White Jazz

Di

Editore: Mondadori

4.0
(619)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 381 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Chi tradizionale

Isbn-10: 880439997X | Isbn-13: 9788804399971 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Carlo Oliva

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Los Angeles, 17 ottobre 1958. L'FBI apre un'inchiesta sui collegamenti tra l'ambiente del pugilato professionistico e la malavita. Un'inchiesta che potrebbe allargarsi, trascinando nel fango anche tanti personaggi in vista della buona società. Gente difficile da intrappolare. Ci vuole un'esca irresistibile. Come il tenente Dave Klein, il poliziotto più corrotto della città. Klein, che ha fatto favori a uomini politici e pubblici funzionari, al re della droga e ai capi del racket, diventa di colpo il bersaglio di tutti. Ma non è disposto a farsi ammazzare senza regolare i conti. Con tutta la violenza, con tutto l'odio di cui è capace. Il marciume del Potere e il potere del denaro: l'America perversa e crudele di James Ellroy.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    James Ellroy - White Jazz

    White Jazz è il quarto episodio della quadrilogia di Los Angeles e per certi versi è quello dove ho faticato di più a districarmi nella trama. L’inizio è a dir poco traumatico, nel senso che la narraz ...continua

    White Jazz è il quarto episodio della quadrilogia di Los Angeles e per certi versi è quello dove ho faticato di più a districarmi nella trama. L’inizio è a dir poco traumatico, nel senso che la narrazione in prima persona del protagonista David Klein ha un ritmo sincopato che rende molto arduo seguire dialoghi, avvenimenti e trama e quindi spesso è molto radicata la sensazione di non capirci nulla!

    L. A. Confidential era terminato con (almeno per il sottoscritto) una forte necessità di vendetta nei confronti di Dudley Smith, emblema del poliziotto corrotto e maneggione che alla fine riesce a farla franca ed anzi ne esce pure “pulito ed immacolato”. Normale che con White Jazz si aspettasse il castigo per l’irlandese, ma Ellroy ce lo fa penare molto. Dietro ad ogni snodo della trama inspiegabile di White Jazz ho sempre avuto la sensazione che ci fosse Dudley Smith ed alla fine i miei sospetti hanno avuto conferma, tuttavia ammetto che l’intreccio di White Jazz è quanto mai complicato e sebbene ci abbia prestato molta attenzione (come nelle letture dei restanti episodi del resto), ho faticato in alcuni momenti a districarmi. Oltretutto, come ho detto inizialmente, la scrittura in prima persona che ha i connotati della scheggia talvolta impazzita non aiuta la comprensione. Ne guadagna sicuramente il realismo e soprattutto la figura di David Klein, poliziotto corrotto manipolato da Edmund Exley, viene tratteggiata in ogni sua singola sfaccettatura.

    Come negli altri tre episodi del quartetto losangeliano, anche in White Jazz Ellroy è brutale, sanguinolento nei suoi omicidi/delitti, assolutamente spietato nelle descrizioni che talvolta hanno un qualcosa di malato e sordido. L’atmosfera che si respira è soffocante, anche se White Jazz a mio parere risente della mancanza di qualche descrizione, visto che poggia completamente sui pensieri a ruota libera di David Klein. Insomma qualche paesaggio in più non avrebbe guastato a mio avviso contribuendo a riproporre quell’atmosfera tipica dei precedenti capitoli, ma anche spezzettando a volte il ritmo del romanzo con il suo ritmo folle.

    A conti fatti credo che questo sia il capitolo meno bello tra tutti e quattro. Intendiamoci il livello qualitativo è sempre alto, però credo che Ellroy avrebbe potuto concedere al lettore un minimo di accessibilità in più in certe occasioni, permettendo di venire a capo dell’intreccio piano piano e non solo con le lunghe confessioni finali. Rimane comunque l’assoluto valore della quadrilogia, vero e proprio masterpiece di questo autore.

    ha scritto il 

  • 4

    E come al solito arrivi alla fine che tra tutti i nomi, tutte le storie marce, tutti i posti, tutti i ricordi, non sei sicuro di avere capito proprio tutto, di aver incasellato tutti i morti, i crimin ...continua

    E come al solito arrivi alla fine che tra tutti i nomi, tutte le storie marce, tutti i posti, tutti i ricordi, non sei sicuro di avere capito proprio tutto, di aver incasellato tutti i morti, i crimini, le mazzette, i sopravvissuti e gli spariti.
    Ma sei sicuro, ancora una volta, di aver letto un gran libro, anche se ti lascia l'amaro in bocca, perchè, comunque, ti ritrovi a tifare non per il buono, ma solo per quello che Ellroy vuole farti passare per il meno peggio.

    ha scritto il 

  • 3

    Leggere molti libri di un autore inevitabilmente ti pone diversamente rispetto i libri stessi.

    I personaggi di Ellroy, per esempio, che attraversano bene o male la spina dorsale della sua produzione, ...continua

    Leggere molti libri di un autore inevitabilmente ti pone diversamente rispetto i libri stessi.

    I personaggi di Ellroy, per esempio, che attraversano bene o male la spina dorsale della sua produzione, ti sembrano quasi degli attori, richiamati ogni volta in ruoli diversi nelle sanguinarie rappresentazioni dell'autore, sul palcoscenico della città degli angeli.

    Nonostante questo, iniziare un libro di Ellroy è sempre faticoso. La scrittura è sincopata, il ritmo elevato, i personaggi sono decine, con i nomi tutti uguali, soprannomi, nomignoli. Le scene sono frammentate e anche se il filo narrativo è uno (come in questo caso) la trama ha mille diramazioni.

    Insomma, arrivi a un terzo circa della lettura e arricci il naso: solita broda, non capisco nulla, i personaggi fanno cose a caso.

    Un minuto dopo, circa, scatta la magia e sei trascinato letteralmente verso il finale, con i testa i ritornelli del libro che ti ticchettano come motivetti ossessivi.

    I libri di Ellroy sono grandi meccanismi, finché sono fermi sembrano mucchi di ferro sconnesso, quando si mettono in moto sono traballanti bestie zoppicanti, quando vanno a regime sono orologi perfetti.

    Eppure tre stelle perché in ogni caso non potevo sperare di essere sedotto più di tanto dagli stessi trucchi che mi avevano sedotto in L.A. Confidential e perché il finale ha una nota malinconica e dolciastra quasi stonata.

    Quello che conta, però, è che leggerò altri Ellroy, ne sono già certo.

    ha scritto il 

  • 4

    “Credetelo, tesorucci, James Ellroy, scrittore ossessionato, e ossessionante, vi condurrà per mano a scoprire i vizi (tanti) e le virtù (poche) della città degli Angeli. Il nostro reporter, in esclusi ...continua

    “Credetelo, tesorucci, James Ellroy, scrittore ossessionato, e ossessionante, vi condurrà per mano a scoprire i vizi (tanti) e le virtù (poche) della città degli Angeli. Il nostro reporter, in esclusiva, da L.A., smaschererà il vero volto dei nostri più influenti concittadini angeleňos: il capo dell’ufficio investigativo Edmund Exley, l’animatore ufficiale dei banchetti del LAPD Dudley L. Smith, il magnate del cinema Mr. Hughes, il procuratore federale Noonan, il PD “camera a gas” Gallaudet, il gangster Mickey Cohen. Restate sintonizzati su queste pagine, furboni. Ricordatelo, cari lettori: lo avete saputo qui per la prima volta: di prima mano, garantito, e molto, molto confidenziale” (Hush-Hush 1958)

    ha scritto il 

  • 4

    Meno conosciuto di altre opere di Ellroy, come Dalia Nera e L.A. Confidential, White Jazz è invece uno dei suoi lavori migliori.
    Scritto col consueto stile che mescola articoli di giornale, veline del ...continua

    Meno conosciuto di altre opere di Ellroy, come Dalia Nera e L.A. Confidential, White Jazz è invece uno dei suoi lavori migliori.
    Scritto col consueto stile che mescola articoli di giornale, veline della polizia, dialoghi serrati e scene di violenza estrema, è una storia dove si trova la quintessenza del marciume poliziesco, dove non esistono né buoni né cattivi, e dove il più marcio di tutti è quello dall'animo migliore.

    ha scritto il 

  • 5

    incredibile... spietato, efferato, una storia da un uomo solo contro il mondo senza esclusione di colpi bassi e violenza, e fino all'ultima pagina non si inizia nemmeno ad intuire che vi sarà una paro ...continua

    incredibile... spietato, efferato, una storia da un uomo solo contro il mondo senza esclusione di colpi bassi e violenza, e fino all'ultima pagina non si inizia nemmeno ad intuire che vi sarà una parola fine

    ha scritto il 

  • 4

    Bello

    Storia molto bella, violenta, cruenta, solito stile Ellroy. Però scritto davvero strano, in prima persona, tutto al presente, personalmente l'ho trovato molto difficle da leggere. In conclusione la st ...continua

    Storia molto bella, violenta, cruenta, solito stile Ellroy. Però scritto davvero strano, in prima persona, tutto al presente, personalmente l'ho trovato molto difficle da leggere. In conclusione la storia mi è piaciuta molto, ma la lettura è stata molto complicata.
    Direi 4 stelle e 1/2.

    ha scritto il 

  • 5

    Un altro capolavoro. La solita, violenta Los Angeles: perversioni, corruzione e necessità di redenzione.
    Una costruzione narrativa perfetta, per stile, ritmo, intreccio.

    ha scritto il 

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