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Web Land. Dalla televisione alla metarealtà

By Piero Gaffuri

(6)

| Others | 9788883913471

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Book Description

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    Benvenuti nel futuro

    Sarà un caso, ma sono appena trascorsi cento anni dalla
    nascita di Marshall McLuhan. Chissà cosa avrebbe detto il teorico canadese,
    famoso per la sua interpretazione visionaria degli effetti prodotti dalla
    comunicazione, a proposito di compunicati ...(continue)

    Sarà un caso, ma sono appena trascorsi cento anni dalla
    nascita di Marshall McLuhan. Chissà cosa avrebbe detto il teorico canadese,
    famoso per la sua interpretazione visionaria degli effetti prodotti dalla
    comunicazione, a proposito di compunication, di quella "nuvola" di informazioni
    (per dirla con Steve Jobs) che domina sulle - e dentro - le nostre teste.

    Non sarà la reincarnazione di McLuhan, ma Piero Gaffuri, dall'alto della
    sua esperienza mediatica (è attualmente responsabile New Media della Rai),
    ha da poco dato alle stampe un libro, "Webland - Dalla televisione alla
    metarealtà, in grado di fare
    luce su "quanto sta avvenendo nel mondo dell'industria culturale e della
    televisione a seguito del crescente interesse del pubblico verso i contenuti
    video su internet".
    Per fare tutto ciò, sembra necessari, anzi doveroso,
    partire da una revisione del linguaggio mediatico.
    "Questo nuovo modo
    di comunicare - spiega Gaffuri - è difficile da codificare per via di modalità
    che si diffondono in maniera omeopatica, dunque non violenta. Il mondo
    cambia e forse sta cambiando senza che noi ce ne accorgiamo perché fa un
    po' parte di questo nuovo sistema di relazioni. Probabilmente si tratta
    di un fenomeno banalizzato perché, come sempre accade, sono stati subito
    individuati gli aspetti negativi. Al di là di questo, si sono create nuove
    reti di comunicazione, di scambi, attraverso le quali passano le notizie,
    le informazioni, quotidianamente. In un attimo, oggi, riesci a comunicare
    con centinaia di persone. Pensiamo a quello che è successo negli ultimi
    mesi nei Paesi arabi, in America con l'elezione di Obama, e che presto,
    probabilmente, accadrà anche da noi. Oggi, diventa fondamentale la partecipazione.
    Le persone hanno trovato canali alternativi, innovativi, che si vanno a
    sommare a quelli già esistenti come i giornali, la tv, le testate tradizionali
    che, tra l'altro, si sono riproposte in maniera innovativa su internet.
    Questo, legato anche all'uso sempre più frequente di Youtube, permette
    di scaricare i video, 'linkarli' nelle proprie pagine sui social network.
    Si crea, insomma, un sistema di rapporti molto nuovo".
    Da questo quadro
    ne potrebbe uscire una comunicazione istituzionale penalizzata.
    "Non sono
    d'accordo. I quotidiani e non solo hanno avuto la grande opportunità di
    multimedializzare la propria offerta. Pensiamo anche ai sondaggi istantanei
    che permettono di cogliere gli umori del pubblico. Al momento in cui l'offerta
    tradizionale riesce a diventare più aperta, si mette a disposizione del
    pubblico e utilizza la rete per creare relazioni, può avere solo grosse
    opportunità di crescita. Non sono uno di quelli che vede negativamente
    questo processo, Anzi, la tv, ad esempio, dimostra che non c'è cannibalizzazione.
    E' molto interessante osservare che le persone stiano su facebook mentre
    guardano certi programmi scambiandosi commenti in tempo reale. Una partecipazione
    assolutamente complementare che riempie il vuoto d'interazione con la propria
    comunità".
    Per parafrasare il titolo del suo libro, potremmo dire che
    siamo tutti destinati a vivere in una Webland felici e informati?
    "Webland
    per me è qualcosa di più, un passaggio ulteriore. Il tema è quello della
    fruizione del sapere. La rete consente di avere a disposizione un enorme
    bagaglio di informazioni e, quindi, di cultura...".
    Purché il tutto venga
    affrontato cum grano salis.
    "Il problema è proprio questo. E' vero che
    vai su Google e hai un aiuto immediato ma è anche vero che certe ricerche
    devono nascere, comunque, da un ragionamento. Andremo sempre di più incontro
    alla creazione di interfaccia intelligenti, mi riferisco in modo particolare
    a sistemi di riconoscimento delle immagini, e questo sarà un passo molto
    importante perché permetterà di leggere e interpretare la realtà e di utilizzare
    la rete come enorme serbatoio di nozioni e di informazioni. Quindi, l'idea
    di 'Webland' è proprio questa, che un sistema di questo genere possa consentire
    di andare a recuperare dei contenuti o del sapere tradizionale che, invece,
    si è perduto perché le nuove generazioni hanno abbandonato il territorio
    e le attività tradizionali. Forse, attraverso la rete, si può scoprire
    che esistono ancora delle sementi particolari che si possono utilizzare,
    che ci sono cose che fanno bene e altre che fanno male, e questo, secondo
    me, sarà un ulteriore passo in avanti che renderà molto utile e produttivo
    l'utilizzo della rete. In questo senso mi piaceva l'idea di 'Webland' per
    descrivere un territorio che è stato un po' abbandonato per riempire le
    città e le autostrade. E, invece, attraverso la socialità legata alle passioni,
    questo territorio lo si può ripercorrere in maniera nuova, recuperando
    il sapere del passato".

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    leon said on Jun 24, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (6)
  • Others 208 Pages
  • ISBN-10: 8883913477
  • ISBN-13: 9788883913471
  • Publish date: xxxx-xx-xx
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