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What I Loved

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Publisher: Hodder & Stoughton General Division

4.1
(283)

Language:English | Number of Pages: 384 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , German , Italian , Spanish , Swedish

Isbn-10: 034068237X | Isbn-13: 9780340682371 | Publish date: 

Also available as: Paperback , eBook , Others

Category: Art, Architecture & Photography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
This is the story of two men who first become friends in 1970s New York, of the women in their lives, and of their sons, born the same year. Both Leo Hertzberg, an art historian, and Bill Weschler, a painter, are cultured, decent men, but neither is equipped to deal with what happens to their children - Leo's son drowns when he's 12, while Bill's son Mark grows up to be a delinquent, and the acolyte of a sinister, guru-like artist who spawns murder in his wake. Spanning the hedonism of the eighties and the chill-out nineties, this multi-layered novel combines a plot of mounting menace with a deeply moving account of familial relationships and a superbly observed portrait of an artist, set against the backdrop of a society reaching new depths of depravity in its frenetic quest for the next fashion, drug and thrill.
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  • 3

    Illusorio

    Quello che ho amato di questo libro è la prima parte. Una bella descrizione di situazioni e persone, una scrittura mai banale capace di affrontare temi delicati e molto particolari...la coppia, la convivenza, la fine di un amore. Poi la virata a picco con la scelta di fossilizzarmi su un solo per ...continue

    Quello che ho amato di questo libro è la prima parte. Una bella descrizione di situazioni e persone, una scrittura mai banale capace di affrontare temi delicati e molto particolari...la coppia, la convivenza, la fine di un amore. Poi la virata a picco con la scelta di fossilizzarmi su un solo personaggio con riptizioni e inutili sofismi che ti fanno arrivare alla fine con grande fatica!

    said on 

  • 4

    Tra 3/4 stelline, perché mi è molto piaciuto lo stile, ma ci sono pagine e pagine di descrizione di opere d'arte, noiosissime e, alla fine, non molto rilevanti ai fini della storia. Racconto di vite, di amori, di amicizie, di tragici e intollerabili dolori, di arti, di intellettuali newyorkesi. ...continue

    Tra 3/4 stelline, perché mi è molto piaciuto lo stile, ma ci sono pagine e pagine di descrizione di opere d'arte, noiosissime e, alla fine, non molto rilevanti ai fini della storia. Racconto di vite, di amori, di amicizie, di tragici e intollerabili dolori, di arti, di intellettuali newyorkesi. Il plot non è male, ma si perde un po'. Alcune pagine valgono il libro, comunque , che ho finito con interesse, ma anche con un po' di fatica nonostante sia breve.

    said on 

  • 3

    una mirabile intarsista, ma...

    Risulta difficile leggere un libro di Siri Hustvedt senza pensare a suo marito, Paul Auster. Se il primo scrive ormai meta-romanzi, cerebrali e apollinei, decontaminati dalla realtà di tutti i giorni, la moglie si sporca le mani con passioni e sentimenti. “Quello che ho amato” è un titolo molto p ...continue

    Risulta difficile leggere un libro di Siri Hustvedt senza pensare a suo marito, Paul Auster. Se il primo scrive ormai meta-romanzi, cerebrali e apollinei, decontaminati dalla realtà di tutti i giorni, la moglie si sporca le mani con passioni e sentimenti. “Quello che ho amato” è un titolo molto più letterale di quanto non si pensi: è la storia degli amori, delle passioni,dei dolori (soprattutto), delle amicizie e degli amorazzi che il protagonista, un professore universitario, critico d’arte, racconta sugli ultimi 20 anni che ha vissuto (tra il 75 e il 2000). il romanzo è la storia di quello che ha amato, di quello che ha provato ad amare, è quello che gli è stato impedito di amare, è quello che ha provato ad amare a fronte delle avversità della vita. II risultato? lodevole per gli affreschi psicologici dei tanti personaggi, sempre molto ben curati e molto ben referenziati con tanto di citazioni (psichiatriche e psicoanalitiche su tutti), le storie sono molto ben credibili …. ma forse manca lo spirito del grande narratore, l’effetto emotivo di trascinamento, che ti fa sobbalzare e meravigliare. ad amici ho detto di pancia che la Hustvedt è una splendida intarsiata (“il cubismo del Rinascimento”), ma non eccelle in una narrazione fluida. Con meno particolari e con 100 pagine in meno, questo libro sarebbe da urlo. resta comunque un gran bel libro, con bellissime intuizioni. A cominciare dal motivo per cui il professore si è innamorato di un “autoritratto” del pittore di cui diventerà grande amico…

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  • 5

    se un romanzo assomiglia alla vita anche nelle sue pieghe meno affascinanti riesce nel suo intento. Leggere questo romanzo è come abitare per 40 anni in casa dei protagonisti e vederne tutto. Non una parte.

    said on 

  • 2

    Le storie di due coppie di intellettuali newyorkesi che scorrono parallele accomunate da interessi, figli, amori incrociati, dolori.
    Bill è un artista di successo, Leo un critico d'arte, Lucille è una poetessa, Erica scrive saggi e poi arriva Violet che studia la condizione della donna nei ...continue

    Le storie di due coppie di intellettuali newyorkesi che scorrono parallele accomunate da interessi, figli, amori incrociati, dolori.
    Bill è un artista di successo, Leo un critico d'arte, Lucille è una poetessa, Erica scrive saggi e poi arriva Violet che studia la condizione della donna nei secoli; sembra che la Hustvedt non concepisca un mondo diverso da quello di chi ha frequentato Harvard o insegna alla Columbia; anche per descrivere una scena erotica ci precisa che Leo, prima di rispondere all'approccio della sua compagna, mette da parte il suo saggio sul manierismo ( e che ci cambia saperlo? Se leggeva Tex Willer non era lo stesso...?)o che Lucille incinta combatte l'insonia leggendo Lacan.
    Verrebbe da dire, Siri rilassati! Ti diamo ascolto anche se non ci dimostri ad ogni pagina la raffinatezza di gusti dei tuoi protagonisti.
    Pedanti e verbose poi le descrizioni delle realizzazioni artistiche di Bill, peraltro di scarsa efficacia narrativa anche perché francamente noiose .
    Sospesa a metà tra il saggio sull'arte contemporanea, il trattato sociologico e il romanzo psicologico con epilogo dark, la Hustvetd non ha ancora deciso cosa vuol fare da grande ma il tempo stringe; perfino a Manhattan.

    said on 

  • 3

    Non so perché ho comprato questo libro. Forse per le tre righe della quarta di copertina: un intenso romanzo familiare e un inquietante thriller psicologici che esplora i sentimenti dell'amore, della perdita, del dolore. Ma che delusione!
    In sé la trama non è male. Ma è svolta così lentamen ...continue

    Non so perché ho comprato questo libro. Forse per le tre righe della quarta di copertina: un intenso romanzo familiare e un inquietante thriller psicologici che esplora i sentimenti dell'amore, della perdita, del dolore. Ma che delusione!
    In sé la trama non è male. Ma è svolta così lentamente che qualsiasi pathos scema. La parte più intrigante del libro è nelle ultime 100 pagine...e per un libro di 361 pagine ti chiedi quasi sempre a cosa voglia tendere.
    Le descrizioni delle opere d'arte sono così noiose e particolareggiate che a volte si ha la tentazione di passare oltre. A parte il fatto che un'opera d'arte descritta perde parte del suo fascino.
    Le tre stelle solo perché la prosa è buona e la trama poteva anche essere intrigante.

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  • 4

    La Hustvedt è una donna molto colta e di molteplici interessi: letteratura, storia dell’arte, arte contemporanea … e poi nevrosi e disturbi psichiatrici. Di tutti questi suoi interessi c’è più che traccia in questo strano libro, un romanzo che è in parte un saggio (o meglio una raccolta di saggi) ...continue

    La Hustvedt è una donna molto colta e di molteplici interessi: letteratura, storia dell’arte, arte contemporanea … e poi nevrosi e disturbi psichiatrici. Di tutti questi suoi interessi c’è più che traccia in questo strano libro, un romanzo che è in parte un saggio (o meglio una raccolta di saggi), in parte descrizione accurata della New York intellettuale e artistica, in parte thriller. E poi naturalmente tutto il resto: riflessione su amore, amicizia, tradimento, paternità/maternità, vecchiaia e – soprattutto – perdita.
    Il risultato non è perfettamente riuscito (alcune parti annoiano, altre sono abbastanza prevedibili) ma resta un libro piuttosto intrigante. Quattro stelle sono probabilmente troppe, ma tre sarebbero state poche.

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  • 2

    Una scrittrice fallita

    L'ha dedicato a Paul Auster, suo marito, il che indica già la sua speranza aperta di appoggiarsi alla fama del grande Paul che, ahimè, non raggiungerà mai. E' una saggista che prova da tutta la vita a fare la romanziera senza riuscirci, emana proprietà di linguaggio e cultura da ogni poro, peccat ...continue

    L'ha dedicato a Paul Auster, suo marito, il che indica già la sua speranza aperta di appoggiarsi alla fama del grande Paul che, ahimè, non raggiungerà mai. E' una saggista che prova da tutta la vita a fare la romanziera senza riuscirci, emana proprietà di linguaggio e cultura da ogni poro, peccato che non sappia scrivere. Una Franzen malriuscita. Cucina torte, Siri, potresti raggiungere più alte vette.

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