Wetware - Gli uomini robot

Urania 1419

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.5
(34)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000006802 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Dopo la prima generazione di bopper, i robot dotati di coscienza, ecco capovolgersi la situazione: adesso sono i robot a creare esseri umani. Li chiamano "meatbop", carne con il software. I robouomini vorrebbero abbandonare la loro base sulla Luna e diffondersi sulla Terra, ma per la razza umana non sarebbe una grande idea (i bopper hanno l'antipatica abitudine di farci schiavi). Per risolvere la crisi, l'unica è restaurare la mente del creatore originario dei robot, Cobb Anderson, e vedere in che modo possa aiutarci.
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  • 4

    Il cambiamento è umido

    Brillante cavalcata tra concetti e situazioni, il romanzo del geniale Rucker scorre non proprio facilmente in mezzo a un fiume di personaggi e avvenimenti, rapido come le rivoluzioni informatiche degl ...continua

    Brillante cavalcata tra concetti e situazioni, il romanzo del geniale Rucker scorre non proprio facilmente in mezzo a un fiume di personaggi e avvenimenti, rapido come le rivoluzioni informatiche degli ultimi decenni. Stupisce pensare che sia stato scritto nel 1988, ma Rucker è uno scienziato, uno "avanti" per definizione. Lo stile, ripeto, sembra quasi ostico e di difficile comprensione, ma dopo poco ci si rende conto che è estremamente funzionale alla velocità degli avvenimenti e all'estraneità di chi li vive letteralmente sulla propria pelle. Assurdo, moderno, rapido e denso: sì, mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 0

    Una recensione su dandysme.altervista.org

    -Più che autore di romanzi di ambientazioni cyberpunk o tipicamente pulp, Rudy Rucker, come da quarta di copertina della pubblicazione Urania, è autore e scrittore ‘eterodosso’. Che alla pubblicazione ...continua

    -Più che autore di romanzi di ambientazioni cyberpunk o tipicamente pulp, Rudy Rucker, come da quarta di copertina della pubblicazione Urania, è autore e scrittore ‘eterodosso’. Che alla pubblicazione di testi fantascientifici accompagna una attività, anche scrittoria, nel campo della speculazione scientifica. Così che, ne consegue, i contenuti di ‘Wetware’ non sono affatto banali e/o trattati in modo sommario e sufficiente per quello che riguarda l’aspetto scientifico. Oltre che quello ‘fanta’ e che mira più chiaramente a delineare una trama avvincente e che affascini il lettore sin dalle prime battute.

    -I fatti si svolgono metà e metà sul pianeta Terra e più in particolare presso la città di Louisville in Kentucky, Usa; sulla Luna. L’anno è il 2030 e il satellite è stato colonizzato largamente dagli esseri umani nei decenni precedenti mediante il massiccio apporto dei bopper che, dopo essersi sottratti al controllo dei loro creatori, se ne erano impossessati. Riconquistato il satellite a partire dal 2022, sulla Luna esistono due città. La prima è Einstein, conosciuta anche come il Disco, una cupola piena di umani dalle dimensioni della odierna Manhattan. La seconda è il Nido, la città sotterranea dei Bopper.

    Le due città, in aperto scontro tra di loro, sono tuttavia caratterizzate da un rapporto simbiotico e di interdipendenza. Tutte e due le parti in causa, gli umani e i bopper, per diverse ragioni sono costrette a servirsi gli uni degli altri e se i primi vogliono sottomettere i robot e riconsegnarli al loro ruolo originario di ‘servi’ dell’umanità, i bopper vogliono invece la totale indipendenza.

    -Cos’è il merge? ‘Molto sintetico e molto illegale’, l’assunzione del merge, in pratica: una droga sintetica, creata in laboratorio, comporta una fusione dei tessuti e delle pareti cellulari dei soggetti di chi lo consuma. I consumatori del merge provano appagamento sessuale nell’assumere la droga, ne consegue che questa venga solitamente assunta in compagnia allo scopo di provare esperienze sensoriali estreme e evidentemente particolarmente gratificanti.

    Proprio il merge costituirà l’elemento base e centrale del piano dei bopper. Questi, già in grado di creare i ‘meatbop’ oppure carne-e-ossa, esseri umani controllati da dei veri e propri software, che definiscono schiavi, sognano di assumere le caratteristiche tipiche del genere umano e di avere un corpo di carne vera e propria. È così che mediante l’apporto del merge provvedono a fecondare degli uteri di donne umane e in questo modo a avere accesso al pianeta Terra e la società degli uomini.

    -Manchile è bello come un Dio. Dotato di una intelligenza soprannaturale, è affabile e affascinante come un divo di Hollywood e dopo poco entra a fare parte del bel mondo. Manchile è umano e allo stesso tempo bopper. È fatto di carne, ma il suo software proviene direttamente dalla Luna. Unione ideale di due razze diverse e in contrasto tra di loro, la sua ultima finalità è quella di mette alla luce una sua successione e quella di spargere oltre che il suo seme, anche il suo verbo. ‘ Io e i miei meatbop del nono giorno possiamo dare facilmente vita a una generazione ogni mese, dieci bambini a testa, il che significa dieci bambini alla nona in nove mesi, e dieci alla nona è un miliardo, e nove mesi da ora sarà ottobre, il che significa un miliardo di noi pronti per l’autunno.’

    Che cosa vuole Manchile? Cerca egli la supremazia dei bopper sul genere umano. Apparentemente no. La sua figura è ambigua, così come il suo comportamento. Unico esemplare della sua specie e destinato a una vita breve, Manchile appare chiaramente pazzo. Egli è un profeta allucinato e crea una propria religione e culto apparendo in macro-diffusione sui cosiddetti ‘visori’ in tutte le case degli abitanti del pianeta Terra. Manchile parla di fratellanza e di amore tra tutte le creature di Dio e tra queste anche gli umani e i bopper.

    -I personaggi che vengono proposti dal romanzo, siano questi l’investigatore Sta-Hi, il progettista Cobb Anderson, lo scienziato pazzo Yukawa, il giovane tecnico informato Willy, Della Tanze e i suoi genitori che fanno uso di marijuana, il tossico-dipendente Whitey Midol, i bopper e i carne-e-ossa, persino il bello e sorridente ‘come Robert Redford’ Manchile, tutti questi ci appaiono e ci vengono ritratti come dei personaggi negativi. Sono tutti soggetti alle prese con le loro miserie e che si muovono in un universo di confine dove si avverte un forte scollamento e fine della etica e di ogni senso di vita comune tra tutti gli esseri viventi. I bopper in questo contesto sono più che dei robot intelligenti, ma un pretesto, un simbolo di un contrasto che non ha contenuti sociali e/o economici né tantomeno culturali. La città di Einstein come quella di Parigi sono il punto di incontro di persone e soggetti appartenenti solo apparentemente a razze diverse. Dove il concetto di razza significa esclusivamente ‘barriera’ e limite alle interazioni con il sacrificio sull’altare della paura e dello scontro della possibile ricchezza che ne possa conseguire. In una situazione di questo tipo, la bio-genetica e la fecondazione di un utero da parte di un robot che si ribella all’uomo, appaiono - questi - l’ultimo degli orrori possibili.

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    http://dandysme.altervista.org/rudy-rucker-wetware-1988/?doing_wp_cron=1447516707.7910649776458740234375

    ha scritto il 

  • 5

    In questo secondo capitolo del ciclo del ware, i bopper cercano di creare i meatbop, robot di carne. Romanzo vincitore del Premio intitolato a Philip K. Dick, come il precedente Software.

    ha scritto il 

  • 4

    Il vecchio amore non si scorda. La Sci-Fi è sempre un luogo sicuro in cui rifugiarsi ogni tanto, per liberarsi dalle scorie di pensieri troppo rigorosi. Un ottimo libro per ottime serate di totale rel ...continua

    Il vecchio amore non si scorda. La Sci-Fi è sempre un luogo sicuro in cui rifugiarsi ogni tanto, per liberarsi dalle scorie di pensieri troppo rigorosi. Un ottimo libro per ottime serate di totale relax.

    ha scritto il 

  • 3

    Quarto e - speriamo - ultimo atto della tetralogia. Non posso dire che non ne valga la pena, poichè globalmente è interessante e presenta tantissimi spunti di riflessione, ma la dinamica narrativa è t ...continua

    Quarto e - speriamo - ultimo atto della tetralogia. Non posso dire che non ne valga la pena, poichè globalmente è interessante e presenta tantissimi spunti di riflessione, ma la dinamica narrativa è talmente contorta che è facilissimo perdersi, con quel che ne consegue. Io ho letto i quattro volumi nel tempo, quando uscivano, e ci sono voluti quasi dieci anni, mentre forse a rileggerli come un opera sola si riuscirebbe meglio a coglierne la singolarità.

    ha scritto il