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Wild Swans

Three Daughters of China

By Jung Chang

(2)

| Hardcover | 9780671685461

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Book Description

Blending the intimacy of memoir and the panoramic sweep of eyewitness history, Wild Swans has become a bestselling classic in thirty languages, with more than ten million copies sold. The story of three generations in twentieth-century Chi Continue

Blending the intimacy of memoir and the panoramic sweep of eyewitness history, Wild Swans has become a bestselling classic in thirty languages, with more than ten million copies sold. The story of three generations in twentieth-century China, it is an engrossing record of Mao's impact on China, an unusual window on the female experience in the modern world, and an inspiring tale of courage and love.

Jung Chang describes the life of her grandmother, a warlord's concubine; her mother's struggles as a young idealistic Communist; and her parents' experience as members of the Communist elite and their ordeal during the Cultural Revolution. Chang was a Red Guard briefly at the age of fourteen, then worked as a peasant, a "barefoot doctor," a steelworker, and an electrician. As the story of each generation unfolds, Chang captures in gripping, moving -- and ultimately uplifting -- detail the cycles of violent drama visited on her own family and millions of others caught in the whirlwind of history.

236 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Storia affascinante di tre generazioni di donne cinesi. Pensavo fosse un romanzo finché non ho visto le foto dei protagonisti e ho capito che era una storia vera. Ho imparato un sacco di cose sulla Cina e gustato una scrittura scorrevole.
    Voto 8 1/2

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    mikisong said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    昨天發現的版本很久遠

    沒想到是爸爸買的

    她最近的新書很棒,不買對不起自己呢

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    Ching said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro che ho letteralmente divorato, un libro affascinante che rivela il vero volto della Cina. Un libro da leggere soprattutto per chi ha avuto la possibilità di recarsi in Cina ed è tornato con tante domande sul perché di tante cose. La storia r ...(continue)

    Un libro che ho letteralmente divorato, un libro affascinante che rivela il vero volto della Cina. Un libro da leggere soprattutto per chi ha avuto la possibilità di recarsi in Cina ed è tornato con tante domande sul perché di tante cose. La storia racconta con molta semplicità e leggerezza la vita di tre donne: nonna, madre e figlia. Coraggiose, straordinarie figure che non si dimenticano.

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    MG said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Opera afferente alla categoria del romanzo storico, questo corposo testo offre uno spaccato efficacissimo della storia del '900 cinese, ma lo fa attraverso gli occhi e le mappe mentali di una giovane donna, che in prima persona ha vissuto tali eventi ...(continue)

    Opera afferente alla categoria del romanzo storico, questo corposo testo offre uno spaccato efficacissimo della storia del '900 cinese, ma lo fa attraverso gli occhi e le mappe mentali di una giovane donna, che in prima persona ha vissuto tali eventi. Ciò dona alle immagini descritte una freschezza e una genuinità che pochi testi sono in grado di presentare. Il racconto scorre fluido seguendo uno stretto ordine cronologico, snidandosi lineare e presentandosi perciò assolutamente fruibile, attroverso le tre vite di tre generazioni di donne della stessa famiglia, inoltre è ricco di riferimenti etnologici e di costume che lo arricchiscono in maniera preziosa. A volte lo stile si fa tuttavia eccessivamente cronachistico, e si perdono le fila delle vicende dei personaggi per lasciare uno spazio a mio parere eccessivo alla macro-storia, rendendo alcune pagine più "saggistiche" che romanzesche, anche se in generale appare un limite sufficientemente trascurabile anzi a volte addirittura strumentale allo snidarsi del racconto, a cui tali pagine vanno spesso a offrirre una efficace cornice in cui incastonare gli eventi delle figure che compongono il testo. Stilisticamente, il racconto appare secco, la frase semplice seppur carica, ma al punto giusto, di aggettivazione, quasi ineccepibile a parte la scelta, che non ho condiviso, di identificara i personaggi qualificandone la parentela, scelta che porta il lettore a trovarsi di fronte a una serie di : "mia madre", "mia nonna", "sua madre", "sua zia", "sua figlia", "sua nipote", "mia sorella" ecc. che complicano a volte l'identificazione del personaggio di cui si parla perchè varia di continuo il parente di riferimento alla qualificazione stessa: sarebbe stato meglio a mio parere un utilizzo più preciso e assiduo dei nomi propri.
    Ciò, tuttavia, non toglie valore al testo, un valore per lo più storico/culturale, oltre che di forte carica emotiva (dato il vivere in prima persona da parte dell'autrice di quanto racconta), al massimo rende la lettura foriera di maggiore concentrazione da parte del lettore, il che alla fine non guasta mai.

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    Johnny said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Follie umane

    Testimonianza unica e incredibile, imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi alla storia cinese del 900. La rivoluzione culturale dovrebbe essere studiata dai sociologi di tutto il mondo, causa la sua unicità e follia. Il libro è scritto in mod ...(continue)

    Testimonianza unica e incredibile, imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi alla storia cinese del 900. La rivoluzione culturale dovrebbe essere studiata dai sociologi di tutto il mondo, causa la sua unicità e follia. Il libro è scritto in modo semplice, scarno, e questo a mio dire lo penalizza un poco dal punto di vista prettamente letterario.

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    Nimrod said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “Cigni selvatici” è un romanzo che mi ha tenuto compagnia per quasi tre settimane: la sua mole e la notevole quantità di informazioni in esso contenute hanno avuto bisogno di tempo per sedimentare nella mia memoria.

    Quando hai un romanzo sul comodin ...(continue)

    “Cigni selvatici” è un romanzo che mi ha tenuto compagnia per quasi tre settimane: la sua mole e la notevole quantità di informazioni in esso contenute hanno avuto bisogno di tempo per sedimentare nella mia memoria.

    Quando hai un romanzo sul comodino da tre settimane – e lo hai anche portato in gita con te in Veneto – è difficile salutare i protagonisti e i personaggi che per così tanto tempo ti hanno fatto compagnia. La scrittura di Jung Chang è coinvolgente e le fotografie nel centro del libro aiutano ad entrare nel vivo del romanzo.

    Yu Fang, Bao Qin e Jung Chang: nonna, mamma e figlia

    Jung Chang, come ho scritto nella nota biografica, è stata la prima cittadina cinese a conseguire un dottorato, all’estero per di più; quando la Cina ha aperto le frontiere e permesso ai cittadini di viaggiare in giro per il mondo (non senza pesanti sessioni di indottrinamento, prima di uscire), Jung appunto si è trasferita in Gran Bretagna. Quando la madre di Jung, Bao Qin, vola a Londra per andare a trovare la figlia, in realtà ha molto da raccontarle. Bao Qin inizia a raccontare la storia della vita della nonna dell’autrice, Yu Fang che fu concubina di un nobile cinese all’inizio del Novecento, passando poi a raccontare la storia della sua stessa infanzia. Jung Chang è impressionata dalla quantità di informazioni che la madre le sta raccontando, così decide di scrivere un romanzo epico, dove parlerà di Yu Fang e di Bao Qin.

    La Cina feudale: per le donne piedi fasciati, per gli uomini concubine

    Il romanzo infatti inizia con i racconto di una Cina feudale, dove molte donne – specialmente le più belle – hanno i piedi fasciati e come massima aspirazione hanno quella di diventare delle concubine. Questa è la sorte che tocca alla nonna di Jung Chang, tanto che viene costretta dal padre a sposare un generale, dalla cui unione nascerà Bao Qin.

    Le vicende di queste tre donne – nonna, madre e figlia – di avvicendano sullo sfondo di una Cina che vuole cambiare, un Paese che cresce a dismisura, che ha fame di cibo, energia e libertà e non vuole più sottostare alle regole e ai soprusi dei nobili. Inizia una vera e propria Rivoluzione, campeggiata dai comunisti, vicini alle idee di Marx e Lenin e capitanati da alcuni cinesi, tra cui Mao Zedong.

    La nuova Cina: arrivano i comunisti

    E’ attraverso il Partito che Bao Qin conosce Wang Yu, l’uomo che diventerà suo marito e i padre dei suoi figli; la Rivoluzione è qualcosa di faticoso, fatta di privazioni, marce senza fine, sacrifici e combattimenti per scacciare i nobili cinesi. Bao Qin si unisce senza esitare perché, come il marito, crede fortemente nel comunismo e nella nuova Cina.

    I comunisti vincono: una ad una cadono le città fortezza del Kuomintang, i conservatori, e Mao entra in Pechino come un salvatore. Iniziano gli anni della Cina comunista e le riforme di Mao, tra cui la riassegnazione della terra ai contadini e l’abolizione di ogni proprietà privata. Mao vieta persino di mangiare in casa propria, spronando la gente a mangiare nelle mense, tutti assieme.

    Il Grande Balzo in Avanti e la Rivoluzione culturale: come distruggere un Paese

    A cavallo tra gli anni ’50 e ’60 Mao inventa una “caccia alle streghe” dietro l’altra: molti letterati vengono imprigionati, molti presunti nemici del partito vengono deportati nei gulag cinesi (eh, sì! E tra l’altro i gulag cinesi esistono ancora, purtroppo!). Ma il vero e proprio disastro avviene alla fine degli anni ’50, quando Mao avvia il Grande Balzo in Avanti: tutti vengono costretti a lavorare in fabbrica per produrre acciaio, le campagne si spopolano, i pochi contadini che restano in campagna vengono costretti a seminare i cereali e le verdure senza rispettare i ritmi della natura e in poco tempo la situazione precipita: è l’epoca della grande carestia, si stima che in questi anni siano morti circa 30 milioni di cinesi.
    Mentre Jung Chang inizia le scuole, Mao dopo la grande carestia lancia l’ennesima campagna, quella che porterà il Paese al completo sfacelo: la Rivoluzione Culturale cinese. In realtà di culturale ha ben poco, perché come ci racconta l’autrice, è in questo periodo che vengono chiuse le scuole e il libri vengono dati alle fiamme. Questo periodo di tensione durerà fino alla morte del dittatore, nel 1976.

    I genitori di Jung Chang durante tutto questo periodo di incertezza e guerre, carestie e caccia alle streghe, conoscono non solo il potere ma anche la disgrazia: vengono spesso imprigionati, costretti alle famose autocritiche, e alle pesanti sessioni di denuncia, dove bastonate e frustate non si risparmiavano.

    Quando Orwell anticipò Mao: inquietanti analogie tra 1984 e la Cina maoista

    Leggere un romanzo così intenso e ricco di informazioni e nozioni non può che appassionare, ma anche confondere, fuorviare. Quando si leggono romanzi come questo ci si rende conto che ogni popolo, a modo suo, ha sofferto. Quando in un Paese si instaura una dittatura non ci sono speranze, spiragli, concessioni. No, si può solo vivere nel terrore e nella paura. La paura di morire o di venire denunciati e portati nei campi di lavoro.

    Ciò che più mi ha colpito è che nel 1948 il grande scrittore George Orwell ha descritto in 1984 (di cui potete leggere la mia recensione cliccando qui) una società traviata dalle menzogne e dalla paura. Ecco, io tutto questo l’ho trovato qui, durante il Grande Balzo in Avanti di Mao. Il bellissimo romanzo di Orwell è stato scritto nel 1948 e la politica del Grande Balzo in Avanti è del 1958, successiva di ben dieci anni. Eppure, con una veridicità pazzesca, Orwell anticipa le menzogne e le bugie che Mao rifilerà al suo popolo anni dopo. Nell’Oceania di Orwell i giornali sono controllati, le informazioni vagliate, modificate a piacimento. Proprio ciò che succederà nella Cina maoista e in generale in tutte le dittature.

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    Claudia (Il giro del mondo attraverso i libri) said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

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