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Will You Please Be Quiet, Please

By

Publisher: Vintage

4.0
(1706)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , Italian , Spanish , French , German , Chi traditional

Isbn-10: 0099530341 | Isbn-13: 9780099530343 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
With this, his first collection, Carver breathed new life into the short story.
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  • 4

    Scrivere ombre

    Storie ad altissimo contenuto umano, stile elegante, esatto e ispirato, narrazione sintetica connotata da intensa pregnanza: queste sono alcune delle caratteristiche conosciute dei racconti di Carver, che si ritrovano immutate e potenti in questo volume. Che vi racconti due ragazzi alle prese con ...continue

    Storie ad altissimo contenuto umano, stile elegante, esatto e ispirato, narrazione sintetica connotata da intensa pregnanza: queste sono alcune delle caratteristiche conosciute dei racconti di Carver, che si ritrovano immutate e potenti in questo volume. Che vi racconti due ragazzi alle prese con la trota più grande che si sia mai vista, i tormenti di un uomo che vuole abbandonare il cane dei suoi figli o vi descriva una gelosia che non si riesce a sopire, l'autore non rinuncia mai ad avvicinarsi ai suoi protagonisti, ai tradimenti, agli inganni, all'oblio e al desiderio, declinando pagina per pagina un'antologia di fallimenti e disincanti che palpita di sangue, epifanie e sogni. Vuoi danzare, per favore?

    said on 

  • 5

    Non approcciatelo come maestro del minimalismo, definizione tralaltro che non gli piaceva. Si tratta di una manciata di racconti di adulti mancati, alle prese con grossi guai: soldi e donne in primis. Inutili storie di provincia, in cui vi riconoscerete dolorosamente.

    said on 

  • 4

    Brevi racconti descrivono, "alla Carver", le ipocrisie, i rapporti familiari contrastanti di chi non si sa apprezzare nel giusto valore lo stato d'animo e il sentimento, le bugie e i tormenti quotidiani cui l'intera umanità è costretta a sottostare. Persone di tutti i giorni, di condizione sempli ...continue

    Brevi racconti descrivono, "alla Carver", le ipocrisie, i rapporti familiari contrastanti di chi non si sa apprezzare nel giusto valore lo stato d'animo e il sentimento, le bugie e i tormenti quotidiani cui l'intera umanità è costretta a sottostare. Persone di tutti i giorni, di condizione semplice e dimessa, sono i personaggi dei racconti; vivono la loro misera vita in condizione incongrua nei confronti di quella stessa vita e di una società che li considera emarginati perché non al passo del ritmo frenetico del tempo. C'è un po' di tutto, dalle persone vicine di casa invadenti e curiose, agli alcolizzati, dagli sfaccendati alle persone gelose o addirittura alle famiglie che non sanno mantenere rapporti stabili. Lo stile è dettagliato, l'azione sembra un quadro privo di sfumature, netto e naturale, scorci di vita quotidiana in cui traspare l'imbarazzo interiore che transita dal personaggio della scena al lettore portandolo, a volte, in una fase di preoccupazione e timore.

    said on 

  • 3

    這是一本有點「莫名其妙」的書籍。所謂「莫名其妙」之意,指的是「這麼平凡無常的日常瑣事,竟也能寫成小說!」這太玄了!!或許就是因為如此,在平淡的敘事口吻中,留下了太多的「空白」給讀者「無限的」想像。這種「想像」也許才是文學的本質吧!我想~

    said on 

  • 5

    Questo libro è una stanza chiusa con poca aria. eppure uno spiraglio di luce trova sempre il modo di entrare. affilato, feroce, incazzato e catartico.

    said on 

  • 4

    Secondo Al, la soluzione era una sola. Doveva sbarazzarsi del cane senza che Betty o i bambini se ne accorgessero.


    Nella quarta di copertina di questa raccolta di racconti di Raymond Carver, Richard Ford scrive che si tratta di 22 racconti tutti perfetti. Probabilmente ha ragione lu ...continue

    Secondo Al, la soluzione era una sola. Doveva sbarazzarsi del cane senza che Betty o i bambini se ne accorgessero.

    Nella quarta di copertina di questa raccolta di racconti di Raymond Carver, Richard Ford scrive che si tratta di 22 racconti tutti perfetti. Probabilmente ha ragione lui, e io non ho la capacità di scrivere recensioni (infatti questa NON è una recensione). Forse non sono tutti perfetti, ma di sicuro dimostrano una capacità (dell’autore) di cogliere i personaggi con una tale cura, e amore, da lasciare senza fiato. È la prima raccolta di racconti di Carver. In un’intervista lui dichiarò che aveva impiegato tredici anni per arrivare alla pubblicazione. Nel frattempo aveva dovuto arrangiarsi: con un matrimonio e due figli da crescere, oltre alla necessità di lavorare, e altri guai assortiti, non c’è molto spazio per scrivere.

    Come si sa, Carver era spesso accusato di scrivere storie di gente sempre impelagata nei guai. Come se non fosse (quasi) sempre così. Erano gli anni Settanta quando questa raccolta fu pubblicata per la prima volta; il 1976 per essere esatti. C’era stato lo scandalo Watergate e la guerra del Vietnam era culminata con la caduta di Saigon. E Carver se ne esce con uno spaccato della piccola società statunitense triste, quasi in sintonia con il sentimento del suo Paese. Eppure riesce a compiere il miracolo.

    Per prima cosa, impara a usare le parole come un artigiano sopraffino. I personaggi, gli ambienti che deve raffigurare hanno diritto al meglio, a una prosa precisa e meravigliosa. Proprio perché sono considerati così “comuni” (vale a dire: meschini, e perdenti: quelli per i quali il sogno americano resterà tale), è giusto riservare loro un trattamento, un’attenzione che di solito non hanno affatto.

    Lo stupore che coglie il lettore al termine della lettura di alcuni racconti (o forse tutti?) è possibile perché l’autore non ha avuto alcuna fretta e si è dedicato a celebrare le erbacce. Per dimostrare che anch’esse contengono bellezza e poesia. Ma anche se ne sono privi, esiste un attimo, una sorta di lacerazione che svela, e ci ricorda che non siamo numeri, ma esseri umani. Poi, celebra la forza dell’individuo. In Carver non c’è solo la pesantezza del vivere tra alcol, mancanza di lavoro, tradimenti, o cose che a un certo punto cominciano a girare male, e probabilmente gireranno male per un bel pezzo.

    Esiste la capacità di adattarsi, di andare avanti. C’è sempre o quasi un movimento, un guizzo che dimostra la volontà di adattarsi, senza però arrendersi completamente. Come se fosse inevitabile venire a patti con un destino feroce, che predilige colpire una volta, e poi un’altra. D’accordo, così sia: eppure i personaggi di Carver riescono a ritagliarsi un momento tutto loro. Può essere uno sviluppo improvviso (o meglio, la promessa di uno sviluppo improvviso), e non è detto che dopo sarà migliore; però c’è, godiamocelo. Oppure un ricordo che all’improvviso torna a farci visita. Come nel finale de “I chilometri sono effettivi?”.

    Gli torna in mente quando si è svegliato la mattina dopo che aveva comprato la macchina e l’aveva vista, là nel vialletto, che scintillava nel sole.

    Al termine della lettura di questi racconti si ha voglia di riaprire e rileggere certe parti. Poi, un pensiero attraversa la mente. Quella vita, in fondo è quella che scorre qui accanto, adesso. Prendiamocene un po’ cura. La versione letta da me è quella di Minimum Fax, ma sul sito dell’editore non è più disponibile, e occorre rivolgersi a Einaudi che sta ristampando tutte le opere di Carver.

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  • 4

    Vuoi star zitta per favore?

    Il primo libro di racconti di Carver, ma è già lui con tutte le sue caratteristiche: una prosa asciutta, essenziale, capace di raccontare la scena con poche pennellate precise. Uscito nel 1976. Racconta storie di perdenti: uomini e donne che non riescono a dare senso alla vita, alcolisti, disoccu ...continue

    Il primo libro di racconti di Carver, ma è già lui con tutte le sue caratteristiche: una prosa asciutta, essenziale, capace di raccontare la scena con poche pennellate precise. Uscito nel 1976. Racconta storie di perdenti: uomini e donne che non riescono a dare senso alla vita, alcolisti, disoccupati, coppie che si sono perse e non sanno comunicarsi niente. Qualche volta però esce da queste figure una luce inaspettata, che commuove.

    said on 

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