Will You Please Be Quiet, Please

By

Publisher: Vintage

4.0
(1801)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , Italian , Spanish , French , German , Chi traditional

Isbn-10: 0099530341 | Isbn-13: 9780099530343 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
With this, his first collection, Carver breathed new life into the short story. In the pared-down style that has since become his hallmark, Carver showed how humour and tragedy dwell in the hearts of ordinary people, and won a readership that grew with every subsequent brilliant collection of stories, poems and essays that appeared in the last eleven years of his life.
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  • 5

    Dopo aver letto "Tutta la luce che non vediamo" di Anthony Doerr, mi sono chiesto: cosa posso leggere ora, per mantenere alto il livello qualitativo?
    Senza alcun dubbio mi sono rifugiato in Raymond Ca ...continue

    Dopo aver letto "Tutta la luce che non vediamo" di Anthony Doerr, mi sono chiesto: cosa posso leggere ora, per mantenere alto il livello qualitativo?
    Senza alcun dubbio mi sono rifugiato in Raymond Carver, e non ho sbagliato.

    Carver ha una capacità unica di scrivere per immagini: lo leggi e ti sembra di sfogliare un album fotografico.
    Un talento incredibile e questa capacità di raccontarti un frammento di vita, facendoti capire che c'è stato un prima rispetto alla storia narrata e lasciandoti in sospeso, ad immaginare come possa proseguire.

    Immenso.

    said on 

  • 4

    “Non c’è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto.”
    Questa citazione, di Isaac Babel fu interiorizzata da Carver, si dice che campeggiasse sulla sua scrivan ...continue

    “Non c’è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto.”
    Questa citazione, di Isaac Babel fu interiorizzata da Carver, si dice che campeggiasse sulla sua scrivania in un foglietto 6x12 e lui fu certamente un maestro di tale pratica.
    La sua è scrittura essenziale è perfetta, precisa, semplice e umile come i luoghi e la gente che descrive, gente e luoghi che lui conosce perfettamente ed è per questo che gli riesce tanto bene presentarceli.
    Carver non spreca parole, leggendo i suoi racconti si ha la sensazione di guardare una scatola di fotografie di estranei che a poco a poco ci svelano recondite intimità.
    Chi da un racconto si attende azione, colpi di scena, finali roboanti, farebbe bene ad astenersi da questa lettura; i racconti contenuti in questa raccolta descrivono eventi minimi, ambientati nella routine delle mura domestiche di una società americana medio-bassa: già il titolo ne è sentore.
    I personaggi sono monotoni, umanità ridotta all’osso, incapace di vivere, privi di cultura. Sulla loro monotona quotidianità sopraggiunge un evento che la sconvolge, la inquieta, instilla nevrosi e incombe una minaccia che non ha soluzione ma si evolve, fino alla fine del racconto che sopraggiunge brutale.
    Carver usa gli oggetti nella sua scrittura e gli oggetti si esprimono più delle parole, quel tappetto dove cerchiamo di nascondere le miserie delle nostre esistenze lui lo alza, guarda e se ne va.
    Senza lirismi e giri di parole racconta la miseria e l’aberrazione, l’incapacità di vivere e comunicare e lo fa senza proferire giudizi, restando a margine, senza morbosità, registrando come una macchina da presa, ma con il cuore grande.
    Vuoi star zitta, per favore? Di Raymond Carver

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  • 4

    Con Carver me pasa que cuando termino el libro no sé si realmente me ha gustado, pero quiero leer algo más suyo.
    Y es que cuenta tan poco, que lo cuenta todo. Situaciones tan cotidianas que es imposib ...continue

    Con Carver me pasa que cuando termino el libro no sé si realmente me ha gustado, pero quiero leer algo más suyo.
    Y es que cuenta tan poco, que lo cuenta todo. Situaciones tan cotidianas que es imposible no identificarte con una chica que no puede dormir y pide que la abracen.
    Porque yo también he tenido la sensación de que "no soy lo bastante rápido como para ir reponiendo todo lo que destroza". Al contar escenas tan comunes, no te das cuenta de lo tristes que son hasta que has terminado el relato y entonces piensa mierda, estoy bien jodido.
    Además, habla de un niño que dice "es como... Como si te echara ya de menos sí ahora me pongo a pensarlo" y quién no es niño y quién no echa de menos algo que aún tiene delante.
    La próxima vez que me pregunten "¿qué vas a hacer?" yo también contestaré "seguir viva" y simplemente por eso ya merece la pena el libro y todo lo demás.

    said on 

  • 4

    Cogliere i minuscoli segnali della catastrofe

    Questo è il senso della scrittura di Carver: far permeare da una realtà indifferente e dura piccoli e inquietanti elementi che ci indicano tragedie e sofferenze che incombono su di noi.... Come se gli ...continue

    Questo è il senso della scrittura di Carver: far permeare da una realtà indifferente e dura piccoli e inquietanti elementi che ci indicano tragedie e sofferenze che incombono su di noi.... Come se gli stessi eventi, oggetti, parole della realtà quotidiana fossero una spada di Damocle dalla quale possiamo distogliere gli occhi solo per poco. La grandezza e l'unicità di questo scrittore sta proprio nel saper far percolare da semplici e quotidiani elementi della vita piccole goccie di distruzione in un "senso di crescente disperazione risentita".
    Oltre al racconto finale che dà il titolo alla raccolta, segnalo anche "Egregio Signore,.." e "Cosa ci sarà mai in Alaska".

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  • 3

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. ...continue

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. Come il successivo Cattedrale non posso dire che sia il mio genere, ma qui la scrittura è più in carne, alcuni racconti denotano una struttura più consona e, pur essendo tutti emotivamente importanti, alcuni sono semplicemente perfetti (tra i miei preferiti Perché, tesoro mio? e Biciclette, muscoli e sigarette) in un crescendo dai primi agli ultimi.

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  • 3

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. ...continue

    Libro d'esordio di Carver che conosco solo per Cattedrale. Rispetto a quello, questo libro ha lo stesso tono minimalista, lo stesso interesse realista e lo stesso senso di desolazione e di incompiuto. Come il successivo Cattedrale non posso dire che sia il mio genere, ma qui la scrittura è più in carne, alcuni racconti denotano una struttura più consona e, pur essendo tutti emotivamente importanti, alcuni sono semplicemente perfetti (tra i miei preferiti Perché, tesoro mio? e Biciclette, muscoli e sigarette) in un crescendo dai primi agli ultimi.

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  • 5

    Sospendete i romanzi e lanciatevi sui racconti

    Ho letto romanzi per così tanto tempo che mi ero dimenticata quanto potesse essere intenso un racconto breve. E Carver per questo è il migliore, adoro il suo minimalismo secco, asciutto, dritto. Nessu ...continue

    Ho letto romanzi per così tanto tempo che mi ero dimenticata quanto potesse essere intenso un racconto breve. E Carver per questo è il migliore, adoro il suo minimalismo secco, asciutto, dritto. Nessuno come lui sa catturare dei micro comportamenti umani che apparentemente sono insignificanti ma che invece nascondono l'essenza di una persona, di una relazione, di una vita.
    Ora è tempo di leggere subito un'altra raccolta di Carver.

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  • 5

    "Vuoi star zitta, per favore?" ("Will You Please Be Quiet, Please?") è la prima raccolta di racconti di Carver.
    Sono ventidue storie di uomini e donne in affanno, poveri diavoli a volte rassegnati a v ...continue

    "Vuoi star zitta, per favore?" ("Will You Please Be Quiet, Please?") è la prima raccolta di racconti di Carver.
    Sono ventidue storie di uomini e donne in affanno, poveri diavoli a volte rassegnati a vivere l'esistenza in cui si sono ritrovati, a volte trattenuti dentro una realtà tanto più tragica quanto più rivestita esteriormente da una patina di normalità, da cui si sforzano inutilmente di uscire.
    È una desolante galleria di problemi economici, matrimoni a rotoli, fallimenti, insoddisfazioni personali e incomunicabilità, sullo sfondo di cittadine o ampi spazi rurali dell'alta California, dell'Oregon e dello stato di Washington su fino al confine col Canada.
    Ma soprattutto è un libro splendido, è Letteratura con la L maiuscola, da 5 stelline.

    PS: ci sono tuttavia dei racconti che mi sono piaciuti più degli altri. Nell'ordine: "Loro non sono tuo marito", "Ventiquattro ettari", "Che ci sarà mai in Alaska?", "Scuola serale", "Che si fa a San Francisco?", "La moglie dello studente", "Provi a mettersi nei miei panni", "Jerry, Molly e Sam", "E guarda questa!", "Biciclette, muscoli, sigarette", "I chilometri sono effettivi?".
    E poi continuo a pensare alla lettera di quella povera madre terrorizzata dal figlio sadico... Un racconto diverso da tutti gli altri, sia per la forma sia per la tensione da thriller di cui è permeato.

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  • 4

    Quando scrivere senza enfasi diventa genialità...

    Piccola premessa: se cercate trame avvincenti e colpi di scena, non leggete Carver per favore. Se invece volete scoprire qualcosa di più sul genere umano e sulla miseria che spesso si appiccica alla v ...continue

    Piccola premessa: se cercate trame avvincenti e colpi di scena, non leggete Carver per favore. Se invece volete scoprire qualcosa di più sul genere umano e sulla miseria che spesso si appiccica alla vita di qualcuno di noi, allora godetevi questi racconti essenziali, minimalisti all'eccesso. Qui si raccontano solo vite normali, monotone, senza futuro: umanità vera e ridotta all'osso, umanità succube della propria esistenza insignificante, incapace di costruire rapporti sentimentali e imprigionata nelle proprie scelte. Disagi affettivi, lavorativi, esistenziali: Carver non giudica, non rimedia, non trova soluzioni, ma lascia intravedere la grandiosità del piccolo momento, della quotidianità, del protagonismo fatto di nulla ma vero, reale, immenso solo per il fatto di averlo vissuto. Scrittura impeccabile, cruda ed essenziale ma incredibilmente piena di vita: il dettaglio che lascia intuire il tutto.

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