Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Web marketing per le piccole e medie imprese

Di ,

Editore: HOPS Libri

3.7
(14)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 213 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8883780000 | Isbn-13: 9788883780004 | Data di pubblicazione: 

Genere: Professional & Technical

Ti piace Web marketing per le piccole e medie imprese?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Ho acquistato questo libro appena uscito, non conoscevo ancora Elena Antognazza, venivo solo da anni di insana passione per la rete.

    Il testo è stato un fondamentale contributo alla ...continua

    Ho acquistato questo libro appena uscito, non conoscevo ancora Elena Antognazza, venivo solo da anni di insana passione per la rete.

    Il testo è stato un fondamentale contributo alla razionalizzazione in ottica marketing del mondo web .

    Assieme a Mind Grenades, il primo numero di Fast Company, il mug di jeff bezoz e la prima edizione di being digital fa parte dei cimeli che vorrei aver conservato.

    Testo apripista da collezionista.

    ha scritto il 

  • 4

    Meraviglioso

    Elena parla e scrive (senza saperlo) di 2.0 quando ancora le PMI vivano nel 0.2, anticipando col suo marketing below the site argomenti poi esplosi con i social media. Un cimelio prezioso

    ha scritto il 

  • 1

    Dov'è il Web Marketing?

    Alla fine della lettura del libro della Antognazza e Moeder sono rimasto molto deluso. Il titolo promette approfondimenti sul Web Marketing, ma nell'introduzione si scopre subito che il libro ...continua

    Alla fine della lettura del libro della Antognazza e Moeder sono rimasto molto deluso. Il titolo promette approfondimenti sul Web Marketing, ma nell'introduzione si scopre subito che il libro parlerà d'altro. Nei sei capitoli in cui l'opera è divisa si parla essenzialmente di cosa bisogna fare se si è in un'impresa che non sa nulla di internet e si intende iniziare un progetto per una presenza web. Gli autori sono molto attenti a puntualizzare continuamente che fare un sito aziendale è cosa diversa dal fare un sito personale nel tempo libero, ma tutto sembra essere scritto per persone che si trovano alle prime esperienze col web, mentre il titolo è totalmente diverso, indirizzato piuttosto a persone come me che vogliono acquisire una base teorica più forte. Tutto falso.

    I sei capitoli del libro sono:

    - Gli obiettivi aziendali => una risposta ai tanti perché di Internet (perché esserci, perché fare un sito ecc.). Un misto di propaganda del web citando numeri e visioni strategiche accompagnate dal Grafico delle 5 forze di Porter (un tentativo di nobilitare il capitolo, piuttosto criticabile visto che l'elaborazione di Porter risale al 1980 ed è ormai da tutti giudicato uno strumento che pecca per staticità, incapace di cogliere gli elementi dinamici ed evolutivi dell'ambiente in cui mancano forze fondamentali che incidono sulla competizione all'interno di un settore).
    - Le motivazioni => forse l'unico capitolo dove si parla di marketing vero, di motivazioni delle persone che si rivolgono ad Internet, dedicando però uno spazio troppo risicato per un approfondimento interessante. La semplice definizione degli spazi concentrici in cui si trovano i bisogni degli utenti non è sufficiente a spiegare i perché delle persone che entrano nel WEB. E tutto ciò viene passato sotto il nome di Marketing di Relazione, mentre del marketing relazionale non c'è che l'ombra. Inoltre, l'analisi resta ancora ancorata ai comportamenti delle imprese, non dei fruitori del web. L'utilizzo della Curva di Arrow come modello per sviluppare la curva di esperienza dei siti Web sembra la ripetizione del tentativo fatto nel capitolo precedente con Porter. Ma allora perché non usare modelli più recenti e più coerenti col Web, come la Costellazione del Valore di Porter o La struttura a rete? Il capitolo si chiude con le inevitabili regole d'oro, che si sintetizzano poi in una semplice elencazione di principi di buon senso, comune a molte attività economiche.
    - Lavorare insieme => questo proprio non sono riuscito a digerirlo, visto che si tratta di un'indicazione di tutte le professionalità che servono per dar vita ad un sito aziendale, con la maniacale segnalazione dell'età che le persone devono avere, dello stipendio da dare ed altro. Ma non si doveva parlare di Web Marketing?
    - Le strategie di presenza e promozione => altro capitolo in cui c'è un tentativo di parlare di Web Marketing, col la ripetizione di modelli noti (la piramide dei bisogni di Maslow - qualcosa di più recente no? Qui siamo sugli anni '50 - '60) e l'elencazione di modelli di business e strumenti promozionali che oggi vengono usati nel web. Interessante la Matrice di pagina 131 relativa alla Natura e lo Scopo della relazione, così come interessanti sono le storie aziendali (mancando l'approfondimento, non si può parlare di casi aziendali) che danno spessore al volume. Troppo poco però.
    - Il calcolo degli investimenti => parliamo ad imprenditori, quindi bisogna fargli sapere quanto costa fare un sito e quale parte dei costi diventano investimenti. Si ripete che il web è qualcosa di serio, non un giochino, che richiede soldi, tempo ed impegno.
    - La fase di verifica => ossia, come tirare le somme e capire se si sono fatte le scelte migliori oppure no, come cambiare e dove.

    In sintesi, la delusione maggiore deriva dal contenuto, troppo semplicistico (va bene essere semplici e chiari, ma qui si va nel banale), orientato a persone che di Internet hanno saputo qualcosa, magari dai figli, ma che forse non hanno mai neanche utilizzato la posta elettronica. Inoltre, il tentativo di dare un po' di dignità scientifica al tutto con l'uso di modelli forse non proprio adatti al Web o con l'abuso di tabelle e check-list messe lì solo a fare spessore è irritante. Altra critica va alla qualità dell'oggetto, che può vantare una buona copertina (bella e di una certa resistenza) ma decisamente brutto all'interno, con fogli che sembrano ciclostilati e la formattazione degna di una tesi di laurea da rivedere. E tutto per Lit. 36.000. Meno male che io l'ho comprato con i miei beenz, e questo è uno dei pochi punti positivi. L'ho avuto virtualmente gratis.

    In conclusione, mi aspettavo qualcosa di rivolto ad un pubblico già piuttosto competente, con spunti per la riflessione personale ed idee da sviluppare. Qualcosa di più simile a Permission Marketing di Seth Godin, dove si parla effettivamente di un'idea nuova, ed il libro ruota tutto intorno a questa idea. Un dato è significativo: di 200 pagine, solo 70 (34%) sono dedicate al Marketing (ricordiamo sempre il titolo). Eclatante è il fatto che solo 3 pagine (qualitativamente scadenti) sono state dedicate alla fidelizzazione dell'utenza (ma Internet non era il posto dove l'infedeltà dei propri utenti è una regola e non un'eccezione?) Deludente!

    Molto meglio fare un po' di fatica in più e leggersi il nuovo libro di Seth Godin, scaricabile gratuitamente dal sito www.ideavirus.com. Oppure cambiare il titolo al libro della Antognazza e Moeder. Forse qualcosa come "Internet base per le piccole e medie imprese" mi farebbe dare un giudizio diverso. Almeno non si promette ciò che non c'è.

    ha scritto il