What A Carve up!

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.1
(5851)

Language: English | Number of Pages: 512 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Portuguese , Dutch

Isbn-10: 0140246657 | Isbn-13: 9780140246650 | Publish date:  | Edition TV Tie in Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , Softcover and Stapled , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 5

    Devo fare una premessa: ho letto questo libro su suggerimento della mia libraia di fiducia. Dopo l'esperienza di "Donna per caso" mi ero ripromessa di non dare possibilità a Coe ma, fortunatamente, mi ...continue

    Devo fare una premessa: ho letto questo libro su suggerimento della mia libraia di fiducia. Dopo l'esperienza di "Donna per caso" mi ero ripromessa di non dare possibilità a Coe ma, fortunatamente, mi sono fatta tentare dai consigli di Sara.
    Ho letto un sacco di recensioni a dir poco entusiaste e credo ci sia davvero poco da aggiungere. Dirò solo perché, secondo me, "La famiglia Winshaw" è un libro da non perdere. Coe riesce con pungente ironia a raccontare tutto il peggio dell'Inghilterra tra gli anni Settanta e Novanta senza cadere nel didascalico, costruendo dei personaggi perfetti con la peculiare caratteristica di essere parenti (serpenti).
    Una saga familiare avvincente dall'epilogo inaspettato di cui è improbabile coprotagonista uno scrittore di poco successo, dalla vita poco avvincente e dalle poche qualità.
    La famiglia Winshaw è composta da personaggi inglesi di spicco nei vari campi: mass media, finanza, agricoltura intensiva.
    A Coe il merito di essere riuscito a raccontare un'epoca senza diventare noioso, ma costruendo un giallo intricato e contorto fino all'ultima pagina.
    Strepitoso.

    said on 

  • 5

    Avevo comprato tempo fa un suo libro che non avevo mai letto...e un giorno in libreria ho scelto questo, quasi pensando che sarebbe rimasto intonso...e invece l'ho quasi divorato. Inizialmente i capit ...continue

    Avevo comprato tempo fa un suo libro che non avevo mai letto...e un giorno in libreria ho scelto questo, quasi pensando che sarebbe rimasto intonso...e invece l'ho quasi divorato. Inizialmente i capitoli dedicata a ciascun membro della famiglia mi aveva un po' scoraggiato... ma è durato poco. Scritto bene, in maniera fluida, nonostante le poche ripetizioni. A volte decisamente crudo ma capace di far affezionare il lettore al WInshaw più odioso. Ho trovato interessante la commistione di generi e le tante storie che finiscono per unirsi e relazionarsi sempre più intensamente, grazie ai vari flashback ben piazzati dallo scrittore, che ho la curiosità di conoscere meglio.
    Consigliato.

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  • 4

    Non conoscevo l'autore e in libreria l'ho sempre altamente snobbato, chissà perché poi.. ad ogni modo, prima di tutto e cosa veramente importante e fondamentale...scrive bene! Scrive bene.. e non è co ...continue

    Non conoscevo l'autore e in libreria l'ho sempre altamente snobbato, chissà perché poi.. ad ogni modo, prima di tutto e cosa veramente importante e fondamentale...scrive bene! Scrive bene.. e non è cosa da secondaria importanza. E' uno che sa scrivere in maniera giusta e corretta, scorrevole ma di un certo peso. Né troppo artefatto, né troppo leggero. Mi piace!

    Per quanto riguarda la trama, non sapevo cosa mi aspettasse ma già dal titolo la saga familiare non mi attirava granché. Quanto mai sbagliato! Mi è piaciuta anche la struttura della storia:
    intanto c'è un prologo in cui si delinea la prima generazione della famiglia e i fatti salienti, dopodiché tutto il libro si divide tra un capitolo dedicato a un personaggio della seconda generazione della famiglia. Ognuno di loro si scopre essere diventato un leader brittanico in ogni campo..finanziario, giornalistico, d'arte, aziendale ecc. Gente milionaria, con potere e influenza, e sì intelligente..ma totalmente priva di scrupoli, che è arrivata a ricoprire quei ruoli rilevanti scavalcando chiunque e qualsiasi valore. Il tutto intramezzato da capitoli che raccontano la storia presente di uno scrittore un po' spiantato a cui è stato affidato il compito di scrivere la storia di questa famiglia e perciò di ficcare il naso nei loro tramaci più oscuri. Per poi pian piano scoprire che Mister Owen, lo scrittore, è in realtà più influenzato e intrecciato alla loro storia più di quello che si pensasse.
    Tutta questa parte mi ha tenuta col fiato in sospeso perché non riuscivo a capire dove l'autore volesse andare a parare ed è stata una piacevole lettura, scoprire ad uno ad uno le varie storie di ciascun personaggio.
    Simpatiche le caricature di ciascun familiare all'inizio del capitolo al quale è dedicato. :)

    La seconda parte finale del libro invece vola, perché di colpo si tramuta in un giallo alla stregua di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, cioè tutto un altro registro. Bello, assurdo, forse anche troppo assurdo ma sto ancora riprendendo fiato! :I

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  • 4

    Libro avvincente e mai banale. La storia ruota attorno ai componenti di una rinomata famiglia inglese e ai loro molti lati oscuri. La descrizione di ogni membro della famiglia offre ampi spunti all'a ...continue

    Libro avvincente e mai banale. La storia ruota attorno ai componenti di una rinomata famiglia inglese e ai loro molti lati oscuri. La descrizione di ogni membro della famiglia offre ampi spunti all'autore per tratteggiare il contorno di una particolarità della società inglese. Questo rende la lettura ricca di dettagli e di riflessioni che rendono questo romanzo uno dei migliori, se non il migliore, dell'autore.
    Ne consiglio la lettura

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  • 4

    Un romanzo sorprendente, scritto con linguaggio curato, diretto ed efficace. Grande ricchezza di idee, di contenuti, di passioni, tra cui spicca quella per il cinema. Molto duro il tono di accusa e d ...continue

    Un romanzo sorprendente, scritto con linguaggio curato, diretto ed efficace. Grande ricchezza di idee, di contenuti, di passioni, tra cui spicca quella per il cinema. Molto duro il tono di accusa e di disprezzo nei confronti degli arroganti e dei potenti, mentre emerge il grande valore che lo scrittore attribuisce ai sentimenti e alle piccole cose della vita. Notevole.

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  • 5

    Ovvero il Male.

    Il Male, bestia dai mille volti, è il vero protagonista di questo magnifico romanzo; che poi, nello specifico caso, esso porti il nome di una delle più famose famiglie d'Inghilterra è tutto sommato ir ...continue

    Il Male, bestia dai mille volti, è il vero protagonista di questo magnifico romanzo; che poi, nello specifico caso, esso porti il nome di una delle più famose famiglie d'Inghilterra è tutto sommato irrilevante. La famiglia Winshaw, infatti, potrebbe essere collocata in qualsiasi parte del globo, nella misura in cui l'ossessione per il potere e la fame di ricchezza costituiscono un cancro maligno e distruttore universalmente diffuso. Eppure Coe, e in questo sta la sua maestria, contestualizza e circoscrive il Male ad un preciso ambito cronologico e geografico (Londra-Birmingham-York, anni '40-'90) e del Male descrive con minuzia certosina tutti gli inganni, le frodi, le violenze, i soprusi; ogni membro della famiglia Winshaw contribuisce in larghissima misura affinché slealtà, tradimento, povertà, dolore, disperazione e morte possano ovunque crescere e moltiplicarsi e, contemporaneamente, essere deliziosamente causa di arricchimento di questa orrenda e spregiudicata stirpe. Nessun ambito è escluso dalla malefica influenza e dal mefitico tocco degli Winshaw: la sanità pubblica, la politica (di ogni colore), l'economia e l'industria, l'arte, l'informazione, il cinema, tutto è contaminato, tutto è alterato e manipolato per gli interessi di pochi, a discapito di tutti. Ciascun membro della famiglia è un vampiro nel proprio campo di competenze(?) e un vero distruttore.
    Con salti temporali da un decennio all'altro l'A. ci racconta le malefatte di tutti loro, in modo assolutamente verosimile e con ricchi riferimenti alla vita reale dell'Inghilterra di quegli anni. Un orrore, soprattutto per chi, come me, quegli anni li ha vissuti davvero.

    E poi c'è Michael. Uno scrittore senza talento, un bambino sperduto, un angelo senza ali, l'uomo sbagliato nel momento giusto, l'uomo senza qualità, la vittima sacrificale, la "conditio sine qua non" della trama e la chiave di volta della narrazione. Un personaggio straordinario, tanto inetto quanto geniale, pensato e descritto ad arte.

    Il romanzo è avvincente, la scrittura è superba, il finale degno della migliore Agatha Christie. Consigliatissimo.

    said on 

  • 4

    Un gran casino

    A metà tra il lavoro di denuncia, il giallo, il romanzo, un pout-pourrì di generi che non pensavo si potessero mischiare. Un po' in prima persona, a momenti in terza. Avanti e indietro negli anni come ...continue

    A metà tra il lavoro di denuncia, il giallo, il romanzo, un pout-pourrì di generi che non pensavo si potessero mischiare. Un po' in prima persona, a momenti in terza. Avanti e indietro negli anni come su una macchina del tempo impazzita. Alla fine non ricordavo nemmeno più chi era figlio di chi e cosa faceva in questa famiglia di vermi di lusso. Eppure una storia che ho trovato avvincente e scritta in modo originale.
    E quelle denuncie sulla politica inglese della Thatcher che hanno prodotto disastri abnormi e che più di una volta mi hanno fatto esclamare: "Ehi, ma è successo lo stesso anche qui. Come mai non me ne sono accorta?".
    Birbante di un Coe.

    said on 

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