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Wetware - Gli uomini robot

Urania 1419

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.6
(27)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: A000006802 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Dopo la prima generazione di bopper, i robot dotati di coscienza, ecco capovolgersi la situazione: adesso sono i robot a creare esseri umani. Li chiamano "meatbop", carne con il software. I robouomini vorrebbero abbandonare la loro base sulla Luna e diffondersi sulla Terra, ma per la razza umana non sarebbe una grande idea (i bopper hanno l'antipatica abitudine di farci schiavi). Per risolvere la crisi, l'unica è restaurare la mente del creatore originario dei robot, Cobb Anderson, e vedere in che modo possa aiutarci.
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  • 5

    In questo secondo capitolo del ciclo del ware, i bopper cercano di creare i meatbop, robot di carne. Romanzo vincitore del Premio intitolato a Philip K. Dick, come il precedente Software.

    ha scritto il 

  • 4

    Il vecchio amore non si scorda. La Sci-Fi è sempre un luogo sicuro in cui rifugiarsi ogni tanto, per liberarsi dalle scorie di pensieri troppo rigorosi. Un ottimo libro per ottime serate di totale rel ...continua

    Il vecchio amore non si scorda. La Sci-Fi è sempre un luogo sicuro in cui rifugiarsi ogni tanto, per liberarsi dalle scorie di pensieri troppo rigorosi. Un ottimo libro per ottime serate di totale relax.

    ha scritto il 

  • 3

    Quarto e - speriamo - ultimo atto della tetralogia. Non posso dire che non ne valga la pena, poichè globalmente è interessante e presenta tantissimi spunti di riflessione, ma la dinamica narrativa è t ...continua

    Quarto e - speriamo - ultimo atto della tetralogia. Non posso dire che non ne valga la pena, poichè globalmente è interessante e presenta tantissimi spunti di riflessione, ma la dinamica narrativa è talmente contorta che è facilissimo perdersi, con quel che ne consegue. Io ho letto i quattro volumi nel tempo, quando uscivano, e ci sono voluti quasi dieci anni, mentre forse a rileggerli come un opera sola si riuscirebbe meglio a coglierne la singolarità.

    ha scritto il