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We Were the Mulvaneys

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Publisher: Fourth Estate

3.9
(624)

Language:English | Number of Pages: 464 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 184115699X | Isbn-13: 9781841156996 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
The unforgettable story of the rise, fall and ultimate redemption of an American family. The Mulvaneys are seemingly blessed by everything that makes life sweet. They live together in the picture-perfect High Point Farm, just outside the community of Mt Ephraim, New York, where they are respected and liked by everybody. Yet something happens on Valentine's Day 1976. An incident involving Marianne Mulvaney, the pretty sixteen-year-old daughter, is hushed up in the town and never discussed within the family. The impact of this event reverberates throughout the lives of the characters. As told by Judd, years later, in an attempt to make sense of his own past reveals the unspoken truths of that night that rends the fabric of the family life with tragic consequences. In 'We Were the Mulvaneys', Joyce Carol Oates, the highly acclaimed author of 'Blonde', masterfully weaves an unforgettable story of the rise, fall and ultimate redemption of an American family.
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  • 3

    Dopo le prime 300 pagine ho cominciato ad arrancare. Devo avere io qualcosa che non va, che non ho trovato la grandezza di questa scrittice. MA questa saga familiare, per me, non lega neanche le scarpe a Pastorale americana, tanto per dirne una. O ai Buddenbrook, per dirne un'altra.

    said on 

  • 5

    “ Ogni momento del tempo è stato un momento di stupore e di timore e di inconsapevolezza .”

    Ne avevo già sentito parlare favorevolmente da qualcuno , forse proprio qui in Anobii” , ma non immaginavo che questa ennesima storia di famiglia americana , scritta da un'autrice a me del tutto sconosciuta , potesse riuscire ad intrigarmi e ad appassionarmi tanto.
    Una prima parte ariosa e ...continue

    Ne avevo già sentito parlare favorevolmente da qualcuno , forse proprio qui in Anobii” , ma non immaginavo che questa ennesima storia di famiglia americana , scritta da un'autrice a me del tutto sconosciuta , potesse riuscire ad intrigarmi e ad appassionarmi tanto.
    Una prima parte ariosa e divertente nel raffigurare i due affiatatissimi coniugi Michael“Mike sr” e Corinne “Fischietto” Mulvaney , i loro quattro figli Mike jr “Mulo” , Patrick “Pizzicotto”, Marianne “Germoglio”e Judd “Ranger” (che è anche il narratore) oltre che di “Seta” , “Troy”, “Focaccina”, “Piumotto” e di tutti gli altri animali (e quando si parla di essi il mio indice di gradimento punta subito in l'alto...) facenti parte dell'affiatata grande famiglia che vive spensieratamente nella vasta tenuta di High Point Farm .
    Ma è nel prosieguo della narrazione , dopo che “quella cosa” è successa venendo così a far saltare a poco a poco , come in un assurdo ed imprevedibile effetto domino, l'equilibrata armonia di quel gruppo che il romanzo , grazie ad un magnifico tratteggio dei protagonisti fra i quali mi ha particolarmente colpito quello di Patrick , acquisisce una dimensione straordinariamente coinvolgente che porta ad un finale che , per quanto prevedibile , arriva comunque troppo presto.
    Insomma , un felicissimo primo incontro con una scrittrice dallo stile sobrio quanto elegante la cui conoscenza vorrò senza dubbio approfondire , e con un libro al quale assegno molto volentieri cinque convinte stelline .

    said on 

  • 4

    Che scrittrice magistrale la Oates; i personaggi sono delineati così bene, che entrare nella storia, nelle loro vite è davvero come aprire la porta della loro casa ed essere lì, come spettatori silenziosi di una famiglia "perfetta" che si sgretola, che si allontana, che cerca di reinventarsi. ...continue

    Che scrittrice magistrale la Oates; i personaggi sono delineati così bene, che entrare nella storia, nelle loro vite è davvero come aprire la porta della loro casa ed essere lì, come spettatori silenziosi di una famiglia "perfetta" che si sgretola, che si allontana, che cerca di reinventarsi.

    said on 

  • 5

    Una lettura emotivamente faticosa, è stato difficile entrare nella storia ed ancor più difficile uscirne. Ho detestato tutti i componenti della famiglia e tutti coloro che prima o poi hanno incrociato le loro vite; soprattutto, ho sviluppato un odio feroce nei confronti di Corinne. Ho trovato mer ...continue

    Una lettura emotivamente faticosa, è stato difficile entrare nella storia ed ancor più difficile uscirne. Ho detestato tutti i componenti della famiglia e tutti coloro che prima o poi hanno incrociato le loro vite; soprattutto, ho sviluppato un odio feroce nei confronti di Corinne. Ho trovato meravigliosa la scrittura della Oates, cinquecento pagine senza una parola di troppo.

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  • 4

    La fragilità e l’illusorietà di un sogno

    Il libro mi è piaciuto molto.
    Il tema è quello comune a molti scrittori americani contemporanei: il crollo del sogno americano, il sogno del successo, dell’ascesa, del benessere. In questo romanzo sentiamo tutta la forza del realizzarsi di questo sogno: il successo del padre negli affari ch ...continue

    Il libro mi è piaciuto molto.
    Il tema è quello comune a molti scrittori americani contemporanei: il crollo del sogno americano, il sogno del successo, dell’ascesa, del benessere. In questo romanzo sentiamo tutta la forza del realizzarsi di questo sogno: il successo del padre negli affari che riesce ad essere accettato anche in un club esclusivo, la popolarità (molto mitizzata) dei due figli maggiori a scuola ( il tema della popolarità a scuola deve essere molto sentito dalla Oates, lo ritroviamo come tema principe anche nel “La ballata di Johnny Reed Heart”), la vita ideale (quasi da sogno) che la famiglia conduce nella fattoria di High Point Farm. La vita della famiglia Mulvaneys sembra essere quella rappresentata dai telefilm americani che spesso appaiono sui nostri schermi: una famiglia perfetta, numerosa, che vive in armonia circondata dalla natura, da tanti animali, i 4 figli bellissimi, uno è un campione sportivo, l’altra una ragazza di pon pon sempre circondata da amiche…
    Tutto questo cade miseramente, si sfalda come neve al sole dopo un evento traumatico che accade ad uno dei componenti della famiglia. Allora ci appare con chiarezza quanto sono illusori ed anche inutili il successo, la popolarità, quanto effimeri e vani sono questi valori. Perché la popolarità e il successo avuti fino ad allora non impediscono l’emarginazione, la solitudine di questa famiglia, nonché lo sfaldarsi della stessa. Come niente i più brillanti e “vincenti” protagonisti di questa storia si trovano catapultati nell’America nascosta (ma forse quella più reale?), degli outsider, dei vagabondi, dei senza radice. Come detto, anche l’armonia e l’unione familiare è illusoria: di fronte al dolore la famiglia non riesce ad essere compatta ed ognuno va per la sua strada, si ritorna ad essere soli così come ci si è venuti.
    Ma, sebbene prettamente americano questo libro me ne ha ricordato un altro di origine geografica e storica molto diverse, si tratta de “ L’Assommoir” di Emile Zola in cui si narra l’ascesa e la rovina di una famiglia di operai francesi. In entrambi i romanzi c’è un ascesa sociale seguita da una discesa; in entrambii romanzi questa discesa è dovuta a fattori interiori che minano la volontà dei personaggi (la loro debolezza interiore che li porta spesso inevitabilmente alla rovina). Aveva già forse Zola intuito, agli antipodi della moderna società dei consumi e del moderno sogno di ascesa, quanto fragile fosse l’essere umano e quanto illusorio questo sogno?

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    All'inizio sembra di essere finiti in un'allegra commedia americana anni '60: i genitori che affrontano con spirito qualsiasi vicenda, il papà che dal nulla ha tirato su un'impresa redditizia, come nella miglior tradizione dell'american way of life, l'orgoglio per i quattro figli, ciascuno con il ...continue

    All'inizio sembra di essere finiti in un'allegra commedia americana anni '60: i genitori che affrontano con spirito qualsiasi vicenda, il papà che dal nulla ha tirato su un'impresa redditizia, come nella miglior tradizione dell'american way of life, l'orgoglio per i quattro figli, ciascuno con il proprio affettuoso nomignolo, poi cavalli, cani, gatti, bestie a profusione nel paradiso isolato della fattoria. Però c'è qualcosa che non va; è successa una tragedia e qualcuno è venuto a spezzare il chiuso e felice circuito familiare.
    E la vicenda si incupisce progressivamente, come la Oates è maestra nel fare, descrivendo situazioni sempre più angoscianti e solitudini, e lacerazioni. E tu sei lì a pensare "Ah ah le belle famigliole, che ridono scherzano, mettono in mostra la loro compattezza e felicità mentre sotto non c'è nulla, visto che alla prima prova unità, affetto, sostegno spariscono". La ferita di Michael Sr. che non riesce a sopportare la vista della figlia, la remissività esagerata di Corinne, che sacrifica la figlia al padre, la freddezza dei fratelli portano alla diaspora, mentre Marianne si autodistrugge lentamente rifiutando qualsiasi possibilità di crescita personale; e aspetti un epilogo devastante e devastato.
    E invece no: le nuvole si riaprono, lo scenario cambia quel tanto che basta a far capire che gi anni sessanta sono finiti, ma non importa: nuove esaltanti avventure attendono la famiglia Mulvaney depurata dal padre capro espiatorio che si perde nell’alcolismo (di nuovo, quanto fragile era quella esibita solidità) e pronta ad un nuovo equilibro con nuovi e felici membri, carrettate di bambini, e di nuovo cani gatti cavalli ritratti nel più classico dei riti americani: il picnic del 4 luglio.
    E tu resti lì con l’amaro in bocca a cercar di spiegarti questo finale da telefilm e a sospettare che forse non hai capito niente.

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  • 4

    Attratta dal titolo, che promette l'America, nel suo lato quotidiano, che sogno da sempre ho iniziato a leggere questo titolo di una nota romanziera tipicamente americana. Mi aspettavo qualcosa di più semplice e invece ho trovato un romanzo denso di emozioni, capace di narrare una storia perfetta ...continue

    Attratta dal titolo, che promette l'America, nel suo lato quotidiano, che sogno da sempre ho iniziato a leggere questo titolo di una nota romanziera tipicamente americana. Mi aspettavo qualcosa di più semplice e invece ho trovato un romanzo denso di emozioni, capace di narrare una storia perfettamente plausibile. Quanto tempo occorre per metabolizzare un dramma, quanto per accettarlo e cercare di uscire indenni, per poi capire che quella è la strada sbagliata: si deve affrontare di petto la situazione e la forza per cercare il nuovo equilibrio la si può trovare solo ed esclusivamente dentro di sè.
    E ovviamente anche nei libri come questo. Che cosa farei se non ci fossero!!

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  • 3

    Tre stelline e mezzo.
    Questo romanzo mi crea sentimenti contrastanti. Da un lato lo ho trovato scorrevole e piuttosto coinvolgente, soprattutto nella parte finale. D'altro lato lo stile di scrittura mi ha un po' irritata (tutti quei punti esclamativi! Sembrava che i protagonisti fossero! Co ...continue

    Tre stelline e mezzo.
    Questo romanzo mi crea sentimenti contrastanti. Da un lato lo ho trovato scorrevole e piuttosto coinvolgente, soprattutto nella parte finale. D'altro lato lo stile di scrittura mi ha un po' irritata (tutti quei punti esclamativi! Sembrava che i protagonisti fossero! Costantemente! Sotto! Anfetamine!) C'è da dire che sospetto che anche la traduzione ci abbia messo lo zampino... non ho letto l'originale, ma quel "Jiminy cricket" tradotto "Jiminy il grillo" e boyfriend lasciato non tradotto mi hanno provocato inconfondibili attacchi di orticaria.
    Il mio altro problema sono stati i personaggi. Per buona parte del romanzo ho creduto che l'autrice avesse cercato apposta di renderli detestabili, per quanto estremamente umani, come forma di critica sociale - e la ho ammirata per le sue capacità di caratterizzazione, ma... non so, il finale mi ha dato l'idea che in fondo volesse che ci affezionassimo a loro. E, beh, tranne per alcuni momenti di empatia, sicuramente non è stato il caso per me (in particolare Mike Senior e Corinne. Mike Senior e Corinne! Ecco, ora il mio cervello inserirà punti esclamativi random in ogni frase che elabora)
    Non un brutto romanzo, ma un romanzo che avrebbe potuto essere un cinque stelline se meglio scritto, e che, a mio parere, ha mancato l'obiettivo.

    said on 

  • 5

    Bellissimo romanzo della Oates, dove mirabilmente racconta di una tipica e benestante famiglia della provincia americana, che protesa nella apparentemente inarrestabile arrampicata sociale, a seguito di una quallida vicenda, si ritrova esclusa della comunità per differenze di classe. - Interessan ...continue

    Bellissimo romanzo della Oates, dove mirabilmente racconta di una tipica e benestante famiglia della provincia americana, che protesa nella apparentemente inarrestabile arrampicata sociale, a seguito di una quallida vicenda, si ritrova esclusa della comunità per differenze di classe. - Interessante ed insolito stile narrativo della grande scrittrice americana in quanto usa in certi capitoli la narrazione in Prima Persona ed invece in altri (a seconda delle esigenze narrative) usa la terza persona. !! - Geniale - solo una grande come lei poteva permettersi questa licenza !! - 5 Stelle.

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