Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Wicked Messenger

Bob Dylan e gli anni sessanta

Di

Editore: Il Saggiatore

3.8
(13)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842813923 | Isbn-13: 9788842813927 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Ti piace Wicked Messenger?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    L'opera di Dylan è inscindibile dal suo contesto storico.
    Questo libro lo dimostra e non solo.
    Spiega, incuriosisce, rimanda, parla di musica e di cose che poco c'entrano con essa e ben possono essere definite "scienze umane".
    Onora - senza maniera né encomio - colui che uscendo da sé stesso ce ...continua

    L'opera di Dylan è inscindibile dal suo contesto storico. Questo libro lo dimostra e non solo. Spiega, incuriosisce, rimanda, parla di musica e di cose che poco c'entrano con essa e ben possono essere definite "scienze umane". Onora - senza maniera né encomio - colui che uscendo da sé stesso cercò la propria voce e trovò quella di ogni uomo al quale «nothing is revealed». Mi ha accompagnato per un lungo anno denso di piccole o grandi scoperte, come Dylan accompagnerà l'intera vita di chi lo scopre.

    ha scritto il 

  • 4

    Non un libro di musica

    Il punto fondamentale di questo libro non è tanto l'esegesi dylaniana (ne avremmo avuto veramente bisogno data la vastità della bibliografia a lui dedicata?) quanto il suo prendere l'oggetto di analisi come vettore del cambiamento sociale, come indicatore e pre-testo di un discorso più amp ...continua

    Il punto fondamentale di questo libro non è tanto l'esegesi dylaniana (ne avremmo avuto veramente bisogno data la vastità della bibliografia a lui dedicata?) quanto il suo prendere l'oggetto di analisi come vettore del cambiamento sociale, come indicatore e pre-testo di un discorso più ampio e collettivo. Wicked Messenger si avvicina più ad un testo di sociologia e antropologia che non a un libro di musica. Ed è la sua forza: cercare di fare luce su una delle tante contraddizioni culturali statunitensi attraverso le canzoni e usando come 'gancio' una figura che ne ha incarnate - di sua sponte - praticamente tutte.

    ha scritto il 

  • 2

    Dice l'uomo di casa: fa schifo sto libro. E io insisto a difenderlo, per l'amore per Dylan, per le storie che la sua vita potrebbe raccontare, per partito preso. Ma la verità è che non è davvero difendibile. Tanto mi ha innamorato Io non sono qui (il film), tanto mi ha deluso questo.

    ha scritto il 

  • 0

    E' un libro che ha nel suo punto forte la sua debolezza. L'esegesi accurata delle canzoni di Dylan alla lunga diventa noiosa e ripetitiva e l'approccio molto serioso e paludato alla materia, stanca. Rimane però lo straordinario interesse per il tema, un cantante/poeta che merita il Nobel e un per ...continua

    E' un libro che ha nel suo punto forte la sua debolezza. L'esegesi accurata delle canzoni di Dylan alla lunga diventa noiosa e ripetitiva e l'approccio molto serioso e paludato alla materia, stanca. Rimane però lo straordinario interesse per il tema, un cantante/poeta che merita il Nobel e un periodo memorabile della storia americana e non solo di quella.

    ha scritto il 

  • 4

    "quante volte un uomo deve voltare la testa e fingere di non aver visto nulla?" - "Io a quell'epoca suonavo canzoni folk spigolose e taglienti, con contorno di fuoco e di zolfo" - "a volte penso di avere il morale così alto da non poter cadere, altre volte penso di essere così depresso da non pot ...continua

    "quante volte un uomo deve voltare la testa e fingere di non aver visto nulla?" - "Io a quell'epoca suonavo canzoni folk spigolose e taglienti, con contorno di fuoco e di zolfo" - "a volte penso di avere il morale così alto da non poter cadere, altre volte penso di essere così depresso da non potermi più rialzare" - Bob Dylan 'Black Crow Blues' 1964 - "bisognava andare in cerca, non veniva servito su un piatto d'argento"

    ha scritto il