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We Need to Talk About Kevin

(Five Star Fiction)

By

Publisher: Serpent's Tail

4.3
(665)

Language:English | Number of Pages: 500 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , German , Italian , Spanish , Greek , Swedish , Korean , Portuguese , Polish , Dutch

Isbn-10: 1852424672 | Isbn-13: 9781852424671 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
A stunning examination of how tragedy affects a town, a marriage, and a family, for readers of Rosellen Brown's Before and After and Jane Hamilton's A Map of the World.

That neither nature nor nurture bears exclusive responsibility for a child's character is self-evident. But such generalizations provide cold comfort when it's your own son who's just opened fire on his fellow students and whose class photograph--with its unseemly grin--is blown up on the national news.

The question of who's to blame for teenage atrocity tortures our narrator, Eva Khatchadourian. Two years ago, her son, Kevin, murdered seven of his fellow high-school students, a cafeteria worker, and a popular algebra teacher. Because he was only fifteen at the time of the killings, he received a lenient sentence and is now in a prison for young offenders in upstate New York.

Telling the story of Kevin's upbringing, Eva addresses herself to her estranged husband through a series of letters. Fearing that her own shortcomings may have shaped what her son has become, she confesses to a deep, long-standing ambivalence about both motherhood in general and Kevin in particular. How much is her fault?

We Need to Talk About Kevin offers no pat explanations for why so many white, well-to-do adolescents--whether in Pearl, Paducah, Springfield, or Littleton--have gone nihilistically off the rails while growing up in suburban comfort. Instead, Lionel Shriver tells a compelling, absorbing, and resonant story while framing these horrifying tableaux of teenage carnage as metaphors for the larger tragedy--the tragedy of a country where everything works, nobody starves, and anything can be bought but a sense of purpose.

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  • 4

    E pensare che durante le prime 100 pagine stavo per mollarlo! Tutte quelle riflessioni sulla maternitá mi stavano un po' stancando. Poi è nato lui, Kevin, il protagonista e tutto è cambiato. Sará il f ...continue

    E pensare che durante le prime 100 pagine stavo per mollarlo! Tutte quelle riflessioni sulla maternitá mi stavano un po' stancando. Poi è nato lui, Kevin, il protagonista e tutto è cambiato. Sará il fascino del male, forse, ma la noia è sfumata leggendo delle sue marachelle sempre piú macabre e cattive, fino al massacro con un una balestra di 7 compagni di scuola, un'insegnante e un cameriere.
    Le reazioni opposte del padre e della madre ad ognuna delle sue malefatte, raccontate dalla madre Eva dopo il massacro in forma di lettere al marito, hanno anche loro un certo fascino, anche se a volte si dilungano un po'. Il padre giustifica costantemente il figlio, la madre sa che non ci sono giustificazioni, ma sopporta tutto in nome dell'amore per il marito e per senso del dovere come madre.
    Un libro un po' angoscioso, ma che certo vale la pena di leggere.
    Voto: 8

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Penso che sia uno dei libri più belli in assoluto che io abbia mai letto.
    Mi ci è voluto un po' per entrare nell'ottica di Shriver perchè scrive in modo molto elaborato, o meglio, ricercato. Nessuna p ...continue

    Penso che sia uno dei libri più belli in assoluto che io abbia mai letto.
    Mi ci è voluto un po' per entrare nell'ottica di Shriver perchè scrive in modo molto elaborato, o meglio, ricercato. Nessuna parola, fosse anche una congiunzione, è mai data per scontata. Spesso ho dovuto cercare il significato delle parole usate (scoprendomi assolutamente ignorante di tanto della lingua italiana) perchè giuro che non le avevo mai nemmeno sentite. In ogni caso, la storia è agghiacciante ma è bellissima al tempo stesso. Per quanto di bello possa esserci in un massacro scolastico effettuato da un adolescente.
    Eva è una donna complicata, ma credo possa rispecchiare tante donne comuni che vivono ogni giorno la difficoltà di capire i figli che loro stesse hanno messo al mondo. Troppo spesso diamo per scontato che il solo fatto di essere madri regali una bacchetta magica con le soluzioni ad ogni problema.
    Fossi stata io, non avrei avuto tutto l'autocontrollo che Eva ha mostrato con Kevin, anche se in fondo, seppur sia asciutta e dura, è una donna che non molla e ci riprova allo sfinimento.
    Un figlio problematico che mette in difficoltà tutti quanti, che dimostra di essere sostanzialmente uno psicopatico... beh, non penso che sia qualcosa da augurare nemmeno al peggior nemico.
    Kevin, che le ha tolto tutto, forse perchè soltanto in quel modo poteva mostrare di tenere a lei, nonostante fosse un modo malato e assurdo.
    Ecco, Kevin forse simboleggia un po' anche il fatto che l'amore non è mai facile, e a volte è anche dannoso.
    Da leggere.

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  • 5

    Terrificante

    Ho letto un sacco di romanzi thriller e horror che di terrificante avevano magari solo il titolo o il riassunto in copertina. Questo romanzo di Shriver è invece terrificante e angosciante dalla prima ...continue

    Ho letto un sacco di romanzi thriller e horror che di terrificante avevano magari solo il titolo o il riassunto in copertina. Questo romanzo di Shriver è invece terrificante e angosciante dalla prima all'ultima pagina. Consigliato solo ai lettori con stomaci forti, perche' questo libro e' veramente un pugno nello stomaco

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  • 5

    Ancora adesso non trovo le parole...

    L'ho letto quasi un mese fa e ricordo ancora perfettamente tutte le sensazioni che mi ha trasmesso: angoscia, ansia, dolore, sbigottimento di fronte alle dichiarazioni di una donna insensibile alla ma ...continue

    L'ho letto quasi un mese fa e ricordo ancora perfettamente tutte le sensazioni che mi ha trasmesso: angoscia, ansia, dolore, sbigottimento di fronte alle dichiarazioni di una donna insensibile alla maternità e tutte quelle che non riesco a descrivere a parole. Duro, potente, penetrante nell'animo e nei pensieri, dopo settimane non riesco a togliermelo dalla testa e un libro così è veramente difficile da trovare.

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  • 5

    Linguisticamente complicato, il lessico ricco, la scelta di ogni vocabolo frutto della ricerca della sfumatura giusta - tutto il libro e' una ricerca, una ricerca della verita' , una ricerca di se st ...continue

    Linguisticamente complicato, il lessico ricco, la scelta di ogni vocabolo frutto della ricerca della sfumatura giusta - tutto il libro e' una ricerca, una ricerca della verita' , una ricerca di se stessi, una ricerca della vera identita' di quel figlio sconosciuto, della maternita' e forse di un po' di pace.
    Ho letto recensioni in cui si dice che L. Shriver non crea mai personaggi che diventano i nostri beniamini. E questo libro e' esattamente cosi': non si prova simpatia o empatia per nessuno. Non per Kevin, non per sua madre Eva e neppure per Franklin nel suo ottuso ottimiso o per Celia, troppo indifesa per suscitare emozioni forti.
    Alla fine del libro non ci sono risposte, perche' cos'e' la verita' se non una serie di punti di vista? Non c'e' verita' assoluta che spieghi la natura umana, o il perche' delle stragi compiute da giovani adolescenti americani nelle scuole. Ne' quella di Eva e' la verita'assoluta: e' l'unica cui abbiamo accesso, con i mille interrogativi che suscita e lascia aperti.

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    4

    Romanzo potente e penetrante, che lascia davvero tanti pensieri, alquanto angoscianti.
    Lettere di una madre che cerca di analizzare le situazioni, i momenti, che hanno portato il figlio adolescente a ...continue

    Romanzo potente e penetrante, che lascia davvero tanti pensieri, alquanto angoscianti.
    Lettere di una madre che cerca di analizzare le situazioni, i momenti, che hanno portato il figlio adolescente a compiere un efferato massacro nella sua scuola.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    aver cresciuto un "Amokläufer" senza essersene accorti è possibile?

    lettere di una madre al marito defunto per spiegare a se stessa ed a lui come è stato possibile che il figlio maggiore diventasse uno spietato assassino. Sulla scia dei vari tristi avvenimenti di cron ...continue

    lettere di una madre al marito defunto per spiegare a se stessa ed a lui come è stato possibile che il figlio maggiore diventasse uno spietato assassino. Sulla scia dei vari tristi avvenimenti di cronaca statunitense che vedono ragazzi protagonisti di incursioni armate all'interno dell'Istituto con conseguente uccisione più o meno pianificata dei propri compagni ed insegnanti una retrospettiva da parte di una madre emarginata dopo che il figlio ha compiuto una strage uccidendo i propri compagni di scuola nonché vicini vista l'ambientazione in una cittadina nella quale tutti si conoscono

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  • 4

    Un pugno nello stomaco

    Un ragazzo malvagio. Una madre e moglie inadeguata. Una storia terribile.
    Un libro che scatena forti emozioni e ti fa riflettere.
    All’inizio l’ho trovato pretenzioso. Ho odiato questo libro. Ho odiato ...continue

    Un ragazzo malvagio. Una madre e moglie inadeguata. Una storia terribile.
    Un libro che scatena forti emozioni e ti fa riflettere.
    All’inizio l’ho trovato pretenzioso. Ho odiato questo libro. Ho odiato la protagonista.
    Alla fine, dopo aver voltato l’ultima pagina (in senso figurato, perché questo è un e-book), ho pensato: cavolo! Che bella storia ben congegnata!
    P.S.
    E’ stato il primo libro che ho messo sulla mia wish-list, nel 2008, quando mi sono iscritta ad Anobii.

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  • 4

    ... e ora parliamo di noi

    "Per quanto ammirevole, il tuo bisogno impellente di sacrificare l’esistenza per il bene di un’altra persona poteva dipendere dal fatto che quando avevi la vita interamente nelle tue mani, non sapevi ...continue

    "Per quanto ammirevole, il tuo bisogno impellente di sacrificare l’esistenza per il bene di un’altra persona poteva dipendere dal fatto che quando avevi la vita interamente nelle tue mani, non sapevi che fartene. Immolarsi a volte è un’utile scappatoia. So che questo può sembrarti poco gentile, ma io credo che il tuo desiderio smodato di liberarti di te stesso – se questo concetto non è troppo astratto – abbia caricato nostro figlio di un terribile fardello.” (p.76)

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