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What a Carve Up!

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.1
(5549)

Language:English | Number of Pages: 512 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Portuguese , Dutch

Isbn-10: 0140234217 | Isbn-13: 9780140234213 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , Softcover and Stapled , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Michael is a lonely writer, obsessed by a film featuring a mad knifeman. When he is commissioned to write the family history of the Winshaws he realizes that the family have cast a blight on his life and he decides to take his revenge by re-enacting his favourite film.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Mi piace Coe, il suo stile, alcune sue trovate e un suo certo cinismo; in questo caso, poi, ha giocato benissimo con gli incastri. Non mi è piaciuto il finale, però, benchè abbia un senso. E, se proprio devo trovare un altro difettuccio, avrei tagliato una decina di pagine (in alcune descrizioni ...continue

    Mi piace Coe, il suo stile, alcune sue trovate e un suo certo cinismo; in questo caso, poi, ha giocato benissimo con gli incastri. Non mi è piaciuto il finale, però, benchè abbia un senso. E, se proprio devo trovare un altro difettuccio, avrei tagliato una decina di pagine (in alcune descrizioni rallenta troppo, secondo me).

    said on 

  • 5

    Romanzo avvincente

    Il protagonista di questo libro di Jonathan Coe, inglese di Birmingham considerato uno dei talenti più promettenti del Regno Unito, è uno scrittore di nome Michael Owen che, autoemarginatosi dalla società, nell'intento di portare a termine un libro-reportage su una potente famiglia inglese, intre ...continue

    Il protagonista di questo libro di Jonathan Coe, inglese di Birmingham considerato uno dei talenti più promettenti del Regno Unito, è uno scrittore di nome Michael Owen che, autoemarginatosi dalla società, nell'intento di portare a termine un libro-reportage su una potente famiglia inglese, intreccia la propria storia di illusioni, traumi adolescenziali e amori frustrati con quella dei Winshaw, famiglia di potenti insediati ai posti di comando di una Gran Bretagna che va dalla seconda guerra mondiale agli anni di Margaret Tatcher. Ed è così che vediamo sfilare i diversi personaggi che popolano questo romanzo: da giornalisti che scalano la via al controllo delle telecomunicazioni a industriali senza scrupoli, da politici che alternano da destra a sinistra la propria militanza a banchieri e faccendieri che conducono i loro affari di dubbia morale.
    Stiamo parlando di un libro che tende a fondere diversi generi letterari, dall'horror alla commedia, dall'attualità al giallo, dal citazionismo alla satira. Ciò che comunque risalta preminentemente è la forte critica nei confronti di una Gran Bretagna conservatrice, quella tatcheriana, che vende le armi a Saddam Hussein e poi partecipa alle spedizioni contro il dittatore iracheno, che riduce ai minimi termini i servizi pubblici, come ad esempio quello della sanità, e che permette consapelvomente la produzione di carni da animali alimentati con mangimi che più tardi troveremo su tutti i giornali in quanto caratterizzeranno lo scandalo della mucca pazza.
    Si tratta di un libro avvincente che non mancherà di coinvolgere il lettore nell'intento di rimettere a posto i tasselli di una storia che inizialmente appare sconnessa ma che si ricompone pagina dopo pagina per concludersi con un finale che lascia un po' di amaro in bocca.

    said on 

  • 3

    Michael Owen, scrittore, descrive la storia della famiglia Winshaw, tra la propria storia e la sua. Un romanzo fitto di intrighi, delirio e follia...

    said on 

  • 4

    Un libro strano, con un finale sorprendente.
    Per noi italiani, che spesso parliamo a vanvera della tatcher e del tatcherismo, mitizzandolo tanto in positivo quanto in negativo, è una lettura molto utile per capire cos'è stata quell'epoca: un misto di spregiudicatezza, cinismo e di coinciden ...continue

    Un libro strano, con un finale sorprendente.
    Per noi italiani, che spesso parliamo a vanvera della tatcher e del tatcherismo, mitizzandolo tanto in positivo quanto in negativo, è una lettura molto utile per capire cos'è stata quell'epoca: un misto di spregiudicatezza, cinismo e di coincidenze fortunose

    said on 

  • 4

    Dopo un inizio molto lento, che mi aveva inizialmente scoraggiata, sono entrata nella storia e l'intreccio mi ha piacevolmente coinvolta. Diversi piani si sovrappongono, da un lato la storia personale e coinvolgente dello scrittore chiamato a scrivere la biografia della potente famiglia Winshaw, ...continue

    Dopo un inizio molto lento, che mi aveva inizialmente scoraggiata, sono entrata nella storia e l'intreccio mi ha piacevolmente coinvolta. Diversi piani si sovrappongono, da un lato la storia personale e coinvolgente dello scrittore chiamato a scrivere la biografia della potente famiglia Winshaw, dall'altro gli intrighi politici, economici, le bassezze e le meschinità dei vari componenti della famiglia, sullo sfondo dell'Inghilterra thatcheriana.

    said on 

  • 2

    Mi si offriva il miraggio di qualcosa che mi ero vanamente negato per così tanti anni: un futuro

    Credo di aver scelto il libro a causa della parola "famiglia" nel titolo. Se qualcun altro lo volesse scegliere per lo stesso motivo, è bene che sappia subito che si troverà di fronte ad un manipolo di persone squallide, avide, meschine, che sono una “famiglia” solo perchè hanno lo stesso cognome ...continue

    Credo di aver scelto il libro a causa della parola "famiglia" nel titolo. Se qualcun altro lo volesse scegliere per lo stesso motivo, è bene che sappia subito che si troverà di fronte ad un manipolo di persone squallide, avide, meschine, che sono una “famiglia” solo perchè hanno lo stesso cognome. Nonostante ciò, non sono loro l'aspetto peggiore del libro; l'aspetto peggiore è il montaggio. La narrazione della storia familiare si alterna a quella della storia personale dell'autore, il tutto inframezzato da pagine di diario ed articoli giornalistici. Avevo praticamente deciso di abbandonare la lettura, quando un sussulto della storia dell'autore me lo ha impedito. Ad un certo punto c'è una descrizione claustrofobica e ben riuscita dei passeggeri di un convoglio della metropolitana fermo per un guasto, è l'unica cosa valida che ho tirato fuori da Coe. E' stato per quell'episodio che ho deciso di continuare a leggere, premurandomi di saltare gli articoli giornalistici e le pagine di diario. Nella parte centrale, l'intreccio di Tacherismo e preparazione della Guerra del Golfo, mi ha fatto decretare che non avrei potuto dare meno di tre stelle, se non altro per la documentazione dei soprusi contro i cittadini iracheni. Il Kindle segnava 85% di lettura quando mi son reso conto che il finale sarebbe stato da “Cena con delitto”.. non volevo crederci, non potevo fare un Jump alla Van Halen. Dopo tutte quelle pagine, desideravo sapere come sarebbe finita la storia. Avrei la tentazione di scriverlo adesso, evitare che qualcun altro ne legga 478 per un finale alla Stop the Pigeon. Non lo farò, così come non leggerò Sette Piccoli Indiani il capolavoro giallo al quale sembra che la cena con delitto di Coe si ispiri. Mi limiterò a togliere una stella alle tre previste

    Un po' di musica per tirarsi su il morale
    Van Halen – Jump
    http://www.youtube.com/watch?v=x0uWxB0JkFo

    Stop the Pigeon
    http://www.youtube.com/watch?v=sj6-LG5VpGk

    E-book N°65
    La famiglia Winshaw (Jonathan Coe)
    Luglio 2014

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  • 4

    Quando anche nella realtà?

    L'analisi del periodo Tatcheriano inglese attraverso le personalità della ricca famiglia che dà titolo al romanzo, viste al microscopio dagli occhi di uno scrittore che rincorre un sogno ad occhi aperti, o giù di lì.
    Personaggi per lo più avidi, aridi, mossi unicamente da fini speculativi i ...continue

    L'analisi del periodo Tatcheriano inglese attraverso le personalità della ricca famiglia che dà titolo al romanzo, viste al microscopio dagli occhi di uno scrittore che rincorre un sogno ad occhi aperti, o giù di lì.
    Personaggi per lo più avidi, aridi, mossi unicamente da fini speculativi il cui obiettivo è far parte dell'élite calpestando idee e persone, e per i quali, nei vari capitoli a essi dedicati dalla penna di Coe, ho provato una gustosa sensazione di fastidio accompagnata da punte di odio.
    Finale romanzato — ma perfettamente in linea con la filmografia citata dall'autore — che rispecchia un creativo ma viscerale desiderio di giustizia. Almeno il mio.

    said on 

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