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What A Carve up!

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.1
(5645)

Language:English | Number of Pages: 512 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Portuguese , Dutch

Isbn-10: 0140246657 | Isbn-13: 9780140246650 | Publish date:  | Edition TV Tie in Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , Softcover and Stapled , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 3

    Coe è sempre Coe o quasi?

    Non per giustificare il mio disappunto su alcune parti del romanzo ma mi sento in dovere di dichiarare il mio amore per Coe, un amore nato quest'inverno leggendo La casa del sonno e alimentato dalla s ...continue

    Non per giustificare il mio disappunto su alcune parti del romanzo ma mi sento in dovere di dichiarare il mio amore per Coe, un amore nato quest'inverno leggendo La casa del sonno e alimentato dalla sua maestria nel gestire la trama, un'abilità che ho ritrovato con mia grande gioia anche ne La famiglia Winshaw. Un libro non facile, con tanti riferimenti storici dell'Inghilterra degli anni '80 e '90, tanti personaggi, tanti intrecci e un finale dalle sfumature noir.

    Conosciamo i Winshaw grazie alle ricerche che Micheal Owen, uno scrittore squattrinato e sociopatico, fa sulla famiglia su commissione di una dei suoi capisaldi, Tabitha che vuole far luce sulla morte del fratello Godfrey. Attraverso diverse forme narrative, da quella giornalistica a quella del diario, sei componenti della famiglia Winshaw vengono messi sotto l'occhio del lettore per scoprire i risvolti delle loro vite caratterizzate da sete di potere e di ricchezza. Si sveleranno incredibili intrecci tra i vari Winshaw e lo stesso Micheal, dando al reale autore la possibilità di giocare con la trama e i personaggi nel miglior dei modi.

    Le vicende dei Winshaw non sono solo il pretesto per Coe di esprimere la propria abilità di scrittore/burattinaio, ma gli danno anche la possibilità di trattare temi importanti come la privatizzazione del sistema sanitario, l'obiettività dei giornalisti, l'allevamento intensivo, l'influenza dei media, la guerra in Iraq, ritraendo la società moderna nelle sue assurdità.
    Un romanzo non semplice, ma che vale la pena di leggere cercando di ritagliare il giusto spazio per leggerlo con attenzione.

    Consigliato a … Chi ama Coe e vuole avere un quadro generale sulla Gran Bretagna negli anni '80-'90

    Sconsigliato a … Che cerca un romanzo leggero

    Vuoi leggere altre mie recensioni? Vieni a visitare il mio blog Sale e Parole, ti aspetto!
    http://saleeparole.weebly.com/

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  • 3

    E aggiungo anche una mezza stellina alle tre!! Mi sembra azzeccatissima l'introduzione dove si dice: "Saga familiare?, giallo?, thriller?" in effetti è difficile contenere tutto quello che c'è nel lib ...continue

    E aggiungo anche una mezza stellina alle tre!! Mi sembra azzeccatissima l'introduzione dove si dice: "Saga familiare?, giallo?, thriller?" in effetti è difficile contenere tutto quello che c'è nel libro con una sola descrizione. I molti personaggi un po' confondono ma tutto l'intreccio, arrivati alla fine, si dipana e diventa chiaro.

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  • 3

    Tre stelline perché lo avevo accantonato in passato, due volte, dopo poche pagine, quindi anche se stavolta è andato liscio e l'ho letto senza particolari problemi, non me la sento di dare di più. Un ...continue

    Tre stelline perché lo avevo accantonato in passato, due volte, dopo poche pagine, quindi anche se stavolta è andato liscio e l'ho letto senza particolari problemi, non me la sento di dare di più. Un po' pesanti, infatti, alcuni dei capitoli sui Winshaw, ma il finale... Il finale è perfetto. Jonathan Coe nei suoi finali è sempre un po' eccessivo e anche stavolta non si è smentito. Dagli ultimi capitoli, che (spoiler?) sembrano un po' un incrocio tra "dieci piccoli indiani" e il film "seven", è impossibile staccarsi.

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  • 4

    Un libro molto divertente: una rappresentazione satirica della Gran Bretagna ai tempi di Margaret Thatcher, densa di avvenimenti storici reali, in un contesto rappresentativo del modo di essere di un ...continue

    Un libro molto divertente: una rappresentazione satirica della Gran Bretagna ai tempi di Margaret Thatcher, densa di avvenimenti storici reali, in un contesto rappresentativo del modo di essere di una certa alta borghesia priva di scrupoli. Anche la trama che si rivela a poco a poco è accattivante.

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  • 3

    Sarebbero tre stelle e mezzo ma visto la assoluta incongruenza della modestissima seconda parte con la prima ne metto tre.
    La seconda parte non riesco a spiegarmela: Coe si era stufato di scrivere e n ...continue

    Sarebbero tre stelle e mezzo ma visto la assoluta incongruenza della modestissima seconda parte con la prima ne metto tre.
    La seconda parte non riesco a spiegarmela: Coe si era stufato di scrivere e non trovava una conclusione che lo soddisfacesse oppure ha voluto che fosse fatta giustizia di personaggi orribili? Comunque sembra presa di peso da un romanzo di altro autore e forse è proprio così leggendo le note finali dell'autore.

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  • 4

    "Un manipolo di vermi" nel gioco del destino

    Sembra che sia proprio il destino il protagonista che muove ed incastra le tessere di questa storia in un gioco complicato, ma interessante e non poco surreale nel puzzle finale.
    Mi piace lo stile di ...continue

    Sembra che sia proprio il destino il protagonista che muove ed incastra le tessere di questa storia in un gioco complicato, ma interessante e non poco surreale nel puzzle finale.
    Mi piace lo stile di Jonathan Coe che conLa casa del sonno mi aveva già catturata. Complessa la sua tecnica narrativa dei continui rimandi con cui si incrociano, da un lato, il presente e il passato dell' io narrante, Michael Owen ( suo alter ego? ) con il suo carico di emozioni e ossessioni, e dall' altro il racconto della potente famiglia inglese degli Winshaw, la cui conoscenza, apparentemente casuale, sarà per Michael motivo di biasimo, di denuncia sociale, ma anche occasione per se stesso di risvolti sorprendenti, inaspettati, rivelatori.
    Ma entriamo in questa "singolare" famiglia, i cui componenti, uno di loro, Mortimer, definisce tutti matti da legare, fuori di testa, bacati nella cocuzza,
    Bisogna conoscerli ad uno ad uno nei risvolti più intimi, nei segreti più oscuri per avere l' idea e la profondità della bassezza morale di questa famiglia che annovera tra gli antenati un brillante borsaiolo e scassinatore.
    Le minute descrizioni di Coe tra il serio e talvolta il faceto ci restituiscono un bel campionario di bugiardi, sordidi profittatori, spregiudicati, volgari, aridi, spietati, affaristi assetati di potere, "patetici" nella convinzione di essere motore e dominatori, sempre e comunque, della scena nazionale e internazionale.
    Hanno le mani in pasta in tutti i settori che contano e nuotano con cinica abilità nel mondo thatcheriano dei privilegiati, in una società di ipocriti e opportunisti, dove i buoni sentimenti e la lealtà sono merce rara,. La regola in assoluto? Il raggiungimento del massimo profitto!
    Proprio quando la navigazione procede con il vento in poppa, entra in scena una specie di contrappasso a fare giustizia dello stile di vita dei membri di questa inqualificabile e agghiacciante famiglia, dietro i quali in filigrana possiamo scorgere i volti di nostri contemporanei, profittatori e non meno avidi di potere!

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  • 4

    La perfida Albione

    Premetto che è il primo libro di Coe che leggo. Un libro molto British che parte con un po' di difficoltà ma che poi prende e si fa leggere voracemente fino al roboante finale. Avrebbe meritato anche ...continue

    Premetto che è il primo libro di Coe che leggo. Un libro molto British che parte con un po' di difficoltà ma che poi prende e si fa leggere voracemente fino al roboante finale. Avrebbe meritato anche il massimo ma proprio il finale e la traduzione che a tratti rasenta l'imbarazzante hanno rovinato tutto.

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  • 2

    Un puzzle che non riesce

    Grande delusione. Ho affrontato La famiglia Winshow con grandi aspettative, dopo aver letto Prima che la pioggia cada e La casa del sonno. Non è assolutamente al livello di questi ultimi. Narrazione s ...continue

    Grande delusione. Ho affrontato La famiglia Winshow con grandi aspettative, dopo aver letto Prima che la pioggia cada e La casa del sonno. Non è assolutamente al livello di questi ultimi. Narrazione spezzettata: sembra un patchwork ricucito alla svelta. La vita di Owen l'io narrante e quella della famiglia si succedono a singhizzi discontinui e non si integrano quasi mai. Peccato! E visibile nei capitoli isolati la fluida e caustica scrittura dell'autore ma l'insieme non è dei più riusciti.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Mi piace Coe, il suo stile, alcune sue trovate e un suo certo cinismo; in questo caso, poi, ha giocato benissimo con gli incastri. Non mi è piaciuto il finale, però, benchè abbia un senso. E, se propr ...continue

    Mi piace Coe, il suo stile, alcune sue trovate e un suo certo cinismo; in questo caso, poi, ha giocato benissimo con gli incastri. Non mi è piaciuto il finale, però, benchè abbia un senso. E, se proprio devo trovare un altro difettuccio, avrei tagliato una decina di pagine (in alcune descrizioni rallenta troppo, secondo me).

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  • 5

    Romanzo avvincente

    Il protagonista di questo libro di Jonathan Coe, inglese di Birmingham considerato uno dei talenti più promettenti del Regno Unito, è uno scrittore di nome Michael Owen che, autoemarginatosi dalla soc ...continue

    Il protagonista di questo libro di Jonathan Coe, inglese di Birmingham considerato uno dei talenti più promettenti del Regno Unito, è uno scrittore di nome Michael Owen che, autoemarginatosi dalla società, nell'intento di portare a termine un libro-reportage su una potente famiglia inglese, intreccia la propria storia di illusioni, traumi adolescenziali e amori frustrati con quella dei Winshaw, famiglia di potenti insediati ai posti di comando di una Gran Bretagna che va dalla seconda guerra mondiale agli anni di Margaret Tatcher. Ed è così che vediamo sfilare i diversi personaggi che popolano questo romanzo: da giornalisti che scalano la via al controllo delle telecomunicazioni a industriali senza scrupoli, da politici che alternano da destra a sinistra la propria militanza a banchieri e faccendieri che conducono i loro affari di dubbia morale.
    Stiamo parlando di un libro che tende a fondere diversi generi letterari, dall'horror alla commedia, dall'attualità al giallo, dal citazionismo alla satira. Ciò che comunque risalta preminentemente è la forte critica nei confronti di una Gran Bretagna conservatrice, quella tatcheriana, che vende le armi a Saddam Hussein e poi partecipa alle spedizioni contro il dittatore iracheno, che riduce ai minimi termini i servizi pubblici, come ad esempio quello della sanità, e che permette consapelvomente la produzione di carni da animali alimentati con mangimi che più tardi troveremo su tutti i giornali in quanto caratterizzeranno lo scandalo della mucca pazza.
    Si tratta di un libro avvincente che non mancherà di coinvolgere il lettore nell'intento di rimettere a posto i tasselli di una storia che inizialmente appare sconnessa ma che si ricompone pagina dopo pagina per concludersi con un finale che lascia un po' di amaro in bocca.

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