What A Carve up!

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.1
(5795)

Language: English | Number of Pages: 512 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Portuguese , Dutch

Isbn-10: 0140246657 | Isbn-13: 9780140246650 | Publish date:  | Edition TV Tie in Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , Softcover and Stapled , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 5

    Un libro SPLENDIDO!

    Trama bellissima, personaggi così odiosi che ti sembra di conoscerli.. e la tenerezza, Michel e Fiona, il giallo, i misteri. Il finale ti lascia a bocca aperta. Da leggere e da assaporare con calma. ...continue

    Trama bellissima, personaggi così odiosi che ti sembra di conoscerli.. e la tenerezza, Michel e Fiona, il giallo, i misteri. Il finale ti lascia a bocca aperta. Da leggere e da assaporare con calma.

    W Michael Owen!

    said on 

  • 4

    Divertente "falò delle vanità" in chiave British. Sì, è vero, nella seconda parte l'autore si fa un po' prendere la mano e finisce per sbandare nell'assurdo con un finale da sbraco totale (peccato, pe ...continue

    Divertente "falò delle vanità" in chiave British. Sì, è vero, nella seconda parte l'autore si fa un po' prendere la mano e finisce per sbandare nell'assurdo con un finale da sbraco totale (peccato, perché la credibilità della parte di denuncia politica in questo modo va un po' a farsi benedire), ma Coe ha un tale gusto per la narrazione e una tale vena comica che gli si perdona (quasi) tutto. Consigliatissima lettura d'intrattenimento.

    said on 

  • 5

    Michael Owen...

    ...è uno scrittore, dopo aver pubblicato due libri e per necessità economiche è diventato il biografo della potente e ricchissima famiglia Winshaw. Un famiglia che nasconde oscuri segreti e in cui l'a ...continue

    ...è uno scrittore, dopo aver pubblicato due libri e per necessità economiche è diventato il biografo della potente e ricchissima famiglia Winshaw. Un famiglia che nasconde oscuri segreti e in cui l'avidità e la follia sono sempre andate a braccetto, sono lo specchio oscuro dell'Inghilterra, tutto il peggio che il paese offre in materia di finanza, affari, giornalismo, industria agro alimentare, industria bellica. Siamo in piena epoca tactcheriana, quando anni di conquiste sociali sono state spazzate via in pochissimo tempo, gli Winshaw sono la perfetta personificazione dell'epoca: odiosi, arroganti, insopportabili. Owen lo sa meglio di chiunque altro, è un uomo triste, ferito, che ben presto si renderà conto di come la sua vita e il suo destino abbiano in realtà molto a che fare con gli Winshaw. Il finale è una sorta di nemesi ma il romanzo riesce a mescolare moltissimi generi con una spiccata preferenza per un certo umorismo nero e per una perfetta satira sociale, la trama è complicatissima ma affatto confusa e il passaggio tra i vari registri - anche i più drammatici - è ben congegnato. Questo è un romanzo divertente ed anche molto intelligente.

    said on 

  • 3

    Come la parmigiana

    Certo volte Coe è come la parmigiana, buonissima ma (a volte) ti si pianta lì e non riesci a digerirla.
    Voglio dire, siamo tutti d'accordo che sia uno splendido autore. Non ci sono dubbi. Ci vuole un' ...continue

    Certo volte Coe è come la parmigiana, buonissima ma (a volte) ti si pianta lì e non riesci a digerirla.
    Voglio dire, siamo tutti d'accordo che sia uno splendido autore. Non ci sono dubbi. Ci vuole un'abilità incredibile per gestire questa mole di lavoro: personaggi, trama e storia (mezzo secolo di storia inglese) facondo collegamenti, richiami, intrecci, spostamenti temporali e altre diavolerie. Coe ci riesce benissimo, con una indiscutibile classe. Ma evidentemente in questo periodo non digerisco bene i polpettoni, quindi il mio è un nì. Lasciato e ripreso un paio di volte in evidente stato di noia (e di confusione), ho fatto un lavorone per finirlo. Certo, ho fatto bene ad insistere, perchè la fine ha dato un pò di vivacità e senso logico e ho ritrovato un interesse che avevo perso per strada. Ma è stata dura e infinita.

    said on 

  • 2

    Una famiglia di capitalisti alla resa dei conti

    All'inizio si capisce che il disegno corale non è nelle corde di Coe. Poi si apprezzano i singoli componenti della cordata e il lavoro si documentazione dei temi evocati - per esempio la manipolazion ...continue

    All'inizio si capisce che il disegno corale non è nelle corde di Coe. Poi si apprezzano i singoli componenti della cordata e il lavoro si documentazione dei temi evocati - per esempio la manipolazione delle notizie e la mancanza di scrupoli dell'industria alimentare.
    L'epilogo vira coscientemente - e metatestualmente -in direzione del giallo, se non dell'horror.
    E' un po' troppo forzato. Ne viene così meno la credibilità dell'opera in sé.

    said on 

  • 3

    Gli squali

    La cosa interessante del libro è la descrizione di questi squali e delle loro manovre. Viene incontro a questo senso di diffidenza e persecuzione che, chi più chi meno, nutriamo un po' tutti verso il ...continue

    La cosa interessante del libro è la descrizione di questi squali e delle loro manovre. Viene incontro a questo senso di diffidenza e persecuzione che, chi più chi meno, nutriamo un po' tutti verso il potere.
    Però mi ha fatto ricordare cosa non mi piaceva della casa del sonno. E' come se avessi l'impressione che ci sono troppe coincidenze e troppi pochi personaggi affinchè la storia sembri realistica.

    said on 

  • 4

    "Di che cosa è morta? Della stessa cosa di cui muoiono tutti, alla fine: per una serie di circostanze."

    Mi era sembrato buono La banda dei brocchi e molto buono Circolo chiuso, ma ancora non era scatt ...continue

    "Di che cosa è morta? Della stessa cosa di cui muoiono tutti, alla fine: per una serie di circostanze."

    Mi era sembrato buono La banda dei brocchi e molto buono Circolo chiuso, ma ancora non era scattato l'amore per Coe. Sbagliando, per una serie di motivi, non avevo ancora letto La famiglia Winshaw.
    Tanto brillante quanto insolito nella struttura, costruito come un gioco a incastri letterario che alla fine cita esplicitamente la Christie, capace di azzeccare un paio di personaggi secondari memorabili (il vecchio detective gay, la generosa e indolente amica d'infanzia di Michael), è un romanzo che intrattiene, diverte, commuove e nel frattempo regala un affresco amaro, bizzarro, emblematico e spietato dell'Inghilterra tatcheriana, che sfocia quasi antropologicamente nella prima guerra del golfo.

    P.S.
    A breve procedo con La casa del sonno

    said on 

  • 3

    Un libro su cui avevo grandi aspettative, purtroppo in buona parte deluse. Mi piacciono le saghe familiari, tantopiù se promettono quella folla di personaggi ambiziosi e spietati di cui il libro è eff ...continue

    Un libro su cui avevo grandi aspettative, purtroppo in buona parte deluse. Mi piacciono le saghe familiari, tantopiù se promettono quella folla di personaggi ambiziosi e spietati di cui il libro è effettivamente pieno e se insieme a quelli l’autore ci racconta anche lo sfondo storico e sociale di un’epoca (in questo caso l’Inghilterra tatcheriana). La presenza all’inizio del libro di un albero genealogico poi, mi dà un vero brivido anticipatore: significa che la lettura sarà faticosa, possibilmente ingarbugliata, ma che darà vita a un grande affresco da ammirare alla fine nel suo splendido insieme.

    Qui l’affresco riesce molto simile alla copertina dell’edizione Feltrinelli: un’immagine di dubbio significato, in alcune parti abbozzata, con colori incoerenti.

    E’ un romanzo che tratta molti temi interessanti mostrando sullo sfondo la trasformazione di un paese, e lo fa diventando di volta in volta biografia, romanzo realista, diario, cronaca sociale, mistery e racconto gotico (se non ho dimenticato qualcosa). Niente di male in questo, ma tutti questi contenuti sono veramente male amalgamati. Si salta da uno stile all’altro e da un’epoca all’altra, ma senza grazia: il risultato è come un puzzle mal rifinito perché fatto di tessere appartenenti ad altri puzzle… come un libro fatto di pezzi di altri libri (non aiuta la traduzione, che presenta secondo me varie discutibili scelte terminologiche).

    Per aggiungere complicazione, la storia è inoltre narrata da due punti di vista: il racconto “esterno” delle vicende dei vari orridi Winshaw con i loro diversi gradi di rapacità e squallore morale, e la storia in prima persona del loro aspirante biografo, il modesto scrittore Michael Owen, assoldato dalla zia pazza per scrivere la storia della famiglia. Ora, io ho una particolare idiosincrasia per cui quando trovo uno scrittore tra i personaggi di un libro, mi innervosisco sempre: troppe volte un personaggio scrittore diventa un comodo pretesto per l’autore per blaterare di se stesso, troppe volte vengono descritti scrittori dalle personalità pompose e cialtrone... (che non si capisce mai se l’autore voglia affettuosamente prendere in giro la sua stessa categoria o velenosamente punzecchiare qualche suo rivale).

    In realtà il povero Owen è il personaggio più umanamente decente e più artisticamente riuscito dell’opera (nonostante certe sue noiose psicosi) e pur con tutte le sue manchevolezze si fa voler bene, oltre ad essere il protagonista di un finale davvero sorprendente e geniale, che ritengo la parte migliore del libro (parlo delle ultime due pagine). Gli odiosi Winshaw, paradossalmente, non lasciano traccia.

    said on 

  • 4

    Molto inglese, eppure...

    Un gran bel libro.
    Jonathan Coe ci costruisce un mondo attorno usando, come mappa geografica, l'albero genealogico della famiglia Winshaw.
    Tre storie si intrecciano, quella del Regno Unito dalla guerr ...continue

    Un gran bel libro.
    Jonathan Coe ci costruisce un mondo attorno usando, come mappa geografica, l'albero genealogico della famiglia Winshaw.
    Tre storie si intrecciano, quella del Regno Unito dalla guerra delle Falkland in poi, quella della famiglia da cui prende il titolo il libro, e quella di un giovane scrittore, Michael Owen, cui viene commissionato un libro storico sui Winshaw.
    Via via che la trama si dipana, impariamo dei dettagli sui personaggi e nulla rimane com'era prima.
    Fino al gran finale degli ultimi capitoli (di tutta la seconda parte, in realtà) quando l'autore ci svela fino in fondo la trama.

    Scritto bene, un po' come si usava una volta, con linguaggio ricercato e senza fretta.
    Ottimamente costruito. Insomma da leggere...

    said on 

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