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Wide Sargasso Sea

By Jean Rhys

(62)

| Paperback | 9780393960129

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Book Description

A sensual and protected young woman, Antoinette Cosway grows up in the lush, natural world of the Caribbean. She is sold into marriage to the coldhearted and prideful Rochester, who succumbs to his need for money and his lust. Yet he will make her pa Continue

A sensual and protected young woman, Antoinette Cosway grows up in the lush, natural world of the Caribbean. She is sold into marriage to the coldhearted and prideful Rochester, who succumbs to his need for money and his lust. Yet he will make her pay for her ancestors' sins of slaveholding, excessive drinking, and nihilistic despair by enslaving her as a prisoner in his black British home.

78 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    E odiavo quel posto.

    Odiavo le montagne e le colline, i fiumi e la pioggia. Odiavo i suoi tramonti qualunque colore avessero, odiavo la sua bellezza e la sua magia e il segreto che non avrei mai conosciuto. Odiavo la sua indifferenza e la crudeltà che faceva parte del su ...(continue)

    Odiavo le montagne e le colline, i fiumi e la pioggia. Odiavo i suoi tramonti qualunque colore avessero, odiavo la sua bellezza e la sua magia e il segreto che non avrei mai conosciuto. Odiavo la sua indifferenza e la crudeltà che faceva parte del suo incanto. Soprattutto odiavo lei. Perché lei apparteneva a quella magia e a quell'incanto. Mi aveva lasciato assetato e tutta la mia vita sarebbe stata sete e desiderio di ciò che avevo perduto prima ancora di trovarlo.

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    Euridice said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    in questo romanzo degli anni '60 jean rhys dà voce a bertha mason- la moglie pazza del protagonista di "jane eyre"- raccontando la sua infanzia e la sua giovinezza nella giamaica dell'ottocento. non ci sono speranze per la giovane antoinette (questo ...(continue)

    in questo romanzo degli anni '60 jean rhys dà voce a bertha mason- la moglie pazza del protagonista di "jane eyre"- raccontando la sua infanzia e la sua giovinezza nella giamaica dell'ottocento. non ci sono speranze per la giovane antoinette (questo il suo vero nome): il difficile rapporto con la madre (che impazzirà), la miseria, qualche barlume di speranza destinato a spegnersi durante una tragica notte di rivolta, il matrimonio combinato che sfocerà in un grande amore a senso unico e il destino di infelicità e follia, scatenato da voci e sospetti, che si ripeterà inesorabilmente. dietro questa storia, raccontata magistralmente e immersa nell'atmosfera torrida delle antille- ci sono temi importanti: la privazione dell'identità, la solitudine che porta alla malattia, la mancanza della libertà, lo scontro tra due culture che non riescono a incontrarsi (magistrali le scene con la balia cristophine, donna creola sospettata di malefici e unica a tentare di proteggere l'indifesa protagonista), la colonizzazione- non solo di un paese, ma anche delle persone che lo compongono. "il grande mare dei sargassi" non è solo un prequel, ma un romanzo complesso e importante- che mi ha davvero sbalordita.

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    fiamma said on Jul 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'impero britannico coloniale e post coloniale. Un colonizzatore inglese che viene mandato in Jamaica e s'innamora di una donna. L'amore e l'odio a confronto.

    Nessuno spoiler, solo un consiglio! Prima di leggere questo libro (se non l'avete già fatt ...(continue)

    L'impero britannico coloniale e post coloniale. Un colonizzatore inglese che viene mandato in Jamaica e s'innamora di una donna. L'amore e l'odio a confronto.

    Nessuno spoiler, solo un consiglio! Prima di leggere questo libro (se non l'avete già fatto), leggetevi Jane Eyre (Charlotte Bronte)

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    Silvia said on Apr 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un liquore denso e nero

    L'incontro con Jean Rhys è avvenuto per caso: la mia biblioteca svendeva dei libri usati, e io sono stata colpita dal titolo. Niente di più. Niente di meno. L'ho lasciato poi prendere polvere per mesi, finché un giorno, sempre per caso, l'ho infilato ...(continue)

    L'incontro con Jean Rhys è avvenuto per caso: la mia biblioteca svendeva dei libri usati, e io sono stata colpita dal titolo. Niente di più. Niente di meno. L'ho lasciato poi prendere polvere per mesi, finché un giorno, sempre per caso, l'ho infilato in borsa perché piccolo e leggero: adattissimo alla sopravvivenza durante una fila noiosa.
    Errore. Jean Rhys mi ha completamente travolta e ha suscitato in me una fame di ricerca sulla letteratura postcoloniale che non provavo da anni. Non mi interessa niente se è un prequel del libro della Bronte, perché 'Il Grande mare dei Sargassi' non può essere funzionalizzato a niente e a nessuno: si mantiene in piedi per fierezza e forza proprie.
    La intensità del linguaggio; la potenza visiva; il liquore denso e nero che stilla dai nervi di ogni pagina, sono tra le cose più potenti che mi è capitato di leggere da anni. Inevitabilmente ho cercato informazioni sulla vita della Rhys, e ce n'è per un film. Un film di successo, intendo, ché la Rhys è stata bellissima, complessa e ferocemente infelice.
    In merito al prequel, lo ammetto, ho sempre sospettato che la moglie di Rochester fosse stata una persona interessante, e non una pazza piromane bidimensionale: quindi, grazie Jean, ora anche Antoinette ha una sua dignità umana.
    Allo stesso modo, finalmente, con la scissione in due del libro e la duplice voce narrante,conosciamo meglio anche la farina di cui è impastato Rochester, e con lui tutta quella distante Inghilterra schifata e sedotta dai 'negri bianchi'.
    Un libro immenso come il suo mare.

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    Giusi Meister said on Dec 26, 2013 | 2 feedbacks

  • 19 people find this helpful

    Il romanzo viene da più parti definito come prequel di “Jane Eyre”, ed io l’ho affrontato con curiosità proprio in relazione al collegamento con l’altro romanzo, che non ho letto ma di cui ho visto più volte il film che ne è stato tratto.
    Mi sono con ...(continue)

    Il romanzo viene da più parti definito come prequel di “Jane Eyre”, ed io l’ho affrontato con curiosità proprio in relazione al collegamento con l’altro romanzo, che non ho letto ma di cui ho visto più volte il film che ne è stato tratto.
    Mi sono convinta, dopo la lettura, che è limitante dargli quella definizione, in primo luogo perché solo nella parte finale si collega in modo chiaro al romanzo della Bronte, fornendo un’interpretazione dei fatti non convenzionale come siamo abituati ad avere guardando il famoso film tratto da Jane Eyre o comunque conoscendo a grandi linee la trama del romanzo di Charlotte Bronte. In ogni caso considerare Il grande mare dei sargassi solo un prequel del famoso romanzo scritto più di un secolo prima, come fosse una specie di gioco da parte dell’autrice affascinata da un personaggio minore del primo -o meglio da un personaggio che in Jane Eyre c’è ma è come fosse un fantasma, perché viene tenuta rinchiusa nella torre del castello di Rochester e tenuta sotto stretto controllo perché pazza da una guardiana-, è limitativo e fuorviante per comprendere in pieno il senso di questo bel romanzo, tragico e grandioso nel finale come una tragedia greca e che tocca nel profondo la situazione personale della scrittrice, nata nei Caraibi da padre britannico e madre creola di origini scozzesi : pensate a quanti miscugli di razze nel suo sangue. In effetti il tema centrale del romanzo è connesso strettamente all’incrocio di razze, culture e lingue che si sono avute nei Caraibi, una terra che fa degli eccessi il proprio elemento individuante, eccessi nei colori, nei profumi, nei sapori della cucina, nel clima torrido e umido che sfianca i deboli fisici europei. In questi luoghi il bianco dominatore serra le fila contro il nero schiavo prima e servo poi, in una guerra di nervi dove il primo schiaccia il secondo per tenerlo soggiogato al suo potere annientandone la volontà grazie alla durezza del carattere e alla freddezza di sentimenti che impediscono l’avvicinamento tra le persone e innalzano muri invalicabili tra di esse. Ogni colonialismo, in qualsiasi tempo e luogo del mondo si sia svolto e si svolga, assume questi caratteri , anche il colonialismo del cuore e dell’anima che Rochester esercita su Antoinette, giovane vittima condannata dalla propria sete d’amore.

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    sandra said on Dec 24, 2013 | 7 feedbacks

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