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What I Loved

By

Publisher: Hodder & Stoughton General Division

4.1
(297)

Language:English | Number of Pages: 384 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , German , Italian , Spanish , Swedish

Isbn-10: 034068237X | Isbn-13: 9780340682371 | Publish date: 

Also available as: Paperback , eBook , Others

Category: Art, Architecture & Photography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
This is the story of two men who first become friends in 1970s New York, of the women in their lives, and of their sons, born the same year. Both Leo Hertzberg, an art historian, and Bill Weschler, a painter, are cultured, decent men, but neither is equipped to deal with what happens to their children - Leo's son drowns when he's 12, while Bill's son Mark grows up to be a delinquent, and the acolyte of a sinister, guru-like artist who spawns murder in his wake. Spanning the hedonism of the eighties and the chill-out nineties, this multi-layered novel combines a plot of mounting menace with a deeply moving account of familial relationships and a superbly observed portrait of an artist, set against the backdrop of a society reaching new depths of depravity in its frenetic quest for the next fashion, drug and thrill.
Sorting by
  • 2

    Uno

    di quei libri che appena finisci di leggerlo pensi : " Qual é la trama? Qual é il messaggio? E il finale dov'é? ".
    Non riesco a capire perché molti lo ritengono un capolavoro ma io sin dall'inizio ho ...continue

    di quei libri che appena finisci di leggerlo pensi : " Qual é la trama? Qual é il messaggio? E il finale dov'é? ".
    Non riesco a capire perché molti lo ritengono un capolavoro ma io sin dall'inizio ho avuto diffcoltá a farmelo piacere e speravo in un finale che mi facesse ricredere, ma niente da fare.

    said on 

  • 5

    Recensione su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/06/siri-hustvedt-quello-che-ho-amato.html

    Io già me li immagino loro due che la sera leggono, discutono di libri e scrittori, vanno alle mostre e disc ...continue

    Recensione su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/06/siri-hustvedt-quello-che-ho-amato.html

    Io già me li immagino loro due che la sera leggono, discutono di libri e scrittori, vanno alle mostre e discutono della scena artistica newyorkese. E questa, lo confesso, è sempre stata una delle fantasie libidinose che ho avuto sulla mia vita futura insieme all'uomo perfetto. Comunque...

    said on 

  • 3

    Ahimè, troppe aspettative deluse da questo elaborato romanzo di Siri Hustvedt. Troppo colto, troppo cervellotico, troppo descrittivo e, per finire, troppo femminile. Nel senso che il protagonista-narr ...continue

    Ahimè, troppe aspettative deluse da questo elaborato romanzo di Siri Hustvedt. Troppo colto, troppo cervellotico, troppo descrittivo e, per finire, troppo femminile. Nel senso che il protagonista-narratore, Leo, tradisce la prospettiva di Siri: no, direi proprio che la scrittrice non ce la fa a incarnare la visione interiore di un uomo. La prima parte e la seconda sono decisamente diverse: concentrato sulle descrizioni delle opere e delle relazioni di Bill (l'artista che affascina Leo e ne diventa il più intimo amico) è il primo capitolo; gli altri due entrano a capofitto nel tema della perdita, degli amori vissuti e immaginati e soprattutto nell'insidioso territorio della patologia. Arte e follia si intersecano, la morte semina separazione, l'amore non salva nessuno. Sfondo e insieme protagonista è l'ambiente degli artisti newyorchesi, dagli anni Settanta in poi. Tutti i personaggi (a parte gli svitati o psicotici) sono impegnati a scrivere grandi trattati, a dipingere fondamentali prodotti artistici innovativi, a lavorare in proprio per prestigiose e intercambiabili università americane. Lo psicothriller tanto sbandierato c'è, ma non soddisfa il gusto degli amanti del genere che di un giallo vogliono vedere anche, magari, la soluzione.
    Perché 3 stelle? Beh...Sono riuscita a leggerlo dall'inizio alla fine, con sprazzi di sincero interesse. Però se Siri lavorasse di lima anziché di accumulo forse alla fine la narrazione ci guadagnerebbe.

    said on 

  • 5

    "Ma tutti, considerai, viviamo nelle storie immaginarie che raccontiamo a noi stessi sulle nostre vite"

    Questo è un romanzo!
    Per una volta ha ragione anche l’endorsement in copertina a firma di S.Rushdie, inquietante e ipnotico.
    Come un silenzio degli innocenti narrato da un Murakami nato in America, un ...continue

    Questo è un romanzo!
    Per una volta ha ragione anche l’endorsement in copertina a firma di S.Rushdie, inquietante e ipnotico.
    Come un silenzio degli innocenti narrato da un Murakami nato in America, una piacevole lentezza di lettura costellata qua e là da qualche brivido.
    C’è la capacità di far innamorare il lettore di quadri che non ha mai visto, anche me, che proprio di quadri non capisco e non riesco ad emozionarmici dal vivo.
    A metà libro ho scoperto che la penna è della signora Auster, laddove lo specchio della sensibilità maschile qui è scandagliata fino alla singola molecola di silicio.
    E c’è il dramma della menzogna di chi più puoi amare, ed è una storia che purtroppo io ho visto anche nella realtà per fortuna da spettatore, ma assomiglia proprio alla dinamica tante volte ripetuta nella storia del giovane Mark.
    E c’è il dolore che ti mangia il corpo.
    Lettura sapida e voglia di andarmi a fare un giro agli Uffizi per guardarmi dei capolavori di pittura e finire la serata a bere con la bella Siri.

    said on 

  • 2

    pedante

    Ancora intellettuali newyorkesi: bastaaaaa!
    Seguiamo le storie parallele di due coppie (sono artisti, scrittori, professori universitari...)che si incontrano e si frequentano. La storia non si limita ...continue

    Ancora intellettuali newyorkesi: bastaaaaa!
    Seguiamo le storie parallele di due coppie (sono artisti, scrittori, professori universitari...)che si incontrano e si frequentano. La storia non si limita a narrarne le vicende, perché l'autrice è troppo impegnata a descriverci con dovizia di particolari le loro opere d'arte, i loro saggi critici, le loro letture, e insomma questo è un romanzo non un saggio d'arte o di sociologia, anche perché ad essere descritta non è l'opera di un Van Gogh, che può anche incuriosire, ma le installazioni di un artista che non esiste! Anche le digressioni sull'isteria femminile o sui disturbi alimentari (argomenti di cui si occupa una delle protagoniste) per quanto interessanti in altri contesti non sono funzionali alla storia (in effetti molto debole)e per questo risultano piuttosto noiose. Ogni pagina trasuda lo sforzo dell'autrice di dare spessore ai personaggi evidenziandone il livello culturale, come se questo di per sé potesse dare spessore al romanzo stesso. Non è così.

    said on 

  • 5

    Husvelt e Auster... rabbrividisco a pensare ai loro figli....

    Assolutamente, se scriveranno meglio dei loro genitori ci sarà da studiarli. Questo libro, splendido, è da leggere solo per chi ama davvero la lettura e lo vede come davvero immettersi nella vita dell ...continue

    Assolutamente, se scriveranno meglio dei loro genitori ci sarà da studiarli. Questo libro, splendido, è da leggere solo per chi ama davvero la lettura e lo vede come davvero immettersi nella vita delle persone. Credo che il protagonista maschile sia descritto benissimo, in modo davvero notevole considerando che la scrittrice è donna.

    said on 

  • 4

    artisti e intellettuali a Soho

    è un libro molto bello, scritto bene e denso di immagini interiori. In una Soho a New York abitata da artisti e intellettuali, il protagonista narra la sua vita e quella delle persone amate che lo ric ...continue

    è un libro molto bello, scritto bene e denso di immagini interiori. In una Soho a New York abitata da artisti e intellettuali, il protagonista narra la sua vita e quella delle persone amate che lo ricordano.
    leggere questo tipo di libri è un po' come spiare la vita degli altri dal buco della serratura, con i loro amori, dolori, riflessioni, in un lento scorrere del tempo. Non c’è una trama vera e propria, e questo mi dispiace sempre quando leggo un libro, verso la fine però prevale la vicenda del personaggio più complicato e interessante che anima un po' il libro, il quale risulta a tratti molto lento e a volte noioso.
    anche se il narratore della storia è un uomo, si avverte che a scrivere è una donna.

    said on 

  • 3

    Illusorio

    Quello che ho amato di questo libro è la prima parte. Una bella descrizione di situazioni e persone, una scrittura mai banale capace di affrontare temi delicati e molto particolari...la coppia, la con ...continue

    Quello che ho amato di questo libro è la prima parte. Una bella descrizione di situazioni e persone, una scrittura mai banale capace di affrontare temi delicati e molto particolari...la coppia, la convivenza, la fine di un amore. Poi la virata a picco con la scelta di fossilizzarmi su un solo personaggio con riptizioni e inutili sofismi che ti fanno arrivare alla fine con grande fatica!

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  • 4

    Tra 3/4 stelline, perché mi è molto piaciuto lo stile, ma ci sono pagine e pagine di descrizione di opere d'arte, noiosissime e, alla fine, non molto rilevanti ai fini della storia. Racconto di vite, ...continue

    Tra 3/4 stelline, perché mi è molto piaciuto lo stile, ma ci sono pagine e pagine di descrizione di opere d'arte, noiosissime e, alla fine, non molto rilevanti ai fini della storia. Racconto di vite, di amori, di amicizie, di tragici e intollerabili dolori, di arti, di intellettuali newyorkesi. Il plot non è male, ma si perde un po'. Alcune pagine valgono il libro, comunque , che ho finito con interesse, ma anche con un po' di fatica nonostante sia breve.

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  • 3

    una mirabile intarsista, ma...

    Risulta difficile leggere un libro di Siri Hustvedt senza pensare a suo marito, Paul Auster. Se il primo scrive ormai meta-romanzi, cerebrali e apollinei, decontaminati dalla realtà di tutti i giorni, ...continue

    Risulta difficile leggere un libro di Siri Hustvedt senza pensare a suo marito, Paul Auster. Se il primo scrive ormai meta-romanzi, cerebrali e apollinei, decontaminati dalla realtà di tutti i giorni, la moglie si sporca le mani con passioni e sentimenti. “Quello che ho amato” è un titolo molto più letterale di quanto non si pensi: è la storia degli amori, delle passioni,dei dolori (soprattutto), delle amicizie e degli amorazzi che il protagonista, un professore universitario, critico d’arte, racconta sugli ultimi 20 anni che ha vissuto (tra il 75 e il 2000). il romanzo è la storia di quello che ha amato, di quello che ha provato ad amare, è quello che gli è stato impedito di amare, è quello che ha provato ad amare a fronte delle avversità della vita. II risultato? lodevole per gli affreschi psicologici dei tanti personaggi, sempre molto ben curati e molto ben referenziati con tanto di citazioni (psichiatriche e psicoanalitiche su tutti), le storie sono molto ben credibili …. ma forse manca lo spirito del grande narratore, l’effetto emotivo di trascinamento, che ti fa sobbalzare e meravigliare. ad amici ho detto di pancia che la Hustvedt è una splendida intarsiata (“il cubismo del Rinascimento”), ma non eccelle in una narrazione fluida. Con meno particolari e con 100 pagine in meno, questo libro sarebbe da urlo. resta comunque un gran bel libro, con bellissime intuizioni. A cominciare dal motivo per cui il professore si è innamorato di un “autoritratto” del pittore di cui diventerà grande amico…

    said on 

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