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Web Land. Dalla televisione alla metarealtà

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Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Altri

Isbn-10: 8883913477 | Isbn-13: 9788883913471 | Data di pubblicazione: 

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    Benvenuti nel futuro

    Sarà un caso, ma sono appena trascorsi cento anni dalla
    nascita di Marshall McLuhan. Chissà cosa avrebbe detto il teorico canadese,
    famoso per la sua interpretazione visionaria degli effetti prodotti dalla
    comunicazione, a proposito di compunication, di quella "nuvola" di informazioni
    (per di ...continua

    Sarà un caso, ma sono appena trascorsi cento anni dalla nascita di Marshall McLuhan. Chissà cosa avrebbe detto il teorico canadese, famoso per la sua interpretazione visionaria degli effetti prodotti dalla comunicazione, a proposito di compunication, di quella "nuvola" di informazioni (per dirla con Steve Jobs) che domina sulle - e dentro - le nostre teste.

    Non sarà la reincarnazione di McLuhan, ma Piero Gaffuri, dall'alto della sua esperienza mediatica (è attualmente responsabile New Media della Rai), ha da poco dato alle stampe un libro, "Webland - Dalla televisione alla metarealtà, in grado di fare luce su "quanto sta avvenendo nel mondo dell'industria culturale e della televisione a seguito del crescente interesse del pubblico verso i contenuti video su internet". Per fare tutto ciò, sembra necessari, anzi doveroso, partire da una revisione del linguaggio mediatico. "Questo nuovo modo di comunicare - spiega Gaffuri - è difficile da codificare per via di modalità che si diffondono in maniera omeopatica, dunque non violenta. Il mondo cambia e forse sta cambiando senza che noi ce ne accorgiamo perché fa un po' parte di questo nuovo sistema di relazioni. Probabilmente si tratta di un fenomeno banalizzato perché, come sempre accade, sono stati subito individuati gli aspetti negativi. Al di là di questo, si sono create nuove reti di comunicazione, di scambi, attraverso le quali passano le notizie, le informazioni, quotidianamente. In un attimo, oggi, riesci a comunicare con centinaia di persone. Pensiamo a quello che è successo negli ultimi mesi nei Paesi arabi, in America con l'elezione di Obama, e che presto, probabilmente, accadrà anche da noi. Oggi, diventa fondamentale la partecipazione. Le persone hanno trovato canali alternativi, innovativi, che si vanno a sommare a quelli già esistenti come i giornali, la tv, le testate tradizionali che, tra l'altro, si sono riproposte in maniera innovativa su internet. Questo, legato anche all'uso sempre più frequente di Youtube, permette di scaricare i video, 'linkarli' nelle proprie pagine sui social network. Si crea, insomma, un sistema di rapporti molto nuovo". Da questo quadro ne potrebbe uscire una comunicazione istituzionale penalizzata. "Non sono d'accordo. I quotidiani e non solo hanno avuto la grande opportunità di multimedializzare la propria offerta. Pensiamo anche ai sondaggi istantanei che permettono di cogliere gli umori del pubblico. Al momento in cui l'offerta tradizionale riesce a diventare più aperta, si mette a disposizione del pubblico e utilizza la rete per creare relazioni, può avere solo grosse opportunità di crescita. Non sono uno di quelli che vede negativamente questo processo, Anzi, la tv, ad esempio, dimostra che non c'è cannibalizzazione. E' molto interessante osservare che le persone stiano su facebook mentre guardano certi programmi scambiandosi commenti in tempo reale. Una partecipazione assolutamente complementare che riempie il vuoto d'interazione con la propria comunità". Per parafrasare il titolo del suo libro, potremmo dire che siamo tutti destinati a vivere in una Webland felici e informati? "Webland per me è qualcosa di più, un passaggio ulteriore. Il tema è quello della fruizione del sapere. La rete consente di avere a disposizione un enorme bagaglio di informazioni e, quindi, di cultura...". Purché il tutto venga affrontato cum grano salis. "Il problema è proprio questo. E' vero che vai su Google e hai un aiuto immediato ma è anche vero che certe ricerche devono nascere, comunque, da un ragionamento. Andremo sempre di più incontro alla creazione di interfaccia intelligenti, mi riferisco in modo particolare a sistemi di riconoscimento delle immagini, e questo sarà un passo molto importante perché permetterà di leggere e interpretare la realtà e di utilizzare la rete come enorme serbatoio di nozioni e di informazioni. Quindi, l'idea di 'Webland' è proprio questa, che un sistema di questo genere possa consentire di andare a recuperare dei contenuti o del sapere tradizionale che, invece, si è perduto perché le nuove generazioni hanno abbandonato il territorio e le attività tradizionali. Forse, attraverso la rete, si può scoprire che esistono ancora delle sementi particolari che si possono utilizzare, che ci sono cose che fanno bene e altre che fanno male, e questo, secondo me, sarà un ulteriore passo in avanti che renderà molto utile e produttivo l'utilizzo della rete. In questo senso mi piaceva l'idea di 'Webland' per descrivere un territorio che è stato un po' abbandonato per riempire le città e le autostrade. E, invece, attraverso la socialità legata alle passioni, questo territorio lo si può ripercorrere in maniera nuova, recuperando il sapere del passato".

    ha scritto il