Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Winesburg, Ohio

By

Publisher: Acantilado

4.1
(630)

Language:Español | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , German , Italian , Catalan , French , Japanese , Dutch

Isbn-10: 849264916X | Isbn-13: 9788492649167 | Publish date: 

Also available as: Others , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

Do you like Winesburg, Ohio ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
El jóven George Willard, reportero del periódico local, observa la vida de los habitantes de su pequeño pueblo, Winesburg. La mirada del narrador construye, a partir de lo cotidiano y gris, un fascinante retrato humano, pulcro y detallado, de enorme realismo poético y finísima penetración.
Sorting by
  • 4

    Singolare raccolta di racconti del 1916, ciascuno dei quali ha per protagonista un abitante di uno sperduto villaggio dell'Ohio presso il lago Erie. L'elemento di raccordo delle vicende narrate, ...continue

    Singolare raccolta di racconti del 1916, ciascuno dei quali ha per protagonista un abitante di uno sperduto villaggio dell'Ohio presso il lago Erie. L'elemento di raccordo delle vicende narrate, oltre al villaggio, è il giovane George Willlard, cronista del giornaletto locale. Si potrebbe considerare questo libro come un utile documento sulla vita nelle cittadine rurali americane all'epoca dell'inurbamento, ma non è questo il punto: in realtà, i racconti tracciano un percorso, programmato e analitico, nel labirinto dei pensieri, delle visioni, delle aspirazioni e delle solitudini dell'uomo che intravvede (come si legge alla fine del penultimo racconto) "la cosa che rende possibile la vita adulta agli uomini e alle donne nel mondo moderno". Chiaramente programmatico è, difatti, il primo racconto, che ha per protagonista - guarda caso - "un vecchio scrittore con i baffi bianchi", che scrive un Libro delle caricature, sulla base della teoria per cui, "nel momento in cui qualcuno s'impadroniva di una verità e diceva che quella era la sua verità e provava a vivere secondo essa, egli diventava una caricatura e la verità che abbracciava diventava una falsità": i racconti sono dunque proprio quel libro, una teoria di caricature nevrotiche di soggetti che si scontrano con l'ostilità-incomprensibilità di un mondo nuovo ed immenso che sta rapidamente cambiando, e che affannosamente cercano in sé uno spazio di libertà che finisce, però, per costituire una gabbia ancor più stringente. Leggendo queste prose apparentemente semplici, al limite del naive (al punto che sorgono dubbi sulla traduzione: di qui la stella in meno), nelle quali i ritratti si stagliano in tutto il loro chiaroscuro, provavo irritazione di fronte alla trovata ingenua di affidare il meccanismo narrativo all'inverosimile figura del cronista che vede e registra tutto, al quale tutti si rivolgono per raccontare la propria storia. Poi ho capito: George Willard non funziona perché non è Anderson; Anderson è il puritano Jesse Bentley, che cerca sempre la conferma della propria salvezza in un dialogo-lotta biblico con il suo Dio inconoscibile, è Alice Hindman, che attende in piena consapevolezza un ritorno che non avverrà, è Seth Richmon, il pensatore, che sembra già un personaggio della McCullers, è soprattutto Enoch Robinson, che vive e dialoga con i suoi fantasmi finché l'incontro con una donna non li fa sparire... Uomini e donni veri, profondamente americani. E l'influenza su chi verrà dopo è facile da scorgere: "Si rabbrividisce all'idea che la vita non significa nulla, mentre al contempo, se la gente della cittadina è la propria gente, si ama la vita così intensamente che vengono le lacrime agli occhi"; non è Cheever?

    said on 

  • 5

    L'incontro con I racconti dell'Ohio è stata casualmente interessante. Mentre guardavo un film, La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, in una scena si vede uno dei protagonisti, Matteo, che ...continue

    L'incontro con I racconti dell'Ohio è stata casualmente interessante. Mentre guardavo un film, La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, in una scena si vede uno dei protagonisti, Matteo, che tiene in mano questo libro. Nel giro di qualche giorno l'ho recuperato e letto tutto d'un fiato. Bellissimo, poetico, coinvolgente. Si scivola lentamente in questa atmosfera della provincia americana di fine ottocento. Winesburg (cittadina immaginaria) è diventata la mia cittadina. I suoi personaggi sono diventati miei concittadini. Trasportata in un mondo sconosciuto eppure familiare. Racconti leggeri ma pieni di dettagli. Ogni persona è descritta con cura e i ritratti psicologici sono centrati. Bella scoperta! Un film bellissimo che mi ha condotto ad un libro bellissimo.

    said on 

  • 4

    È l'Antologia della Spoon River dei vivi, come l'ha definita Vinicio Capossela nell'introduzione, impressione che avevo avuto anch'io fin dalle prime pagine. È un libro molto intenso, benché parli ...continue

    È l'Antologia della Spoon River dei vivi, come l'ha definita Vinicio Capossela nell'introduzione, impressione che avevo avuto anch'io fin dalle prime pagine. È un libro molto intenso, benché parli di normalità, di quotidiano, di abitudini e di neutralità di fronte agli eventi della vita. George Willard è l'alter ego di Sherwood Anderson, l'unico personaggio presente in quasi tutti i racconti, l'unico che avrà la forza d'imboccare una nuova strada, verso una vita diversa anche se segnata dalla sua Winesburg. Molto bello.

    said on 

  • 3

    I don't know, it's probably my fault. I could see its magic only at times, and the other times I was not sure whether the book was taking the direction of a collection of short stories or a novel ...continue

    I don't know, it's probably my fault. I could see its magic only at times, and the other times I was not sure whether the book was taking the direction of a collection of short stories or a novel with George Willard as a protagonist.

    said on 

  • 5

    http://librosulcomo.it/2014/05/i-racconti-dell-ohio/

    Il rapporto con Dio. Ecco uno dei tanti volti che emergono da questo capolavoro di Sherwood Anderson, I racconti dell’ Ohio, edito da Newton ...continue

    http://librosulcomo.it/2014/05/i-racconti-dell-ohio/

    Il rapporto con Dio. Ecco uno dei tanti volti che emergono da questo capolavoro di Sherwood Anderson, I racconti dell’ Ohio, edito da Newton Compton. Il rapporto con Dio che è rapporto con la terra, vissuto in un orizzonte iniziatico, orizzonte temporale come origine di una nuova era, gli albori del materialismo proprio dell’età capitalistica.

    L’opera viene pubblicata per la prima volta nel 1919, ma il tempo della narrazione è ormai storico; riguarda, infatti, quel periodo che segue la guerra civile americana (guerra di secessione), anni a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. All’interno di questo riferimento temporale ruotano le 24 storie, voci di 24 diversi personaggi, abitanti di Winesburg, Ohio, che sembrano rivolgersi a un’unica figura: il giovane George Willard. Costui è, infatti, il cronista del giornale locale, il <<Winesburg Eagle>> ed è il collante delle 24 vite che si susseguono senza ordine preciso, in questo insieme. In quanto giornalista è proprio George l’orecchio del paese, colui che si muove nel piccolo villaggio in ascolto di tutti quelli che hanno qualcosa da dire. Si apre così la dimensione del racconto, quella in cui i diversi personaggi, il dottore, il filosofo, la maestra, il reverendo, la madre, ecc., rivelano un’intimità inquieta, fatta di desideri repressi e conflitti taciuti troppo a lungo. Ciascuno di questi uomini e donne di Winesburg, Ohio, trattiene dietro di se un passato nascosto, in cui il fallimento si manifesta come l’elemento dominante, causa di un presente fatto di sofferenza e frustrazione. Il desiderio di essere amati è ciò che George Willard percepisce nelle loro voci in quei momenti di confidenza, quando la facciata apparente di una vita rispettabile e quotidiana si frantuma di fronte a un impulso prepotente. Sono le voci figlie del mutamento, del più grande cambiamento avvenuto nella storia, quando la dimensione ordinata e pacifica del paesaggio rurale sta per lasciare il posto alla frenesia delle macchine e delle riviste. Vite che, toccate perifericamente da questo grande capovolgimento, ne percepiscono, in lontananza, la presenza che si manifesta, come è solito, in una profonda crisi. “I racconti dell’Ohio”, libro che rientra tra i classici della narrativa, può essere definito, senza esagerare, un capolavoro. Si ritrovano, al suo interno, le grandi questioni che hanno interessato tutto il Novecento: l’avvento delle macchine nell’antica dimensione rurale che trasforma il rapporto con il lavoro e con la terra; il mutamento vissuto intimamente come momento di crisi, con il manifestarsi di quei conflitti interiori e quelle nevrosi che furono portate alla conoscenza dell’uomo dalla psicanalisi freudiana; il desiderio di abbandonare il luogo natio, troppo piccolo e angusto, troppo chiuso di fronte a un avvenire ricco di speranze; l’imporsi di quella Volontà di Potenza, il volto dell’uomo moderno, che Nietzsche aveva elevato ad emblema del secolo scorso. Per ultimo, il mutato rapporto con Dio, un rapporto antico che, se da un lato esigeva dei sacrifici, pentimenti, e il timore del peccato, dall’altro lato si rivelava in un bisogno diretto, immediato, intimo, a sostegno di una fede come unico riferimento della vita. “Più tardi, quando rincasava, e si faceva avanti la notte piena di stelle, era più difficile tornare al vecchio sentimento di un Dio vicino e personale che viveva nel cielo soprastante e che poteva, ad ogni istante, allungare la sua mano e toccargli la spalla affidandogli un compito eroico da svolgere. La mente di Jesse era ferma sulle cose che aveva letto nei giornali e sulle riviste, sulle fortune da farsi…”.

    said on 

  • 3

    a Winesburg si ride senza allegria. a Winesburg tutti hanno gli occhi azzurri grigi. Villaggio dei dannati?. a Winesburg, che due palle, a Winesburg.

    said on 

  • 4

    Questi racconti hanno in comune il luogo, Winesburg, una fittizia piccola cittadina dell'ohio e un personaggio, George Willard, giovane cronista di cronaca locale e spirito di Winesburg. Anderson ...continue

    Questi racconti hanno in comune il luogo, Winesburg, una fittizia piccola cittadina dell'ohio e un personaggio, George Willard, giovane cronista di cronaca locale e spirito di Winesburg. Anderson narra le vicende di alcuni abitanti di Winesburg verso la fine del XIX secolo. Si tratta di outsiders con delle singolari personalità e delle storie spesso sfortunate.Ben scritto.

    said on 

  • 0

    Exile on Main Street

    La vita è una cosa elastica, che scorre. Non ci sono storie a trama fissa nella vita. (Sherwood Anderson, “Memoirs”)

    Amos Oz voleva fare lo scrittore ma era insoddisfatto delle sue storie, gli ...continue

    La vita è una cosa elastica, che scorre. Non ci sono storie a trama fissa nella vita. (Sherwood Anderson, “Memoirs”)

    Amos Oz voleva fare lo scrittore ma era insoddisfatto delle sue storie, gli sembravano insignificanti. Finché non gli capitò in mano “Winesbourg, Ohio” ed ebbe la classica illuminazione. Comprese che è possibile raccontare di personaggi ordinari, con vite ordinarie, in un ambiente ordinario. Sono le piccole mele vizze, scartate dai raccoglitori, brutte di aspetto ma ugualmente buone e succose.

    Questo romanzo per racconti è responsabile, quanto meno, del più grande scrittore israeliano contemporaneo. Ma il suo impatto sulla narrativa, soprattutto americana, è devastante. Si può arrivare fino a Carver, che porterà all’estremo il processo di Anderson e, con metodo michelangiolesco, toglierà ai suoi personaggi la biografia e l’ambiente per lasciare le sue impareggiabili fotografie.

    Main Street è uno spazio ma è anche un luogo mentale. La via principale delle piccole città, così importante nel Midwest, l’Ohio di Anderson, è il luogo di incontro, lo spazio comune. Il posto in cui le persone interagiscono e si relazionano mostrando il loro aspetto pubblico. Ma ogni vita è fatta di molto altro. E spesso quello che si vede è solo la punta di un iceberg. Main Street è lunga, inizia e finisce nella campagna. Si dipartono i vicoli, e nelle vie parallele ci sono il retro delle case e delle botteghe. I luoghi in cui si compiono le esperienze, in cui si conosce, in cui si cresce. Sherwood Anderson racconta storie che grattano la facciata di Main Street per farci sapere che ogni persona, ogni vita ha il diritto di assurgere ad argomento letterario.

    Siamo alla fine dell’Ottocento. La Guerra di Secessione si sente ancora ma si sta preparando una nuova rivoluzione, che sta per trasformare gli Stati Uniti. L’agricoltura, che resterà, sarà però affiancata e superata dall’industria e dai commerci, dalle tecnologie e dalle vie di comunicazione. È la grande epopea delle fasi di passaggio, in cui gli uomini si trovano tirati dal passato e dal futuro, sono tentati di resistere e di cambiare. Gli albori dell’era più materialistica nella storia di questo mondo, quando le guerre saranno combattute senza patriottismo, e gli uomini dimenticheranno Dio per attenersi solo a precetti morali, quando la volontà di potere rimpiazzerà la volontà di servire, e la bellezza verrà quasi dimenticata, nell’agghiacciante tutto a capofitto dell’umanità verso altri possedimenti materiali

    E, se ci fossero dubbi sulle intenzioni dell’autore, in un passaggio del libro, a quello che si può definire il protagonista, George Willard, vengono rivolte queste parole. Se vuoi diventare uno scrittore devi smettere di giocare con le parole. Non devi diventare un venditore ambulante di parole. L’importante è imparare a conoscere cosa la gente ha in mente, non quello che dice. Amos Oz – ma non solo – ringrazia.

    said on 

Sorting by