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William Blake

Selected Poems (Phoenix Poetry)

By William Blake

(12)

| Hardcover | 9780753816554

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Book Description

Hear the voice of the Bard!
Who Present, Past, & Future sees
Whose ears have heard
The Holy Word
That walk'd among the ancient trees.
--from "Songs of Experience"


Both as poet and painter, William Blake created un Continue

Hear the voice of the Bard!
Who Present, Past, & Future sees
Whose ears have heard
The Holy Word
That walk'd among the ancient trees.
--from "Songs of Experience"


Both as poet and painter, William Blake created uncompromising, highly original art. He was strongly influenced by the spiritual: he claimed to have seen angels, and to have spoken with the many supernatural beings who populated his verses and visual images. The many remarkable works gathered in this very special collection come from his Poetical Sketches, There Is No Natural Religion, Songs of Innocence and Experience, The Marriage of Heaven and Hell, Visions of the Daughters of Albion, The Book of Urizen, For the Sexes: The Gates of Paradise, and others. Blake's powerful use of language truly makes it possible--as he wrote in "Auguries of Innocence"--"To see a World in a Grain of Sand, And a Heaven in a Wild Flower."

3 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    I bought it in Huntingdon during a very special congress trip.

    Is this helpful?

    Helena said on Sep 12, 2010 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "A World, A Heaven, The Eternity"

    "A World, A Heaven, The Eternity" in una poesia di William Blake

    I primi quattro versi di questa poesia inglese, "Auguries of Innocence", scritta da William Blake sono, a mio parere, i versi più belli che siano mai stati scritti in tutte le lin ...(continue)

    "A World, A Heaven, The Eternity" in una poesia di William Blake

    I primi quattro versi di questa poesia inglese, "Auguries of Innocence", scritta da William Blake sono, a mio parere, i versi più belli che siano mai stati scritti in tutte le lingue. Versi che trascendono il pensiero, sia laico che religioso, e conducono direttamente al cuore della condizione umana. Blake riassume in semplici, infantili parole la visione del mondo di un bambino quando, in riva al mare, prende la sabbia e fa scivolare i granelli tra le sue dita. Granello dopo granello esamina il suo mondo e lo fa scorrere fermandosi a guardare nella sua innocenza senza tempo.

    Oppure quando, in giardino, è steso a terra a giocare, coglie tra le sue mani un fiore e lo guarda incantato, sorridendo agli angeli che sono scesi giù in terra a salutarlo. Il granello di sabbia è come l’infinito di quel cielo diventato fiore, paradiso da cui proviene e sa di dover ritornare. C’è una invisibile interconnessione tra quegli elementi celesti e terreni che forma un tutt’uno agli occhi del fanciullo in grado di cogliere e discernere la complessità dell’intera creazione, osservandone la parte più minuscola in natura.

    Un granello di sabbia, una foglia, un fiore, per cogliere l’intero ciclo della vita. Senza essere disturbato dalle diversità, dai contrasti, e dalla loro complessità. Solo un granello, un fiore, un cielo. E’ tutta l’intera storia della natura e della sua vita che scorre nelle sue mani e sotto i suoi occhi. Il battito di ali di una farfalla, il ronzio di un’ape, il vagare silenzioso di una formica…

    To see a World in a Grain of Sand
    And a Heaven in a Wild Flower,
    Hold Infinity in the palm of your hand
    And Eternity in an hour.

    Vedere il mondo in un granello di sabbia
    E un paradiso in un fiore selvaggio,
    Tenere nel palmo della mano l’infinito
    E l’eternità in un’ora.

    Sapere, potere e voler cogliere l’attimo della creazione nella sua rivelazione, in serena contemplazione, costituisce forse l’essenza del’infinito. Tutto è connesso. Ma è tutto ancora da scoprire. Ed è detto in questi quattro magici versi del poema che, come una sinfonia, si muove verso la scoperta del mondo. Quei versi sono anche il prologo, la promessa che la scoperta non sarà vana, perchè soltanto attraverso la visione delle semplici piccole cose della natura, si potranno dominare le grandi cose.

    Non sarà mai troppo tardi riconquistare lo spirito della meraviglia con la quale tutti siamo nati, poveri o ricchi, bianchi o neri, ignoranti o intellettuali. Forse i poveri saranno più fortunati perchè meno oberati dal fardello delle cose inutili. Quante volte i nostri figli e nipoti li abbiamo sentiti esclamare: “Guarda papà, vedi nonno, senti mamma: una coccinella! Una farfalla! Posso prendere quella pietra colorata, quel fiorellino rosso? Hai sentito quel cinguettìo…”. Il candore genuino dell’innocenza sembra quasi fermare il tempo ed annullare lo spazio. L’infinito si presenta inaspettato nella sua semplicità. A World, a Heaven, The Eternity, per quel Bimbo, l’Uomo: figlio dell’Universo.

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    Antonio Gallo said on Jul 3, 2009 | Add your feedback

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