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We Have Always Lived in the Castle

By Shirley Jackson

(16)

| Paperback | 9780141191454

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Book Description

Living in the Blackwood family home with only her sister Constance and her Uncle Julian for company, Merricat just wants to preserve their delicate way of life. But ever since Constance was acquitted of murdering the rest of the family, the world isn Continue

Living in the Blackwood family home with only her sister Constance and her Uncle Julian for company, Merricat just wants to preserve their delicate way of life. But ever since Constance was acquitted of murdering the rest of the family, the world isn't leaving the Blackwoods alone. And when Cousin Charles arrives, armed with overtures of friendship and a desperate need to get into the safe, Merricat must do everything in her power to protect the remaining family.

In her final novel, Shirley Jackson displays a mastery of suspense, family relationships and black comedy.

202 Reviews

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    Uno dei problemi che ho con questo romanzo è che quello che dovrebbe essere il grande colpo di scena l'ho intuito quasi subito. Se con The Lottery e The Haunting of Hill House avevo da ridire su buchi logici nella trama, perdonabili all ...(continue)

    Uno dei problemi che ho con questo romanzo è che quello che dovrebbe essere il grande colpo di scena l'ho intuito quasi subito. Se con The Lottery e The Haunting of Hill House avevo da ridire su buchi logici nella trama, perdonabili alla luce di ambientazioni agghiaccianti, con We Have Always Live in the Castle la trama è semplice, non lascia nessun dubbio nel lettore e tutto sommato non accade nulla di sconvolgente.
    Amante come sono dei colpi di scena, questo dovrebbe essere un difetto. Però, però, però... Forse non sono io un genio! È il colpo di scena che non è pensato per essere un colpo di scena! Forse lo sto giudicando dal punto di vista sbagliato!
    Avete appena assistito a un capovolgimento/colpo di scena all'interno della recensione, già.

    Forse il punto in questo caso non è tanto stupire quanto inquietare. Forse il punto in questo caso non è tanto quello che succede quanto quello che non viene detto e come viene detto il resto.
    Perché sì, il colpo di scena l'ho intuito quasi subito, ma vogliamo parlare degli "incantesimi protettivi" che fa Mary Katherine per proteggere se stessa e la casa? Oppure quello che pensa quando i paesani la prendono in giro? Non ci sarà una casa come Hill House, ma dove le hai mai viste due sorelle come le Blackwood?

    A guardarlo dal punto di vista sbagliato c'è un horror ipnotico ma prevedibile. A guardarlo dal punto di vista giusto, invece, direi che abbiamo di fronte un caposaldo del genere horror.

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    Eustachio said on Jul 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    NO ES DE TERROR

    Una narración preciosa. Personajes vivos y misteriosos. Buen ambiente y situaciones. Un misterio continuo muy sutil.

    El simple placer de leer: aquí.

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    dloco said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Shirley Jackson

    Tra toni grotteschi screziati di nero, Shirley Jackson racconta attraverso la voce di Mary Katherine la storia di lei e delle sorella maggiore Constance. È il 1962 e siamo agli albori dello psychothriller. Abbiamo sempre vissuto nel castello, ...(continue)

    Tra toni grotteschi screziati di nero, Shirley Jackson racconta attraverso la voce di Mary Katherine la storia di lei e delle sorella maggiore Constance. È il 1962 e siamo agli albori dello psychothriller. Abbiamo sempre vissuto nel castello, col suo titolo suggestivo, gioca sulla focalizzazione facendo passare tutto attraverso il punto di vista leggermente deformato di Mary Katherine – Merricat. Jackson sta bene attenta a non né rivelare troppo né troppo poco, creando un clima allusivo e congestionato. La narrazione viaggia spedita verso la fine, trasformandosi sempre di più in una moderna fiaba gotica. L’ambientazione domestica si alterna agli esterni da giardino, e richiamando come un lato oscuro di Elizabeth Von Arnim, ma l’atmosfera ricorda l’assurdo di Creature del cielo di Peter Jackson, anche se in questo caso solo chi è senza cuore non proverà simpatia per le protagoniste, continuamente vessate dai compaesani ignoranti, violenti e beghini.

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    Ubiqua said on Jun 22, 2014 | Add your feedback

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    Una storia di ossessione e di angoscia piuttosto efficace.

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    NoxRuit said on Jun 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un'atmosfera a prima vista serena circonda la casa e la vita di due ragazze, un vecchio zio e un gatto. Una routine quotidiana scandita da ritmi e riti precisi sembra voler esorcizzare con la sua normalità la morte che si è abbattuta sulla famiglia, ...(continue)

    Un'atmosfera a prima vista serena circonda la casa e la vita di due ragazze, un vecchio zio e un gatto. Una routine quotidiana scandita da ritmi e riti precisi sembra voler esorcizzare con la sua normalità la morte che si è abbattuta sulla famiglia, lasciando quei quattro superstiti, isolati dal resto del mondo, evitati e odiati dai loro concittadini.
    L'equilibrio verrà spezzato dall'irruzione di un cugino, che tenterà di stravolgere quell'esistenza tranquilla.
    Da qui in poi la situazione precipiterà e sarà necessario eliminare il Male a qualunque prezzo per poter tornare al tanto amato isolamento.
    Una storia semplice, raccontata con grande abilità, in cui l'ambiguità si insinua delicata nei più normali gesti quotidiani.

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    Hanna Schygulla said on Jun 18, 2014 | Add your feedback

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    Premetto: io questo genere di letteratura probabilmente non la capisco. Detto ciò mi astengo dal dare stelline, non mi sentirei obiettiva, ma dico semplicemente che il romanzo non mi ha fatto stare con il fiato sospeso, non mi ha fatto sentire claust ...(continue)

    Premetto: io questo genere di letteratura probabilmente non la capisco. Detto ciò mi astengo dal dare stelline, non mi sentirei obiettiva, ma dico semplicemente che il romanzo non mi ha fatto stare con il fiato sospeso, non mi ha fatto sentire claustrofobica e non ero assolutamente tesa anelando la fine, un po’ annoiata sicuramente sì. Ammetto che lo stile della Jackson, asciutto e preciso, all’inizio cattura l’attenzione. Ma la narrazione ben presto si perde: non ha un finale, è come se non avesse mordente, ti lascia un sacco di cose in sospeso. Forse potrebbe servire come base per una sceneggiatura, ma solo come base!

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    Namid said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

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