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We Have Always Lived in the Castle

By

Publisher: Penguin (Modern Classics)

3.8
(886)

Language:English | Number of Pages: 158 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-10: 0141191457 | Isbn-13: 9780141191454 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Library Binding , Others , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
Living in the Blackwood family home with only her sister Constance and her Uncle Julian for company, Merricat just wants to preserve their delicate way of life. But ever since Constance was acquitted of murdering the rest of the family, the world isn't leaving the Blackwoods alone. And when Cousin Charles arrives, armed with overtures of friendship and a desperate need to get into the safe, Merricat must do everything in her power to protect the remaining family.

In her final novel, Shirley Jackson displays a mastery of suspense, family relationships and black comedy.
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  • 4

    Seducente oscurità

    «Merricat, disse Connie, tè e biscotti: presto, vieni. Fossi matta, sorellina, se ci vengo m’avveleni».

    Ho iniziato e terminato questo libro durante un viaggio in treno e devo dire che si è rivelato u ...continue

    «Merricat, disse Connie, tè e biscotti: presto, vieni. Fossi matta, sorellina, se ci vengo m’avveleni».

    Ho iniziato e terminato questo libro durante un viaggio in treno e devo dire che si è rivelato un’ottima compagnia. Sapevo che la Jackson è una delle fonti di ispirazione di Stephen King e che, quindi, mi sarei trovata a leggere una storia in bilico tra horror e giallo. In realtà (come nel caso di King) ho trovato molto di più.
    Abbiamo sempre vissuto nel castello è la storia dell’amore tra due sorelle, Mary Katherine e Constance Blackwood, rimaste orfane in seguito a un tragico e misterioso evento. A eccezione di uno zio, Julian, tutti i membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati durante una cena, sei anni prima. All’epoca del fatto Constance era stata accusata dell’omicidio, ma presto scagionata: questo, tuttavia, non impedisce agli abitanti del villaggio limitrofo di continuare a sospettare, schernire, odiare e segretamente temere le sorelle Blackwood, che sono state costrette a tagliare ogni rapporto con la società. Ma Merricat e Connie sono felici nel loro isolamento: la loro vita è tutta intessuta di piccole gioie e ritmi indistruttibili, parole magiche, oggetti-talismani e manicaretti. Tutto procede per il meglio, finché un estraneo, quasi uno spirito maligno dal passato, non manda in frantumi la corazza che si sono faticosamente costruite, pretendendo che rientrino a forza nel mondo e abbandonino la loro vita sulla luna.
    La vicenda è narrata in prima persona da Mary Katherine, diciottenne il cui sviluppo sembra irrimediabilmente bloccato a uno stadio di selvaggia infanzia. Nella sua voce sono forti i toni dell’odio e della paura, ma anche quelli dell’amore per la sorella, lo zio, la casa e il gatto Jonas. La sua narrazione lascia nel lettore un amalgama di sentimenti contrastanti: empatia, pietà, disagio, irritazione… A tratti si avverte la necessità di posare il libro per qualche minuto, sottraendosi al suo incantesimo verbale, a quella strisciante sensazione di fastidio mista a morbosa curiosità. Poi lo si riapre ed ecco che la scrittura della Jackson, pulita e ammaliante, trascina di nuovo il lettore con sé.
    Il finale non è un muro o una sorpresa, ma piuttosto una ripresa circolare. Ci si rende conto che la storia letta imita la superficie notturna del mare, punteggiato d’onde dalla crestina bianca: una massa d’acqua buia e minacciosa, che proprio quell’oscurità rende così seducente.

    said on 

  • 4

    Claustrofobia portami via

    Inquietante. Macabro. Sorprendente. Geniale. Qualche brivido te lo lascia.
    Un piccolo gioiello dell'horror/thriller. Uno di quelli silenziosi, inaspettati. Una pazzia galoppante, la loro e la tua che ...continue

    Inquietante. Macabro. Sorprendente. Geniale. Qualche brivido te lo lascia.
    Un piccolo gioiello dell'horror/thriller. Uno di quelli silenziosi, inaspettati. Una pazzia galoppante, la loro e la tua che leggi e non capisci, almeno non fino alla fine. Questi sono i libri che mi piacciono, quelli che hai paura senza sapere il perché. Non ha un nome. Una forma. È solo l'idea che ti spaventa da morire.
    Indimenticabile.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Stephen King ha riassunto perfettamente lo stile di Shirley Jackson ed il fulcro del suo libro: Shirley Jackson non ha bisogno di alzare la voce.

    Non ne ha bisogno infatti per metterci angoscia come ...continue

    Stephen King ha riassunto perfettamente lo stile di Shirley Jackson ed il fulcro del suo libro: Shirley Jackson non ha bisogno di alzare la voce.

    Non ne ha bisogno infatti per metterci angoscia come mai ho provato leggendo un libro, per farci arrabbiare, sdegnare, soffrire con la protagonista e sua sorella. La verità è chiara come la luce del sole fin praticamente dall'inizio però mette angoscia comunque. Scommetto che non solamente io ma molti altri avevano sospettato fin da subito che fosse stata Katherine e non sua sorella ad aver avvelenato la famiglia. La piccola che uccide nella sua mente ogni persona che odia e che le fa un torto, che sogna di andare sulla Luna e che sembra quella instabile tra loro due, che parla del dramma come se non la riguardasse quasi.
    Non c'è niente di spaventoso in realtà nel libro, nessun mostro, nessuno spavento in agguato dietro ad ogni angolo ma il libro mette addosso un'angoscia tremenda, non si riesce a mettere giù fino alla fine continuando a sperare, anche se si sa che è perfettamente impossibile, che ci sia un finale almeno decente per loro due.

    Bel libro, scritto molto bene, non si riesce veramente a mettere giù finché non lo si è terminato.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Claustrofobico. Questa é la parola che mi viene in mente alla fine della lettura. La pazzia regna sovrana ed inghiotte tutti i personaggi,compreso il lettore.
    In effetti, in un primo momento, mi aspe ...continue

    Claustrofobico. Questa é la parola che mi viene in mente alla fine della lettura. La pazzia regna sovrana ed inghiotte tutti i personaggi,compreso il lettore.
    In effetti, in un primo momento, mi aspettavo una ricostruzione di ció che era avvenuto,ma poi a mente fresca ho capito che non era necessario.
    La verità su quello che é successo é in realtà facilmente intuibile, nonostante poi non siano mai descritte le cause (anche se,in effetti, la palese follia é già abbastanza,come fattore scatenante) concrete sul perché sia avvenuto il tutto.
    Sul finale, ho avuto dei tentennamenti.
    In un primo momento ,anche io come altri di noi, l'ho trovato calante rispetto a quel senso di vortice che domina i 3/4 della narrazione. Anche in questo caso peró, ripensandoci a mente fresca, mi sono accorta che é perfettamente in linea con la follia di connie e merricat, e che é una cosa assolutamente inquietante.

    said on 

  • 3

    Un giorno vivremo sulla luna.

    Ho sentito molto parlare di questo libro e della sua autrice; sarò conformista ma concordo con la maggior parte delle recensioni che promuovono entrambi. Durante l'intera lettura ho avuto l'impression ...continue

    Ho sentito molto parlare di questo libro e della sua autrice; sarò conformista ma concordo con la maggior parte delle recensioni che promuovono entrambi. Durante l'intera lettura ho avuto l'impressione di trovarmi invischiata in una storia molto cupa, sicuramente senza lieto fine. E forse chiunque leggendo il finale potrebbe pensare che effettivamente il lieto fine non vi sia ma secondo me non è corretto e senza anticipare nulla vorrei porre l'attenzione sulla relazione "malata", sulla simbiosi tra le due sorelle Blackwood, perchè credo sia questa la chiave per dare un senso al libro. L'empatia e la comprensione reciproca condivise dalle due sorelle le porta a non capire il mondo che le circonda e allo stesso tempo a non farsi capire dagli altri,per questo la loro dimora per quanto danneggiata e cadente diverrà il loro rifugio e il loro universo personale..la tanto agognata Luna, sulla quale Mary Katherine sogna sempre di rifugiarsi. Merricat che costituisce la voce narrante, è paragonabile ad una più moderna Lucrezia Borgia data la sua sospetta passione per i veleni. Così come in natura spesso le piante più belle e apparentemente più innocue sono in realtà le più velenose e potenzialmente mortali, così questo romanzo porta alla scoperta della vera natura delle sorelle Blackwood.

    said on 

  • 4

    Si perde un po' sul finale, ma senza dubbio è ben scritto, ben strutturato e ha personaggi convincenti. Mi è dispiaciuto non aver saputo di più sulla cena fatale, ho risentito un po' della mancanza di ...continue

    Si perde un po' sul finale, ma senza dubbio è ben scritto, ben strutturato e ha personaggi convincenti. Mi è dispiaciuto non aver saputo di più sulla cena fatale, ho risentito un po' della mancanza di flashback ma nel complesso è inquietante, ha un atmosfera fuori dal tempo e riesce ad appassionare.
    Mi andrò a cercare altri romanzi di Shirley Jackson, poco ma sicuro.

    said on 

  • 2

    Non so perché, ma mi aspettavo una storia da leggere col fiato sospeso. Il "mistero-equivoco" é chiarissimo già dalle prime pagine, una vita portata avanti nella routine di una magione claustrofobica, ...continue

    Non so perché, ma mi aspettavo una storia da leggere col fiato sospeso. Il "mistero-equivoco" é chiarissimo già dalle prime pagine, una vita portata avanti nella routine di una magione claustrofobica, fino a che non arriva il cugino Charles che interrompe la quiete imposta. Egli sarà l'avido artefice di una serie di avvenimenti.

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