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Wind-Up Bird Chronicles

By Haruki Murakami

(1)

| Hardcover | 9780517414712

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Book Description

712 Reviews

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    Dopo IQ84 faccio fatica a dare 5 stelle, ma il libro mi ha lasciato quella sensazione di averci abitato dentro che solo i libri ben scritti lasciano. La storia è fatta più di stasi che di azione, ad un certo punto sembra che tutto debba rimanere com' ...(continue)

    Dopo IQ84 faccio fatica a dare 5 stelle, ma il libro mi ha lasciato quella sensazione di averci abitato dentro che solo i libri ben scritti lasciano. La storia è fatta più di stasi che di azione, ad un certo punto sembra che tutto debba rimanere com'è. Il protagonista stesso fa fatica, porta avanti la sua ricerca faticosamente, non sa cosa deve cercare, ma il suo impegno è profondo e senza compromessi. L'intreccio tra la sua quotidianità, fatta di piccoli gesti minuziosamente descritti, e "l'altra dimensione", che balugina nella sua inafferrabilità, contraddistingue la trama. Metafora dell'impossibilità di afferrare la realtà, quella degli eventi che ci trascinano e quella dentro di noi. Ma il protagonista ha un obiettivo, la sua realtà ha un nome e un cognome e tutto il resto viene piegato in funzione di esso. L'importanza di avere almeno un'idea chiara in mezzo a confusione, stranezze, personaggi bizzarri, alberghi labirintici, inconsci feriti....

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    Effimera said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ancora un viaggio dentro se stessi, attraverso le allegorie tipiche di Murakami. Il pozzo dei sentimenti, la meditazione, il sogno. L'amore e la ricerca. Col contorno di personaggi strani e interessanti che la mente geniale dell'autore sa regalarci.

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    francescamare said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una lettura lunghissima e interminabile, ma alla fine....boh...io non l'ho mica capito!

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    Giuly said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un bravo editor, forse, avrebbe potuto trasformarlo in un buon libro, come un giardiniere che sfoltisca una siepe troppo frondosa. Il romanzo, infatti, andrebbe ampiamente tagliato per porre un limite all’incontinenza di Murakami, che qui risulta par ...(continue)

    Un bravo editor, forse, avrebbe potuto trasformarlo in un buon libro, come un giardiniere che sfoltisca una siepe troppo frondosa. Il romanzo, infatti, andrebbe ampiamente tagliato per porre un limite all’incontinenza di Murakami, che qui risulta particolarmente infruttuosa o tutt’al più genera un albero carico di frutti acerbi. La mole del libro non spaventerebbe se il contenuto fosse all’altezza e meritasse tanto spazio. Riesco facilmente ad immaginare Gordon Lish, forbici in mano, intento a scorticare vivo il corpo obeso del romanzo fino a far emergere l’essenziale. La scrittura è poco matura, ossessionata da metafore spesso banali. Ossessiva nelle descrizioni che spesso non aggiungono nulla a quanto già detto, nemmeno a livello di atmosfera o realismo interno. Incapace di cambiare stile quando si frammenta in racconti di personaggi diversi dal protagonista. Perfino l’idea totalizzante di introspezione profonda, fulcro dogmatico della narrazione, non riesce ad essere originale, forte e focale, in un libro che si disperde nelle sue ambizioni come brandelli di carta al vento.

    [Sì, le metafore di questa recensione erano ironiche.]

    Nota sull’edizione: Qualche refuso in un libro di 832 pagine è accettabile, ma la quantità che ho trovato è davvero vergognosa.

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    tiamotiodio said on Jul 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    intermezzare DF Wallace con Murakami per prendere fiato

    dopo 270 pagine si è chiarito che sto matrimonio ha molteplici cazzi per via del vuoto e delle correnti e che succedono delle cose strane ogni volta che murakami perde i gatti.
    Attendo con ansia lo sciogliersi degli enigmi...

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    dopo 270 pagine si è chiarito che sto matrimonio ha molteplici cazzi per via del vuoto e delle correnti e che succedono delle cose strane ogni volta che murakami perde i gatti.
    Attendo con ansia lo sciogliersi degli enigmi...

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    sono indecisa tra le tre e le quattro stelle. se ci fosse la possibilità lo voterei tre e mezzo.. se siete amanti dei viaggi onirici e del realismo descrittivo il romanzo sicuramente vi conquisterà , ed in effetti è proprio per lo stile narrativo discorsivo e leggero che alla fine mi strappa la quarta stella, comunque ci tengo a sottolineare non è il libro di murakami che più mi abbia colpito (a parte il capitolo dove e come si scuoia un uomo al sole ancora vivo e quello dove infondo ad un pozzo si fa esperienza del se: suggestivo quest'ultimo, almeno un pò) Il personaggio di Okada Toru è un pò stranino però .. c'è un limite comunque all'introspezione dopo un pò è autismo secondo me!! :)

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    Sere said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tanto fumo, poca carne.

    Era passato quasi un anno dal mio ultimo libro di Murakami, "Nel segno della pecora", e così ho deciso di prenderne un altro, perché devo essere sincero, finora non lo ho mai apprezzato a pieno (tranne in Norwegian wood) però il suo modo di scrivere ...(continue)

    Era passato quasi un anno dal mio ultimo libro di Murakami, "Nel segno della pecora", e così ho deciso di prenderne un altro, perché devo essere sincero, finora non lo ho mai apprezzato a pieno (tranne in Norwegian wood) però il suo modo di scrivere dopo un pò mi manca. Proprio questo, lo stile, è quello che apprezzo di più in Murakami, sono convinto che con il suo dire e non dire, con le sue descrizioni accurate, con il suo segmentare la realtà, riuscirebbe a farmi leggere con piacere anche 2000 pagine di istruzioni di un qualsiasi robot da cucina. Ma allora perché prima ho detto che non mi convince a pieno se il suo stile riesce a coinvolgermi così? Semplice, perché nel 90% dei casi non dice nulla. Un romanzo, di base, è una storia che viene raccontata ai lettori, e, come tutte le storie ha un inizio, un corpo e una fine. La bravura dello scrittore sta proprio nel riuscire, tramite artifizi letterari, stile o quant'altro, a raccontare questa storia nel miglior modo possibile. Il problema, a mio avviso, sta proprio nel fatto che spesso Murakami non sa dove vuole andare a parare con quello che scrive, e non è infatti un caso se, secondo me, Norwegian wood è il libro che ho più apprezzato. Il motivo è semplice, Norwegian wood parla prevalentemente di fatti concreti e non di onirico. Va bene il realismo magico, va bene la libertà di interpretazione postmodernistica che fa si che ognuno legga in quello che scrive ciò che più lo/la aggrada, ma forse in alcuni casi esagera. Cioè, alla fine di questo libro la prima cosa che ho pensato è stata "Cosa voleva dirci?", e la risposta è "Tutto e niente". Il punto è che da l'idea di essere stato scritto senza una linea iniziale, e che quindi nel corso della scrittura non sa neanche lui dove andare a parare. La trama è semplice, il protagonista è il classico uomo di mezza età di Murakami, che si trova a fare i conti con se stesso e con la sua vita (già visto in "Nel segno della pecora"). Un bel giorno gli scompare il gatto e improvvisamente inizia anche a ricevere telefonate misteriose da una donna sensuale. Poco dopo scompare anche la moglie. Da quel giorno il nostro Toru inizia la sua ricerca, che è prevalentemente statica, infatti nel corso del romanzo raramente esce dal suo quartiere, però all'interno della sua vita entrano decina di personaggi bizzarri, ognuno che porta qualcosa al racconto e così, tutti insieme, non portano nulla (scusate la contraddizione). Cento pagine per raccontare una guerra di 50 anni prima che poi viene abbandonata dalla storia per poi essere ripresa. Bello il simbolismo dell'uomo nel pozzo, metafora della ricerca in se stesso, ma ripetitivo. Lettere assurde di un'adolescente morbosa che non trovano mai risposta che vengono proposte e riproposte. Personaggi che entrano nel racconto e ne escono senza apportare nulla se non la loro presenza, ad un tratto la stessa adolescente di cui sopra dice al protagonista "Lei ha troppe donne, signor Toru". Ecco, precisamente, troppo. Amo lo stile di Murakami, come riesca a sezionare ogni attimo del racconto, anche aprire una birra ha una programmazione implicita, prendere la birra, prendere il cavatappi, gettare il tappo nella spazzatura e così via. Sembra analizzare ogni cosa che fa e lo stesso fa con i sentimenti, li vive e racconta in maniera distaccata, da spettatore, riuscendo a discernere il dolore dalla compassione, l'infatuazione dall'amore. Però come già detto, magari è solo un mio gusto personale, lo preferisco quando è meno onirico e più reale. Questo alla fine un pò come 1Q84 è un libro che parte benissimo, come un potenziale capolavoro, ma poi si perde prima della metà. E proprio come in 1Q84 il finale è semplice e banale, e dopo aver letto 800 pagine ci si aspetta (anzi, si desidera) qualcosa di più. Rileggerò Murakami perché amo il suo stile ma questo mi ha convinto a metà.

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    Giovannino said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

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