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White Noise

By Don DeLillo

(33)

| Paperback | 9780143105985

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Book Description

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Winner of the National Book Award, "White Noise" tells the story of Jack Gladney, his fourth wife, Babette, and Continue

Buy a poster of the "White Noise" jacket art designed by Michael Cho
Read a review about "White Noise" in the "Los Angeles Times"
Winner of the National Book Award, "White Noise" tells the story of Jack Gladney, his fourth wife, Babette, and four ultra-modern offspring as they navigate the rocky passages of family life to the background babble of brand-name consumerism. When an industrial accident unleashes an "airborne toxic event," a lethal black chemical cloud floats over their lives. The menacing cloud is a more urgent and visible version of the "white noise" engulfing the Gladneys-radio transmissions, sirens, microwaves, ultrasonic appliances, and TV murmurings-pulsing with life, yet suggesting something ominous.

393 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Confusa e delusa (una nota privata)

    Mi si permetta una considerazione, anzi due. Anzi tre. Per cui inizio con lo scusarmi per la lunghezza.

    La prima è che De Lillo per me - dopo solo una manciata di pagine lette - entra di prepotenza nel novero di tutta di una generazione di romanzier ...(continue)

    Mi si permetta una considerazione, anzi due. Anzi tre. Per cui inizio con lo scusarmi per la lunghezza.

    La prima è che De Lillo per me - dopo solo una manciata di pagine lette - entra di prepotenza nel novero di tutta di una generazione di romanzieri postmoderni (Auster, tra gli altri) dotati di uno straordinario talento letterario e di una mortalmente noiosa ars narrandi.
    Già l'incipit di Rumore bianco mi aveva irritato, così come il titolo d'altronde. Retorico, d'effetto, inconcludente. Io che dei romanzi amo le vicende piane e universali, fatte di piccole cose e sentimenti sussurrati (si veda Fante, ad esempio), i correlativi oggettivi, le evocazioni e la potenza dell'immagine, ero già sopraffatta alla prima riga, quando lessi della «lunga fila lucente di station wagon» in arrivo. Non so spiegarne il motivo, ma mi prese un'irritazione che mi ha immediatamente maldisposto. Pur di farmela passare, mi sono pure letta un pippotto sull'evocatività, per il lettore americano, di quel "lucente", ma non c'è stato più nulla da fare. De Lillo per me era bollato a vita!
    Ho trovato odioso, stereotipato e retorico (again!) l'uso dei dialoghi, l'ossessività sul cibo, la sciatta critica della società americana, la qualità incolore e insapore del protagonista, la prevedibilità dei temi affrontati, lo scarso coraggio dell'autore e chi più ne ha più ne metta.

    La seconda considerazione è che, per depurarmi, ho iniziato seduta stante un libro che volevo leggere da 15 anni, La signora delle camelie. E lo so che è di un altro secolo, un'altra corrente, ben altra storia e stile. Ma le prime 70 pagine mi sono transitate dagli occhi alle orecchie al cervello con una facilità e felicità narrativa che mi ha fatto capire che io e gli scrittori statunitensi di oggi siamo cane e gatto, mentre io e i narratori (francesi, tedeschi, russi...) dell'Ottocento siamo fatti gli uni per gli altri. Questioni di gusto, c'è poco da dire in proposito. La signora delle camelie sarà una specie di romanzo d'appendice dei tempi che furono, ma il modo in cui la prosa ti penetra dentro, il modo in cui i personaggi ti si affezionano come teneri e un po' vecchi amanti è - per me - un balsamo spirituale che ha del miracoloso.

    Nota sui dialoghi di Rumore bianco:
    In molti commenti qui su aNobii ho letto che i dialoghi di De Lillo non sono piaciuti. Diciamolo pure: sono una cagata inverosimile. Ho però fatto un parallelo: molti dei dialoghi di Hemingway sono poco credibili e non realistici. Eppure, rimangano a mio avviso tra i migliori e più poetici dialoghi che si possano trovare in letteratura. L'idea che mi sono fatta è che in molti cerchino di evocare (imitare, volendo) quel ritmo sublime fallendo miseramente.
    Il motivo per cui i dialoghi di Hemingway funzionano e quelli di De Lillo sono imbarazzanti è, secondo me, questo: Hemingway eliminava da un dialogo verosimile e quotidiano tutte le banalità che lo rendono pleonastico e prosaico, riducendo all'osso i concetti e dosando sapientemente pochissime parole capaci di dare al testo una musicalità senza pari, qualche pennellata del colore più puro su una tela per il resto completamente bianca. Da questo nasce quel senso di straniamento tipico dei suoi romanzi, dai quali il lettore viene attratto e respinto al tempo stesso per la reticenza con cui le parole si donano alla pagina.
    De Lillo, al contrario, crede di creare un torbido (ma in realtà risibile) senso di fascino (e anche di «carisma e sintomatico mistero») propinando al lettore paginate di dialogo dell'assurdo in cui le parole, sbrodolate su se stesse, finiscono col perdere ogni significato.

    Non si fosse capito: questo libro non mi è piaciuto granché! ;)

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    Valentina said on Oct 1, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un autore graffiante, a cavallo tra distopia e speranza. Molto particolare la scelta del protagonista,un docente "di studi hitleriani" che vive l'esperienza di una famiglia allargata;l'uomo riflette sulla paura della morte mentre gli eventi attorno a ...(continue)

    Un autore graffiante, a cavallo tra distopia e speranza. Molto particolare la scelta del protagonista,un docente "di studi hitleriani" che vive l'esperienza di una famiglia allargata;l'uomo riflette sulla paura della morte mentre gli eventi attorno a lui gli lasciano sempre meno certezze. Il libro è anche una sorta di saggio sulla società dei consumi occidentale con tutte le sue contraddizioni; proprio mentre viviamo nell' hi tech e nell'agio, le minacce chimiche e nucleari che derivano proprio da "cellule impazzite" dei prodotti tossici di cui non possiamo fare a meno (plastica, pesticidi) non trovano soluzione. Altro aspetto interessante del testo di De Lillo è la descrizione di centri commerciali e ipermecati come veri e propri surrogati della religione, intesi a dare euforia ai loro adepti. C'è inoltre una satira feroce degli ambienti accademici, dominati dalla goliardia dei professori.Infine, anche un episodio di contaminazione chimica arriva a sconvolgere le precarie certezze del protagonista.Una delle poche note di speranza è la sequenza in cui l'ultimo nato, sopravvive miracolosamente a una tragedia...

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    Alessandra Tonelli said on Sep 25, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Nonostante abbia trovato abbastanza pesante lo stile narrativo, questo romanzo mi è sembrato molto significativo.
    Con la sua rappresentazione di una società che ruota intorno al consumo, in cui i momenti aggregativi fondamentali sono rappresentati da ...(continue)

    Nonostante abbia trovato abbastanza pesante lo stile narrativo, questo romanzo mi è sembrato molto significativo.
    Con la sua rappresentazione di una società che ruota intorno al consumo, in cui i momenti aggregativi fondamentali sono rappresentati dalle visite al supermercato, si sposa bene la descrizione ripetitiva del terrore percepito di fronte alla morte da parte dei suoi membri.
    La morte, in una società privata di cultura e in cui i rapporti umani esistono solo in quanto mediati da radio e televisione, appare ancora più mostruosa e priva di senso proprio per il suo essere irreversibile e solitaria.

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    Alienor said on Aug 23, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellissimo. É il primo libro di DeLillo che leggo. Il tema della morte e della sua attesa, la paura della morte e tutto il modo di vivere americano, a tratti incredibile, parodia di se stesso. Un must per gli appassionati della folle cultura USA.

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    Gaetano Zizzo said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Classico postmoderno

    Capolavoro della letteratura post-moderna, romanzo preveggente vista la sua pubblicazione nel 1985, mette a nudo le fobie e i mali della nostra epoca, l'inquinamento chimico, l'alienazione moderna, il consumismo, l'incessante e superfluo flusso di da ...(continue)

    Capolavoro della letteratura post-moderna, romanzo preveggente vista la sua pubblicazione nel 1985, mette a nudo le fobie e i mali della nostra epoca, l'inquinamento chimico, l'alienazione moderna, il consumismo, l'incessante e superfluo flusso di dati, il rumore bianco che ci frastorna e avvolge la nostra quotidianità ma che ci lascia soli e fragili nell'affrontare la paura più essenziale: quella della morte.

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    elettra said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

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