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We the Living

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Publisher: Signet

4.1
(85)

Language:English | Number of Pages: 464 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , Spanish

Isbn-10: 0451187849 | Isbn-13: 9780451187840 | Publish date:  | Edition 60 Anv

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Book Description
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    Rand's books and Objectivism always drops a dab of cognitive dissonance in my life. This is precisely what draws me to her books; plain explanations of her beliefs that challenge what I have ...continue

    Rand's books and Objectivism always drops a dab of cognitive dissonance in my life. This is precisely what draws me to her books; plain explanations of her beliefs that challenge what I have previously thought to be true. Her writing is an approximation of a native English speaker's, which takes a chapter or two to get used to. The book is what you see, Rand is direct -- there are not many underlying themes.

    said on 

  • 5

    Ritorno al passato

    Ci sono libri che nascono da una passeggiata in libreria, altri che nascono da un consiglio di un amico o del libraio. Libri che nascono da un prestito, libri che si rivelano un dono inaspettato, ...continue

    Ci sono libri che nascono da una passeggiata in libreria, altri che nascono da un consiglio di un amico o del libraio. Libri che nascono da un prestito, libri che si rivelano un dono inaspettato, libri omaggio trovati per caso su un tavolino alle porte di una chiesa che sta svecchiando la libreria. Libri che deludono, libri che innamorano. E poi ci sono libri che nascono in un caldo pomeriggio d’estate trascorso a parlare con la nonna delle sue letture passate. Siamo nel suo salotto, le finestre sono aperte, entra il vento caldo di scirocco e il rumore del mare. Lei mi parla con la sua voce stanca dai tanti anni ormai passati e mi racconta di Kira, di quella ragazza che ha tanto ammirato quando, a tredici anni, lesse Noi vivi. E ripete, quasi a voler tornare indietro e sforzare la sua memoria un po’ precaria, “Noi vivi… Noi vivi… Noi vivi”. “Chi l’ha scritto?” – chiedo. Ma non ricorda. Mi dice solo che era un autore russo e che è stato uno dei libri più belli mai letti. Inizia da parte mia una ricerca affannosa, voglio leggerlo anch’io, ma non lo trovo. Passano i mesi e me ne dimentico, fino allo scorso novembre, ancora una volta nel salotto di nonna. Questa volta le finestre sono chiuse, fuori fa freddo e lei è avvolta nel suo scialle di lana. Mi vede leggere distesa sul suo divano e mi dice: “Hai mai letto Noi vivi?”. Capisco che ha dimenticato il pomeriggio di qualche mese prima, faccio finta di niente e le rispondo che non ne ho mai sentito parlare. “Compralo e leggilo, così poi ne parliamo insieme”. Adesso non sono più mossa dalla semplice curiosità, adesso a farmi muovere è una promessa. Su vari siti scopro che non è in ristampa da parecchi anni. Ma non mi arrendo. A fare il miracolo ci pensa ebay che nel giro di quattro giorni da Bologna mi fa arrivare a casa la copia del 1938, usata e segnata dal tempo, di Noi vivi. Corro subito dalla nonna e le mostro il libro. La sorpresa è grande, si emoziona toccando quel libro che le ricorda la gioventù, lo sfoglia, lo osserva come fosse una reliquia. “Leggilo… è prezioso”. Lo inizio ed è subito amore, non solo per la trama fitta e ben descritta, ma soprattutto per l’inestimabile valore che sentivo di avere tra le mani, quelle pagine ingiallite, fragili, antiche. Ogni volta che lo aprivo per riprendere da dove l’avevo interrotto era un salto nel passato e vedevo mia nonna ragazzina, che leggeva quelle stesse parole. E come per magia i nostri tempi si sovrapponevano, non c’era più distanza, il 2014 era il 1938, eravamo insieme e leggevamo insieme. Lo custodirò gelosamente, consapevole che un giorno sarà un oggetto caro che mi ricorderà una persona molto importante nella mia vita. E – perché no? – inviterò i miei figli a leggerlo, raccontando loro della bisnonna lettrice, che amava parlare della sue letture passate ma che dimenticava sempre il nome dell’autore. Ho mantenuto la promessa – cara nonna – l’ho comprato e l’ho letto. Adesso tocca a me, domenica prossima, venire da te per parlare insieme di Kira e delle sue avventure.

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  • 2

    Essere antitotalitari non basta, a volte disturba

    Romanzo ben orchestrato come tutte le opere dei narciso-individualisti: cattura il lettore anche se a tratti si insinua nella sua mente un pensiero parassita:" perchè leggo le cose di questa ...continue

    Romanzo ben orchestrato come tutte le opere dei narciso-individualisti: cattura il lettore anche se a tratti si insinua nella sua mente un pensiero parassita:" perchè leggo le cose di questa borghesotta autocompiacente e un pò perversa?"Ma tant'è: ormai ci si è e ci si resta,fino alla fine,che arriva veloce in uno scenario cinematografico da polpettone retrò.

    said on 

  • 0

    Mi è ritornato in mente leggendo la recensione accorata e appassionata di un anobino di "Vita e destino". Diciamo che questa non è una recensione ma una confessione. Il mondo era già in subbuglio, ...continue

    Mi è ritornato in mente leggendo la recensione accorata e appassionata di un anobino di "Vita e destino". Diciamo che questa non è una recensione ma una confessione. Il mondo era già in subbuglio, in quel lontano 1967. Io ero in subbuglio, ma mi capitò tra le mani questo libro, riposto nella polverosa scaffalatura detta "Biblioteca di classe", della I liceo classico G.Meli. E come sempre mi accadeva quando iniziavo un libro, non andai a scuola dicendo in casa che mi sarei dovuta preparare per una interrogazione su tutto il programma svolto. Chiusa a chiave nel camerino che fungeva da studiolo, ne uscii la sera con gli occhi gonfi di stanchezza e di pianto. Come mi ero appassionata alle avventure di quella povera nobildonna russa che fuggiva dalle grinfie dei rivoluzionari, tanto crudeli e violenti. E dire che avevo già letto il "Che fare", evidentemente senza capirne nulla! Il mio cuore di adolescente batteva all'unisono con quella della povera (si fa per dire) ragazza. Potenza della propaganda! Non mi sottrassi nemmeno alla visione del "Dottor Zivago" e alla lettura del relativo libro. Niente stellette, perchè dovrei mettere quelle dei miei quindici anni!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Os voy a recomendar unos de esos libros maravillosos, inolvidables, imborrables, con uno de los amores más puros, más sacrificados, más devotos y más condenados que he leído. Uno de esos libros ...continue

    Os voy a recomendar unos de esos libros maravillosos, inolvidables, imborrables, con uno de los amores más puros, más sacrificados, más devotos y más condenados que he leído. Uno de esos libros en los que no sabes si llorar por haberlo leído o por no haberlo leído antes. Una de esas historias que merecen la pena escribirse, que merecen la pena contarse y que merecen la pena leer al menos una vez en la vida. Una de esas historias en las que se sufre, en las que no se sabe si el libro forma parte de ti o si tú formas parte del libro, una de esas historias que, en fin, te atrapan y no puedes liberarte de su magia ni quieres hacerlo.

    Lo curioso de todo esto es que no es una novela de amor.

    Pero es uno de los amores más bonitos que he leído.

    Se trata de “Los que vivimos” y podemos tratarlo desde dos puntos de vista: como novela contemporánea o como novela romántica, aunque a mí me pareció más bien un gran libro con una gran historia de amor. Así que voy a escribir mi opinión basándome en esto último.

    Este es el primer libro de Ayn Rand, escrito en la década de los 30, cuando consiguió llegar a los EEUU desde Rusia. Es lo más próximo a una autobiografía que se atrevió a escribir, según sus palabras. Me sorprende lo poco que se lo conoce. Es un libro que ha pasado por el tiempo sin pena ni gloria, sin atraer miradas ni suscitar comentarios ni opiniones. Porque, ya sea una lectora de romántica o no romántica, este libro tiene un potencial para convertirse el favorito de cualquier persona. Por su gran historia de amor, sí, pero también por la lucha que mantienen los personajes contra su entorno, contra una sociedad que amenaza con sepultar al individuo, con ahogar sus ansias de libertad y felicidad, con hacer desvanecerse sus sueños y sus ilusiones.

    La historia está ambientada en la Rusia comunista. El menguante ejército blanco sigue luchando contra la gran masa del rojo. Pero esos lejanos ecos de guerra apenas llegan a San Petersburgo, ahora Petrogrado, luego Leningrado y otra vez San Petersburgo. Son los años 20. Los felices años 20 en EEUU, y los no tan felices en la URSS. Kira llega con su familia del campo para recomenzar sus vidas en su ciudad de origen. Pero nada será fácil para ellos por su condición de burgueses. Aún así, están dispuestos a seguir adelante hasta que las demás naciones acaben con el comunismo en Rusia. Esa es la esperanza de la familia. Pero sus ilusiones, sus esperanzas de un futuro mejor, se desvanecerán con el transcurrir de los años. Años de pobreza y penurias, de hambre y atrocidades. Años de vacío.

    Kira es un personaje con el que uno no consigue simpatizar desde el principio. Es independiente, egoísta y le importan poco los sentimientos de los demás, parece casi indiferente al mundo que la rodea, el Petrogrado gris y deprimente de la posguerra. Eso a primera vista, porque luego vemos la gran humanidad de este personaje y que lo único que quiere es la libertad para los vivos, quiere que le dejen vivir su vida en paz. Algo que no es posible ni en los tiempos que corren ni en el lugar en que se encuentra. Su angustia y desesperación traspasa las páginas, llega a calar tan hondo que nos identificamos plenamente con ella y sus sentimientos en esta situación represiva, luchando por seguir siendo humana, luchando por seguir siendo ella misma, en contra de todos y de todo: su familia, sus amigos, el país y el mundo entero. Es una mujer joven que ama y ama de verdad, ama a los suyos y ama la libertad, y lo demás no tiene importancia. Suelta unos discursos dignos de grabarse para la posteridad, leyendo y creyendo y en mi fuero interno diciendo: "Sí, es verdad, Kira, SÍ a todo".

    Supongo que como decía que era una historia de amor faltaba otro personaje. Pues no falta uno, sino dos. Son Leo y Andrei. Polos tan opuestos que se podría decir que uno es el norte y otro el sur. Los tres entrarán en un círculo vicioso, en una complicada serie de relaciones personales, formándose un ménage à trois difícil de resolver. Leo es hijo de un hombre de gran importancia en la Rusia de los zares, catalogado en la lista negra por Lenin y Stalin y que desea salir cuanto antes del país. Andrei es un comunista de los pies a la cabeza. Cree que los principios del comunismo hasta el tuétano de sus huesos. De hecho, es el único comunista de verdad, y con mucha más humanidad y sentido del honor y la dignidad que cualquier otro, que sólo buscan su tajada de carne, esperando y acechando hasta el momento oportuno. Un personaje con una gran nobleza. Lo curioso es que Leo es presentado como “el bueno”, la víctima de las circunstancias, el héroe. Andrei es “el malo”, el que apoya el régimen represor de Lenin, el que cree firmemente en los principios que Kira rechaza por completo. Luego vemos que cada uno de ellos tiene múltiples facetas y que no es fácil definirlos. Ambos tienen sus propias certezas, pensamientos y creencias. Reconozco que primero me gustaba Leo, y que Andrei me producía rechazo y desconfianza, pero luego me cambié de bando. Es que Andrei se le declaraba con los ojos, con estar ahí, se le declaraba en silencio y le servía su corazón en bandeja de plata sin condiciones, sin tratos y sin promesas, sin nada a cambio. Pero no es sólo la forma en que la mira sino la manera en que se comporta con ella lo que demuestra que la quiere de verdad, aunque tenga que sacrificarse él mismo. Eso es amor y lo demás tonterías, eso es amor y punto.

    Ninguno de los personajes de este libro tiene desperdicio, todos tienen algo que aportar a la historia, todos ocupan un espacio que ningún otro puede ocupar. Tenemos desde aquellos que creen fervientemente en que un futuro mejor llegará pronto, tenemos a aquellos que se resignan y tratan de seguir adelante como pueden; otros que se rinden al desgaste humano y social del régimen; otros que, a pesar de todo, buscan su felicidad y luchan por ella; y otros que luchan pero que son vencidos por las circunstancias que les tocan vivir. Tenemos grandes sentimientos, amistad, amor, devoción... y tenemos tración, dolor, sufrimiento, envidia, hipocresía y crueldad como la cara de una misma moneda. Es un libro que no deja volar tu mente y tu imaginación, sino que te mantiene con los pies en la tierra, en tensión a lo largo de las páginas. Es un libro que impide que evites escuchar la verdad y las desgracias, con el que no puedes rechazar la realidad. Es un libro agobiante y deprimente, pero también es un libro con AMOR con mayúsculas y con moraleja, aunque ésta sea muy difícil de definir. Yo no sé cuál es la enseñanza moral que encierra, el fin de esta novela. Pero sí que puedo asegurar que algo aprendí, que me dejó huella y que dejó su marca en mi memoria. A lo mejor algún día descubriré de qué se trata, pero por ahora no tengo ni idea.

    Es un libro tristísimo, no os voy a mentir, y reconozco que luché y traté de reprimir las lágrimas, pero no conseguí no llorar, incluso con alguna historia secundaria he llorado a mares. Me estoy refiriendo al duende, si lo leéis, sabréis de qué estoy hablando. Y el final, buenísimo e inolvidable, era el mejor final que se podría dar a este libro y ningún otro hubiera sido posible. Me doy cuenta de que en vez de animaros a leer el libro estoy minando vuestras ganas de hacerlo, pero lo cierto es que no podría decir todo lo que sentí al leer la historia, y si pudiera no terminaría nunca. Podría expresar y describir con precisión a todos y cada uno de estos personajes tan bien perfilados, tan profundos y humanos y tan fuertes o débiles, que no parece que sean imaginarios, sino que en cualquier momento te los puedes encontrar a la vuelta de la esquina. Tan reales parecen que se pueden tocar. Este es uno de esos libros que guardo como oro en paño y que nunca lograré soltar. Un libro para la posteridad. Un libro, al menos, para mi posteridad.

    Como nota le voy a poner uno de esos dieces tan caros. Me cuesta mucho ponerlos, pero tengo que reconocer que sería un insulto negárselo.

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  • 4

    Quattro stelle

    Uno dei romanzi della Rand che ho preferito. Un po' come il celebre 1984 di Orwell, anche questo tratta sostanzialmente della lotta disperata di un singolo individuo verso un partito totalitario e ...continue

    Uno dei romanzi della Rand che ho preferito. Un po' come il celebre 1984 di Orwell, anche questo tratta sostanzialmente della lotta disperata di un singolo individuo verso un partito totalitario e collettivista. A differenza di 1984, però, qui non siamo in uno scenario fantascientifico, ma nella Russia leninista degli anni venti, descritta da chi in quel periodo e in quel posto ci ha vissuto per davvero.

    La protagonista l'ho trovata ben caratterizzata, un po' troppo monodimensionali invece i vari personaggi secondari. Quasi tutto il romanzo scorre bene, non ci si annoia, e il finale è forse la parte più riuscita. Indimenticabile.

    Piccola curiosità: nel '42 il regime fascista italiano decise di trasporre su pellicola il romanzo ("Noi Vivi" - regia di Goffredo Alessandrini), interessato a promuovere un'opera così palesemente antibolscevica. Solo qualche anno dopo si rese conto che la critica mossa dal romanzo non è solo verso il comunismo russo, ma verso qualunque tipo di totalitarismo, compreso il fascismo. A quel punto l'intera opera fu censurata.

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  • 4

    Me ha encantado a pesar de su continuo tono de tristeza, tiene muy buenos personajes y una historia profunda que te hace emocionarte hasta el final. Muy recomendable.

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