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Where Good Ideas Come from

The Natural History of Innovation

By

Publisher: Riverhead Books

4.3
(36)

Language:English | Number of Pages: 336 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 1594485380 | Isbn-13: 9781594485381 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Computer & Technology , Non-fiction , Science & Nature

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Book Description
Sorting by
  • 5

    Guided by a recurring reference to Darwin, Johnson constructs a comprehensive historical path through innovation, talking about famous and obscure personalities / discoveries, organizational practices, learning tools.

    said on 

  • 5

    Splendido. Davvero tanto interessante. Certo, pensare che la ricetta per fare innovazione sia così semplice è utopistico, altrimenti sarebbe già messa in pratica ovunque. E' ovvio che manca qualcosa, però non si può dire che non vengano forniti spunti, idee, analisi, suggerimenti (da ricordare tr ...continue

    Splendido. Davvero tanto interessante. Certo, pensare che la ricetta per fare innovazione sia così semplice è utopistico, altrimenti sarebbe già messa in pratica ovunque. E' ovvio che manca qualcosa, però non si può dire che non vengano forniti spunti, idee, analisi, suggerimenti (da ricordare tra gli argomento: REEF, CITTA', RETE; POSSIBILE ADIACENTE; NETWORK LIQUIDI; L'INTUIZIONE LENTA; SERENDIPITA'; EXATTAZIONE). Inoltre, l'approccio di analizzare l'evoluzione delle tecnica umana come se si trattasse dell'evoluzione di una specie vivente è davvero tanto originale (almeno per me). Mi è piaciuto tanto, mi pare chiaro. P.S. ci sono diversi errori di redazione, ma non credo debba pagarli l'autore con una stellina.

    said on 

  • 5

    Le idee che nascono dalla connessione, sfatando i luoghi comuni tipo lo scienziato isolato o che il denaro muova l'innovazione. Credo in queste due righe possa condensare l'essenza di questo libro. Tante prove a sostegno delle affermazioni fatte e tanti aneddoti (su Darwin in primis)

    said on 

  • 5

    Lo spazio della creatività

    Johnson vuole dimostrare che l'innovazione, la sua forma e il suo destino, dipendono in modo decisivo dall'ambiente in cui sono concepiti e sviluppati. Questo avviene in tutti i campi, dalla biologia alla cultura, dalla fisica alla tecnologia.
    Siamo abituati alla retorica dell'inventore o dello ...continue

    Johnson vuole dimostrare che l'innovazione, la sua forma e il suo destino, dipendono in modo decisivo dall'ambiente in cui sono concepiti e sviluppati. Questo avviene in tutti i campi, dalla biologia alla cultura, dalla fisica alla tecnologia. Siamo abituati alla retorica dell'inventore o dello scienziato solitario che con un colpo di genio risolve problemi, formula teorie, elabora pensieri al di fuori della portata delle persone comuni. La storia che ci racconta Johnson è completamente diversa: le innovazioni seguono percorsi tortuosi e lenti. Le buone idee sono soprattutto reti. Le intuizioni sono latenti, nascono nel caos della vita, piena di incombenze, distrazioni, impegni. La storiografia positivista ci mostra pensatori concentrati ad affrontare e risolvere una specifica questione seguendo un percorso lineare. In realtà l'abbozzo di una soluzione "nuova" a un problema può rimanere in uno stato embrionale per anni, collocato da qualche parte nella memoria senza che faccia apparenti passi avanti. Intanto si fanno altre cose - anche molto diverse tra di loro - fino a quando non si creano le condizioni per cui quell'intuizione trova finalmente uno sfogo compiuto. Il libro di Johnson è costruito su una dozzina di esempi tratti dalla storia dell'innovazione culturale, scientifica e tecnologica: come è diventato un mito il momento in cui Darwin ha concepito le idee sulla selezione naturale; come Brian Eno ha inventato una nuova convenzione musicale; come Gutenberg ha preso in prestito un concetto cruciale dell'industria del vino dell'epoca per inventare la stampa moderna, ecc. Si tratta di storie disparate che Johnson presenta in una cornice unitaria: quella del contesto comune in cui idee così differenti sono proliferate. Più che chiederci qual è il migliore modello sociale, economico, politico, intellettuale, naturale in cui si genera l'innovazione, il libro dello scrittore americano ci invita a riflettere su quali sono le condizioni in cui emerge un modello rispetto a un altro. Risulta che non esiste una formula semplice per l'affermazione delle idee vincenti, anche se ci sono delle caratteristiche simili negli ambienti fecondi per l'innovazione. Steven Johnson mostra che i contesti innovativi si presentano in uno schema definito da sette percorsi ricorrenti. Ogni capitolo del libro è dedicato a ciascuno di essi. Si tratta di direzioni che abbattono le categorie con cui comunemente è pensata la nascita e l'affermazione del "nuovo". Per avere buone idee in grado di affermarsi, conclude Johnson, "fate una paseggiata; coltivate intuizioni; scrivete tutto, ma preservate il disordine del vostro archivio; abbracciate la serendipità; commettete errori fecondi; appassionatevi a hobby molteplici; frequentate i caffé e le altri reti liquide; seguite i link; lasciate che altri sfruttino le vostre idee; prendete in prestito, riciclate, reinventate. Costruite una plaga lussureggiante". Grazie Steven Johnson. Perché questo libro riabilita la dispersione, i tentativi e gli errori, il caso, le curiosità apparentemente senza senso, le interferenze, i limiti, la contaminazione, il casino della vita. Grazie perché mi ci ritrovo in pieno, e così credo in tanti. Non mi voglio certo neanche lontanamente paragonare agli scienziati, agli innovatori e ai mostri sacri citati da Johnson, ma sapere di essere in così buona compagnia dà fiducia e rende meno frustrante la dispersione. Banalizzo brutalmente, ma la lettura di Dove nascono le grandi idee incoraggia a non smettere mai di essere curiosi e intellettualmente aperti. Prima o poi qualcosa emerge. Il volume di Johnson fornisce le linee guida per strutturare in modo innovativo la materia informe che anima i nostri pensieri. Non necessariamente per realizzare la grande scoperta, ma più realisticamente per migliorare il nostro lavoro, per usare e selezionare più efficacemente le informazioni, per potenziare e focalizzare la nostra memoria, per essere consapevoli e attivi testimoni-partecipanti della storia dell'innovazione.

    said on 

  • 5

    with a single word : beautiful!!!

    .. a very beautiful adventure inside of innovation world... It's to all who think that innovation is a flash, a spark , takes a minute.."

    said on