventose. Ecco, come mi inquieta questa immagine non mi inquieta nient'altro. La Jackson con un'abilità spaventosa riesce a disturbare il lettore, senza nemmeno spiegare moltissimo. Solo il semplice fatto di inserire un semplice avverbio ("ultima colazione", "ultima volta"...) nella narrazione, quasi fosse messo lì per caso, destabilizza il lettore che si prepara lentamente al peggio, che comunque non si presenterà mai perchè il peggio è già avvenuto. Non vi è un colpo di scena, c'è solo una lenta ed inesorabile linea di terrore e follia.

    said on 

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