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What I Loved

By Siri Hustvedt

(1)

| Hardcover | 9780340682371

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Book Description

What I Loved is a deeply touching elegiac novel that mourns for the New York artistic life, which was of a time but now has gone--by extension, it is about all losses swept away by mischance and time. Half-blind and alone, Leo tells us of marr Continue

What I Loved is a deeply touching elegiac novel that mourns for the New York artistic life, which was of a time but now has gone--by extension, it is about all losses swept away by mischance and time. Half-blind and alone, Leo tells us of marriage and friendship, and makes the sheer fragility of what seemed forever not only his subject, but perhaps the only subject worth considering. Scholars Leo and his wife Erica admire, and befriend, artist Bill and his first and second wives--their respective sons Matthew and Mark grow up together until the first of a series of tragedies strikes. And things get gradually worse from then on, both because terrible things happen and because people do not get over them.

Part of the strength of this impressive novel is its emotional intensity and part is the context in which those emotions exist; these are smart and talented people, even the children, and we luxuriate, even when things are at their worst, in the sheer intelligence they bring to bear on their situations. It is also impressive that, for Hustvedt, intelligence is an end in itself rather than something that prevents tragedy or makes it more bearable. This is a powerful book because everything Leo knows makes him ever more the victim of exquisite pain. --Roz Kaveney

54 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Tra 3/4 stelline, perché mi è molto piaciuto lo stile, ma ci sono pagine e pagine di descrizione di opere d'arte, noiosissime e, alla fine, non molto rilevanti ai fini della storia. Racconto di vite, di amori, di amicizie, di tragici e intollerabili ...(continue)

    Tra 3/4 stelline, perché mi è molto piaciuto lo stile, ma ci sono pagine e pagine di descrizione di opere d'arte, noiosissime e, alla fine, non molto rilevanti ai fini della storia. Racconto di vite, di amori, di amicizie, di tragici e intollerabili dolori, di arti, di intellettuali newyorkesi. Il plot non è male, ma si perde un po'. Alcune pagine valgono il libro, comunque , che ho finito con interesse, ma anche con un po' di fatica nonostante sia breve.

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    Enrichetta said on Feb 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    una mirabile intarsista, ma...

    Risulta difficile leggere un libro di Siri Hustvedt senza pensare a suo marito, Paul Auster. Se il primo scrive ormai meta-romanzi, cerebrali e apollinei, decontaminati dalla realtà di tutti i giorni, la moglie si sporca le mani con passioni e sentim ...(continue)

    Risulta difficile leggere un libro di Siri Hustvedt senza pensare a suo marito, Paul Auster. Se il primo scrive ormai meta-romanzi, cerebrali e apollinei, decontaminati dalla realtà di tutti i giorni, la moglie si sporca le mani con passioni e sentimenti. “Quello che ho amato” è un titolo molto più letterale di quanto non si pensi: è la storia degli amori, delle passioni,dei dolori (soprattutto), delle amicizie e degli amorazzi che il protagonista, un professore universitario, critico d’arte, racconta sugli ultimi 20 anni che ha vissuto (tra il 75 e il 2000). il romanzo è la storia di quello che ha amato, di quello che ha provato ad amare, è quello che gli è stato impedito di amare, è quello che ha provato ad amare a fronte delle avversità della vita. II risultato? lodevole per gli affreschi psicologici dei tanti personaggi, sempre molto ben curati e molto ben referenziati con tanto di citazioni (psichiatriche e psicoanalitiche su tutti), le storie sono molto ben credibili …. ma forse manca lo spirito del grande narratore, l’effetto emotivo di trascinamento, che ti fa sobbalzare e meravigliare. ad amici ho detto di pancia che la Hustvedt è una splendida intarsiata (“il cubismo del Rinascimento”), ma non eccelle in una narrazione fluida. Con meno particolari e con 100 pagine in meno, questo libro sarebbe da urlo. resta comunque un gran bel libro, con bellissime intuizioni. A cominciare dal motivo per cui il professore si è innamorato di un “autoritratto” del pittore di cui diventerà grande amico…

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    Micscottish said on Dec 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Trooooppo noioso in certi punti

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    Simo said on Oct 9, 2013 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    se un romanzo assomiglia alla vita anche nelle sue pieghe meno affascinanti riesce nel suo intento. Leggere questo romanzo è come abitare per 40 anni in casa dei protagonisti e vederne tutto. Non una parte.

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    cristiana alicata said on Jul 28, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Le storie di due coppie di intellettuali newyorkesi che scorrono parallele accomunate da interessi, figli, amori incrociati, dolori.
    Bill è un artista di successo, Leo un critico d'arte, Lucille è una poetessa, Erica scrive saggi e poi arriva Violet ...(continue)

    Le storie di due coppie di intellettuali newyorkesi che scorrono parallele accomunate da interessi, figli, amori incrociati, dolori.
    Bill è un artista di successo, Leo un critico d'arte, Lucille è una poetessa, Erica scrive saggi e poi arriva Violet che studia la condizione della donna nei secoli; sembra che la Hustvedt non concepisca un mondo diverso da quello di chi ha frequentato Harvard o insegna alla Columbia; anche per descrivere una scena erotica ci precisa che Leo, prima di rispondere all'approccio della sua compagna, mette da parte il suo saggio sul manierismo ( e che ci cambia saperlo? Se leggeva Tex Willer non era lo stesso...?)o che Lucille incinta combatte l'insonia leggendo Lacan.
    Verrebbe da dire, Siri rilassati! Ti diamo ascolto anche se non ci dimostri ad ogni pagina la raffinatezza di gusti dei tuoi protagonisti.
    Pedanti e verbose poi le descrizioni delle realizzazioni artistiche di Bill, peraltro di scarsa efficacia narrativa anche perché francamente noiose .
    Sospesa a metà tra il saggio sull'arte contemporanea, il trattato sociologico e il romanzo psicologico con epilogo dark, la Hustvetd non ha ancora deciso cosa vuol fare da grande ma il tempo stringe; perfino a Manhattan.

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    cristina c said on Mar 18, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non so perché ho comprato questo libro. Forse per le tre righe della quarta di copertina: un intenso romanzo familiare e un inquietante thriller psicologici che esplora i sentimenti dell'amore, della perdita, del dolore. Ma che delusione!
    In sé la tr ...(continue)

    Non so perché ho comprato questo libro. Forse per le tre righe della quarta di copertina: un intenso romanzo familiare e un inquietante thriller psicologici che esplora i sentimenti dell'amore, della perdita, del dolore. Ma che delusione!
    In sé la trama non è male. Ma è svolta così lentamente che qualsiasi pathos scema. La parte più intrigante del libro è nelle ultime 100 pagine...e per un libro di 361 pagine ti chiedi quasi sempre a cosa voglia tendere.
    Le descrizioni delle opere d'arte sono così noiose e particolareggiate che a volte si ha la tentazione di passare oltre. A parte il fatto che un'opera d'arte descritta perde parte del suo fascino.
    Le tre stelle solo perché la prosa è buona e la trama poteva anche essere intrigante.

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    Namid said on Mar 11, 2013 | Add your feedback

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