Wide Sargasso Sea

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Publisher: WW Norton & Co

3.8
(548)

Language: English | Number of Pages: 284 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , French , Swedish , Spanish , Catalan , Portuguese , German

Isbn-10: 0393960129 | Isbn-13: 9780393960129 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Library Binding , Audio Cassette , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Travel

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Book Description
A sensual and protected young woman, Antoinette Cosway grows up in the lush, natural world of the Caribbean. She is sold into marriage to the coldhearted and prideful Rochester, who succumbs to his need for money and his lust. Yet he will make her pay for her ancestors' sins of slaveholding, excessive drinking, and nihilistic despair by enslaving her as a prisoner in his black British home.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Sapevo che il "caro, disperato, infelice Mr Rochester" non era del tutto innocente, come voleva far credere. Questo libro mi ha confermato ciò che ho sempre pensato ( anche se l'autrice è un'altra). S ...continue

    Sapevo che il "caro, disperato, infelice Mr Rochester" non era del tutto innocente, come voleva far credere. Questo libro mi ha confermato ciò che ho sempre pensato ( anche se l'autrice è un'altra). Sono stata sempre dalla parte della prima moglie, sin dalla prima volta che lessi Jane Eyre. Non mi capacito che una donna, semplicemente, impazzisca; devono esserci motivi più "profondi", più radicati (senza mettere in ballo la scusa genetica). Mr Rochester è di una insensibilità unica, non riesco a provare pena per lui che si, ha pur sofferto, ma si è anche vendicato ampiamente. Senza dimenticare che, per lui, a differenza di Antoinette/Bertha, si prospetta una seconda vita felice. Leggendo ora Jane Eyre mi verrebbe quasi voglia che fosse rimasto ucciso tra le fiamme di Thornfield Hall (un giusto epilogo).Povera Antoinette,privata di tutto, della vita della dignità, a causa della paura scambiata per follia. Commovente.

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  • 4

    Dovrebbe essere il prequel di "Jane Eyre"..

    ..ma della solitudine delle sorelle Bronte, nutrita solo del gelido vento dello Yorkshire, non è rimasto nulla..
    scopriamo invece, con un certo prevedibile sconcerto che anche la natura lussureggiante ...continue

    ..ma della solitudine delle sorelle Bronte, nutrita solo del gelido vento dello Yorkshire, non è rimasto nulla..
    scopriamo invece, con un certo prevedibile sconcerto che anche la natura lussureggiante dei Tropici, irrefrenabile nella sua sguaiata vitalità, nasconde dei lati oscuri ove può anche far capolino la follia.
    Un gotico torbido ed esotico, assolutamente da riscoprire..

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  • 3

    Interessante ma...

    Non del tutto soddisfacente dal punto di vista narrativo. Considerato per quello che è, un esperimento ben riuscito di riscrittura postcoloniale si apre a una moltitudine di analisi critiche stimolant ...continue

    Non del tutto soddisfacente dal punto di vista narrativo. Considerato per quello che è, un esperimento ben riuscito di riscrittura postcoloniale si apre a una moltitudine di analisi critiche stimolanti, e posso capire come sia stato al centro del dibattito accademico. Nonostante questa consapevolezza e lo sguardo attento alla lettura che ho prestato, dal punto di vista puramente narrativo non mi ha soddisfatto granché. Ho trovato il racconto confusionario, non so se sia un problema di traduzione ma spesso mi perdevo i soggetti, di chi stessimo parlando esattamente o chi stesse narrando in quel momento, insomma non l'ho trovato affatto scorrevole da leggere. Inoltre Antoniette emerge come profondamente contraddittoria in seno alla sua stessa narrazione, si capisce e non si capisce la sua pazzia, ed Edward è praticamente un personaggio ex novo che nulla c'entra con quello noto in Jane Eyre (forse per questo ne tace il nome?).
    Sono sicura che questa resa globale delle difficoltà del libro siano state ricercate dall'autrice, eppure a me hanno lasciato un senso di insoddisfazione, come di spunti colti ma lasciati sempre in sospeso, mai sviluppati fino in fondo.
    Una nota di plauso però alla capacità di rendere i paesaggi ed il clima: la nota più vivida è questa sensazione di afa e annebbiamento, di oscurità e rumori e silenzi pervasivi. In questo Jean Rhys è stata veramente un maestro, capace di trascinarti fino in Giamaica e Martinica, per poi lasciarti lì, spiazzato dinnanzi a questa vicenda assurda.

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  • 3

    La follia.

    Iniziamo col dire che Jane Eyre è il mio libro preferito, detto nel gergo comune. Nel mio caso, il termine "preferito" equivale a "ossessione".
    Fatto sta che, ovviamente, quando sono venuta a sapere d ...continue

    Iniziamo col dire che Jane Eyre è il mio libro preferito, detto nel gergo comune. Nel mio caso, il termine "preferito" equivale a "ossessione".
    Fatto sta che, ovviamente, quando sono venuta a sapere dell'esistenza di questo "spin-off", come oggigiorno vengono chiamati questi seguiti scritti da altre mani, sono dovuta andarlo a reperire e leggerlo subito condito da aspettative elevate. E, come ogni volta quasi come un clichè, queste speranze sono andate un po' scemando.
    Della trama non mi sto a dilungare perchè qualsiasi parola scritta potrebbe essere spoiler.
    Jean Rhys ci racconta l'amore e la follia di tutti e due i personaggi presenti nel suo libro. Benchè per la donna, Antoinette, la causa potrebbe essere stata scatenata dall'ereditarietà della "malattia", Mr Rochester è "folle" sentimentalmente, quasi inemozionale.
    L'una è folle per il troppo amore dato e mai ricevuto, l'altro è folle di rimando: per paura, per non riuscire ad amare, capace solo usare il corpo femminile come mezzo per i propri piaceri da soddisfare.
    Poi, a questa storia, si intrecciano descrizioni molto minuziose (a volte anche troppo. E il troppo stroppia in un attimo), il linguaggio carico, denso non è a favore della scorrevolezza del libro.
    I pensieri e le vicende dei personaggi principali si alternano per farci avere una visione più ampia delle loro emozioni. Ed infine, una piccola dose di misticità e di magia.
    Questa è una storia che di per sè è magnifica; personalmente mi piace leggere di amori folli e di persone altrettanto folli (non so se ci siamo capiti). Forse, a causa della densità della scrittura, tutte le descrizioni e i dialoghi altalenanti mi hanno fatto "pesare" un po' questa lettura e non sono riuscita a godermela quanto avrei voluto e quanto speravo. Diciamo, riassumendo, che la scrittura di Jean Rhys non è fra le mie preferite.
    Tuttavia, per gli amanti del romanzo più famoso di Charlotte Brontë, Jane Eyre, ma anche chi non l'ha mai letto, Il grande mare dei sargassi è una lettura che fa riflettere sull'animo umano, sulla sua crudeltà e sui suoi sentimenti. Quindi, a mio parere, più che consigliata!

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  • 4

    Questo è il secondo spin-off di Jane Eyre che leggo, dopo "La bambinaia francese" di Bianca Pitzorno. Quest'ultimo era meno "illustre" e rivolto più ai ragazzi, ma entrambi hanno un comune denominator ...continue

    Questo è il secondo spin-off di Jane Eyre che leggo, dopo "La bambinaia francese" di Bianca Pitzorno. Quest'ultimo era meno "illustre" e rivolto più ai ragazzi, ma entrambi hanno un comune denominatore: raccontano la storia di una donna che ha preceduto Jane Eyre nel cuore del tenebroso e scorbutico Mr Rochester (la ballerina francese per quello della Pitzorno, la moglie creola "pazza" per quello della Rhys) e trattano quest'ultimo una schifezza xD
    Devo dire che la Pitzorno si accanisce contro di lui in modo molto più pesante (mentre leggevo La bambinaia francese", per il resto un bellissimo romanzo, mi chiedevo se il poveretto avesse fatto un affronto personale all'autrice xD) ma anche Jean Rhys non scherza...
    Comunque partiamo dall'inizio: Il grande mare dei sargassi è la storia di Antoinette Crowley, figlia di un negriero inglese della Giamaica. Morto il padre, la madre si risposa con Mr Mason- padre del celebre Richard che fa una sanguinosa comparsa nel libro di Charlotte Bronte- e se questo sembra all'inizio segnare una rinascita per Antoinette e sua madre, dopo un po' si rivelerà invece l'inizio della parabola discendente di entrambe verso la pazzia.
    Il libro è intriso dei colori e profumi della Giamaica, tutti troppo forti, al punto da stordire e far sfumare la linea che separa il sogno dalla realtà, fino a cancellarla. Quest'atmosfera onirica si respira lungo tutto il romanzo, scritto in parte dal punto di vista di Antoinette, in parte da quello di Rochester. Quest'ultimo-denigrazione a parte, ma credo fosse difficile scrivere un romanzo sulla moglie pazza di Rochester senza avercela un po' con lui xD- è molto fedele alla descrizione che ne dà la Bronte quando lui stesso parla a Jane Eyre del suo passato: un ragazzo confuso, manipolato dal padre e dal fratello, che solo gradualmente prende atto di quel che sta accadendo intorno a lui e comincia a indurirsi, inasprirsi.
    Ammetto di non aver del tutto capito alcune parti, e mi consola leggere da altre recensioni che non sono l'unica! xD Ho scoperto che Jean Ryhs era a sua volta creola, quindi probabilmente ha riempito il libro di miti e riferimenti alla magia di cui la sua terra d'origine è permeata, e che noi possiamo capire solo a metà. Comunque credo sia uno dei libri che meglio descrivono l'insorgere della pazzia nella mente di una persona, il modo graduale in cui questa si presenta mescolandosi alla razionalità e spesso senza un confine netto.
    Imperdibile per gli appassionati di Jane Eyre, ma non solo :D

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  • 4

    Favourite quotation:

    "It was a beautiful place – wild, untouched, above all untouched, with an alien, disturbing, secret loveliness. And it kept its secret. I'd find myself thinking, "What I see is nothing – I want what i ...continue

    "It was a beautiful place – wild, untouched, above all untouched, with an alien, disturbing, secret loveliness. And it kept its secret. I'd find myself thinking, "What I see is nothing – I want what it hides – that is not nothing."

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  • 3

    prequel di Jane Eyre in cui l'autrice da voce alla moglie pazza e rinchiusa di Rochester. molto coinvolgente la prima parte, dal momento del matrimonio la storia cambia atmosfera e mi è rimasta la sen ...continue

    prequel di Jane Eyre in cui l'autrice da voce alla moglie pazza e rinchiusa di Rochester. molto coinvolgente la prima parte, dal momento del matrimonio la storia cambia atmosfera e mi è rimasta la sensazione di non essere riuscita a comprenderla fino in fondo. resta comunque un tentativo interessante ed una lettura di qualità.

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  • 3

    Riuscito a metà

    Ripescato dalla mia libreria, dove stazionava da anni in attesa del “momento giusto”.
    Dopo la lettura, posso dire che, nonostante la raffinatezza della scrittura, resta in una sorte di “limbo”.
    Molto ...continue

    Ripescato dalla mia libreria, dove stazionava da anni in attesa del “momento giusto”.
    Dopo la lettura, posso dire che, nonostante la raffinatezza della scrittura, resta in una sorte di “limbo”.
    Molto bella la prima parte, ambientata nella Giamaica di metà 1800, un mondo magico e terribile in cui neri e bianchi si contrappongono, sullo sfondo di una natura selvaggia e splendida. Testimone di questa contrapposizione è la piccola Antoinette, figlia di un proprietario terriero bianco e che, nonostante la giovane età, sente già su di sé l’incombere di un destino avverso.
    Confusa, pensante, inquietante la seconda parte, in cui Antoinette, divenuta adulta, sposa, per interesse, un giovane inglese: un matrimonio-non matrimonio, che va avanti fra azioni melodrammatiche, scene forti e incomprensibili e una tristezza cosmica di fondo. L’unica cosa chiara è che i due non si amano.
    Insomma, magico e conturbante con delle riserve. Fra l’altro nella mia ignoranza, non sapevo che il Mar dei Sargassi fosse quella porzione di Oceano Atlantico compreso tra gli arcipelaghi delle Grandi Antille e quello delle Azzorre, così chiamata a causa della cospicua presenza di una particolare alga, il "sargassum" appunto, che si aggrega alle altre alghe dello stesso tipo, dando origine a quello che sembra un vero e proprio “prato”. Si scopre sempre qualcosa di nuovo.

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  • 3

    Jane Eyre è un classico che mi manca ma che a quanto pare sto aggirando da tutte le parti: prima La bambinaia francese della Pitzorno, ora questo. Sì, questo libro narra la storia di Bertha Mason, la ...continue

    Jane Eyre è un classico che mi manca ma che a quanto pare sto aggirando da tutte le parti: prima La bambinaia francese della Pitzorno, ora questo. Sì, questo libro narra la storia di Bertha Mason, la prima moglie di Rochester, che nel romanzo della Brontë è rinchiusa, pazza.
    Il grande mare dei Sargassi, che si innesta nel filone della letteratura postcoloniale che vuole dare nuova voce a questi personaggi resi “muti” dagli imperialisti, è un libro strano. La storia è completamente immersa in un’atmosfera onirica, dove realtà e fantasia spesso si incrociano, dove i colori, sgargianti, offuscano i pensieri razionali. Per quanto non mi sia particolarmente piaciuto, l’autrice ha saputo rendere molto bene l’atmosfera afosa e quasi opprimente dei Caraibi. Però non mi ha fatto entrare nella storia, sono sempre stata un’osservatrice esterna: non si riesce ad entrare nella mente di Bertha, qui Antoinette, che risulta un personaggio contraddittorio e instabile, se non completamente folle. Non si riesce nemmeno a simpatizzare per Rochester, un marito che si trova ad avere a che fare con una donna dalla mentalità completamente diversa cresciuta in un mondo che lui non conosce e non capisce.
    Interessante per il significato che l’autrice ha voluto dargli, ma come storia non mi ha colpito molto.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Consiglio a chi non vuole spoilerarsi Jane Eyre di non leggere questo commento.
    Ambientato nella Giamaica postcoloniale, il libro, scritto nel 1966, riprende il personaggio in "Jane Eyre" della prima ...continue

    Consiglio a chi non vuole spoilerarsi Jane Eyre di non leggere questo commento.
    Ambientato nella Giamaica postcoloniale, il libro, scritto nel 1966, riprende il personaggio in "Jane Eyre" della prima moglie di Rochester, immaginando le vicende che l'hanno portata alla condizione in cui la vediamo nel libro, parzialmente ribaltando il rapporto vittima-carnefice che ci trasmette la Bronte. Nel libro della Rhys, infatti, non empatizziamo più con un Rochester afflitto da una moglie pazza, ma con una ragazza dalla labile sanità mentale spinta alla pazzia dall'insensibilità e dal sospetto del marito. Il libro è diviso in tre parti. Nella prima il punto di vista è tutto della protagonista, Antoinette Cosway, che ci narra, con uno stile spezzato e in fotogrammi confusi, della sua infanzia in una tenuta ormai allo sfacelo dopo la liberazione degli schiavi, tra una balia che ha fama di strega voodoo, una madre sull'orlo della pazzia e un fratello demente. La seconda parte alterna il punto di vista del marito (il cui nome non viene mai nominato ma si capisce essere il Rochester di Jane Eyre) a rari momenti in cui torna a parlare Antoinette e descrive lo scivolare nella pazzia della donna. Nella terza, la più breve, siamo ormai in Inghilterra e col punto di vista di Antoinette assistiamo, in scene spezzate e confuse dalla pazzia, alle vicende già note da "Jane Eyre".
    Mi è piaciuto, sia per come ha affrontato il capovolgimento di una parte secondaria di una storia ben nota, sia per lo stile, un rapido susseguirsi di scene torbide nella trama ma vivide nella rappresentazione di luoghi e elementi di contorno.
    Voto: 8,5

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